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CS3D: LA COMMISSIONE EUROPEA DÀ LA SUA APPROVAZIONE FINALE

di Matteo Castelnuovo | 18/07/2024

Il 24 maggio 2024, il Consiglio della Commissione Europea ha adottato formalmente la direttiva relativa alla Corporate Sustainability Due Diligence. Questa è stata l'ultima fase del processo decisionale in merito a una regolamentazione attesa da tempo e utile a portare sempre di più le aziende di ogni dimensione a guardare verso quel valore, ormai imprescindibile, che è la sostenibilità.

Un aggiornamento su cui le aziende dovranno porre grande attenzione, in termini di adempimenti e adeguamenti, e che abbiamo voluto comprendere meglio in questo articolo, anche in vista della prossima edizione autunnale del Business Leaders Summit - l'evento deducato al mondo dei C-level dell'impresa contemporanea e organizzato da Business International, la knowledge unit di Fiera Milano, che si terrà presso lo Spazio FIELD di Palazzo Brancaccio a Roma, il prossimo 26 e 27 novembre 2024.

 

LA DIRETTIVA EUROPEA

La direttiva adottata, quindi, introduce obblighi per le grandi imprese in merito agli impatti negativi delle loro attività sui diritti umani e sulla protezione dell'ambiente. Il nuovo impianto regolatorio stabilisce, inoltre, le responsabilità connesse a tali obblighi. Le norme, infatti, riguardano non solo le operazioni delle società, ma anche le attività delle loro controllate e quelle dei loro partner commerciali lungo la supply chain e in relazione alle attività delle singole società che vanno a comporrela catena del valore dell'intera filiera di riferimento. Le grandi imprese devono, così, assumersi le proprie responsabilità nella transizione verso un'economia più verde e una maggiore giustizia sociale, ma anche nei confronti del trasferimento di una migliore education dei fornitori e una maggiore attenzione a valori di grande rilevanza per i mercati.

"La direttiva sulla due diligence delle imprese nei confronti della sostenibilità offrirà in questo modo la possibilità di sanzionare gli attori che violano i loro obblighi. Si tratta di un passo concreto e significativo verso un futuro migliore in cui vivere per tutti", ha commentato Pierre-Yves Dermagne, vice primo ministro belga e ministro dell'Economia e dell'Occupazione Ambito di applicazione, attività e responsabilità civile.

 

COSA CAMBIA PER LE IMPRESE

La direttiva riguarderà le imprese con più di 1 000 dipendenti con un fatturato superiore a 450 milioni di euro e le loro attività che vanno dalla produzione a monte di beni o la fornitura di servizi, alla distribuzione, al trasporto o allo stoccaggio a valle dei prodotti. Le imprese interessate dalla legislazione adottata oggi dovranno adottare e attuare un sistema basato sul rischio per monitorare, prevenire o porre rimedio ai danni relativi ai diritti umani o all'ambiente individuati dalla direttiva. Un impegno legislativo, questo, che impone alle aziende di garantire che i diritti umani e gli obblighi ambientali siano rispettati lungo tutta la loro supply chain. Se viene individuata una violazione di tali obblighi, le società dovranno adottare le misure appropriate per prevenire, mitigare, porre fine o ridurre al minimo gli impatti negativi derivanti dalle proprie operazioni, da quelle delle loro controllate e da quelle dei loro partner commerciali nella loro catena di attività.

Le aziende possono essere ritenute responsabili per i danni causati e dovranno fornire un risarcimento completo. Le imprese interessate dalla direttiva dovranno, inoltre, adottare e attuare un piano di transizione climatica in linea con l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

 

NEXT STEP DI ADEGUAMENTO

A seguito dell'approvazione dello scorso maggio da parte del Parlamento europeo, attraverso il voto del Consiglio, l'atto legislativo è stato adottato. Dopo essere stata firmata dal Presidente del Parlamento europeo e dal Presidente del Consiglio, la direttiva è stata poi pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea ed è entrata in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione. Gli Stati membri disporranno, poi, di due anni per attuare i regolamenti e le procedure amministrative necessarie per conformarsi a questo testo giuridico. La direttiva si applicherà a seconda delle dimensioni delle imprese seguendo questo calendario:

