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Top Management

Il club organizza incontri pensati per condividere e scambiare idee e best practice, accedere a fonti di informazione e aggiornamento professionale, facilitare nuovi contatti e individuare opportunità di business. L’obiettivo principale dell’executive club è quello di essere una fonte costante di ispirazione e un supporto nell’interpretazione dei fattori chiave di successo dell’impresa del futuro.

WebSite: club.businessinternational.it


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News & Media

IN ITALIA, 9 AZIENDE SU 10 SCELGONO DI INVESTIRE IN DIGITALIZZAZIONE GRAZIE AI FONDI DEL PNRR
La domanda che tutti si pongono nel day after della caduta del governo Draghi è: come faremo a rispettare i tempi imposti dalla UE per continuare a ricevere i fondi del Piano di Ripresa e Resilienza? Un tema spinoso, a cui sicuramente ora è difficile dare risposta, ma che lascia appese a un filo migliaia se non milioni di aziende nel nostro Paese che basavano il proprio sviluppo post-pandemico su questi aiuti economici. Un argomento di grande attualità, dunque, che, in vista anche della prossima edizione del Milan Fintech Summit - l'evento, dedicato al mercato del finance technology italiano e organizzato da Business International - Fiera Milano e Fintech District che si terrà dal 5 al 7 ottobre 2022 -, abbiamo cercato di comprendere meglio attraverso i dati del nuovo Osservatorio realizzato da Qonto su un campione di oltre 1.000 PMI attive in tutto il territorio italiano e operanti in diversi settori. La survey, che ha visto coinvolte aziende appartenenti a diversi settori economici, ha indagato, tra le altre, il comportamento nei confronti degli incentivi previsti da PNRR, lo stato di digitalizzazione delle PMI, la formazione e le competenze maggiormente richieste.

Qonto vuole essere un partner strategico per le PMI e gli imprenditori italiani e per questo ascoltiamo attentamente le loro esigenze, sviluppiamo soluzioni su misura e supportiamo il processo di digitalizzazione del business”, commenta Mariano Spalletti, Country Manager per l’Italia di Qonto. “In questo momento, abbiamo di fronte una grande opportunità per spingere verso la digitalizzazione del Paese, partendo proprio dal tessuto imprenditoriale. Il trend è positivo e i dati del nostro osservatorio lo confermano, ma è necessario continuare a lavorare per sensibilizzare sul tema e per stimolare la nascita e la diffusione di competenze digitali, ormai imprescindibili”.

PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), organizzato in 6 missioni, prevede per l’Italia 191 miliardi di fondi per innovazione e digitalizzazione, transizione ecologica e inclusione sociale. In particolare, Qonto ha indagato in che modo le PMI hanno investito o hanno intenzione di investire tali fondi, focalizzandosi in particolare su come le risorse messe a disposizione dal PNRR possano contribuire ad accelerare il processo di digitalizzazione del tessuto imprenditoriale del Paese.

Oltre il 70% delle piccole e medie imprese intervistate ha dichiarato di avere già fatto ricorso o aver intenzione di far ricorso agli incentivi previsti dal PNRR (di queste, il 61% circa ne sta già facendo uso). Dall’indagine emerge in particolare che ad avere già aderito agli incentivi previsti sono maggiormente le PMI numericamente più grandi: tra le aziende da 50 a 250 dipendenti una su due (56%) ne ha già fatto ricorso, mentre tra le micro-imprese fino a 10 dipendenti solo una su quattro (26%) si è già attivata per utilizzare i fondi. Tra gli interventi coperti dalle agevolazioni, i più richiesti e scelti da oltre la metà delle PMI intervistate spiccano l’accesso al credito di imposta (52%) e la formazione (51%). Per quanto riguarda la prima, il credito di imposta interessa in particolare le aziende manifatturiere (62,5%) e le imprese dell’edilizia (60%), attirando oltre la metà (52%) delle micro-imprese fino a 10 dipendenti.

