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Supply Chain & Procurement

Supply Chain & Procument è la unit che produce annual e corsi di formazione per 25.000 manager dell’area Acquisti, Supply Chain & Operations. Gli appuntamenti più attesi sono il CPO – Chief Procurement Officer – forum che riunisce il network dei Direttori Acquisti e il Connected Manufacturing, evento di riferimento per l’industria Manufacturing 4.0.

TAG: Acquisti, Certificati di Origine, Dogane, Import-Export, Incoterms, Logistica, Manufacturing, Operations, Process Excellence, Procurement, Produzione, Global Supply Chain


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CPO Summit 2023 Milano, dal 14 giugno 2023 al 15 giugno 2023 Allianz MiCo, Via Gattamelata, 5 - Gate 14 e 15 www.businessleaders.it -83 giorni all'evento save the date
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News & Media

LA PROFESSIONE PIU' RICERCATA NEL 2023? IL PROCUREMENT OFFICER. ED E' CORSA AI TALENTI

E’ il procurement officer, ovvero lo specialista degli acquisti, il lavoro più richiesto nel 2023 secondo Indeed, che ha analizzato le offerte postate sul proprio portale italiano per individuare le professioni che offrono le migliori possibilità occupazionali. A questo seguono poi, al secondo posto nella classifica, il manutentore elettromeccanico/manutentore meccanico, quindi il farmacista (3°), l’HR specialist, ovvero l’addetto alle risorse umane (4°), e l’impiantista, il progettista elettrico, il payroll specialist, l'addetto alla pianificazione della produzione, il contabile senior.

 

Perchè, però, lo specialista del rapporto con i fornitori è così ricercato? Abbiamo cercato di comprenderlo meglio attraverso le parole di alcuni esperti che ci hanno spiegato qual è oggi il contesto in cui questi professionisti si devono muovere, anche in vista della prossima edizione del CPO Summit, l'evento dedicato al mondo del Procurement, organizzato da Business International - Fiera Milano e previsto il 14 e 15 giugno 2023 presso gli spazi dell'Allianz MiCo - Milano Convention Centre all'interno del Business Leaders Summit (la grande manifestazione dedicata ai C-level dell'impresa contemporanea).


LA NUOVA ERA DEL PROCUREMENT

"Non stupisca che una professione sino a ieri non così nota, il procurement officer appunto, abbia oggi così tanta domanda" – spiega Fabio Zonta, autore insieme a Lorenzo Zacchetti del best seller “Procurement Rievolution” (Franco Angeli) -. Pandemia, guerra e crisi globali hanno infatti fortemente impattato sulle nostre economie, sottoponendole a grande stress con una crisi degli approvvigionamenti (dall’energia, ai chip, ai componenti industriali, ai materiali edili, al grano) che ha influenzato negativamente le catene di fornitura, modificando strutturalmente il macrosistema economico e produttivo. “Per questo, frettolosamente, le aziende a livello globale stanno modernizzando la direzione acquisti rafforzando i team, non solo in termini numerici ma soprattutto – evidenzia l’esperto - in termini di qualità e competenze professionali e in un mix uomo/donna necessariamente equilibrato. Peraltro nella classifica ‘Procurement Top 100 Women’ stilata dalla testata internazionale ‘Procurement Magazine’ in collaborazione con EY è italiana la migliore direttrice degli acquisti al mondo, ovvero Anna Spinelli, Chief Procurement Officer di Deutsche Post DHL". Manager che, tra l'altro, come Bimag abbiamo avuto l'opportunità di intervistare proprio lo scorso giugno, in occasione della sua premiazione nel corso dell'edizione 2022 del CPO Summit, sempre all'interno del Business Leaders Summit che si era tenuto presso il Museo Diocesano di Milano.

 

IL PROCUREMENT IN ITALIA

Anche in Italia si è manifestata questa forte esigenza in un contesto però, rispetto agli USA ad esempio, che ci vede partire da un livello culturale. nella gestione moderna degli acquisti un po’ più arretrato e per giunta in un’economia caratterizzata prevalentemente da piccole e medie imprese che facilmente non hanno né mezzi né competenze per attuare velocemente questo urgente cambio di paradigma nella loro organizzazione. “In Italia - spiega Zonta - la direzione acquisti  deve evolversi significativamente, assommando a sé competenze che spaziando dall’AI, al risk management, alla comprensione dei modelli predittivi, tecniche di negoziazione internazionale, gestione delle risorse umane, finanche alle competenze tecniche. Una figura per la quale serve, e molto velocemente, formare una classe dirigente per riposizionare la funzione al centro delle scelte strategiche aziendali e quale primo consigliere dell’amministratore delegato”.


