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NUOVI CRITERI DI MISURAZIONE DELLE PERFORMANCE D'IMPRESA PER LO SVILUPPO DI UN VALORE CONDIVISO

di Matteo Castelnuovo | 31/01/2023

La vita di ogni impresa dipende in buona parte dalla gestione delle sue finanze. Una gestione che è in capo ai direttori finanziari: figure professionali che oggi richiedono a gran voce maggiore sinergia con gli interlocutori, più informazioni in tempo reale e soprattutto più digitalizzazione al fine di creare report più precisi e rapidi per offrire maggiori opportunità di comprensione dei mercati al proprio board e conseguentemente permettere migliori decisioni strategiche. Come impostare, però, un sistema integrato ed affidabile di sviluppo di criteri di misurazione utili a comprendere le reali performance, le esigenze ed il potenziale delle risorse necessarie alla crescita del business mettendo al centro persone, sostenibilità, innovazione e ricadute sul territorio?

 

Per rispondere a questa domanda Business International - Fiera Milano ha realizzato un indagine per capire meglio come misurare e monitorare le performance aziendali in modo da rendere sempre più sostenibile il business a 360 gradi. Una survey che, in vista della prossima edizione del CFO Summit (14-15 giugno 2022 | Allianz MiCo - Milano Convention Centre) all'interno del Business Leaders Summit, abbiamo voluto analizzare più approfonditamente per comprendere quali saranno i trend che guideranno le scelte e le decisioni dei direttori finanziari nei prossimi mesi.

 

L'IMPORTANZA DEI REPORT DI SOSTENIBILITA'

Come sottolineato anche negli scorsi mesi in Egitto, durante la COP 27 (il vertice dedicata al coinvolgimento dei leader mondiali sui temi del climate change), dove è stato necessario prolungare l’iter dei lavori per raggiungere un accordo sulle politiche globali relative al cambiamento climatico, risulta chiaro come il potenziale di crescita delle imprese, secondo anche quanto emerge dalla survey, è strettamente connesso alla sfida della riduzione degli impatti ambientali delle aziende. L’83% degli intervistati, infatti, ha dichiarato che lo sviluppo del business deve orientarsi alla comprensione degli environmental impacts e confrontarsi con i fattori esogeni ed endogeni per raggiungere i criteri necessari alla composizione dei report di sostenibilità finanziaria e adeguarsi alle richieste di mercato. Un percorso che vede, quindi, ancora 8 aziende su 10 nel nostro Paese alle prese con l’esigenza di aumentare le proprie competenze e i propri investimenti in questo senso al fine di rimanere al passo con i tempi, seguendo le dinamiche della nuova green economy che guida e guiderà sempre di più l’evoluzione futura del business.

 

LE PRIORITA' STRATEGICHE DEI CFO

Proseguendo nell'analisi dell'indagine, risulta chiaro che tra le priorità strategiche e le azioni da mettere in campo emerge la necessità di una maggiore collaborazione tra le funzioni aziendali (50%), al fine di condividere le opportunità legate allo sviluppo sostenibile, perfezionare le competenze e le responsabilità dei manager. L’integrazione dei processi e la comunicazione interna, secondo le risposte emerse, sembrano essere fortemente connesse e funzionali all’ottimizzazione dei processi (22%), alla digitalizzazione delle attività di pianificazione e reporting (14%) e alla disposizione delle analisi e degli insight per un migliore decision making (8%). Guardando i dati in ottica di scala, quindi, è evidente che le imprese stiano evolvendo in funzione della green economy e verso un modello che, attraverso la digitalizzazione promuova un’ottimizzazione combinata per supportare le decisioni strategiche ed operative.

 

LE NUOVE COMPETENZE DEL FINANCE

Le capabilities del team finance da consolidare riguardano la capacità di analisi e interpretazione dei nuovi scenari: il 47% degli intervistati mette al primo posto la necessità di comprensione e reazione del team agli spesso volatili equilibri macroeconomici e geopolitici, che portano le imprese ad interrogarsi sulle decisioni da prendere. In questo senso, dunque, la practice del Risk Management risulta essere fondamentale e proporre nuove frontiere nell’evoluzione di una funzione sempre più al centro delle logiche strategiche del business. La rivoluzione ambientale e geopolitica in atto, infatti, in questo senso, portano alla luce nuove esigenze che impongono nuovi metodi e tattiche di approvvigionamento delle risorse a 360 gradi. Un’evidenza, questa, che è in linea anche con le altre priorità indicate dai CFO per il futuro. La seconda priorità di un ipotetico podio, in questo senso, è la necessità di consolidare la strategia di guida al decision making (25%). Mentre la terza è il bisogno di adattamento delle competenze nell’ambito alla digital finance transformation (25%). Sappiamo, infatti, che molte aziende stanno mettendo in campo azioni, attraverso l’uso delle moderne tecnologie, orientate a ottenere dati quanto più veritieri e in real time per poter prendere decisioni consapevoli e per far propri i principi alla base della sustainability ambientale, con l’obiettivo di passare da una visione ROI based ad una ESG based (8%). Sotto questo profilo, tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale, il cloud computing o la blockchain risultano elementi essenziali nello sviluppo di nuove opportunità per le attività di business. Questo, ovviamente, come dicevamo pocanzi propone anche la necessità di nuove competenze e nuove professionalità che sempre di più dovranno andare a integrarsi all’interno dei team finance per permettere una concreta evoluzione di questa funzione, rendendola capace di produrre insight sempre più efficaci ed efficienti, ma soprattutto in grado di anticipare o reagire con rapidità alle esigenze proposte dai mercati.

 

I CRITERI DI MISURAZIONE DELLA SOSTENIBILITA'

Nel questionario viene poi approfondito anche l’aspetto della sostenibilità, per comprendere quali sono i criteri di misurazione più importanti per la creazione di un valore condiviso e il dato emerso è estremamente interessante, poiché il 33% degli intervistati mette al primo posto la “social responsability”. Sui mercati infatti, si registra come molte imprese stiano intraprendendo un percorso legato alle tematiche ESG, nelle quali gli impatti sociali e di ricaduta territoriale delle attività di business, assumono un ruolo e un valore sempre più importante. Questo, produce un valore aggiunto condiviso tanto all’interno della comunità in cui si opera, quanto all’interno dell’ambito lavorativo, migliorando anche la qualità della vita della forza lavoro dell’impresa. Tutti aspetti che incrementano, si, la reputazione aziendale, con un’importanza del 20%, ma anche il successo dell’azienda sul mercato, innescando favorevoli processi di innovazione come cruciale elemento per il 18% degli intervistati. Fattori distintivi, questi, che diventano sempre di più asset strategici dello sviluppo economico dell’azienda, che vede la trasparenza, la coerenza, e la value proposition del proprio operato come criteri irrinunciabili per guardare al futuro, anche e soprattutto in relazione a quel sempre più necessario coinvolgimento e rapporto con gli stakeholder e le loro esigenze.