  • 3 anni dall'entrata in vigore della direttiva per le imprese con più di 5 000 dipendenti e un fatturato di 1 500 milioni di euro
  • 4 anni dall'entrata in vigore per le aziende con più di 3.000 dipendenti e 900 milioni di euro di fatturato
  • 5 anni dall'entrata in vigore della direttiva per le imprese con più di 1 000 dipendenti e un fatturato di 450 milioni di euro

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Marketing & Innovation

KPI E ROI IN AMBITO IA? CONCETTI ANCORA SCONOSCIUTI. SOLO 3 DIRIGENTI SU 10 A LIVELLO GLOBALE INVESTONO SULLA BASE DI METRICHE MISURABILI

In un epoca in cui l'AI sta permeando ogni azione, processo o decisione, a livello globale, se è vero che per il 60% dei C-level oggi l’IA risulta essenziale in senso generale, d'altro canto è altrettanto vero che solo il 44% degli executive di grandi imprese  non ha una chiara governance e processi decisionali in atto per guidare le iniziative di intelligenza artificiale e in Europa il 31% dei componenti della C-suite crede che la strategia migliore sia adottare un approccio “wait and see”. Mentre, in Italia, se il numero dei C-level che ritiene fondamentale un assessment quantitativo è sopra alla media (53%), più alto è anche il timore per la carenza di personale qualificato. 

 

Sono questi alcuni dei principali aspetti emersi dalla recente ricerca dal titolo “AI-driven transformation: Becoming an augmented organization” , realizzata da BearingPoint e di cui vi proponiamo di seguito un'analisi dettagliata, stilata anche in vista della prima edizione di METS - Milano Emerging Technologies Summit - l'evento, dedicato al mondo delle applicazioni di tecnologie emergenti per l'impresa, che si svolgerà il prossimo 11 e 12 novembre 2024 presso gli avveniristici spazi di Monte Rosa 91 a Milano.

 

LO STUDIO

Lo studio, basato su insight raccolti da 700 dirigenti C-level di imprese di grandi dimensioni attive in Europa, Stati Uniti e Asia, sottolinea la necessità di adottare l'IA non solo come strumento tecnologico, ma come imperativo strategico, evidenziando l'urgenza per le aziende di trasformarsi in “organizzazioni aumentate” per mantenere la competitività in un mercato in rapida evoluzione.

 

TRA ENTUSIASMO ED ECCESSIVA CAUTELA, LA SFIDA DELL’IA PER LE AZIENDE MONDIALI E' STRUTTURALE

Anche se l'entusiasmo della C-suite verso l'adozione dell'IA è un prerequisito fondamentale per il successo per il 60% dei rispondenti a livello globale e la stessa percentuale la ritiene essenziale oggi, il 44% non ha ancora stabilito una chiara governance e processi decisionali, e meno di un terzo afferma di aver sviluppato delle linee guida comprensive e trasparenti per guidare le iniziative di IA. Inoltre, solo il 34% delle organizzazioni basa sistematicamente le proprie decisioni di investimento su metriche misurabili. I criteri più comuni utilizzati per dare priorità alle diverse iniziative di IA includono l’aumento di produttività ed efficienza e - soprattutto tra gli early-adopter - il miglioramento della customer experience e l’aspettativa di un aumento delle vendite. Puntando la lente di ingrandimento sull’Europa, inoltre, la ricerca osserva come il 31% dei dirigenti adotti un approccio attendista, dimostrando ancora un significativo livello di cautela nell'adozione delle nuove tecnologie.

 

Claudio Brusatori, Partner & Practice Leader di BearingPoint Italia, commenta: “Questo scetticismo potrebbe rallentare l'innovazione e impedire alle aziende di sfruttare appieno le potenzialità dell'IA. In un contesto competitivo globale e di fronte ad aspettative sempre più alte da parte di clienti e pubblico, le aziende attendiste corrono il rischio di perdere rapidamente competitività nei confronti di rivali più coraggiosi che sfruttano l'intelligenza artificiale per migliorare le capacità e l'efficienza operativa, per reinventare l'esperienza dei clienti e dei dipendenti e, in ultima analisi, sconvolgono la propria catena del valore per rimanere rilevanti sul mercato”.

