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News
Vanni Gaetano (Argo investigazioni): il detective privato? Il braccio destro delle HR per migliorare gli investimenti aziendali a 360 gradi
di Matteo Castelnuovo

La fiducia è elemento costituente di un rapporto di lavoro che si basa su vincolo fiduciario tra datore di lavoro e prestatore di lavoro”. E’ questo il vulnus fondamentale che Massimo Vanni Gaetano, Milan Office Director di Argo Investigazioni, sottolinea da subito in una chiacchierata realizzata a seguito della sua partecipazione al HR Business Summit dello scorso novembre 2021 a Roma e in vista della nuova edizione del HR Directors Summit, l’evento organizzato da Business InternationalFiera Milano, dedicato al mondo delle risorse umane e previsto all’interno degli spazi del Museo Diocesano di Milano, il 14 e 15 giugno 2022, durante la settimana di manifestazioni pensata per riunire i migliori C-level di alcune delle più importanti aziende e multinazionali operanti sul territorio italiano. “E’ ovvio – prosegue il manager – che un comportamento scorretto da parte del dipendente nuoce a questo vincolo, potendo così imporre sanzioni fino al licenziamento per giusta causa senza alcun termine di preavviso”. Una situazione scomoda, dunque, nella gestione del rapporto professionale da parte dell’impresa che, purtroppo, è aumentata in questi ultimi due anni di Pandemia e che ha portato sempre di più le aziende a rivolgersi a investigatori privati, la cui reputation ha avuto un deciso miglioramento negli ultimi anni. “Da quando si è capito che l’investigatore privato non è più quella figura necessaria per documentare solo l’infedeltà coniugale, come avveniva fino a qualche tempo fa nell’immaginario collettivo – spiega Vanni Gaetano –. A differenza del passato, infatti, oggi per ottenere la licenza investigativa occorre una specifica laurea con un’esperienza pregressa nel settore. Questo nuovo modello, chiaramente in questi ultimi anni ha professionalizzato molto la figura dell’investigatore privato, incentivando anche la predisposizione di budget annuali da parte delle aziende nei confronti delle attività di investigazioni private per difendere i propri diritti”.

I VANTAGGI DELLE INVESTIGAZIONI PRIVATE AZIENDALI
Un cambio di percezione che ovviamente ha portato anche a un cambio di modalità lavorativa e di vantaggio prodotto nei confronti del mondo del business e della relazione tra datore di lavoro e dipendente. “Quando siamo interpellati da un’azienda – sottolinea il manager –, esiste il sospetto di uno o più comportamenti scorretti da parte di un dipendente, un socio o un concorrente. I vantaggi differiscono leggermente tra loro a seconda del caso specifico, vi è però un obiettivo comune: reperire materiale probatorio utilizzabile in sede giudiziaria per far valere o difendere il proprio diritto. Il più delle volte però il vantaggio è economico. Per esempio, se si trovano prove che documentano il comportamento scorretto del dipendente, questo fa si che quest’ultimo possa essere licenziato per giusta causa e quindi l’azienda non dovrà più sostenere i costi per il personale che non produce ricavi. Avrà quindi un impatto positivo in termini economici e produttivi, raggiungendo risultati migliori, come per esempio, un miglior bilancio, senza costi inutili e con un aumento del fatturato. Inoltre, punire un dipendente può avere un effetto deterrente anche su eventuali comportamenti scorretti da parte degli altri dipendenti. Pertanto l’azienda ha la possibilità di migliorare la sua attività lavorativa”.

TECNOLOGIA, CYBERSECURITY E PROTEZIONE DEI DATI, IL FUTURO DELLE INVESTIGAZIONI PRIVATE AZIENDALI
In ogni caso, risulta chiaro come il core dell’investigazione rimane sempre l’osservazione statica e dinamica attraverso la quale si ottiene il materiale probatorio e si può così stilare un dossier investigativo, anche se la tecnologia sta ottimizzando e snellendo questo tipo di operazioni. “Il futuro di questa attività – sostiene Vann Gaetanoi – è rappresentato dall’open source intelligence, le cosiddette indagini OSI, che vengono espletate attraverso analisti, aiutate da specifici software e tool che consentono di acquisire informazioni da fonti aperte, aiutando gli investigatori, sia nella fase preliminare, sia durante l’indagine vera e propria”. Un altro uso della tecnologia, poi, è quello dei localizzatori gps. “Il DM 269 del 2010 – continua il manager – prevede la possibilità di effettuare il pedinamento elettronico con l’uso del gps. Oltre a questo però ci sono anche altre richieste che riguardano l’ambito tecnologico nel nostro lavoro. Basti pensare a quanto sia importante oggi investire in cybersecurity. In questo senso, la tecnologia ci permette di supportare le aziende effettuando, per esempio, anche penetration test o vulnerability assessment, garantendo così una compliance aziendale maggiore. Un elemento sempre più importante per le aziende e che potrebbe rappresentare il prossimo sviluppo di questo settore, soprattutto nell’ambito della protezione dei dati”.


17/05/2022 | archivio news