 

LA MISURAZIONE DELLE INTERDIPENDENZE

Posto che oggi la sostenibilità, come abbiamo capito, è un driver per la crescita economico finanziaria di un’azienda, tra gli aspetti concettuali e valoriali che assumono un ruolo sempre più importante, bisogna poi attualizzare la rendicontazione non finanziari in maniera concreta per orientarla in questa direzione. Guardando quindi ai criteri dei report di sostenibilità finanziaria: il 28% degli intervistati conferma come il criterio principale da considerare nello sviluppo dei report sia il dato relativo agli impatti ambientali.  Al secondo posto troviamo con un 23% di consensi, l’importanza della relazione tra lavoratori e management, avvalorando il concetto di collaborazione e integrazione tra le funzioni aziendali. Infine, si evidenzia la crucialità degli impatti economici indiretti con un 17% di risposte a validare quella che sta diventando una consuetudine per le aziende: sviluppare un approccio integrato e strategico per puntare alla sostenibilità, non solo con finalità etiche ma anche in funzione di una riduzione dei rischi derivanti dall’integrazione con l’ambiente e il contesto sociale. Un aspetto che evidenzia quanto le aziende abbiano compreso l’importanza di concentrare la propria attenzione su una visione di lungo periodo, in grado di produrre benefici concreti, non solo sulla propria dimensione e perimetro operativo, ma anche sullo sviluppo e il compattamento della filiera, oltre che al miglioramento delle condizioni ambientali, sociali e organizzative del contesto in cui l’azienda è inserita. Un processo che porta interi territori a migliorare le proprie capacità produttive e la qualità della vita degli abitanti.

 

I PROSSIMI PASSI DEL FINANCE VERSO LA SOSTENIBILITA'

Guardando al futuro, l’ambito della reportistica non finanziaria sarà soggetto a un aggiornamento delle regolamentazioni governative ed europee, anche in vista della necessità di raggiungere gli obiettivi di sostenibiltà proposti dalle Nazioni Unite per il 2030. Un impegno concreto che, anche nei mesi scorsi, a Sharm-el–Sheikh, i leader mondiali hanno rimarcato e che non può essere sottovalutato ormai da nessun modello di business. Gli aggiornamenti dei criteri per i report non finanziari, così, proporranno nuovi scenari per tutte quelle imprese, in ogni settore e ad ogni livello, che vorranno espandere il proprio raggio d’azione in maniera sostenibile. Chiedendo quindi ai CFO quali potrebbero essere le nuove dinamiche che si svilupperanno da questi cambiamenti, la maggior parte di loro (41%) ipotizza un aumento della reportistica sullo sviluppo sostenibile e, scendendo nel dettaglio,  auspica l'orientamento verso una maggiore attenzione agli impatti etici del proprio business (26%), una valorizzazione della forza lavoro integrando risorse umane e finanziarie (25%) e un miglioramento dell’interazione e relazione con le PA e la filiera (8%).

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Marketing & Innovation

"FUTURE-PROOF" IT: QUALI SFIDE ATTENDONO I LEADER DEL SETTORE PER IL 2023?

Innovazione e digital transformation sono, in questo 2023, due dei driver principali del business. La possibilità di ridurre i costi, che si sono alzati a causa dell'inflazione dovuta alla crisi economica, e l'opportunità di strizzare l'occhio anche a una sostenibilità sempre più necessaria, tanto nelle modalità di fare impresa, quanto anche nella riorganizzazione dei suoi modelli e processi, sono i vantaggi di una digitalizzazione sempre più ricercata dalle aziende a livello nazionale e internazionale.

 

Cogliere grandi opportunità, però, a volte propone anche rischi da affrontare e priorità da impostare per raggiungere gli obiettivi prefissati. Azioni, queste, da non sottovalutare, se si vuole ottenere il successo dalle proprie strategie, e che vanno comprese a fondo e analizzate con precisione per prendere le decisioni giuste. Un approccio fondamentale che abbiamo voluto seguire, approfondendo i risultati di una recente ricerca dI Equinix dal titolo "Global Tech Trends Survey 2022", anche in vista della prossima edizione di AIXA - Artificial Intelligence Expo of Applications - la manifestazione dedicata all'intelligenza artificiale e alle sue applicazioni per l'impresa, organizzata da Business International - Fiera MIlano e prevista negli spazi dell'Allianz MiCo - Milano Convention Centre il prossimo 15 e 16 novembre 2023 all'interno di un grande hub dedicato proprio alla digital transformation in atto nel nostro Paese e realizzato da Fiera Milano insieme ad altri importanti partner. 

 

LA PRIMA PRIORITA' IT A LIVELLO GLOBALE RIMANE LA CYBERSECURITY

La frequenza degli attacchi informatici è aumentata di anno in anno e, secondo l'ultimo report dell'UE sulla cybersecurity, questo andamento non si assesterà nel 2023. Potenziare quindi la sicurezza informatica è una priorità per i responsabili IT, in modo da assicurarsi:

  1. Un livello di sicurezza costante in tutte le sedi aziendali e nelle infrastrutture IT 
  2. Una copertura contro le violazioni dei dati
  3. La possibilità di espandere le operazioni in nuovi mercati, di migrare un maggior numero di funzioni nel cloud e di sfruttare nuove tecnologie senza che l'azienda sia a rischio di attacchi informatici.

"Negli ultimi anni, la frequenza e la complessità degli attacchi informatici è aumentata in modo allarmante. Questi attacchi portano a dannose interruzioni e violazioni dei dati mettendo a rischio anche la reputazione dell’azienda. È naturale che le aziende cerchino in ogni modo di proteggersi da questa crescente minaccia". ha commentato Michael Montoya, Chief Information Security Officer di Equinix.

 

LA COMPLIANCE SUL DATO DIVENTA IMPRESCINDIBILE PER METTERE IL CLIENTE AL CENTRO

Nell'era del cloud computing e dell'IoT, i dati fluiscono costantemente da un utente finale all'altro, rendendo più difficile per le aziende proteggere i dati in maniera sicura e trasparente. Allo stesso tempo, con il GDPR che stabilisce un punto di riferimento per la protezione dei dati in tutto il mondo, il modo in cui le aziende dell'area EMEA garantiscono conformità è di interesse per le autorità di regolamentazione a livello mondiale. Secondo la Global Tech Trends Survey 2022 di Equinix, la conformità alle normative sulla protezione dei dati è addirittura la priorità numero uno per i leader IT in tutta l'area EMEA, mentre a livello globale si posiziona al secondo posto con l'84% dei rispondenti che la posiziona a un solo punto percentuale di distanza dalla cybersecurity (85%). Per questo è prevedibile che il 2023 vedrà forti investimenti sia nell’expertise che in aggiornamenti per garantire conformità, in particolare:

  1. Garantire che vengano selezionati solo dati approvati
  2. Prestare attenzione a dove e come i dati vengono condivisi e archiviati
  3. Utilizzare un'infrastruttura tecnologica istituzionalmente approvata e conforme agli standard di protezione dei dati

"I governi e le associazioni di categoria sono sempre più impegnate a rafforzare le normative sulla protezione dei dati. Nel frattempo, i consumatori sono sempre di più attenti a ciò che accade ai loro dati personali, chiedendo che siano protetti con i più alti standard possibili. Le aziende dell'area EMEA riconoscono che una solida protezione dei dati sia essenziale per salvaguardare gli interessi commerciali e la compagnia nel suo complesso, e stanno investendo di conseguenza". ha sottolineato Peter Waters, Senior Vice President, Legal di Equinix.

