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Supply Chain & Procurement

Supply Chain & Procument è la unit che produce annual e corsi di formazione per 25.000 manager dell’area Acquisti, Supply Chain & Operations. Gli appuntamenti più attesi sono il CPO – Chief Procurement Officer – forum che riunisce il network dei Direttori Acquisti e il Connected Manufacturing, evento di riferimento per l’industria Manufacturing 4.0.

TAG: Acquisti, Certificati di Origine, Dogane, Import-Export, Incoterms, Logistica, Manufacturing, Operations, Process Excellence, Procurement, Produzione, Global Supply Chain


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eventi realizzati
Supply Chain & Procurement Summit 2022 Roma, dal 21 novembre 2022 al 22 novembre 2022 Palazzo Rospigliosi, Via XXIV Maggio 43 -48 giorni all'evento save the date
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eventi realizzati
Buyer Advanced Live Streaming, 8 novembre 2022 -35 giorni all'evento save the date
Come leggere la bolletta doganale Live Streaming, 1 dicembre 2022 -58 giorni all'evento save the date
The Art of Negotiation Milano, dal 12 dicembre 2022 al 19 dicembre 2022 -69 giorni all'evento save the date
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News & Media

Avvicinare la supply chain al consumatore è la chiave per il commercio del futuro
Maggiore flessibilità, forza lavoro più vasta e riduzione delle spese operative. Queste sono solo tre delle ragioni più comuni che hanno spinto decine di migliaia di organizzazioni ad attuare l’offshoring in Paesi come ad esempio Cina, India e Malesia, che secondo una ricerca di Statista, dal 2000, sono i tre mercati più popolari per l'offshoring. Sebbene questo fenomeno abbia raggiunto grande popolarità nel XXI secolo, nell'ultimo decennio ha persino accelerato, proprio nel momento in cui i prezzi sono diventati fattori di differenziazione per molti brand. Tuttavia, le sfide che hanno accompagnato la pandemia globale hanno messo in luce alcuni degli aspetti meno positivi associati all'offshoring. Di conseguenza, molte aziende stanno valutando i vantaggi di spostare le proprie sezioni di produzione e supply chain più vicino ai consumatori, nel tentativo di difendersi dall'inevitabile instabilità del commercio futuro.

Un tema di grande attualità nell’era post-covid, questo, che, in vista della prossima edizione del Supply Chain & Procurement Summit, organizzato da Business International - Fiera Milano e previsto a Roma, presso Palazzo Rospigliosi, il prossimo 21 e 22 novembre 2022 all’interno del Business Leaders Summit (21.11 – 01.12), abbiamo voluto approfondire meglio attraverso l’analisi di un recente whitepaper sull’argomento, realizzato da Manhattan Associates

Secondo gli analisti della multinazionale americana, infatti, le supply chain globali che si sono affermate a partire dall'inizio del millennio hanno ottenuto una maggiore efficienza dei costi, ma hanno introdotto anche un livello di fragilità che, fino agli eventi degli ultimi due anni, non era del tutto evidente. Quando la pandemia globale e la guerra in Ucraina hanno messo sotto pressione anche le supply chain più grosse, le crepe nei processi e nelle strategie legate all’offshoring sono diventate evidenti. Di conseguenza, si è diffusa l'idea che forse l'era della delocalizzazione stava per finire, sostituita da un nuovo approccio ideologico e pratico in cui le reti, i processi e, in ultima analisi, i beni dovrebbero essere localizzati più vicino al consumatore finale. Se un tempo il prezzo era il fattore determinante per i brand, la disruption degli ultimi 24 mesi ha reso più importanti la resilienza, l’affidabilità e l’agilità, e altri imperativi come la sostenibilità. Dopotutto, non importa quanto basso sia il costo di produzione di un prodotto se non può arrivare al cliente in modo efficace e sostenibile. Avvicinando le supply chain ai consumatori, i brand possono raggiungere questi nuovi obiettivi. Prendiamo ad esempio lo stock e la distribuzione: l'utilizzo degli store come mini hub di fulfilment, l'impiego di dark store e la creazione di centri di microfulfilment iper-locali sono tutti approcci o che potrebbero ridurre le crepe nelle supply chain più grosse.