 

C-LEVEL ITALIANI TRA I PIU' ENTUSIASTI: GOVERNANCE E ROI GUIDANO LA FIDUCIA VERSO L'iA, MA MANCANO LE SKILL

E l’Italia? Non è assolutamente il fanalino di coda. Anzi, lo studio mostra come nel nostro Paese l’IA sia identificata come priorità strategica anche ai livelli più alti dell’organizzazione, con organi decisionali e operativi dedicati che riportano regolarmente al direttivo, evidenziando un livello di governance superiore al 70% globale. Inoltre, l’Italia si distingue per l’uso di assessment quantitativi nelle decisioni sulle iniziative di IA, posizionandosi al secondo posto dopo l’Asia: il 53% dei rispondenti si basa su un impatto di business misurabile e sul ROI atteso, fondamentali per costruire la fiducia verso questa tecnologia. Per quanto riguarda i criteri di adozione dell'IA, l’84% delle organizzazioni italiane considera la produttività e l'efficienza come criteri principali (vs 75% globale). Tuttavia, il gap di talenti rimane una preoccupazione significativa, con il 58% degli italiani che esprime timore per la carenza di personale qualificato, soprattutto nelle aree della pianificazione e sviluppo di strategie di Gen IA, nella gestione e governance dei dati, e nel settore della compliance e dell’etica. È fondamentale, quindi, che le organizzazioni investano in tecnologia e formazione per colmare il gap di competenze e costruire fiducia nell'IA: lo pensa l’84% dei partecipanti italiani allo studio.

 

L’IA SPADA E SCUDO: PER BEARINGPOINT DIVENTARE UN'ORGANIZZAZIONE AUMENTATA E' OBIETTIVO STRATEGICO

“Come sottolinea il nostro studio, una governance efficace dell'IA, l’ottimizzazione strategica degli investimenti, l'empowerment della forza lavoro e la costruzione di fiducia nell'IA sono i quattro pilastri fondamentali per diventare un'organizzazione aumentata e mantenere la competitività in un mercato globale in rapido cambiamento. In BearingPoint supportiamo quotidianamente i nostri clienti nel loro processo di trasformazione e adozione dell’IA tramite un approccio olistico, definendo col top management la strategia più opportuna - che sia sempre focalizzata su obiettivi di business concreti e misurabili -, identificando con le linee di business gli use-case più adatti e vincenti, delineando con le risorse umane i profili dei talenti necessari a supportare il cambiamento, e disegnando con i team IT un futuro tecnologico che abiliti all’uso pervasivo dell’IA nei processi aziendali”, continua Brusatori. Un utilizzo su cui peraltro la stessa realtà consulenziale sta basando la propria ricerca e sviluppo attraverso l'individuazione di soluzioni in grado di offrire metriche valide e supportive per la definizione di roadmap e obiettivi realmente raggiungibili e oggettivamente misurabili e interpretabili al fine di renderli veri e propri KPI su cui basare le strategie di business. Piergiorgio Stano, Data, Analytics & AI Lead di BearingPoint Italia aggiunge: “In BearingPoint abbiamo sviluppato uno strumento basato sull'intelligenza artificiale - GenXplore - in grado di restituire un'analisi completa dell'impatto dell'IA in tutti i settori aziendali. Utilizzando le descrizioni delle mansioni del cliente come input, GenXplore offre valutazioni quantitative per il confronto e la definizione delle priorità in pochi giorni, facilitando la pianificazione strategica e l'adozione efficace dell'IA. Si tratta di un approccio innovativo, che sta consentendo ai nostri clienti di identificare rapidamente le aree in cui ottenere i maggiori benefici dall’utilizzo della Gen AI, avviare use-case ad alto valore aggiunto e un ROI quantificabile ex-ante”.

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Top Management

SPECIALE SOSTENIBILITÀ E IMPRESA: DOVE STANNO ANDANDO E QUALI SONO I PROSSIMI PASSI PER LE AZIENDE ITALIANE?

Mentre il #GreenDeal europeo sta lentamente prendendo forma, affrontando numerosi ostacoli politici e anche rischi imprevisti, soprattutto sotto un profilo economico e degli investimenti, secondo i dati della ricerca “Sostenibilità e innovazione: dalla visione all’azione”, realizzata da Impronta Etica con il contributo di Sustainability Makers, in Italia la sostenibilità è sempre più centrale per il mondo del business.