 

CUSTOMER (& EMPLOYEE) EXPERIENCE AL CUORE DEL DIGITAL ENGAGEMENT

Migliorare l'esperienza dei clienti e dei dipendenti è la chiave di successo per il prossimo anno. Oggi i consumatori richiedono esperienze proattive, customizzate e costanti, in tempo reale attraverso i canali digitali. I dipendenti invece, vogliono una maggiore flessibilità per poter collaborare con i propri colleghi e lavorare insieme a progetti in qualsiasi parte del mondo. Le aziende di successo stanno adottando nuove tecnologie e migliorando l'infrastruttura che supporta le funzioni digitali per offrire esperienze più semplici, dirette e senza interruzioni rispetto alla concorrenza. Questi trend saranno ancora più evidenti nel 2023.

Secondo la Global Tech Trends Survey 2022 di Equinix, l'82% dei responsabili IT dell'area EMEA ritiene che migliorare l'esperienza dei clienti sia una delle principali priorità per il successo futuro; il 78% invece, considera una priorità migliorare l'esperienza dei dipendenti. Mentre le aziende continuano a rafforzare la propria resilienza, espandendosi in nuove regioni, ciò che rappresenterà un grande passo per migliorare l’esperienza dei clienti e dei dipendenti e garantirà una crescita a lungo termine, è spostare l'infrastruttura digitale più vicino agli utenti. Le aziende stanno sfruttando il lavoro ibrido, insieme a strategie XaaS, edge e di interconnessione per raggiungere questi obiettivi. Tuttavia, mentre il 46% delle aziende dell'area EMEA incoraggia i propri dipendenti a recarsi in ufficio più spesso, quasi la metà dei responsabili delle decisioni in ambito IT considera una sfida mantenere sia la casa che l’ufficio come ambiente di lavoro per i dipendenti”. ha evidenziato Matthew George, Director, Enterprise Transformation, EMEA di Equinix.

 

L'IMPERATIVO MORALE: LA SOSTENIBILITA'

Nei prossimi mesi, in Europa, la rendicontazione delle emissioni diventerà obbligatoria ai sensi dell'SFDR. Per questo le aziende hanno necessità di rendere più sostenibile la propria infrastruttura digitale quanto prima. Le aziende di data center in Europa stanno portando avanti iniziative inerenti al Patto dell'UE per la neutralità climatica dei data center, di cui Equinix è membro fondatore. Questi investimenti continueranno ad aumentare, mentre il settore si affretta per diventare carbon neutrality entro il 2030. In quest'ottica, aziende come Equinix - che già opera con il 95% di energia rinnovabile a livello globale - stanno sperimentando l'apertura di strutture di co-innovazione per testare tecnologie sostenibili per i data center, tra cui le celle a combustibile e il raffreddamento a liquido, che si aggiungono agli sforzi che il settore sta compiendo per ridurre le emissioni. "Con la normativa SFDR che renderà obbligatoria la rendicontazione delle emissioni nel 2023, le aziende cercheranno partner affidabili che possano aiutarle a ridurre al minimo le emissioni Scope 3 derivanti dalla loro infrastruttura IT. Il settore dei data center si sta impegnando per raggiungere la neutralità delle emissioni di carbonio entro il 2030 ed Equinix è in prima linea con l'apertura di una nuova struttura di Co-Innovation nel 2022 per sviluppare tecnologie di data center più sostenibili” ha dichiarato Michael Winterson, Managing Director, Equinix Services, e Chairperson dell'European Data Centre Association

 

L'ITALIA AL BANCO DI PROVA DELLA DIGITAL TRANSFORMATION

Anche l'Italia, secondo il GTTS, si allineerà alle priorità IT globali sottolineate, con un'attenzione particolare alla sicurezza informatica, che occupa il primo posto tra le priorità. Non è un caso, visto che, secondo le stime, nell’anno 2021/22 l'85,3% delle aziende a livello globale ha subito un attacco informatico. Il Paese più colpito in EMEA è la Turchia (93,7%), seguita da Spagna (91,8%), Francia (89,3%) e Italia (85,7%) in quarta posizione (report Cyberedge). C'è però una differenza con gli altri Paesi: il contenimento dei costi è un'altra priorità assoluta, al pari della cybersecurity, superando di quasi 10 punti percentuali l'interesse globale per questo settore. “L'Italia sta attraversando un importante percorso di sviluppo digitale, con piani di espansione del cloud virtuale che coinvolgono la maggior parte dei decision maker IT intervistati. A livello di spesa, la maggior parte non ha visto cambiamenti nei costi per la carrier neutral colocation nel 2021 rispetto al 2020, ma 3 su 10 hanno notato un aumento, nella maggior parte dei casi inferiore al 10%. L'aspetto più interessante, tuttavia, è che più di tre decisori IT italiani su cinque ritengono che l'Italia stia sfruttando la sua posizione geografica come gateway di interconnessione, mentre solo il 3% non è d'accordo”. Emmanuel Becker, Managing Director di Equinix Italia

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Human Resources

MERCATO DEL LAVORO 2023: QUALE SARA' IL FUTURO CON L'AVVENTO DI CHATGPT? 

Uffici popolati solo da robot, ma anche macchine che ruberanno il lavoro agli umani. Sono questi gli stereotipi più diffusi legati all’intelligenza artificiale. Una visione che potremmo definire affascinante, per certi versi, ma che ha poco a che fare con la realtà. Soprattutto se consideriamo quanto ormai sia chiaro a tutti che non può esistere applicazione di AI senza ideazione, progettazione e costante intervento umano.

 

Un principio chiave questo che, però, non sembra smuovere le preoccupazioni del grande pubblico che continua a discutere appassionatamente sugli impatti dell'evoluzione di innovazioni come l'AI generativa e i nuovi strumenti di Natural language processing, come ChatGPT. Motivo per cui, abbiamo voluto comprendere meglio quale sia oggi la reale percezione del mercato del lavoro in questo senso, attraverso una recente indagine di Hunters Group che abbiamo analizzato approfonditamente, anche in vista della prossima edizione del HR Directors Summit - l'evento dedicato al mondo delle Risorse Umane, organizzato da Business International - Fiera Milano e previsto, all'interno del Business Leaders Summit, il prossimo 14 e 15 giugno 2023 presso l'Allianz MiCo - Milano Convention Centre -, per capire i connotati di una visione del futuro che, come accaduto spesso anche in passato nei periodi di grande rivoluzione tecnologica, potrebbe non corrispondere alla realtà.

