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Human Resources

L'area Human Resources organizza conferenze e corsi di formazione per una community di 20.000 manager delle Risorse Umane. Gli eventi flagship dell’area sono 2 tra i più importanti appuntamenti in Italia in ambito HR: European HR Directors Summit e HR Business Conference.

TAG: Personale, Comunicazione Interna, Diritto del Lavoro, Employer Branding, Expatriates, HR Director, HR Metrics, Mappatura delle Competenze, Privacy, Sviluppo del Personale, Talent Management, Total Reward.


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eventi realizzati
HR Business Conference 2022 Roma, dal 29 novembre 2022 al 30 novembre 2022 Palazzo Rospigliosi, Via XXIV Maggio 43 -108 giorni all'evento save the date
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eventi realizzati
Gli aspetti giuslavoristici dello smart working Live Streaming, 15 novembre 2022 -94 giorni all'evento save the date
Gestire e misurare la performance di un team Live Streaming, 29 novembre 2022 -108 giorni all'evento save the date
Trattieni i talenti in azienda Live Streaming, 14 dicembre 2022 -123 giorni all'evento save the date
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News & Media

GIGANTINO (VMWARE): DALLA GEN Z AI BABY BOOMER, NELL'ERA POST-COVID L'IMPORTANTE SONO LE CONNESSIONI
Quando si parla del modo in cui lavoriamo nella nuova era del lavoro ibrido, si deve necessariamente considerare non solo la tecnologia che lo consente, ma anche la cultura che lo definisce. Oltre a investire nelle più recenti tecnologie di esperienza digitale per supportare i dipendenti ovunque scelgano di lavorare, le organizzazioni devono infatti oggi anche ripensare la cultura di una forza lavoro che non è più confinata in un ufficio.

Un tema, questo, molto delicato e di grande attualità che abbiamo voluto approfondire attraverso le parole e l'esperienza di Raffaele Gigantino, Country Manager VMware Italia, anche in vista della prossima edizione di HR Business Summit, l'evento dedicato al mondo delle risorse umane che si terrà il prossimo 29 e 30 novembre 2022 all'interno di Business Leaders Summit, la grande manifestazione dedicata ai C-Level del futuro, organizzata da Business international - Fiera Milano e prevista, nella sua edizione autunnale, dal 21 novembre all'1 dicembre 2022 a Roma, presso gli spazi di Palazzo Rospigliosi. "Se la decisione tra il lavoro ibrido permanente e il ritorno in ufficio non fosse già abbastanza difficile- spiega il manager -, i datori di lavoro devono anche considerare i punti di vista diversi e spesso opposti dei dipendenti e devono farlo bilanciando una serie di questioni culturali, aziendali ed economiche come la produttività, la destinazione di uffici vuoti e costosi e il modo per aumentare la collaborazione o ridurre il senso di isolamento".

Non sempre, però, c'è accordo all’interno dei gruppi di età differenti su dove e come le persone vorrebbero o dovrebbero lavorare, e questo porta a grandi differenze nell'esperienza e nelle prestazioni. "Secondo una nostra recente ricerca dal titolo “The Virtual Floorplan: New Rules for a New Era of Work”- prosegue Gigantino -, dall'inizio della pandemia, il 62% dei giovani tra i 18 e i 25 anni ha ottenuto una promozione, contro appena il 13% delle persone con più di 56 anni. Le aziende devono rispondere a queste differenze nel contesto di obiettivi più ampi e di aspirazioni volte a rendere l'ambiente di lavoro più inclusivo e, anche, flessibile". Dare vita a un processo come questo, però, non sembra essere così semplice. "Il modo in cui le organizzazioni scelgono di affrontare questo ostacolo generazionale e la differenza di visione - sottolinea il manager - sarà uno dei principali fattori che decideranno chi avrà successo e chi no nella nuova era del lavoro ibrido".