La decisione di accedere ai finanziamenti è stata in buona parte influenzata dai recenti avvenimenti economici e geopolitici. Lo dichiara il 67% delle imprese che aderiranno al PNRR entro la fine del 2022. I dati mostrano inoltre che l’attuale scenario geopolitico ha favorito la scelta verso il PNRR in particolare delle aziende più giovani (il 75,5% tra le startup e il 72% delle aziende tra i 4 e 10 anni di attività) e le PMI del Sud Italia (il 70% contro il 64% delle PMI al Centro e al Nord). Inoltre, l'indagine sottolinea che i settori più attenti a ricevere i fondi in seguito alla guerra e all’attuale situazione politica italiana e macro-economica mondiale sono le aziende attive nei servizi per la ristorazione e l’ospitalità (76%), le imprese che si occupano di Media & Marketing (76%) e quelle della formazione (74,5%).

Per il 67% circa delle imprese, gli interventi previsti grazie ai fondi PNRR avranno principalmente effetti nel lungo periodo. Questo dato raggiunge il 76% circa nel caso delle startup ed è addirittura al di sopra dell’80% nel settore manifatturiero.

PMI E DIGITALIZZAZIONE

Tra gli stanziamenti previsti, 9 su 10 (91%) tra le PMI italiane che stanno già sfruttando o approfitteranno dei fondi messi in campo dal PNRR, hanno deciso di investire nella digitalizzazione del proprio progetto di impresa. Sul totale delle aziende, la percentuale di quelle che scelgono di aderire al PNRR per innovarsi digitalmente sale dal 55% di dicembre 2021 al 64% di giugno 2022. Per il 68% circa delle PMI che stanno utilizzando o hanno intenzione di utilizzare le risorse del PNRR, il digitale (e più nello specifico l’implementazione di nuovi strumenti digitali o il loro aggiornamento) avrà un ruolo fondamentale o molto importante rispetto alla tipologia di intervento che si prevede di realizzare utilizzando gli incentivi del PNRR, mentre sono solo il 5% circa quelle per cui non avrà un ruolo importante.

COMPETENZE DIGITALI: LA SPINTA PER COLMARE IL GAP
Innovare non significa solo implementare sistemi e processi a elevato valore tecnologico, ma anche investire in formazione per colmare il gap di competenze digitali, che emerge in maniera evidente se si guarda ai risultati del DESI 2021, che vede l’Italia al 25° posto tra i Paesi dell’Ue in materia di e-skill. Nell’ultimo anno, anche il Ministro per la trasformazione digitale, Vittorio Colao, ha più volte lanciato un “allarme competenze”, che trova conferma nei dati della survey, che ha evidenziato come le competenze digitali, oggi più che mai necessarie per essere maggiormente competitivi sul mercato, siano ritenute da 1 azienda su 4 (26%) tra le più difficili da reperire. Non a caso, inoltre, per il 64% circa delle aziende che scelgono di investire in formazione utilizzando le risorse del PNRR, gli investimenti in quest’area si focalizzeranno sullo sviluppo di competenze digitali, che rappresenta uno degli elementi chiave del PNRR intorno al quale ruota il futuro delle aziende e delle PMI e in particolare di quelle che operano nel settore manifatturiero (76%) e di quelle in attività da almeno 20 anni (72,5%).

FONDI PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE RICHIESTI DA 1 PMI SU 5, EUROPA PRIMA AREA STRATEGICA

Il PNRR prevede circa un miliardo e mezzo di fondi destinati all’internazionalizzazione delle imprese italiane. Secondo quanto emerge dall’Osservatorio Qonto, ne ha fatto ricorso o ha intenzione di farlo entro la fine del 2022 1 su 5 delle PMI che utilizzano o utilizzeranno il PNRR e 1 su 10 tra le startup. L’Europa è la prima area geografica in cui si sceglie di concentrare l’espansione internazionale. In particolare, oltre la metà (52%) è interessata ai mercati dell’Europa Centrale. Seguono Stati Uniti (22%) e Sud America (12%). A favorire l'internazionalizzazione sono principalmente le medie imprese da 50 a 250 dipendenti: 1 su 4 ha già all’attivo o in programma piani di investimento nei paesi stranieri contro 1 su 10 tra le micro-imprese fino a 10 dipendenti.