 

IL VERO IMPATTO DELL'AI SUL MONDO DEL LAVORO

L’intelligenza artificiale – precisa Salvatore Caruso, Manager di JHunters, brand di Hunters Group, società di ricerca e selezione di personale – può essere un grande alleato anche per il mercato del lavoro, ma di certo non sostituirà mai gli esseri umani che, però, trarranno grandissimi vantaggi dall’applicazione della tecnologia. Pensiamo, ad esempio, al tempo risparmiato dalle persone se un robot si occupa di svolgere attività quotidiane ripetitive, noiose e a scarso valore aggiunto. Occorre, secondo me, un cambio di punto di vista: l’AI non sostituirà mai le capacità umane, ma ne aumenterà il potenziale e le integrerà. Ad oggi, tra l’altro, l’intelligenza artificiale ha creato più posti di lavoro di quanti ne abbia fatti perdere (dati OCSE). Ed è da questo che dobbiamo partire”. Proprio in questo contesto, tra l'altro, si inserisce la recente vicenda di ChatGPT, il sistema di Intelligenza Artificiale della società OpenAI, che ha già attirato l'attenzione di Microsoft, che sarebbe pronta ad investire 10 miliardi di dollari per accaparrarsi il software e implementarlo nel suo motore di ricerca Bing. ChatGPT, in sostanza, risponde ai diversi tipi di richieste degli utenti, imitando lo stile di conversazione umana. Uno strumento che ha davvero infinite applicazioni, dal customer service alla creazione dei contenuti. Nonostante questo, però, se guardiamo ai dati della ricerca di Hunters Group, si può notare come, alla domanda riguardante la possibilità che le macchine sostituiscano gli esseri umani sul posto di lavoro, solo il 15% degli intervistati ritiene che strumenti come ChatGPT possano sostituirsi completamente agli esseri umani per alcune mansioni lavorative. Il 40,5%, invece, non lo ritiene possibile per nulla, considerando insostituibile il valore aggiunto della persona nella quotidianità lavorativa. Il restante 44,5%, ovvero la maggioranza degli intervistati, sostiene che in parte queste novità tecnologiche potranno influire su alcune professioni per come le conosciamo oggi, ma non in maniera esclusivamente negativa, anzi magari portando anche dei benefici alle attività e ottimizzandole.

 

I NUOVI SETTORI DI APPLICAZIONE DELL'AI

Generalmente l’AI – aggiunge Salvatore Caruso – aumenta la capacità produttiva e la possibilità di gestire un quantitativo di lavoro più grande. Accelera la velocità d'esecuzione dei processi e porta ad una riduzione del tempo per realizzarli. Il rischio di perdere il lavoro a causa dell’Intelligenza Artificiale è una distorsione della realtà, perché piuttosto evolveranno alcuni settori per i quali sarà richiesto un re-skilling sia dal punto di vista digital, sia dal punto di vista delle competenze soft”. Ma quali sono i settori che potrebbero beneficiare di queste novità? L’impiego di chatbot nell’ambito Customer Care non è certamente una novità. L’avvento della ChatGPT e dei suoi algoritmi estremamente sofisticati non potrà che favorire dunque un maggiore uso di tale strumento nel settore. Questa aumentata capacità di ricreare un linguaggio naturale, potrebbe far ipotizzare a un impiego dell’AI anche nell’ambito Sales. Non più, quindi, chatbot solo per la gestione del cliente, ma AI capaci di contribuire alla sua acquisizione. D’altro canto è logico supporre che un tale impiego potrà essere più efficace soprattutto in processi di vendita a bassa complessità, come le vendite telefoniche, soprattutto laddove la gestione del processo, ad oggi, è affidata a figure professionali poco qualificate. Un altro settore che potrebbe vedere un notevole impiego della ChatGPT è poi il mondo Digital, ovviamente come strumento applicato alla creazione di contenuti digitali. I nuovi algoritmi consentono infatti all’AI di creare testi e persino immagini originali (in questo caso parliamo dell’AI DOLL-E). L’impiego dell’AI faciliterebbe non poco il lavoro di Content Creator e di Copywriter. L’utilizzo di sistemi di AI per creare prodotti digitali potrebbe lanciare nuove sfide legata al mondo Legal. Potrebbe non essere semplice, infatti, determinare quanto un prodotto creato con ausilio di Algoritmi istruiti possa essere considerato di fatto “originale”. Di conseguenza l’impiego quindi di AI potrebbe innescare nuovi dibattiti sul tema copyright e rendere sempre più necessari professionisti Legal specializzati in queste tematiche.

 

NUOVE FIGURE E COMPETENZE GRAZIE ALL'AI

L’impiego di AI e la loro integrazione nella vita lavorativa, a prescindere dal settore di riferimento, comporta la necessità di avere figure IT capaci di sviluppare, integrare e aggiornare questi nuovi strumenti, per renderli fruibili per la loro applicazione del mondo del lavoro. “Se volessimo tratteggiare, a grandi linee, il mercato del lavoro 2023 – conclude Salvatore Caruso – potremmo dire che saranno sempre più indispensabili le competenze digitali e le soft skill.  Ci sarà, senza dubbio, una crescente domanda, da parte delle aziende, di professionisti con solide conoscenze tecnologiche ed informatiche, ma anche capaci di analizzare e interpretare dati, con spiccato pensiero critico e di problem solving”.

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Top Management

ENERGIA, LAVORO E INNOVAZIONE, LE 3 PRIORITA' PER LE IMPRESE ITALIANE

“La crescita del PIL registrata nel 2022 dall’economia italiana (+3,9%) ci restituisce una fotografia di un paese in grado di rimboccarsi le maniche, nonostante l’aumento del prezzo dell’energia e la spinta inflazionistica. Le prospettive di crescita per il 2023, però, non sono così rosee: si parla di un azzeramento del PIL, una frenata al +0,6% rispetto al 2022. È necessario agire subito per ribaltare questa prospettiva e preservare la crescita”. Sono queste le parole pronunciate da Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda, nel corso della Conferenza "Il mondo nel 2023: sarà quiete dopo le tempeste? Scenari per le imprese, tra rischi e opportunità" promossa da ISPI, Assolombarda e SACE. Un discorso che abbiamo voluto analizzare meglio, anche in vista della prossima edizione del Business Leaders Summit, la grande manifestazione organizzata, come ogni anno, da Business International - Fiera Milano, per mettere a confronto i migliori C-level del momento, permettendo loro di ragionare insieme sui principali temi che guideranno l'impresa contemporanea, e prevista il prossimo 14 e 15 giugno 2023 presso l'Allianz MiCo - Milano Convention Centre.