Il 79,3% delle aziende nella nostra penisola ha intrapreso percorsi di innovazione e cambiamento, focalizzandosi sul miglioramento dell’impatto sociale e ambientale delle proprie attività. Il 51,1% ha al suo interno gruppi di lavoro impegnati nell’innovazione sostenibile. Mentre, il 53,3% ha destinato un budget specifico ad attività sostenibili. Dati questi che fanno ben sperare, anche se, come sottolinea l’ultima analisi proposta da Cerved sul tema, l’Italia ha ancora molta strada da fare in questo senso, posizionandosi, rispetto alle altre nazioni del Vecchio Continente, come ultima sotto il profilo dello sviluppo economico legato alla sostenibilità, 15esima nella classifica generale e 9* sotto il profilo della sicurezza ambientale.

Qual è allora il vero stato dell’arte della sostenibilità italiana? Ne abbiamo parlato in questo episodio speciale di "Question from the Club", dedicato al tema, insieme al Ministro dell’ambiente e sicurezza, Gilberto Pichetto Fratin, Monica Mantovani, Client Officer di Ipsos e Alessandro Foti di AIAS - Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza, che abbiamo avuto modo di incontrare nel corso dell’ultima edizione dell’Innovation Training Summit di Roma, organizzato da Ecosistema Formazione Italia - EFI.

 

 

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Top Management

IL 2024 SARA' L’ANNO DELLA ROBOTICA AVANZATA E DELL'AUTOMAZIONE

Secondo gli analisti internazionali di MarketsandMarkets, il mercato globale dell’industrial robotics ha raggiunto i 17 miliardi di dollari nel 2023 e potrebbe superare i 32.5 miliardi di dollari nel 2028, con un tasso di crescita anno su anno del 13.8%. La crescente domanda di robot collaborativi in differenti settori, e l’aumento dell’adozione di sistemi di industry 4.0 e di algoritmi di intelligenza artificiale, sono tra i principali fattori che stanno contribuendo allo sviluppo del settore. A tal punto che se guardiamo nello specifico al mercato dei robot collaborativi, notiamo come secondo gli esperti il mercato nel 2024 potrebbe raggiungere gli 1.9 miliardi di dollari a livello globale e nel 2030 potrebbe superare gli 11.8 miliardi di dollari con un tasso di crescita composito annuo del 35.2%.

 

Cifre che portano i ricercatori a dire che questo sarà l’anno della robotica avanzata e dell’automazione per il mondo dell’industria.

 

Quali sono però i passi giusti da compiere per approcciare e gestire questa innovazione nel modo giusto? Ne abbiamo parlato insieme ad Alessandro Eros Piscioneri, Global Head of Product and Solution Management di Comau, in questo nuovo episodio di "#QuestionfromtheClub".

 

 

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Finance & Administration

IL FINTECH FA TAPPA A REGGIO EMILIA: ALLE OFFICINE CREDEM IL PROSSIMO APPUNTAMENTO DEL MILAN FINTECH SUMMIT ROADSHOW

Saranno le Officine Credem a Reggio Emilia - luogo che incarna innovazione e contaminazione - a ospitare la nuova tappa del roadshow dedicato al fintech, l’ultimo appuntamento prima della nuova edizione dell’evento internazionale Milan Fintech Summit che si terrà all’Allianz MiCo di Milano l'8 e 9 ottobre.

Milan Fintech Summit, giunto alla quinta edizione, è promosso e organizzato da Fintech District e Fiera Milano, attraverso l’attività della sua knowledge unit Business International.

Previsto per il 25 giugno, l’appuntamento emiliano rappresenta una nuova importante occasione per esplorare i trend e le innovazioni nel settore, favorire il networking e promuovere la crescita dell'ecosistema fintech in Italia. Dedicato a studenti universitari, al tessuto imprenditoriale del territorio e a coloro che vogliano approfondire tutte le sfaccettature della rivoluzione fintech che ha ridisegnato il mondo dei servizi finanziari, l’incontro è realizzato in collaborazione con Credem, partner del roadshow.

Nel corso della giornata saranno diverse le tematiche affrontate con esperti e protagonisti dell’ecosistema fintech italiano: il settore come opportunità di carriera, il suo impatto sul tessuto imprenditoriale e sull’ambiente. Non mancherà un momento per valorizzare le realtà che sono nate o si muovono nel territorio dell’Emilia-Romagna.