IL FUTURO DEL CHIEF PROCUREMENT OFFICER IN ITALIA

Un'evoluzione, questa, su cui però bisognerà lavorare molto nei prossimi anni per arrivare ad avere dei risultati che possano mutuare il percorso di trasformazione avvenuto per esempio nel finance e che, sicuramente può rappresentare un esempio concreto da seguire. Anche perchè, sempre di più oggi, uno dei fattori sostanziali su cui si instaura la linea di demarcazione tra una realtà di successo e una realtà che invece stenta a raggiungere gli obiettivi, risulta essere proprio la conoscenza e la relazione stretta con gli stakeholder appartenenti alla propria filiera di riferimento e che, nel mercato italiano, vanno a comporre l'ossatura fondamentale di tutto l'ecosistema economico in cui si insediano, operano e si muovono le nostre aziende. “Fatta salva questa fotografia – riflette infatti Mario Mantovani, presidente di ManagerItaliava però, come nota positiva, considerato che i manager italiani sono ben preparati in quella che è la loro specializzazione o settore, ma soprattutto sono elastici, eclettici, ‘fantasiosi’ e quindi più capaci di giocare nell’emergenza fuori dagli schemi. Questo a differenza ad esempio di cinesi, americani o tedeschi, tanto per citare tre economie, che invece sono molto più ‘diligenti’ e che nell’emergenza confidano molto più su schemi e modelli, che però oggi non esistono. Inoltre l’Italia col suo cosmo di imprese super-specializzate potrebbe avvantaggiarsene, tiportando valore sullo stesso tessuto produttivo”. Una strategia che indubbiamente potrebbe proporre dei benefici, ma che ovviamente non può prescindere comunque sia dallo sviluppo di schemi predittivi, ormai imprescindibili e generabili anche e soprattutto grazie all'utilizzo di nuove tecnologie emergenti. Sistemi all'avanguardia, su cui il nostro sistema Paese dovrebbe puntare maggiormente. “Per le aziende è diventata fondamentale la valutazione e gestione dei rischi esterni per una efficace continuità d’impresa nonché l’investimento nella formazione di manager con competenze specifiche che consenta all’azienda di prevenire e indirizzare il proprio business verso la costante crescita anche diversificando le attività – spiega Marina Verderajme, Presidente Nazionale di GIDP Associazione Direttori Risorse UmaneLa figura professionale si trasforma pertanto dall’attuale responsabile acquisti con una retribuzione tra i 50 e 60 mila euro a un Chief Procurement Officer che nelle grandi imprese raggiunge fino a 500mila Euro". Un valore decisamente differente questo dalle logiche del mercato italiano, su cui però le aziende, sempre di più, si troveranno a dover ragionare per far fronte a una tale volatilità dei mercati e anche degli scenari di rischio, da non poter sottovalutare o ignorare l'esigenza stringente di munirsi di un professionista in grado di gestire qualunque criticità con consapevolezza, competenza e conoscenza delle opzioni proposte dal mercato nazionale e internazionale.

... continua
L’INTEGRAZIONE B2B E' ALLA BASE DI UNA SUPPLY CHAIN RESILIENTE E DIGITAL FIRST

Un nuovo White Paper di IDC, sponsorizzato da OpenText, rivela che una delle maggiori lacune nell’efficienza della supply chain è riconducibile alla mancata adozione di tecnologie digitali moderne. L’indagine mostra come le aziende che già hanno cominciato il percorso di trasformazione digitale business-to-business (B2B) superino le altre in termini di fatturato, profitto, soddisfazione dei clienti e tasso di reattività.

 

Un'evidenza, questa, su cui abbiamo voluto porre attenzione, per comprendere a fondo le esigenze di un mercato in evoluzione che sta cercando di ritrovare la sua dimensione in un'era post Covid-19 nella quale permane grande incertezza. Per questo, anche in vista della prossima edizione del CPO Summit - l'evento dedicato al mondo del Procurement e delle Value Chain, organizzato da Business International - Fiera MIlano e previsto il prossimo 14 e 15 giugno 2023, presso l'Allianz MiCo - Milano Convention Centre, all'interno del Business Leaders Summit -, abbiamo cercato di analizzare a fondo il documento, al fine di proporvi un punto di vista differente sulle possibili evoluzioni, tendenze, sfide e opportunità per le catene del valore nei prossimi mesi.