 

LE 3 PRIORITA' DELL'ITALIA

Per tutelare il tessuto produttivo del territorio, il motore della crescita dell’intero Paese, serve intervenire con misure strutturali sui temi prioritari per la competitività: energia, lavoro e innovazione", continua il Presidente Spada, che sottolinea in questo modo come le logiche e le dinamiche non solo dei modelli d'impresa, ma anche proprio del mondo del lavoro in generale stiano cambiando radicalmente, venendo influenzate da nuovi trend e soprattutto nuove necessità, ormai imprescindibili tanto per i manager quanto per i professionisti più in generale. "Quello che serve sull’energia - prosegue Spada -: è sviluppare una vera politica energetica. La strada verso la decarbonizzazione è tracciata, ma dobbiamo andare avanti senza pregiudizi con la neutralità tecnologica attraverso l’uso di un mix di fonti: dall’utilizzo delle rinnovabili a quello dell’idrogeno, dalla messa in funzione di termovalorizzatori e rigassificatori fino alla ripresa degli studi sul nucleare". Una roadmap ripresa con grande forza proprio in questi giorni anche dal Governo italiano, dal Presidente di Confindustria Bonomi e dell'amministratore delegato di ENI, De Scalzi, attraverso la missione diplomatica effettuata in Algeria e che ha rafforzato la capacità italiana di trovare e aprire nuove vie di approvvigionamento energetico per rendere il Paese sempre più indipendente dalla Russia. Anche se, purtroppo, questo approccio non basta secondo Assolombarda, ma serve un presa di posizione ancora più forte da parte delle istituzioni nel calmierare prezzi energetici quasi impossibili da contenere e gestire, soprattutto per quella compagine di PMI e micro imprese che compongono la nostra ossatura economica. "Inoltre - continua il Presidente Spada -, chiediamo al Governo di abbassare la soglia di vendita dell’energia stabilita dall’energy release per rendere il prezzo competitivo con gli attuali valori di mercato”.

 

GLI IMPATTI DELL'INFLAZIONE SUL LAVORO

L'altro grande tema, poi, ai tempi della Great Resignation è chiaramente quello del lavoro. Sempre di più, oggi, anche in Italia, i lavoratori decidono di cambiare azienda poichè non si riconoscono più nelle scelte e nei valori della realtà in cui operano, che di contro perde, in questo modo, storico e competenze su attività cruciali per la loro business continuity. Senza dimenticare che, comunque, la necessità di essere valorizzati e retribuiti anche correttamente rispetto al proprio grado di studi e alle proprie capacità, rimangono ovviamente elementi cruciali nell'attivazione di questo fenomeno. “Serve fare molto di più anche sul tema del lavoro - incalza Spada -: bisogna agire rapidamente sui salari, specialmente ora che l’inflazione sfiora il 12%. Non smetteremo mai di chiedere una vera riduzione del cuneo fiscale pari a 16 miliardi: è l’unica strada per colmare il gap con l’Europa rispetto alla quale abbiamo una differenza di 12 punti percentuali a svantaggio dei salari italiani. Il taglio del cuneo fiscale vale per tutti i lavoratori più fragili e in particolare per i giovani, per i quali abbiamo proposto una fiscalità agevolata al 5% per i primi cinque anni di attività lavorativa”.

 

NECESSITA' DI SOSTENERE L'INNOVAZIONE

Un'altra priorità riguarda l’innovazione e, in particolare, gli strumenti di Industria 4.0, leve essenziali di crescita", evidenzia Spada, sottolineando poi come la continuità con un provvedimento che, concretamente, negli ultimi anni, ha fatto ripartire l'industria manifatturiera italiana, sostenendola, come mai era stato fatto in precedenza sotto il profilo della trasformazione digitale, sia una best practice da non perdere e soprattutto uno strumento di resilienza da non sottovalutare, tanto più in un momento come quello che stiamo vivendo. "Purtroppo - conclude Alessandro Spada -, la legge di Bilancio 2023 non è stato in grado di reperire le risorse necessarie a rifinanziare il Piano Industria 4.0 e abbiamo assistito a un depotenziamento di molti strumenti utili. Sappiamo che il Governo si è impegnato a reperire le risorse e che è in corso una trattativa con l’Unione Europea rispetto alla possibilità di utilizzare i fondi complementari del PNRR a tal fine: speriamo che il via libera possa arrivare il prima possibile”.

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Marketing & Innovation

 NONOSTANTE IL CRYPTOWINTER LA BLOCKCHAIN CONTINUA A CRESCERE E IN ITALIA RAGGIUNGE I 42 MILIONI DI EURO DI INVESTIMENTI NEL 2022

Da una parte il fallimento di Terra-Luna e della piattaforma FTX, dall’altro il cambio del meccanismo di consenso di Ethereum che permette di risparmiare il 99% dell’energia, il record assoluto del valore transato in stablecoin, e la forte crescita dei progetti verso il Web3. Nonostante l’anno difficile delle crypto, che ha portato al cosiddetto cryptowinter, non rallentano i progetti Blockchain di aziende e PA nel mondo - come abbiamo potuto riscontrare anche grazie al percorso formativo dal titolo "Creating with Blockchain", realizzato nel corso del 2022 da Business International - Fiera Milano, in collaborazione con NERO Editions e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, con il patrocinio di Book City Milano e Rai e il supporto di Accenture Italia.

 

Una crescita, questa, che abbiamo voluto comprendere meglio attraverso l'analisi dei dati del recente Osservatorio Blockchain and Distributed Ledger creato dalla School of Management del Politecnico di Milano, secondo cui nel 2022 sono stati identificati 278 progetti nel nostro Paese, +13% rispetto ai 245 del 2021. In totale sono state censite 2.033 iniziative a livello globale tra il 2016 e il 2022, 1.046 delle quali sono progetti già avviati (sperimentazioni o già in produzione). Sono in calo i progetti Blockchain for business (67 iniziative nel 2022, -43% rispetto al 2021), che rimangono però la maggioranza del totale dei casi censiti in 7 anni a livello internazionale (568, 54% del totale). Sono in aumento, nonostante le difficoltà delle crypto, le applicazioni Internet of Value su criptovalute, stablecoin e CBDC per lo scambio di valore (100 iniziative nel 2022), che rappresentano il 28% del totale. Mentre sono in forte crescita i progetti Decentralized web che più si avvicinano al paradigma Web3 (con 111 casi nel 2022, in aumento del +98%), con applicazioni decentralizzate (DApp) e molte iniziative legate agli NFT. Guardando al contesto italiano, il 2022 ha visto un deciso aumento dei progetti Blockchain aziendali. In Italia, inoltre, gli investimenti hanno raggiunto i 42 milioni di euro, +50% rispetto al 2021. Nel 33% dei casi sono legati al settore finanziario e assicurativo, nel 23% legati al retail e alla moda, principale novità del 2022. Ma si segnalano anche il settore automobilistico e della pubblica amministrazione, rispettivamente il 10% e il 7% del mercato. Aumenta anche l’interesse degli italiani per le cryptovalute e i token: più di 7 milioni li hanno già acquistati e altri 7 milioni dichiarano di essere interessati a farlo in futuro

 

Il 2022 è stato un anno di estremi per il mondo Blockchain –ha spiegato Valeria Portale, Direttore dell’Osservatorio Blockchain and Distributed Ledger -. Assieme allo scoppio drammatico di alcune bolle e a un deprezzamento prolungato di tutti i crypto-asset, il cosiddetto cryptowinter, si è compiuto il consolidamento del lavoro di sviluppo iniziato anni fa, a dimostrazione di una vitalità tecnica e di un pragmatismo ingegneristico senza precedenti. Oggi, le aziende stanno sfruttando il momento per concentrarsi sulla sperimentazione di progetti Web3, lontane dal clamore mediatico e dalle meccaniche più speculative. Il mondo Blockchain sta accedendo a una nuova fase: finito l’hype, è iniziato il tempo di costruire”.