Cybersecurity e disaster recovery

L’indagine svolta rivela che cybersecurity e disaster recovery sono temi sempre più attuali per le PMI italiane: per il 68% degli intervistati, sono previsti investimenti in questo campo nei prossimi 2 anni (percentuale che arriva a toccare il 78% per le medie imprese da 50 a 250 dipendenti). Più di un’azienda su tre tra quelle che hanno investito o investiranno in formazione utilizzando le risorse del PNRR, inoltre, si concentrerà sull’area della sicurezza informatica dei sistemi (34%).
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NEXT MOBILITY EXHIBITION: A FIERA MILANO PROTAGONISTE TRANSIZIONE ENERGETICA E SOSTENIBILITA’
Mobilità pubblica, sharing mobility, sostenibilità, transizione energetica e innovazione: la proposta espositiva e il ricco programma convegnistico faranno di Next Mobility Exhibition, l’evento organizzato da Fiera Milano, che si terrà nel quartiere di Rho dal 12 al 14 ottobre prossimi, una occasione unica per chiamare a raccolta i leader del mercato e gli stakeholder nazionali ed internazionali.

In un contesto, dove - anche grazie ai fondi stanziati dal PNRR (più di 32,4 miliardi di euro solo per il Tpl, secondo il Rapporto Intesa Sanpaolo-ASSTRA) - la mobilità rappresenta un tema chiave per la ripresa e lo sviluppo economico dell’intero Paese, NME offrirà una tre giorni per fare il punto su mezzi, soluzioni, politiche e tecnologie per un sistema di mobilità sostenibile delle persone, confrontarsi sullo stato dell’arte del mercato, riflettere su come cambierà il mondo del trasporto pubblico locale, pensare a come favorire la ripresa e lo sviluppo di questo settore fortemente colpito dal biennio della pandemia ed esplorare le potenzialità legate al trasporto green: gas, idrogeno, elettrico, ma anche sharing e mobilità innovativa.

Sullo sfondo, un mercato in grande fermento. Pur fortemente segnato dai blocchi legati alla pandemia, il settore del trasporto pubblico locale e regionale in Italia rappresenta un comparto strategico: nel periodo pre-Covid, generava un fatturato di circa 12 miliardi di euro all’anno, con oltre 5,5 miliardi di passeggeri trasportati, 1.8 miliardi di vetture-Km annui e 775 e oltre 124.000 addetti (fonte: Rapporto Intesa Sanpaolo-ASSTRA). In crescita è invece il mercato della micromobilità che rappresenta il 90% del totale dei veicoli in sharing presenti in Italia: 9 noleggi su 10. In aumento anche l’offerta (+45%) e le iscrizioni (+30%) a servizi di scooter sharing, che si concentrano soprattutto nelle grandi aree metropolitane: Roma, Milano e Torino hanno registrato un numero di noleggi superiore alla media del 2019, ossia 21,7 milioni di noleggi 91,7 milioni di km percorsi. (fonte: Osservatorio sharing mobility)

Ad oggi già più di cinquanta aziende hanno risposto all’appello di Next Mobility Exibition tra cui spiccano diverse case costruttrici di mezzi come Industria Italiana Autobus, Irizar e-mobility, IVECO BUS, MAN Truck&Bus, Rampini e Solaris.

Spazio anche ai protagonisti della transizione energetica grazie, tra gli altri, a Kempower, Loop Energy e Nuvera Fuel Cells.

Forte la presenza sul fronte IT, con aziende come Greenshare, IVU Traffic Technologies Italia, MAIOR, Nordcom, Optibus Transportation Limited, Padam Mobility, Shotl Transportation e Y. Share,

Protagonisti della kermesse anche gli operatori come Flixbus e Marino Bus
Cuore dell’evento sarà inoltre il ricco palinsesto formativo, ideato dal Comitato tecnico scientifico presieduto dal Professor Pierluigi Coppola (Coordinatore del Progetto Air Urban Mobility del Politecnico di Milano) e di cui fanno parte associazioni internazionali (UITP- International Association of Public Transport e IRU - World road transport organisation), dicasteri, realtà accademiche come l’Università Bocconi e l’Università degli Studi della Campania, ma anche la Conferenza Regioni e Province Autonome, Trenord e diverse realtà associative che rappresentano le varie sfumature della transizione energetica: Federmetano, Motus-e, Enea, Unem, H2IT (Associazione italiana per l'idrogeno e celle combustibile) e Anie E-Mobility.

Un Comitato nato con l’obiettivo di condividere know-how e che consentirà di fare della fiera un momento chiave per focalizzare obiettivi a breve e lungo termine, fare il punto sulle opportunità legate al PNRR, valutare le modalità di superamento delle criticità attuali.