L'IMPORTANZA DELLE CONNESSIONI

Quali sono, quindi, queste differenze e qual è l'impatto sulle aziende che stanno già lottando per accedere alle competenze critiche in seguito alle "Grandi Dimissioni" e alle "Grey Resignation", di cui si parla meno ma che non hanno meno impatto? "Il divario più netto tra le opinioni generazionali - indica Gigantino - si riscontra nel modo in cui i gruppi di età considerano lo sviluppo delle connessioni personali. Dalla nostra ricerca è emerso che il 70% della Generazione Z (18-25 anni) ritiene che il cambiamento delle circostanze lavorative abbia migliorato i legami personali con i colleghi, mentre solo il 30% dei Baby Boomers (56+ anni) può dire lo stesso". Forse si tratta semplicemente di ciò a cui sono abituati: i Baby Boomer hanno lavorato in ufficio per tutta la loro carriera lavorativa, ma il mantenimento e la creazione di legami per promuovere team collaborativi devono essere al centro dell'attenzione dei datori di lavoro. "Le connessioni non solo sono positive dal punto di vista dell'apprendimento e della socialità - conferma il manager -, ma contribuiscono anche ad aumentare il rendimento del lavoro e i livelli di performance del team e di coinvolgimento dei dipendenti. Ecco perché, secondo il VMware Forrester Digital Employee Experience Report 2022, il 60% delle aziende a livello globale sta dando priorità a un investimento medio di 500.000 dollari in una piattaforma digitale completa per l'esperienza dei dipendenti nei prossimi 24 mesi, e l'80% cita la produttività dei dipendenti come uno dei principali fattori alla base dell'investimento. I lavoratori intervistati per la BCG COVID-19 Employee Sentiment Survey che si sono sentiti meno connessi socialmente con i colleghi durante la pandemia sono stati meno produttivi nelle attività di collaborazione rispetto a prima della pandemia e solo il 30% dei Baby Boomers ritiene che la produttività dei dipendenti sia aumentata con l'introduzione del lavoro a distanza". Risulta chiaro, quindi, come, indipendentemente dal fatto che siano in ufficio o che lavorino altrove, i datori di lavoro devono considerare come offrire maggiori opportunità di connessione sociale tra le generazioni. "Esempi di questo nuovo approccio, in realtà, già esistono - commenta Gigantino -. Basti pensare, ad esempio, che il fondatore della banca britannica Monzo, Tom Bloomfeld, ha recentemente annunciato di aver investito in un'applicazione per il benessere per superare la solitudine del lavoro ibrido e aiutare a creare connessioni tra colleghi basate su interessi extra-lavorativi".

ACCORDO GENERAZIONALE SUL VALORE DELLE PRESTAZIONI

Sebbene i gruppi generazionali possano essere divisi sulle loro esperienze di lavoro a distanza, però, tutti sembrano essere d'accordo su due cose importanti: in primo luogo, il fatto che lavorare in un ambiente remoto o distribuito abbia portato i dipendenti a essere valutati più in base alle prestazioni e meno in base a parametri tradizionali come il tempo trascorso in ufficio. Il secondo punto riguarda le capacità di leadership necessarie per creare team ad alte prestazioni in un ambiente remoto o distribuito. "Tutti - aggiunge il manager - riconoscono l’importanza delle capacità di comunicazione, seguite dalla capacità di fidarsi dei dipendenti, dalla fluidità digitale su una serie di piattaforme e dall'adattabilità a nuove modalità di misurazione delle prestazioni dei dipendenti". La vera sfida, così, diventa saper abbracciare la flessibilità per supportare tutti i dipendenti. "Uno dei tratti distintivi del lavoro ibrido - prosegue il manager - è la flessibilità. Per questo motivo, anche se possono esserci dei divari di esperienza tra le diverse generazioni di dipendenti, i datori di lavoro devono cogliere l'opportunità di colmare questi divari durante la transizione verso il nuovo modello di lavoro ibrido, per assicurarsi di costruire una forza lavoro realmente inclusiva e diversificata. Le imprese oggi operano in un mercato del lavoro difficile. Riuscire a trovare un equilibrio tra le esigenze di diversi tipi ed età di lavoratori sarà fondamentale per trattenere e attrarre nuovi talenti - giovani e meno giovani - in azienda. Sebbene trovare questo equilibrio possa sembrare difficile da raggiungere, la ricerca mostra che c'è una correlazione molto importante che, se risolta, avrà un effetto positivo a catena. Si tratta della correlazione tra l'aumento dei legami personali e il conseguente aumento della produttività e delle prestazioni del team".