Secondo gli esperti di Manhattan Associates, infatti, spostando la delivery dei prodotti – e anche i potenziali resi – più vicino al consumatore, si garantisce un valore aggiunto alla visibilità delle scorte, ma anche all'impatto ambientale. Con una soluzione di transportation management efficiente per più hub di distribuzione locali, è possibile pianificare percorsi più brevi e sostenibili per le delivery e incorporare anche le raccolte dei resi in questi stessi percorsi. Con la crescente popolarità dell'e-commerce e il numero di resi sempre più alto, i vantaggi economici e ambientali di spostare merci e supply chain più vicino ai consumatori sono tangibili, a patto che si disponga della tecnologia giusta per farlo in modo efficace. Il semplice “onshoring” della produzione e lo spostamento dei processi della supply chain più vicino ai consumatori, tuttavia, non sono sufficienti da soli. Il “momento Eureka” per i brand può essere raggiunto solo attraverso un approccio tecnologico unificato. Grazie a soluzioni basate completamente sui microservizi, i brand possono ottenere un ambiente di pianificazione ed esecuzione continuo e collaborativo, che combina la gestione del magazzino e del lavoro, la pianificazione e l'esecuzione dei trasporti, nonché un'automazione più efficiente tra uomo e macchina, il tutto grazie a semplici piattaforme cloud-native unificate. Per superare le sfide imposte dalla pandemia, e non solo, Manhattan Associates, infine, pensa che avvicinarsi al consumatore possa armonizzare gli elementi chiave della stessa supply chain e ripristinare il flusso naturale dei processi in entrata e in uscita: il risultato è una supply chain più agile, efficiente, resiliente e sostenibile.

Mentre i brand cercano di prevenire il “prossimo” evento globale inaspettato, quindi, l'idea di spostare i processi di produzione, le merci e le reti di distribuzione più vicino alle case dei consumatori sta guadagnando terreno. La chiave del successo di questa nuova strategia, tuttavia, risiederà nella capacità dei brand di continuare ad innovare la supply chain, e di fornire reti e offerte non solo flessibili e affidabili, ma anche sufficientemente agili e reattive per affrontare aspettative dei consumatori in continuo cambiamento, anche in futuro.
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L’economia circolare come modello efficace di business per il futuro
È ormai evidente come le “green practice” e la sostenibilità ambientale siano collegate alle performance e al successo di un’impresa. Si tratta di una sfida imprenditoriale e organizzativa sempre più importante, che le aziende italiane hanno iniziato ad affrontare. Sette consumatori su dieci, secondo Ernst and Young (EY), infatti, prediligono l’acquisto di prodotti da aziende che producono in maniera ecologica, operano in modo sostenibile, riciclano e utilizzano elementi naturali. Questo sviluppo rappresenta un cambiamento nella consapevolezza sociale che mette, di conseguenza, sotto pressione ogni azienda. A ciò si aggiungono le normative, ad esempio a livello Europeo, come l’obbligo di prevedere un report di sostenibilità nel 2023 per aziende con più di 250 dipendenti, con un fatturato di oltre 40 milioni di euro o con 20 milioni di patrimonio totale.

Grazie a questi fattori sono molte le aziende, anche a livello italiano, che hanno adottato questa tendenza, come abbiamo potuto vedere anche nel corso degli ultimi eventi organizzati da Business International - Fiera Milano, proprio su questi temi, come il Circular Economy Summit e il Business Leaders Summit. Un trend che, proprio per questo, abbiamo voluto comprendere meglio, attraverso l'analisi di un recente white paper diffuso da Aras e commentato anche dal suo General Manager, Dante Cislaghi, che da subito ha voluto sottolineare come oggi “le aziende devono prendere sul serio le nuove regolamentazioni in quanto le pene previste in caso di violazione, sono molto severe. Le aziende che non si adeguano rischiano di perdere l’attenzione degli investitori e, di conseguenza, attrattiva sul mercato”.