 

INTERNET OF VALUE

Secondo i dati della ricerca, uno dei trend più interessanti del mercato negli ultimi mesi è stato l'interesse dimostrato per le applicazioni Internet of Value (IoV), che riguardano l’utilizzo di criptovalute, stablecoin e CBDC per lo scambio di valore. Queste soluzioni sono in fase di maturazione e sono in cerca di legittimazione. Il collasso dell’ecosistema Terra-Luna e il fallimento dell’exchange FTX, avvenuti, come detto, nell’anno appena trascorso, hanno messo a dura prova la fiducia di aziende e consumatori, contribuendo al crollo del mercato delle criptovalute con un impatto negativo sulle aziende del settore, che però continuano a esplorare questo settore. Le valute digitali sono anche al centro delle sperimentazioni di Governi e banche centrali che guardano alle CBDC: 59 delle 100 principali banche al mondo hanno attivato almeno un progetto legato all’utilizzo di stablecoin, CBDC oppure a servizi di custodia e di investimento in criptovalute. Il Digital Euro è a metà della fase investigativa iniziata nell’ottobre 2021: la strada per la creazione di una forma digitale di moneta, legalmente riconosciuta e utilizzabile su piattaforme Blockchain (criptovalute, stablecoin o CBDC), è ancora all’inizio e rimane incertezza su quali saranno gli strumenti che per primi riceveranno la legittimazione necessaria per essere utilizzati dalle aziende nel Web3. In questo scenario, la regolamentazione giocherà un ruolo cruciale.

 

Il 2022 è stato caratterizzato da un notevole sviluppo delle piattaforme Blockchain con particolare attenzione all’aumento della scalabilità e alla riduzione del consumo energetico - ha commentato Francesco Bruschi, Direttore dell’Osservatorio Blockchain and Distributed Ledger -. Ethereum si è modificato, riducendo il consumo nel processo di validazione. BNB Chain, la principale Blockchain per numero di DApp e utenti attivi, ha creato un vero e proprio standard operativo basato su soluzioni con fee basse, ma meno decentralizzate, e promuovendo lo sviluppo di DApp spesso copiate da altre piattaforme, finanziando ingentemente gli sviluppatori. Tra le applicazioni più interessanti si segnala l’introduzione da parte di piattaforme “classiche” come Instagram di token nei propri mondi e i crypto-asset sono diventati un'alternativa agli strumenti principali di supporto economico all’Ucraina, consentendo di raccogliere decine di milioni di dollari da piccoli donatori in tutto il mondo”.

 

BLOCKCHAIN FOR BUSINESS

Dalle evidenze dello studio, inoltre, emerge anche che un secondo ambito di applicazione di grande interesse, negli ultimi mesi, è stato quello dei progetti di Blockchain For Business, ovvero, quelle sperimentazioni in cui i processi di business tradizionali vengono replicati utilizzando tecnologie Blockchain. Le aziende che sviluppano questi progetti perseguono obiettivi di efficientamento dei processi esistenti, utilizzando le tecnologie Blockchain per semplificare l’accesso e la condivisione dei dati (nel 56% dei casi), per garantire la trasparenza e l’immutabilità delle informazioni (38%) o per realizzare processi affidabili attraverso gli smart contract (6%). Il momento di difficoltà di questi progetti, proseguito nel 2022, non è sintomo del fallimento di una tecnologia, ma piuttosto della complessità di progetti di ecosistema ampi.

 

DECENTRALIZED WEB

Un terzo elemento su cui si è concentrata molto l'attenzione del settore nel corso dell'anno appena trascorso sono state le potenzialità del Web3, inteso come ambiente decentralizzato. Questo tipo di progetti sono cresciuti in maniera significativa nel 2022, anche grazie al forte hype che si è sviluppato nel 2021 sugli NFT, soprattutto con la creazione di digital collectible. Sempre più spesso le aziende provano a costruire intorno agli NFT delle strategie di business che includano anche l’accesso a servizi esclusivi o esperienze nel Metaverso. In particolare, molti attori nel business della moda e del lusso hanno avviato progetti di emissione di asset, sia “phygital”, sia puramente digitali, costruendo nuove strategie di business intorno agli NFT. Anche le applicazioni decentralizzate hanno proseguito la loro evoluzione. In particolare, le DAO e i sistemi di governance distribuita su Blockchain hanno attirato l’attenzione di aziende tradizionali, ad oggi però, questi modelli decisionali partecipativi e decentralizzati sono utilizzati quasi esclusivamente dalle DApp più mature, come quelle del mondo DeFi.

 

LE CRYPTO IN ITALIA

 Guardando un po' più da vicino, infine, gli impatti di questa nuova economia sul nostro territorio, si scopre che, come anticipato all'inizio, il mercato italiano nei confronti della blockchain, ma anche delle cryptovalute in ambito fintech, ha conosciuto negli ultimi 12 mesi una grande evoluzione - come abbiamo potuto notare anche nella risposta di partecipazione da parte del pubblico tricolore, e non solo, a un evento come quello del Milan Fintech Summit dello scorso ottobre, che giunto alla sua terza edizione, organizzata come di consueto da Business International - Fiera Milano e Fintech District, ha superato gli oltre 1500 visitatori in tre giorni di evento. Guardando, così, al mondo dei crypto-asset, gli analisti del Politecnico di Milano rilevano come siano già 14 milioni gli italiani che hanno già acquistato criptovalute o token, o che dichiarano di essere interessati a farlo in futuro. Il metodo più usato per entrare in possesso di questi strumenti sono gli exchange di criptovalute (40%), seguiti da ATM di criptovalute (19%) e servizi di wallet che permettono l’acquisto diretto (18%). Il 52% degli italiani, inoltre, ha utilizzato sistemi indiretti tramite servizi di trading finanziari tradizionali e la propria applicazione bancaria. Ma gli exchange di criptovalute sono anche il metodo di custodia preferito da oltre la metà degli italiani, che però utilizzano diffusamente anche non custodial wallet. I 3 exchange più utilizzati sono Coinbase, Crypto.com e Binance. A differenza del trend globale, invece, in Italia si evidenziano numeri inferiori per gli NFT: il 9% degli italiani dichiara di averli acquistati e il 14% intende acquistarne in futuro. Gli NFT preferiti, però, sono quelli collegati a opere d’arte digitali, avatar e collectible.

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Supply Chain & Procurement

I 5 TREND DELLA SUPPLY CHAIN PER IL 2023 TRA ESG, METAVERSO, AI E SISTEMI ERP

Dal nuovo report del Capgemini Research Institute emerge che, a fronte dei venti economici avversi, le aziende stanno adottando un approccio prudente agli investimenti. Per l’89% di loro, come abbiamo visto anche negli scorsi giorni all'interno dell'analisi realizzata da Bimag sull'Allianz Risk Barometer, le interruzioni nella catena di fornitura rappresentano il rischio principale per la crescita del business, seguito dall’aumento dei prezzi delle materie prime e dalla crisi energetica. Di conseguenza, la resilienza della supply chain rappresenta la priorità principale, tanto che il 43% delle organizzazioni intende aumentare gli investimenti in questo ambito, mentre il 39% punta a incrementare le risorse finanziarie destinate alla tecnologia per ridurre i costi e favorire la trasformazione del business. Le aziende di Stati Uniti e Cina daranno priorità alle questioni legate alla sostenibilità, mentre quelle europee lo faranno in misura minore.