LA VALORIZZAZIONE DELLA PERSONA ATTRAVERSO LA TECNOLOGIA

Sebbene ciò sia particolarmente vero per le generazioni meno giovani, le connessioni di tutte le età sono ciò che aiuta le persone (e l'azienda) a prosperare. "Nella nuova era digitale e ibrida - sottolinea Gigantino - i dipendenti vogliono sentirsi apprezzati, connessi, sostenuti e incoraggiati, indipendentemente da dove e come lavorano. Per i datori di lavoro, questa è un'opportunità per evolvere la cultura della propria forza lavoro in modo da prendere in considerazione le esigenze di ogni generazione e diventare più forti, più competitivi e un posto di lavoro migliore per tutti. E sfruttare le tecnologie per l'esperienza digitale che possono trasformare la "forza lavoro ovunque" in una realtà ricca di contenuti".
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Semplificazione, flessibilità e digital transformation per sostenere il work life balance dei professionisti
Semplificare la vita, questo è ciò che chiedono oggi i collaboratori delle aziende: avere soluzioni che possano accompagnarli nella loro quotidianità e strumenti a disposizione che possano migliorare la conciliazione vita-lavoro.

Tutto questo si traduce in un aumento del benessere psicofisico della persona che incide positivamente sulla qualità della vita e anche sulla produttività.

Up Day, forte delle sue 20mila aziende clienti, con in 110mila esercizi convenzionati per un totale di 100 milioni di buoni emessi ogni anno è il partner ideale delle imprese per garantire servizi facili e innovativi all’altezza dei bisogni delle persone.

Anche e soprattutto in questi ultimi anni, in cui è cambiato il modo di vivere il lavoro e la quotidianità, Up Day è sempre stata accanto alle aziende per affiancarle nel loro percorso di vicinanza con i collaboratori, con soluzioni flessibili e digitali che permettessero di offrire una gamma di servizi, anche tradizionali, in modo innovativo.

Già da tempo, e in questo momento strumento più che mai alleato per i lavoratori, propone soluzioni customizzate di welfare aziendale, attraverso piattaforme digitali all’avanguardia che consentono di comporre un piano personalizzato di flexible benefits, volto a sostenere il work life balance di ogni dipendente, secondo gli obiettivi di budget dell’Impresa.

Da più di trenta anni sul mercato dei buoni pasto, ha sviluppato altri servizi apprezzati come il buono pasto elettronico, e il buono shopping Cadhoc.

Non perdere l'occasione di scoprire la realtà di Up Day, partecipando al HR Directors Summit, l'evento, previsto il prossimo 14 e 15 giugno 2022 e dedicato al mondo delle Risorse Umane che si terrà presso il Museo Diocesano di Milano all'interno di Business Leaders, la settimana di eventi, prevista dal 13 al 17 giugno 2022, ideata da Business International - Fiera MIlano e dedcata ai migliori C-level dell'impresa moderna.
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L’impatto dell'employer branding sul recruiting e sulla fidelizzazione
Come creare un employer brand dinamico e autentico

L'employer branding è una promessa rivolta ai dipendenti e ai candidati. Entrando a far parte del tuo team, questi ultimi possono aspettarsi una serie di benefit, gratifiche, esperienze e un determinato tipo di ambiente, e tutto questo può essere verificato chiedendo conferma agli attuali dipendenti e a chi ha sostenuto un colloquio di recente.

Ora più che mai, un employer branding positivo è fondamentale per il recruiting e l'assunzione di candidati idonei. Tuttavia, molte aziende hanno ancora difficoltà a creare una strategia e una comunicazione in tempo reale adatte alle loro realtà. In questi casi, i team di recruiting e delle risorse umane affrontano una serie di sfide comuni, tra cui:
  • Perdita costante di traffico di candidati e dei migliori talenti a favore della concorrenza;
  • Scarsa conoscenza dell'azienda e delle opportunità che è in grado di offrire;
  • Aumento del tempo necessario per le assunzioni e dei costi di recruiting;
  • Turnover più elevato e veloce rispetto alla media.

Se stai affrontando una di queste sfide, è essenziale fare un passo indietro e approfondire la questione.

In questo white paper, troverai una serie di suggerimenti su come individuare i problemi che stanno impattando negativamente sul tuo employer brand. Inoltre, scoprirai come utilizzare queste informazioni per rielaborare e ottimizzare la tua strategia di employer branding, tenendo sempre in mente il punto di vista del candidato.




Non perdere l'occasione di scoprire la realtà di Indeed Italia, partecipando al HR Directors Summit, l'evento, previsto il prossimo 14 e 15 giugno 2022 e dedicato al mondo delle Risorse Umane che si terrà presso il Museo Diocesano di Milano all'interno di Business Leaders, la settimana di eventi, prevista dal 13 al 17 giugno 2022, ideata da Business International - Fiera MIlano e dedcata ai migliori C-level dell'impresa moderna.
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