 

L'ANALISI DI UNO SCENARIO COMPLESSO

I livelli di complessità della supply chain di oggi, la sua portata globale e la varietà di partner e fornitori, infatti, hanno ormai reso gli approcci tradizionali poco efficaci. L’indagine mostra quanto la trasformazione digitale possa influire sulle catene di approvvigionamento: il 78% degli intervistati riferisce che l’integrazione B2B ha migliorato le prestazioni complessive della supply chainL’integrazione B2B è alla base di una supply chain resiliente e digital-first e dovrebbe essere una priorità assoluta per quelle aziende gravate da processi manuali ancora basati su supporti cartacei”, ha affermato Simon Ellis, Program Vice President di IDC

 

INTEGRAZIONE B2B: NECESSARIA PER SUPPLY CHAIN RESILIENTE

Sebbene la resilienza della supply chain sia fondamentale nel contesto odierno, le aziende hanno spesso difficoltà a giustificare il ritorno sull’investimento (ROI) e a sviluppare le capacità interne necessarie per sviluppare appieno i propri business case. Infatti, sempre secondo l'analisi IDC, se il 71% delle organizzazioni ha aumentato gli investimenti nell’ambito della propria supply chain, guardando alla resilienza della catena di approvvigionamento digitale, solo il 6% degli intervistati ha riferito di aver raggiunto il livello di maturità più alto. Questo indica che possono essere fatti ulteriori progressi, creando valore grazie a processi moderni e tecnologie digitali. “Connettere, accedere e analizzare i dati prodotti dalle supply chain è oggi fondamentale per la maggior parte delle aziende di oggi”, ha dichiarato Sandy Ono, Executive Vice President e Chief Marketing Officer di OpenText. “I risultati del White Paper di IDC confermano che il futuro della supply chain è rappresentato dalla capacità di mettere insieme informazioni e automazione, e OpenText è orgogliosa di essere alla guida di questo cambiamento supportando le aziende nelle loro trasformazioni”.

 

VANTAGGIO COMPETITIVO: L'INTEGRAZIONE DELLA SUPPLY CHAIN

Per supportare gli approcci moderni, più efficienti ed efficaci, nonché i modelli innovativi, possono venire in aiuto le funzionalità di integrazione avanzate della supply chain. Prendendo in considerazione l’automazione dei documenti di collaborazione, l’80% dei rispondenti ha citato diverse aree di miglioramento, come il costo della gestione e della condivisione delle informazioni, ma anche l’efficienza del personale e l’incremento degli indicatori chiave di performance (KPI). Le funzionalità di integrazione ed elaborazione B2B sono in linea con le principali priorità aziendali in termini di riduzione dei costi operativi e logistici, time-to-market più rapido, miglioramento della qualità e dell’accuratezza dei dati, nonché della visibilità. “Facilità, velocità, qualità e scelta sono alla base del nostro approccio e OpenText Trading Grid ci ha aiutato a semplificare i processi chiave della supply chain, riducendo gli oneri amministrativi e migliorando la nostra capacità di espandere la rete dei fornitori”, ha affermato Paul Wilkins, Responsabile Source to Pay, Co-op Group. “Inoltre, la capacità dei fornitori di condividere elettronicamente le informazioni sulle consegne grazie a una notifica di spedizione avanzata consente ai team del centro di distribuzione di pianificare e allocare le risorse in modo più efficiente, eliminare le comunicazioni cartacee e garantire una gestione più precisa del magazzino, contribuendo a consegnare ai nostri clienti ciò che desiderano, quando e dove ne hanno bisogno, nel modo più conveniente possibile”.

 

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E ANALISIA AVANZATA SONO ESSENZIALI PER L'INTEGRAZIONE B2B

Lo studio evidenzia inoltre il ruolo significativo dell’intelligenza artificiale e dell’analisi avanzata dei dati nella maturità dell’integrazione B2B: il 44% delle aziende ha dichiarato di utilizzare tecnologie come Intelligenza Artificiale e Machine Learning per generare un maggior numero di insights predittivi dalla supply chain. Al contrario, il 17% degli intervistati ha riferito di utilizzare solo funzionalità di analisi di base. Che si tratti di condividere informazioni B2B specifiche o più ampie, la capacità di sfruttare tutti i dati a disposizione sta rapidamente diventando un imperativo, tanto che le aziende che rimangono indietro in questo processo subiranno uno svantaggio rispetto alla concorrenza. 