 

Uno spaccato questo che denota ancora quanto le catene del valore siano un vulnus cruciale su cui le imprese devono puntare la propria attenzione, nonostante ormai le restrizioni dovute alla Pandemia si siano attenuate. Uno scenario, questo, che abbiamo voluto comprendere meglio, anche in vista della prossima edizione del CPO Summit - organizzato da Business International - Fiera Milano all'interno del Business Leaders Summit e previsto all'Allianz MiCo - Milano Convention Centre il prossimo 14 e 15 giugno 2023 - attraverso l'analisi di un recente whitepaper realizzato da OpenText per indagare quali saranno i trend che guideranno l'approccio delle aziende sui mercati e nella gestione della catena di approvvigionamento, al fine di affrontare meglio la carenza di materie prime e l’aumento dei costi.

 

“Se fino a pochi anni fa gli obiettivi delle aziende, indipendentemente dal settore e dalla dimensione, erano di tipo finanziario, negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambio di paradigma da cui non ci si può più tirare indietro”, ha spiegato Antonio Matera, Regional Vice President Sales Italy, Malta, Greece & Cyprus di OpenText. “Per quanto la profittabilità rimanga importante, le organizzazioni a livello globale si stanno rendendo conto di dover diventare socialmente responsabili, sia come conseguenza di un ambiente normativo sempre più stringente, sia in risposta alle esigenze in evoluzione dei consumatori. Le aziende devono quindi ridefinire le proprie strategie di gestione della supply chain per rispettare questo duplice obiettivo”.

 

LA DISRUPTION E' LA NUOVA NORMALITA'

Secondo gli analisti dell'azienda leader nelle soluzioni di Enterprise Information Management e dalla crisi climatica a quella energetica, dallo scoppio del conflitto Russia-Ucraina alla conseguente instabilità economico-politica, l’ultimo anno ha messo aziende di ogni settore di fronte a sfide inedite che hanno richiesto elevati livelli di agilità per essere superate. Per rimanere competitive nell’attuale contesto di business, quindi, quest’anno più che mai le aziende dovranno saper riconoscere l’importanza di passare al digitale per automatizzare i processi e ottimizzare la supply chain su vasta scala. La digitalizzazione, vista come primo dei cinque trend proposti dagli esperti, permetterà infatti di migliorare la visibilità e la resilienza in ogni ambito aziendale. In particolare, sarà necessario sviluppare piani per una trasformazione digitale a lungo termine, che consentano di migliorare la collaborazione, creando in ultima analisi vantaggi di business reali. È qui che entrano in gioco le tecnologie di Industry 4.0, che permettono di aumentare la sostenibilità della produzione stessa e guidano l’adozione di processi davvero agili in grado di attivare una diruption sempre più necessaria sia dentro, sia fuori dal perimetro aziendale.

 

BLOCKCHAIN ED ENTERPRISE CONTENT SERVICES (ECS) AL SERVIZIO DELL’ESG

Gli obiettivi di neutralità climatica dell’Unione Europea hanno imposto alle aziende una sempre maggiore attenzione alle tematiche relative alla sostenibilità ambientale e all’approvvigionamento etico. La pressione non arriva unicamente dai Governi: in tutto il mondo, i consumatori richiedono che le aziende dichiarino la provenienza delle materie prime. Nel 2023 si assisterà a un’accelerazione nell’adozione di quei processi volti a migliorare il cosiddetto reporting ESG: tra le priorità delle aziende spiccheranno quindi quei fattori ambientali, sociali e di governance che possano dimostrare al mercato e ai consumatori che i prodotti dell’azienda sono stati acquistati o fabbricati in modo etico e sostenibile. A tal proposito, i fornitori di servizi stessi si impegneranno per supportare le aziende aiutandole a raggiungere i propri obiettivi di riduzione dell’impronta di carbonio complessiva, nonché a garantire che le loro catene di approvvigionamento operino secondo le linee guida ESG. Per farlo, sarà necessario migliorare la visibilità dell’ecosistema aziendale e delle operazioni end-to-end tramite tecnologie come la Blockchain e soluzioni come l’ECS (Enterprise Content Services), che sfrutta i dati per ricavare informazioni uniche sulle operazioni che avvengono all’interno della supply chain, offrendo per esempio soluzioni di tracciabilità basate su IoT.

 

AI E MACHINE LEARNING PER ANALIZZARE I DATI E OTTIMIZZARE LA SUPPLY CHAIN

Gli ultimi due anni hanno aumentato la consapevolezza da parte sia dei consumatori, sia dei C-level delle aziende sull’importanza di una corretta gestione della supply chain. In tale contesto, Intelligenza Artificiale e Machine Learning potranno aiutare le aziende a ottimizzare ulteriormente i processi. Si pensi, ad esempio, che la sola divisione Business Network di OpenText elabora oltre 33 miliardi di transazioni commerciali ogni anno: si tratta di dati che possono essere analizzati tramite IA e ML per comprendere come operano le catene dell’approvvigionamento, contribuendo a ottimizzarle. Le aziende potranno quindi sfruttare le informazioni disponibili per migliorare i flussi logistici, i processi di gestione dell’inventario e prevedere in modo più accurato i comportamenti e le richieste dei clienti. Inoltre, se in passato queste tecnologie non sono state sfruttate appieno a causa di una carenza di competenze di base, da quest’anno ci si aspetta che un maggior numero di giovani completi la formazione in questo senso: la figura del Data Scientist diventerà sempre più comune, così che le aziende possano contare su professionisti specializzati per organizzare una supply chain di nuova generazione basata sui dati.

 

L’ERP RESTA ALLA BASE DELLE OPERATION, MA BISOGNERA' SAPER GESTIRE LE TRASFORMAZIONI

Oggi i sistemi ERP sono al centro delle operation aziendali, ma i CIO dovranno saper affrontare pressioni diverse: da un lato devono contribuire a far diventare le proprie aziende più agili favorendo il passaggio verso il cloud, che le renderà più flessibili e resilienti. Dall’altro, però, devono tenere conto dell’andamento del mercato, con cui dovranno inevitabilmente confrontarsi quando sarà necessario aggiornare gli ambienti ERP. Per gestire questo livello di complessità, sarà fondamentale scegliere il partner giusto, che accompagni le organizzazioni lungo tutto il percorso di trasformazione.