Ad aprire il ricco palinsesto sarà infatti il convegno “I driver per una mobilità innovativa e sostenibile”, che avrà come cuore centrale lo studio realizzato dal Politecnico di Milano e offrirà un’analisi e gli strumenti per riattivare la domanda del trasporto pubblico, obiettivo descritto dal Position Paper del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili che ha l’ambizioso target di aumentare, entro il 2026, del 10 per cento lo share modale.
NME inoltre sarà l’occasione per presentare per la prima volta al pubblico Il Centro Nazionale per la Mobilità sostenibile: venticinque università, altrettanti centri di ricerca e 24 grandi imprese, un mix pubblico-privato che mette subito sul tavolo un investimento di 394milioni di euro per i primi 3 anni (2023-2025), dando spazio a 696 ricercatori dedicati e 574 neoassunti.

Grazie al contributo di importanti partner come Agens, ANFIA; ANIE, ANAV, Federmotorizzazione, Globe Italia, Studio Jacobacci, Traspol-Politecnico di Milano, i tre giorni di fiera permetteranno di fare il punto sull’evoluzione della mobilità in chiave sostenibile.

Sotto i riflettori la transizione energetica - con diversi appuntamenti dedicati allo sviluppo delle infrastrutture, ma anche ai nuovi mezzi (e-buses, idrogeno e Lng) e lo sviluppo della smart city, con approfondimenti dedicati agli hub intermodali, ai PUMS (Piani Urbani di Mobilità Sostenibile) e all’analisi dello stato dell’arte delle principali metropoli internazionali. Grande attenzione anche agli scenari futuri, destinati a far evolvere la mobilità pubblica in chiave sempre più attenta all’ambiente: guida autonoma, sharing e micromobilità, smart mobility, mobilità innovativa. Non mancherà infine lo spazio dedicato agli award: NME è stato scelto come contesto in cui presentare il Sustainable Bus of the Year, il premio europeo dedicato all’autobus “più verde”, e il Mobility Innovation Award, che premia la migliore azienda di trasporto pubblico. Infine, per un mondo che cambia ci vogliono nuove professioni: focus su mobility manager, change manager, gestori di MaaS, tutte nuove figure per cui è necessario avviare un percorso formativo dedicato. Sono infatti 135 le nuove professioni legate allo sviluppo della mobilità green. Next Mobility Exhibition, in programma dal 12 al 14 ottobre 2022 nel quartiere di Rho, è il nuovo appuntamento di Fiera Milano dedicato alla filiera della mobilità collettiva. Organizzato da Fiera Milano, l’evento è realizzato con la partnership di Agens (Agenzie Confederale dei Trasporti e dei Servizi), Anav (Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori) e Asstra (Associazione Trasporti). NME 2022 gode del patrocinio di: Commissione Europea, Ministero del Turismo, Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Regione Lombardia e Comune di Milano.
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Open Future Open Culture Photogallery
Il 28 maggio 2022 Open Future Open Culture ha inaugurato gli spazi di MIND (Milano Innovation District) dando il via alla PRIMAVERA MIND. Il palinsesto d’autore promosso da Lendlease - gruppo internazionale di real estate, infrastrutture e rigenerazione di aree urbane - e realizzato da Business International, la business unit di Fiera Milano specializzata nell’organizzazione di conferenze, convegni e formazione professionale per manager e aziende, si è strutturato in una serie di tavole rotonde e keynote speech con la direzione editoriale di Carlo Antonelli.

Qui sotto è possibile rivivere i momenti salienti della giornata che tra i suoi protagonisti ha visto:personalità provenienti da diversi settori come Maurizio Ferraris, filosofo e accademico italiano, nonché Professore di Filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di Torino, Giuseppe Testa, Head of Neurogenomics Research Centre di Human Technopole, e Professore di Biologia Molecolare presso l’Università degli Studi di Milano, il filosofo Emanuele Coccia, il duo curatoriale di arte contemporanea Francesco Urbano Ragazzi, l’architetto Mario Cucinella, il produttore musicale Dardust.
All’evento hanno partecipato inoltre i CEO di importanti aziende che hanno raccontato la loro visione sull’innovazione, nonchè le aziende e le società che fanno parte dell’ecosistema di MIND, come Federated Innovation, Astrazeneca, ROLD, Bio4Dreams ed Illumina. .


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