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I 5 TREND DELLA SUPPLY CHAIN PER IL 2023 TRA ESG, METAVERSO, AI E SISTEMI ERP

Dal nuovo report del Capgemini Research Institute emerge che, a fronte dei venti economici avversi, le aziende stanno adottando un approccio prudente agli investimenti. Per l’89% di loro, come abbiamo visto anche negli scorsi giorni all'interno dell'analisi realizzata da Bimag sull'Allianz Risk Barometer, le interruzioni nella catena di fornitura rappresentano il rischio principale per la crescita del business, seguito dall’aumento dei prezzi delle materie prime e dalla crisi energetica. Di conseguenza, la resilienza della supply chain rappresenta la priorità principale, tanto che il 43% delle organizzazioni intende aumentare gli investimenti in questo ambito, mentre il 39% punta a incrementare le risorse finanziarie destinate alla tecnologia per ridurre i costi e favorire la trasformazione del business. Le aziende di Stati Uniti e Cina daranno priorità alle questioni legate alla sostenibilità, mentre quelle europee lo faranno in misura minore.

 

Uno spaccato questo che denota ancora quanto le catene del valore siano un vulnus cruciale su cui le imprese devono puntare la propria attenzione, nonostante ormai le restrizioni dovute alla Pandemia si siano attenuate. Uno scenario, questo, che abbiamo voluto comprendere meglio, anche in vista della prossima edizione del CPO Summit - organizzato da Business International - Fiera Milano all'interno del Business Leaders Summit e previsto all'Allianz MiCo - Milano Convention Centre il prossimo 14 e 15 giugno 2023 - attraverso l'analisi di un recente whitepaper realizzato da OpenText per indagare quali saranno i trend che guideranno l'approccio delle aziende sui mercati e nella gestione della catena di approvvigionamento, al fine di affrontare meglio la carenza di materie prime e l’aumento dei costi.

 

“Se fino a pochi anni fa gli obiettivi delle aziende, indipendentemente dal settore e dalla dimensione, erano di tipo finanziario, negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambio di paradigma da cui non ci si può più tirare indietro”, ha spiegato Antonio Matera, Regional Vice President Sales Italy, Malta, Greece & Cyprus di OpenText. “Per quanto la profittabilità rimanga importante, le organizzazioni a livello globale si stanno rendendo conto di dover diventare socialmente responsabili, sia come conseguenza di un ambiente normativo sempre più stringente, sia in risposta alle esigenze in evoluzione dei consumatori. Le aziende devono quindi ridefinire le proprie strategie di gestione della supply chain per rispettare questo duplice obiettivo”.

 

LA DISRUPTION E' LA NUOVA NORMALITA'

Secondo gli analisti dell'azienda leader nelle soluzioni di Enterprise Information Management e dalla crisi climatica a quella energetica, dallo scoppio del conflitto Russia-Ucraina alla conseguente instabilità economico-politica, l’ultimo anno ha messo aziende di ogni settore di fronte a sfide inedite che hanno richiesto elevati livelli di agilità per essere superate. Per rimanere competitive nell’attuale contesto di business, quindi, quest’anno più che mai le aziende dovranno saper riconoscere l’importanza di passare al digitale per automatizzare i processi e ottimizzare la supply chain su vasta scala. La digitalizzazione, vista come primo dei cinque trend proposti dagli esperti, permetterà infatti di migliorare la visibilità e la resilienza in ogni ambito aziendale. In particolare, sarà necessario sviluppare piani per una trasformazione digitale a lungo termine, che consentano di migliorare la collaborazione, creando in ultima analisi vantaggi di business reali. È qui che entrano in gioco le tecnologie di Industry 4.0, che permettono di aumentare la sostenibilità della produzione stessa e guidano l’adozione di processi davvero agili in grado di attivare una diruption sempre più necessaria sia dentro, sia fuori dal perimetro aziendale.