 

Il METAVERSO DELLA SUPPLY CHAIN: E' L'ERA DEL DIGITAL SUPPLY CHAIN TWIN  

Le grandi aziende inizieranno gradualmente a prendere in considerazione il Metaverso per le proprie attività commerciali. Le tecnologie di realtà virtuale e aumentata già disponibili consentono infatti una rappresentazione digitale end-to-end della catena di approvvigionamento in un mondo 3D: si tratta a tutti gli effetti di un gemello digitale, un Digital Supply Chain Twin che, visualizzando dati predittivi e prescrittivi, può garantire un miglior processo di decision making. Attualmente, le reti aziendali producono una versione digitale delle informazioni relative alla supply chain che rispecchia il movimento fisico delle merci. Combinando questi flussi con i dati dei sensori IoT che contribuiscono a tracciare le spedizioni, è possibile creare un’immagine dettagliata della catena di approvvigionamento: tale quadro potrebbe essere visualizzato all’interno di un Metaverso per ipotizzare gli scenari più diversi e, simulandoli, aiutare le organizzazioni ad affrontare potenziali problemi o imprevisti prima che questi si verifichino.

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Human Resources

LAVORO: NEL 2023 LA FORMAZIONE DEL PERSONALE RIMANE UNA PRIORITA' PER IL 74% DELLE AZIENDE EUROPEE

Per nove aziende europee su dieci la formazione resta un aspetto centrale della propria cultura aziendale. A rivelarlo è l’ultimo Corporate Learning Benchmark di MobieTrain. Un dato, questo, che, a tre anni ormai dallo scoppio della pandemia e dal successivo innalzamento delle richieste di upskilling e reskilling da parte delle aziende, soprattutto in ambito digitale, fa riflettere su quanto sia ancora lungo il percorso che imprese e prefossionisti devono compiere per migliorare le proprie performance al fine di rimanere al passo con i tempi e con quella trasformazione del business che sta stravolgendo sempre di più dinamiche e processi in questo ambito.

 

Un aspetto che abbiamo voluto approfondire attraverso un'analisi più approfondita delle evidenze emerse dalla ricerca, data anche l'accurata selezione di corsi di alta formazione professionale proposta per i prossimi mesi da Business International - Fiera Milano, con l'obiettivo di consentire ai manager e ai loro team di concentrarsi sui trend e i cambiamenti che guideranno il loro lavoro nel prossimo futuro.

 

IL TREND DEL DIGITAL LEARNING NON SI FERMA. MA LA FORMAZIONE DEVE MIGLIORARE

Secondo il report, la formazione è indicata come priorità di “livello elevato” o “massimo” dal 74% delle aziende e il 91% degli intervistati ha riferito che, nel 2023, il budget destinato alla formazione resterà invariato o addirittura incrementato, con particolare attenzione all’apprendimento digitale. Partendo dall’analisi della formazione adottata internamente nelle singole organizzazioni, inoltre, le aziende intervistate hanno evidenziato tre principali problematiche: la formazione non è sufficientemente misurabile (38%), i dipendenti non ricordano ciò che hanno imparato (39%) e la formazione non è ancora ben adattata alle esigenze del personale (35%).

 

"Continuare a imparare è uno dei punti focali delle aziende moderne - ha commentato Guy Van Neck, CEO e Founder dell'applicazione mobile di microlearning, MobieTrain -. Data l'attuale crisi del mercato del lavoro, è sempre più difficile attrarre personale qualificato. Per trattenere le persone e attrarre nuovi talenti, la formazione è particolarmente importante, perché i dipendenti ne hanno un enorme bisogno". In questo senso, infatti, nonostante la sempre più forte recessione che incombe sul mercato, le aziende vogliono continuare a investire sulla formazione del personale. "Ciò suggerisce che un personale competente e proattivo giocherà un ruolo fondamentale nelle difficili condizioni di mercato dei prossimi anni", ha continuato Van Neck.  

 

ENGAGEMENT DEL PERSONALE

Quando si parla di crescita e formazione dei dipendenti, le preoccupazioni delle aziende europee riguardano in particolare il personale frontline. Il 30% degli intervistati afferma che è difficile raggiungerli con un'offerta di percorsi formativi adeguata. "Sempre più spesso i telefoni cellulari vengono utilizzati come dispositivo chiave per sostenere il coinvolgimento dei dipendenti e aumentare la loro produttività", ha evidenziato Van Neck. "Vediamo un potenziale crescente nell'apprendimento mobile. Soprattutto tra i lavoratori deskless, senza postazione fissa. Per questo motivo, il telefono cellulare è uno strumento eccellente per seguire e strutturare un percorso di formazione. In questo modo, tutti i dipendenti che non usano il computer durante il lavoro possono accedere al materiale del corso in modo semplice ed efficace". Guardando, però, più a campo largo la situazione delle aziende europee, è possibile notare come la ricerca di MobieTrain, che ha preso in esame diversi Paesi tra i quali Italia, Spagna, Belgio e Olanda, metta in luce le principali differenze soprattutto in termini di finalità dell'apprendimento online proposte in differenti ambiti da differenti realtà. Le aziende olandesi, per esempio, sottolineano l'importanza di un onboarding efficiente. Le aziende italiane e spagnole, invece, sperano di aumentare la produttività dei dipendenti con la formazione. Gli intervistati belga, inoltre, hanno forti aspettative su tre fronti: onboarding, produttività e coinvolgimento.

 

FOCUS SUL MERCATO ITALIANO

Concentrandoci un momento sul nostro territorio, poi, sembra chiaro come uno dei punti più critici sottolineati dalle aziende italiane, come dichiara il 49%, riguardi l’assenza di una formazione personalizzata, coerente con le esigenze, le mansioni e le sfide del singolo dipendente. “Molto spesso i metodi di apprendimento utilizzati dalle aziende risultano poco efficaci, se non fallimentari, proprio perché il dipendente non si sente sufficientemente motivato, questo nonostante sia dimostrato che un maggiore coinvolgimento del personale conduce a livelli superiori di produttività, mantenimento della conoscenza e qualità delle prestazioni - ha spiegato Francesca Dellisanti, Sales Executive di MobieTrain Italia -. In Italia, l’ostacolo più comune alla formazione, specialmente quella non tradizionale che si basa su applicazioni e piattaforme di apprendimento interattivo, è determinato dalle priorità aziendali: questo perché non in tutte le organizzazioni si è compresa appieno l’efficacia di simili meccanismi di gamification all’interno del contesto lavorativo. Come tracciato dal nostro ultimo Osservatorio, stiamo però assistendo a un enorme cambiamento del settore all’interno del quale la digitalizzazione della formazione aziendale sta giocando e giocherà un ruolo sempre più centrale”. Un dato questo confermato anche a livello globale dai dati emersi dall'indagine. Basti pensare che, oggi, molte aziende scelgono di implementare la formazione con l’utilizzo di piattaforme di apprendimento aggiuntive a supporto di quelle attuali, puntando ad un incremento della produttività dei dipendenti coinvolti nei processi di formazione. Infatti, il 54% delle aziende che non utilizza tool digitali ha espresso la volontà di adottarne uno nel prossimo futuro (1-12 mesi) e Il 40% di chi utilizza questi tool afferma di essere alla ricerca di altre piattaforme digitali da integrare a quelle già esistenti.

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