Secondo lo studio di ArasFrom Sustainability to Digitalization: Challenges 2022”, sette aziende su 10 hanno già previsto che la sostenibilità sarà per loro uno dei temi principali. In futuro, infatti, sarà necessario agire in diverse aree, come ad esempio la gestione degli scarti e la scelta di materiali ecologici o riciclati. Ma come possono le aziende e i loro prodotti diventare più sostenibili? Come possono gestire il loro ingresso nell'economia circolare? Il concetto di organizzazione sostenibile è molto ampio e comprende la responsabilità sociale, la decarbonizzazione e la tutela dell’ambiente, criteri che sono riassunti dall'acronimo ESG (Environmental, Social, Governance) e che saranno anche principi cardine nello sviluppo delle discussioni che animeranno le prossime edizioni di Next Mobility Exhibition e Business Leaders Summit (nella sua versione autunnale). “Le organizzazioni sostenibili sono aziende che incoraggiano i propri dipendenti e partner a fornire prestazioni sostenibili, ad avere un impatto duraturo e a creare valore e fiducia da parte di tutti gli stakeholder”, aggiunge Cislaghi. “Lo sviluppo di un'economia circolare è un obiettivo generale di sostenibilità, dove si intende l’ottenimento di un modello sostenibile di produzione e di consumo. I materiali e i prodotti esistenti dovrebbero essere condivisi, affittati, riutilizzati, riparati, ristrutturati e riciclati il più a lungo possibile”. È in questo modo che il ciclo di vita dei prodotti viene esteso.

Realizzare un’economia circolare: progettare e monitorare grazie al PLM

Allo stato attuale i cicli di vita del prodotto completi, intesi come governo “end-to-end" del processo di realizzazione di un prodotto, sono ancora un'eccezione nel mondo industriale. Tuttavia, esistono numerosi collegamenti tra tali cicli in molti settori, in alcune aziende all'avanguardia. Affinché possa esistere un’efficace economia circolare i prodotti devono soddisfare diversi requisiti:
  • • La materia prima ottenuta è conforme a criteri ambientali e sociali
  • • Nella supply chain, tutte le parti coinvolte si preoccupano di ridurre al minimo le distanze e organizzare solo i trasporti assolutamente necessari
  • • I prodotti sono progettati per avere una durata massima
  • • Il loro design garantisce anche una facile riparazione e una riutilizzabilità nei mercati secondari
  • • Sono riparabili ed espandibili, ad esempio sostituendo i componenti, come i processori degli smartphone


Soddisfare questi requisiti porta alla progettazione sostenibile dei prodotti, in cui la fine del ciclo di vita del prodotto viene presa in considerazione già nella fase di progettazione, a differenza di quanto avveniva nella maggior parte dei casi in passato.

Progettare prodotti sostenibili richiede che i produttori coinvolgano gli stakeholder dell'intera catena del valore

