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Soluzioni di eProcurement: un mercato per provider dalle spalle larghe
Soluzioni di eProcurement: un mercato per provider dalle spalle larghe

Il periodo emergenziale appena trascorso ha evidenziato come la trasformazione digitale dei processi di business sia il passaggio essenziale alla “nuova normalità”.  Questo riguarda anche la gestione di acquisti e supply chain, che se gestiti digitalmente possono assicurare una superiore resilienza ed agilità in qualunque situazione, anche emergenziale.

Le aziende devono dunque poter contare su piattaforme per la gestione del ciclo source to pay sicure, robuste, interoperabili, integrate, facili da usare e, soprattutto, al passo con le potenzialità offerte dall’evoluzione delle nuove tecnologie quali AI, Robot Process Automation, Vocal Recognizer, Machine Learning…

Le tendenze del mercato hanno dimostrato che per assicurare tutto ciò i provider devono avere spalle larghe e grandi capacità di investimento, oltre che acclarata competenza. Quando si sceglie una piattaforma è senza dubbio corretto focalizzarsi sugli aspetti funzionali, sugli SLA, sulla compliance rispetto a normative e policy specifiche di ogni settore o addirittura di ogni singola azienda. Ma altrettanto importante è chiedersi se il provider è sostenibile, ovvero in grado di garantire la sua continuità nel tempo.

Chiediamoci, ad esempio, quanto può costare al provider certificare le proprie soluzioni sul fronte della sicurezza e dell’integrità dei dati nel tempo ? In rappresentanza di un’azienda con un soluzioni S2P pluricertificate ISO posso affermare che si tratta di cifre significative… E quanto costano risorse in grado di seguire ed applicare l’innovazione IT ormai rapidissima?

Il suggerimento è dunque di definire dei KPI di valutazione della sostenibilità dei provider quando si sceglie una soluzione a cui affidare i propri processi core. Per esempio considerando la permanenza in termini di tempo sul mercato, l’investimento annuale in R&D, il possesso di certificazioni di qualità, la conoscenza dei processi di procurement del settore pubblico, la possibilità di gestire soluzioni replicabili e la sicurezza dell’infrastruttura, il costo medio del personale che se molto basso apre molti dubbi sulla esperienza e qualità delle persone.

In questi 20 anni di procurement digital transformation il numero degli operatori del mercato si è ridotto costantemente, con una forte tendenza al M&A concentrandosi via via sui soli provider in grado di sostenere i ritmi dell’evoluzione tecnologica, puntando alla standardizzazione e all’interoperabilità delle soluzioni.

Queste peculiarità assicurano infatti quella velocità di integrazione tra sistemi indispensabili in uno scenario digitale sempre più interconnesso. Il “piccolo è bello” di Ernst Friedrich Schumacher, e “customizzo come vuoi” è una prospettiva non praticabile nelle tecnologie. Sembrerebbe che la soglia critica per reggere “i colpi del mercato” sia un taglio prossimo ai 200 mio € di fatturato e nel futuro si sposterà ben oltre. Insomma un mercato dal forte dinamismo e certamente sfidante che i clienti devono saper ben valutare per delle scelte sostenibili

a cura di


Mario Messuri
General manager
JAGGAER Italia e VP South Europe

21/07/2020 | archivio news