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Energia green ferma al 13% da 20 anni

Il dato, però, va letto in prospettiva: in Italia il sorpasso delle rinnovabili è avvenuto. Il vero problema? Economie con un fabbisogno energetico enorme come India e Cina

L'energia pulita prodotta nel mondo è ferma – da circa 20 anni - a circa il 13% circa della produzione mondiale. Se è vero infatti che le energie green sono in continuo aumento, lo sono altrettanto anche le produzioni di energie da fonti fossili, lasciando tutto sommato inalterato il rapporto tra “vecchio” e “nuovo”. La colpa starebbe soprattutto nei consumi di Cina ed India, divoratori di energia tradizionale. Nel dettaglio, se dal 1965 al 1990 la quota delle fonti pulite è raddoppiata, passando dal 6% al 12% dell'energia globale, nel 2011 le fonti pulite rappresentavano circa il 13% del totale, una percentuale identica al 1993.

A dirlo, uno studio condotto all'università del Colorado, che ha analizzato i dati disponibili Paese per Paese. ''Questa stagnazione fornisce ulteriore dimostrazione che le politiche impiegate per accelerare la decarbonizzazione dell'economia globale sono state in gran parte inefficaci'', ha detto l'autore della ricerca.

Una visione parziale
Non è affatto d'accordo Arturo Lorenzoni, ricercatore dello Iefe-Bocconi, Centro per la ricerca sull'energia e l'ambiente. “ Se guardiamo ai semplici dati, e non alla prospettiva, lo studio è corretto”, commenta “ ma nel complesso si tratta di una visione statica”.
Prima di tutto, c'è da considerare che “ la grande crescita delle rinnovabili che si è avuta negli anni '60 e '70 è dovuta in gran parte al fatto che prima - semplicemente - non si misurava la biomassa utilizzata nelle zone povere della terra”.
“ Se è verissimo che in questi anni la domanda di energia è cresciuta più della produzione da fonti rinnovabili, e quindi la quota di energia pulita è diminuita in termini percentuali, è anche vero che negli ultimi 10 anni c'è stata una crescita effettiva e notevole di energia da fonti rinnovabili. È il cambio di prospettiva avvenuto negli ultimi 5 anni a darci il polso della situazione. Leggere solo il numero non consente di cogliere la vera rivoluzione, si scatta una foto che ci impedisce di vedere il film”.

La Cina è regina delle rinnovabili, grazie all'Europa
“ La Cina – continua Lorenzoni - è già il Paese che ha maggiormente investito nelle rinnovabili nel corso di quest'anno. L'India sta facendo i più grossi investimenti nell'eolico, e anche il Brasile e altri Paesi in forte crescita economica. Questo chiarisce fino a che punto il rapporto tra fonti vecchie e nuove è già cambiato, anche se i numeri ancora non lo dicono. È chiaro poi che, con i consumi energetici che ha la Cina, senza carbone il suo sistema elettrico non starebbe in piedi, ma il nocciolo è che la quota di rinnovabili - proprio dal 2011 al 2012 - è aumentata moltissimo, grazie agli investimenti fatti inizialmente solo in Europa, che hanno abbassato i costi e migliorato le prospettive. Basti pensare che, se nel 2007 un impianto costava 7mila euro al KW, oggi costa 1.800. Poi c'è la questione ambientale è il fatto che, a differenza del petrolio, parliamo di fonti inesauribili”.

In Italia le rinnovabili hanno superato le fonti tradizionali
“ Nel maggio-giugno 2013, le rinnovabili hanno rappresentato oltre il 50% dell'energia prodotta in Italia – spiega Lorenzoni -, un sorpasso storico. Ci sono ancora problemi nella gestione della rete, ma il cambiamento ha una portata enorme”. Il principale ostacolo è legato all'intermittenza della produzione: la rete tradizionale deve bilanciare gli abbassamenti di produzione, e non è semplice. “ Adeguare la capacità di regolazione della rete è la sfida nelle produzioni dei prossimi anni”.

Anche in questo stiamo facendo passi da gigante, in particolare proprio nel nostro Paese, dove è appena stata inaugurata una centrale a sali fusi, capace di produrre energia dal sole anche di notte. “ Nella tecnologia a sali fusi siamo leader mondiali – commenta Lorenzoni - si tratta di mettere a punto alcuni aspetti nell'affidabilità dell'impianto, che è ancora in via di sperimentazione, ma è un'enorme novità, che potrebbe creare una nuova rivoluzione, ideale per i climi caldi, dal sud Italia in giù”.

15/07/2013 | archivio news