 

BLOCKCHAIN ED ENTERPRISE CONTENT SERVICES (ECS) AL SERVIZIO DELL’ESG

Gli obiettivi di neutralità climatica dell’Unione Europea hanno imposto alle aziende una sempre maggiore attenzione alle tematiche relative alla sostenibilità ambientale e all’approvvigionamento etico. La pressione non arriva unicamente dai Governi: in tutto il mondo, i consumatori richiedono che le aziende dichiarino la provenienza delle materie prime. Nel 2023 si assisterà a un’accelerazione nell’adozione di quei processi volti a migliorare il cosiddetto reporting ESG: tra le priorità delle aziende spiccheranno quindi quei fattori ambientali, sociali e di governance che possano dimostrare al mercato e ai consumatori che i prodotti dell’azienda sono stati acquistati o fabbricati in modo etico e sostenibile. A tal proposito, i fornitori di servizi stessi si impegneranno per supportare le aziende aiutandole a raggiungere i propri obiettivi di riduzione dell’impronta di carbonio complessiva, nonché a garantire che le loro catene di approvvigionamento operino secondo le linee guida ESG. Per farlo, sarà necessario migliorare la visibilità dell’ecosistema aziendale e delle operazioni end-to-end tramite tecnologie come la Blockchain e soluzioni come l’ECS (Enterprise Content Services), che sfrutta i dati per ricavare informazioni uniche sulle operazioni che avvengono all’interno della supply chain, offrendo per esempio soluzioni di tracciabilità basate su IoT.

 

AI E MACHINE LEARNING PER ANALIZZARE I DATI E OTTIMIZZARE LA SUPPLY CHAIN

Gli ultimi due anni hanno aumentato la consapevolezza da parte sia dei consumatori, sia dei C-level delle aziende sull’importanza di una corretta gestione della supply chain. In tale contesto, Intelligenza Artificiale e Machine Learning potranno aiutare le aziende a ottimizzare ulteriormente i processi. Si pensi, ad esempio, che la sola divisione Business Network di OpenText elabora oltre 33 miliardi di transazioni commerciali ogni anno: si tratta di dati che possono essere analizzati tramite IA e ML per comprendere come operano le catene dell’approvvigionamento, contribuendo a ottimizzarle. Le aziende potranno quindi sfruttare le informazioni disponibili per migliorare i flussi logistici, i processi di gestione dell’inventario e prevedere in modo più accurato i comportamenti e le richieste dei clienti. Inoltre, se in passato queste tecnologie non sono state sfruttate appieno a causa di una carenza di competenze di base, da quest’anno ci si aspetta che un maggior numero di giovani completi la formazione in questo senso: la figura del Data Scientist diventerà sempre più comune, così che le aziende possano contare su professionisti specializzati per organizzare una supply chain di nuova generazione basata sui dati.

 

L’ERP RESTA ALLA BASE DELLE OPERATION, MA BISOGNERA' SAPER GESTIRE LE TRASFORMAZIONI

Oggi i sistemi ERP sono al centro delle operation aziendali, ma i CIO dovranno saper affrontare pressioni diverse: da un lato devono contribuire a far diventare le proprie aziende più agili favorendo il passaggio verso il cloud, che le renderà più flessibili e resilienti. Dall’altro, però, devono tenere conto dell’andamento del mercato, con cui dovranno inevitabilmente confrontarsi quando sarà necessario aggiornare gli ambienti ERP. Per gestire questo livello di complessità, sarà fondamentale scegliere il partner giusto, che accompagni le organizzazioni lungo tutto il percorso di trasformazione.

 

Il METAVERSO DELLA SUPPLY CHAIN: E' L'ERA DEL DIGITAL SUPPLY CHAIN TWIN  

Le grandi aziende inizieranno gradualmente a prendere in considerazione il Metaverso per le proprie attività commerciali. Le tecnologie di realtà virtuale e aumentata già disponibili consentono infatti una rappresentazione digitale end-to-end della catena di approvvigionamento in un mondo 3D: si tratta a tutti gli effetti di un gemello digitale, un Digital Supply Chain Twin che, visualizzando dati predittivi e prescrittivi, può garantire un miglior processo di decision making. Attualmente, le reti aziendali producono una versione digitale delle informazioni relative alla supply chain che rispecchia il movimento fisico delle merci. Combinando questi flussi con i dati dei sensori IoT che contribuiscono a tracciare le spedizioni, è possibile creare un’immagine dettagliata della catena di approvvigionamento: tale quadro potrebbe essere visualizzato all’interno di un Metaverso per ipotizzare gli scenari più diversi e, simulandoli, aiutare le organizzazioni ad affrontare potenziali problemi o imprevisti prima che questi si verifichino.

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