Una tappa particolarmente significativa sia per i contenuti che per il luogo ospitante: inaugurate a marzo 2024, le “Officine Credem” - all’interno del Parco Innovazione di Reggio Emilia - rappresentano un punto di incontro per la generazione e lo sviluppo di progetti innovativi. Lo spazio, con una storia importante che ha visto diversi momenti di rinascita, è stato scelto per la creatività e l’innovazione insiti nel progetto, entrambi elementi fortemente caratterizzanti del comparto fintech. Infatti, nonostante, finanza e tecnologia siano due driver di sviluppo del comparto estremamente tecnici, il settore dimostra costantemente la capacità di esprimere anche grande creatività e ispirazione determinanti per l’estrema varietà dei servizi che impattano sulla quotidianità di persone e aziende. Quest’anno il Milan Fintech Summit si racconta attraverso una delle arti d’ispirazione per eccellenza: la musica. La quinta edizione, a partire dal pay-off “Smells like fintech spirit”, richiamerà le canzoni dei più famosi artisti: ogni sessione fa riferimento al titolo di un brano noto e speaker, partner e partecipanti potranno contribuire alla creazione della “colonna sonora” condividendo la propria canzone preferita per la playlist ufficiale del Milan Fintech Summit.

Clelia Tosi, Head of Fintech District: “Fintech District promuove iniziative che supportano l’innovazione dell’ecosistema finanziario, è quindi per noi molto significativo che uno degli appuntamenti del roadshow del Milan Fintech Summit si tenga alle Officine Credem con cui condividiamo il valore dell’innovazione come ispirazione. Il territorio emiliano è ricco di eccellenze imprenditoriali innovative e in questo nuovo incontro vogliamo accendere i riflettori su queste e valorizzarle. L’edizione del grande evento annuale si avvicina e il programma si arricchisce ogni giorno di ospiti e spunti, specchio di un ecosistema – quello fintech italiano – in continua evoluzione e ormai consolidato a livello internazionale”.

Umberto Pellegrino, Head of Business International, la knowledge unit di Fiera Milano: “Questa seconda tappa del Milan Fintech Summit Roadshow esprime quel senso di velocità che riflette la rapida evoluzione del mondo in cui viviamo. Un processo trasformativo che si mescola bene con luoghi iconici d’innovazione e creatività, come quelli di Reggio Emilia. Spazi a cui si è ispirata anche Fiera Milano nel momento in cui ha deciso di aprire le proprie porte a un percorso nuovo e orientato a ospitare eventi di nuova generazione con un attenzione sempre maggiore per sostenibilità ed emozioni. Un approccio inedito che questo summit, in modo particolare, ha saputo interpretare perfettamente riuscendo, soprattutto in questa occasione, ad avvicinare anche fisicamente il mondo tecnologico finanziario a quello della musica e della cultura. Un binomio su cui pensiamo sarà necessario puntare nei prossimi anni per generare momenti d’incontro e confronto ad alto valore aggiunto, capaci di stimolare quel pensiero critico, così importante per guardare al futuro”.

Piergiorgio Grossi – Chief Innovation Officer Credem: "Siamo entusiasti di ospitare alle Officine Credem la seconda tappa, dopo Roma, di un appuntamento importante targato Fintech District. L'evento è dedicato all'innovazione aperta, all'evoluzione e al cambiamento e coinvolge altri attori del nuovo Parco Innovazione di Reggio Emilia. L'evento del 25/06 rappresenta un'importante occasione per celebrare la sinergia tra studenti, imprenditori e il nostro territorio, valorizzandone il potenziale e promuovendo un futuro di crescita e sviluppo condiviso."

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA

La giornata si aprirà con la sessione "MFS University", riservata agli studenti universitari. La moderatrice Costanza Cicero di Starting Finance guiderà due discussioni su come il fintech possa semplificare la vita quotidiana e su come intraprendere una carriera in questo settore. Alla prima tavola rotonda interverranno Francesco Di Gennaro di Clickbando, Leonardo Capotosto di Funnifin e Fabio Ugolini di Truescreen; alla seconda Oreste D’Ambrosio di BuildLender, Davide Pagliara di Quarkpay e Federica Rossi di Subbyx.