. Anche i fornitori devono utilizzare una progettazione sostenibile dei prodotti e procurarsi le materie prime in modo sostenibile. Un’economia circolare si realizza solo quando tutti gli attori sono connessi tra loro. Devono lavorare fianco a fianco per essere sostenibili nelle rispettive fasi di utilizzo dei prodotti e questo richiede informazioni in ogni fase della vita di un prodotto. Questo digital thread si crea anche tracciando i cambiamenti nella configurazione del prodotto durante la sua vita utile e collegandolo ai dati di funzionamento e di performance ottenuti con l'aiuto delle tecnologie IoT. “La ricchezza dei dati relativi alla progettazione, produzione e smaltimento di prodotti sostenibili per l'economia circolare non può essere gestita con un sistema ERP convenzionale”, aggiunge Cislaghi. “I dati sono troppo incentrati sulla pianificazione dei processi produttivi, mentre per entrare nell'economia circolare le aziende devono utilizzare due importanti strumenti digitali: un sistema PLM e una configurazione governata del digital twin”. In questo senso, la piattaforma PLM di Aras supporta la creazione di un'economia circolare in due fasi. In quella di progettazione di un prodotto, dalla proposta di design alle istruzioni di realizzazione vere e proprie, tutti i singoli dati vengono collegati tra loro per generare informazioni end-to-end. Il modello di prodotto così creato mostra lo stato di sviluppo attuale e il processo di sviluppo. Dopo la fase di produzione e di utilizzo di un prodotto, il digital twin viene collegato ai dati rilevanti del prodotto provenienti dalle fasi di progettazione e di produzione. Questa configurazione del digital twin può essere la base per monitorare lo stato del prodotto durante tutto il suo ciclo di vita.

Economia circolare: come iniziare un progetto efficace?

Da questi consigli, risulta chiaro come, per approcciare l'economia circolare nella maniera migliore, sia importante iniziare da un qualcosa di piccolo e limitato. Un’azienda non può passare all’economia circolare in un colpo solo ma è necessario che parta da un singolo prodotto o servizio. Successivamente dovrebbe creare collaborazione nella supply chain, raccogliere e collezionare il maggior numero di dati, definire i KPI e utilizzarli in un modello di dati e, infine, pensare e riflettere attentamente sui modelli di business da sviluppare.
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I criteri da considerare nella scelta di una soluzione di monitoraggio della sostenibilità dei fornitori
In un panorama caratterizzato da grandi cambiamenti ed eventi imprevedibili, le catene di fornitura sono sempre più vulnerabili a una vasta gamma di rischi di sostenibilità che, se non gestiti in modo efficace, possono esporre le aziende a un incremento dei costi operativi, sanzioni finanziarie e danni di reputazione a lungo termine.

Nonostante gli sforzi per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità, spesso però le aziende trascurano aspetti importanti della sostenibilità della catena di approvvigionamento e i fornitori sono poco coinvolti o oberati di richieste. Un approccio integrato e olistico e un programma centralizzato di monitoraggio della sostenibilità dei fornitori contribuiscono a identificare proattivamente i rischi, supportando i fornitori a intraprendere o progredire nel loro viaggio di miglioramento della sostenibilità.

Una soluzione efficace è in grado di fornire le metriche e gli approfondimenti necessari per monitorare i rischi e coinvolgere i fornitori in tutti i settori e in tutte le regioni del mondo.

Affinché i dati di valutazione siano utili per guidare il miglioramento, devono essere inoltre organizzati in modo da renderli comprensibili, comparabili e utilizzabili sia per i team di approvvigionamento che per i fornitori.

Per rendere la sostenibilità centrale nella funzione di approvvigionamento delle aziende, è infine fondamentale integrarla in tutti i processi di approvvigionamento, compresi il sourcing, l'onboarding, le offerte e le richieste di proposte, la gestione delle relazioni con i fornitori, la stipula dei contratti e le revisioni annuali.

Per ulteriori approfondimenti, consultare il nostro articolo recentemente pubblicato sui 5 criteri essenziali per selezionare una soluzione di monitoraggio della sostenibilità dei fornitori.

Non perdere l'occasione di scoprire la realtà di EcoVadis, partecipando al CPO Summit, l'evento, previsto il prossimo 13 e 14 giugno 2022 e dedicato al mondo del Procurement e della Supply Chain che si terrà presso il Museo Diocesano di Milano all'interno di Business Leaders, la settimana di eventi, prevista dal 13 al 17 giugno 2022, ideata da Business International - Fiera MIlano e dedcata ai migliori C-level dell'impresa moderna.
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