Nel pomeriggio, invece, le porte si apriranno per le aziende. Chiara Padua e Umberto Pellegrino, i Co-Head del Milan Fintech Summit, apriranno i lavori insieme a Simone Chiesi di Credem.

Il primo keynote speech, intitolato "Nessun Dorma: rendere il tuo modo di comunicare efficace, coinvolgente e autentico", sarà tenuto da Reinout Bosman di Coach Stage Education.

A seguire si terrà la tavola rotonda “Avrai - La finanza integrata: quali possibilità del fintech per tutto il tessuto imprenditoriale”. Moderata da Roberto Bellini di Assosoftware, interverranno Piergiorgio Grossi di Credem, Clelia Tosi di Fintech District e VicePresidentessa ItaliaFintech e Mattia Ciprian di Modefinance.

Seguirà un focus sull'impatto positivo che le tecnologie fintech possono generare intitolato “Si è spento il sole”, all’interno del quale interverranno Alan Gallicchio di Ecomate e Davide Raffaetà di Agatheia.

Sarà poi il momento dei keynote speech tenuti da Anna De Stefano, Member IAG e Club degli Investitori e Angel Investor e Legal Design Expert, Massimo Ruffolo di Altilia e VicePresidente ItaliaFintech. La sessione dei keynote verrà chiusa da Banca d’Italia che, attraverso l’intervento di Adriana Dolores (Deputy Head of Milano Hub Innovation Centre), presenterà nel dettaglio le possibilità di partecipazione alla nuova call for proposal lanciata il 5 giugno e dedicata ai pagamenti. La partecipazione della Banca Centrale conferma l’attenzione verso il settore fintech.

Durante l’evento sarà anche presentato “Mastercard for fintechs”, il programma del Platinum Partner Mastercard pensato per supportare le fintech, dotandole di strumenti e competenze di prim'ordine, per guidarle nella loro crescita continua e spingerle al livello successivo.

La giornata si concluderà con “T’appartengo”, momento di pitch di realtà nate o operanti sul territorio dell’Emilia-Romagna che presenteranno le proprie aziende e soluzioni. Interverranno: Alessandro Del Bene di 01Sistemi, Giacomo Barigazzi di Axyon AI, Enrico Malverti di Ematrend e Salvatore Iiritano di Revelis.

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Human Resources

THE FUTURE OF WORK: IN ITALIA SOLO IL 20% DEI DIRETTORI HR E' PIONIERE DELL'AI

Qual è l’impatto che sta avendo l’Intelligenza Artificiale sul settore HR? Con quale approccio le direzioni del personale stanno introducendo (se lo stanno facendo) questo strumento nelle loro attività? E quali saranno le sfide da affrontare e le opportunità da cogliere nei prossimi anni, quando la Generazione Alpha entrerà nel mondo del lavoro e si compirà quella che gli esperti definiscono la quinta rivoluzione industriale?

 

Le risposte a queste domande arrivano da 200 HR Directors italiani intervistati tra marzo e maggio 2024 per l’annuale survey “Future of work”, che in questa occasione ha preso il titolo di “The AI Impact - Come l’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo delle risorse umane”, realizzata da Inaz – Osservatorio Imprese Lavoro e Business International, la knowledge unit di Fiera Milano, e commentata dalla curatrice, Danila Scarozza, Associate Professor in Organization Studies di Link Campus University. Uno studio che è stato presentato proprio nella mattina del 12 giugno 2024 a Milano, nel corso del HR Directors Summit, all’interno del Business Leaders Summit, la grande manifestazione dedicata ai migliori C-level dell’impresa contemporanea.

 

Dalla ricerca emerge, innanzitutto, che l’AI è uno strumento ancora poco presente nelle direzioni HR italiane: il 78,72% delle aziende non la usa, principalmente perché non sa in quali campi applicarla (43% delle risposte alla domanda sulle cause del non utilizzo) o perché mancano le competenze (38%).

 

Ci sono, però, tre ambiti applicativi che destano curiosità fra le aziende prudenti: recruiting e selezione, pianificazione della formazione e sistemi di valutazione. I primi due risultano anche gli ambiti dove già l’AI è più utilizzata dalle aziende “pioniere”, cioè quelle (1 su 5) che hanno già cominciato a introdurre sistemi di intelligenza artificiale nei propri processi.

 

In generale, tra i principali vantaggi dell’AI, chi la utilizza indica la possibilità di risparmiare tempo sulle attività routinarie (32,14%) e di ridurre i costi di lavorazione delle pratiche burocratiche-amministrative (24,29%). Emerge inoltre l’opportunità di rendere più sostenibili i carichi di lavoro dei dipendenti, eliminando attività routinarie e ripetitive, e di creare un ambiente più equilibrato e inclusivo, grazie alla riduzione dei bias umani in alcuni processi.

 

Nello specifico per quanto riguarda recruiting e selezione, circa il 20% dei Direttori HR coinvolti nella ricerca concorda sul fatto che l’utilizzo dell’AI consenta di esaminare un enorme numero di candidature da più portali di lavoro; anche la facilitazione del processo di recruiting (circa il 19% delle imprese) è risultata essere uno dei principali obiettivi perseguiti.

 

A seguire, sono stati indicati la possibilità di ripescare candidati di valore emersi da precedenti selezioni, la riduzione dei tempi e dei carichi di lavoro per il team HR, la maggiore focalizzazione sulla corrispondenza tra potenziali candidati e posizione lavorativa (14,9%).

 

Le imprese, inoltre, stanno utilizzando l’AI per accrescere il livello di coinvolgimento e la personalizzazione dell’offerta formativa rivolta ai dipendenti (circa il 17% degli intervistati è d’accordo rispetto a questa affermazione), nonché di migliorare sia l’organizzazione, sia l’erogazione delle attività formative (19,1%).

 

Si passa poi al focus sui tool di AI oggi più utilizzati nei vari processi. Nel reclutamento e selezione dominano i chatbot e i tool di assistenza virtuale (60% dei casi), assieme ai sistemi informativi di supporto alle decisioni (40%). Nell’ambito della formazione e sviluppo spicca una preferenza per gli strumenti di virtual reality (50%) e per l’AI generativa (40%). Nei sistemi di performance management, i tool di data analitycs risultano essere i più utilizzati (70% delle risposte), seguiti da sistemi informativi di supporto alle decisioni (60%). Nelle attività dedicate all’amministrazione del personale le imprese prediligono gli strumenti di data analytics (70% delle preferenze).

 

«I risultati confermano che, seppur ancora contenuta, l’integrazione dell’AI nelle risorse umane può rappresentare un’opportunità non per sostituire le competenze umane, ma per potenziarle. Per far questo le organizzazioni sono chiamate non solo a investire in innovazione, ma anche a implementare una strategia HR orientata all’upskilling e al reskilling dei propri collaboratori, rendendoli consapevoli dei benefici e dei potenziali rischi legati a questa trasformazione» spiega la professoressa Scarozza.

 

«I direttori delle risorse umane, oggi si trovano al centro di una transizione epocale che da una parte chiede loro con insistenza un adattamento tecnologico di sistemi e processi e dall’altra però gli impone di mantenere sempre il cosiddetto “human in the loop”. Chi saprà dare vita a un mix di scelte e decisioni, in grado di creare un equilibrio ottimale tra questi due aspetti, avrà davvero l’opportunità di cambiare volto alla propria organizzazione rendendola più sostenibile, snella, veloce, ma anche attenta alle esigenze e alla valorizzazione del potenziale vero delle persone che, se liberate correttamente dalle proprie incombenze routinarie, potranno concretamente generare a quel punto un vantaggio competitivo per il business, grazie ad attività di grande valore aggiunto» sottolinea Fabrizio Armenia, People & Organization Director di Inaz.

 

«Questo equilibrio tra tecnologia e umanità è cruciale per il successo organizzativo. E rende le imprese più sostenibili, agili e orientate alla valorizzazione di ciò che noi chiamiamo Human Energy. Ma non basta: l’uso dall’AI nel mondo HR richiede un costante presidio etico e valoriale, un approccio culturale che metta sempre la persona al centro del contesto lavorativo» conclude Linda Gilli, presidente di INAZ e Cavaliere del Lavoro.

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Finance & Administration

EVOLUZIONE E VANTAGGI DELLA FATTURAZIONE ELETTRONICA, TRA AUTOMAZIONE DEI PROCESSI E COMPLIANCE NORMATIVA

Fatturazione elettronica, automazione dei processi e compliance normativa: elementi cruciali che oggi guidano la trasformazione digitale nel mondo aziendale. Questi aspetti, che si legano strettamente all'efficienza operativa e alla sostenibilità, rappresentano un'opportunità significativa per le imprese di ridurre costi e incrementare l'innovazione a livello globale. Con un mercato della fatturazione elettronica in rapida espansione, come attestato anche dal report billentis pubblicato nell’aprile 2024, il volume delle fatture processate elettronicamente è destinato a crescere esponenzialmente.

Un'evoluzione che diventa sempre più centrale nelle strategie dei CFO, chiamati ogni giorno a gestire e ottimizzare processi in un contesto economico e normativo in continuo cambiamento.

Un tema, questo, che abbiamo voluto approfondire meglio in questo articolo, anche in vista della prossima edizione del CFO Summit, l'evento dedicato al mondo del Finance previsto il prossimo 11 e 12 giugno 2024 all'interno del Business Leaders Summit - la grande manifestazione dedicata ai migliori C-Level dell'impresa contemporanea e organizzata da Business International, la knowledge unit di Fiera Milano.

In questo scenario, la B Corp Digital Technologies emerge come leader nell'offrire piattaforme di global eInvoicing e hyperautomation, soluzioni che potranno essere approfondite in occasione del prossimo CFO Summit, evento di riferimento per il panorama finance aziendale, che si terrà l'11 e il 12 giugno.

Per quanto riguarda il mercato globale, la crescente adozione della fatturazione elettronica rappresenta una trasformazione senza precedenti: le aziende stanno migrando verso sistemi completamente digitalizzati che permettono di ridurre i costi, migliorare l'efficienza e garantire una maggiore conformità normativa. Tutto ciò sta spingendo le aziende a investire in soluzioni innovative, spesso portando alla necessità di rivedere le strategie di gestione del rischio e di compliance.

Tra le raccomandazioni rivolte ai leader aziendali c'è quella di adottare sistemi di fatturazione elettronica avanzati che non solo rispondano alle necessità di conformità, ma che fungano anche da catalizzatori per l'innovazione e l'efficienza operativa. Digital Technologies, con la sua piattaforma di hyperautomation, ha messo al centro della propria strategia l'efficienza operativa e la sostenibilità, attraverso soluzioni che coprono l'intero ciclo 'Procurement to Pay' e 'Order to Cash'.

In particolare, l'azienda ha ideato soluzioni che permettono di integrare la fatturazione elettronica con tecnologie abilitanti, come l'intelligenza artificiale e non solo, proponendo ai suoi clienti piattaforme che offrono un ritorno economico diretto, ma anche benefici in termini di compliance ESG.

Non solo, per affrontare le sfide del mercato e rispondere alle esigenze emergenti, Digital Technologies ha arricchito la propria offerta con moduli specifici, come quello di Supply Chain Finance per l’automazione dei pagamenti ed invoice trading. Ha inoltre integrato un modulo per il Reporting ESG, permettendo alle aziende di gestire e rendicontare efficacemente le proprie performance ambientali e sociali, aumentando così trasparenza e responsabilità verso gli stakeholder e garantendo la compliance alle più recenti normative in materia.

Per maggiori informazioni sulle soluzioni offerte da Digital Technologies e per scoprire come la vostra azienda possa beneficiarne, non perdete l'occasione di partecipare al CFO Summit, dove i principali CFO si riuniranno per discutere delle sfide e delle opportunità del futuro digitale.

Vuoi saperne di più? Visita il sito: digtechs.com

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SMXL Milan 2023 - Charles Farina

Google Analytics 4 and Adobe Analytics Lead, Asdwerve,

AIXA Summit 2023 - Prof. David J. Gunkel

Professore del Dipartimento della Comunicazione e autore, Northern Illinois University

RE-Inventing Finance 2023 - Paolo Casalino

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Ceo Summit 2023 - Martin Kern

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Strategic Risk Summit 2023 - William Nonnis

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Milan Fintech Summit 2023 - Silvia Attanasio

Head of Innovation at ABI and Chairwoman at ABILab