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DATA CENTER: L'IMPORTANZA DELL'ADOZIONE DI UNA STRATEGIA GREEN PER FAR FRONTE AL CONSUMO ENERGETICO

di Matteo Castelnuovo | 19/09/2022

In queste settimane abbiamo parlato molto spesso di come i dati rappresentino ormai il nuovo oro dell’era moderna. Dal business alla vita quotidiana e della produzione manifatturiera al fitness, i dati oggi sono l’elemento cardine su cui fa perno la nostra quotidianità a 360 gradi. Con l’evoluzione di sistemi di intelligenza artificiale, internet of things e cloud computing, però, la gestione di questi dati diventa sempre più complessa e questo porta alla creazione di data center sempre più articolati, grandi ed energeticamente dispendiosi. In questo senso, il 2022 si è aperto con un cambio di passo tecnologico ed è risultato sempre più chiaro come la transizione ecologica e digitale rappresentino ormai due facce della stessa medaglia. La risposta a questo cambio di rotta risiede nel green data center. Un concetto strutturale facile a parole, ma un po' meno nei fatti perché all’inizio dell’anno non avevamo messo in conto lo scoppio del conflitto Russia-Ucraina che ha portato i prezzi delle materie prime ad aumentare vertiginosamente, soprattutto in Italia, così come quelli relativi al consumo energetico. Il gas come sappiamo, infatti, è una ricchezza indispensabile per il sostentamento del Paese e per le aziende poiché la maggior parte dei data center sono alimentati tramite energia elettrica prodotta da centrali a gas. A testimonianza di questo, per altro, ci sono anche fonti autorevoli, come Terna-Rete Elettrica Nazionale S.p.A, che rilevano come più del 52% di energia elettrica venga prodotta da impianti termici, il 31% da fonti energetiche rinnovabili, il 5% da biomasse, e solo il 12% sia importato dall’estero. Di questo 52%, però, il 43% deriva solo da centrali a gas e i data center di certo influiscono negativamente sul consumo e sulla necessità di energia poiché consumano circa 200 terawattora (TWh) all'anno e si prevede che il loro consumo di elettricità aumenterà di circa quindici volte entro il 2030, fino a raggiungere l'8% della domanda complessiva di energia elettrica.

Una fotografia chiara, questa, che mostra quanto il contesto geopolitico potrebbe rendere critica la gestione delle aziende e del business moderno in generale. Un tema che abbiamo voluto comprendere meglio attraverso il commento di un esperto del settore come Riccardo Rossi, Consulting Manager di HiSolution, anche in vista della prossima edizione di AIXA – Artificial Intelligence Expo of Applications, organizzata da Business International - Fiera Milano e prevista presso l’Allianz MiCo di Milano il 15 e 16 novembre 2022,

“Lo scenario non è così promettente – spiega il manager –, ma come reagire? Da ogni crisi nasce sempre un’opportunità, come ci ha dimostrato la pandemia da Covid-19 che ha contribuito all'accelerazione verso soluzioni tecnologiche di remote working. Questo scenario rappresenterà una forte spinta verso soluzioni green ed ecosostenibili per i data center, il cui problema principale risiede nel sistema di raffreddamento delle macchine. Un fattore che corrisponde al 37% dei consumi totali di un data center”. Percentuale non indifferente se si pensa che il 50% di energia viene consumata da server e apparecchiature di rete, il 10% dal sistema di distribuzione, e il 3% dal sistema di illuminazione. “Ogni data center, infatti – prosegue Rossi –, produce una grande quantità di anidride carbonica che entra in contatto con temperature elevatissime che devono essere a loro volta opportunamente raffreddate. Maggiore è la produzione, maggiori sono quindi i costi per sostenerla. Adottare strategie sostenibili sfruttando nuove soluzioni digitali per garantire energia rinnovabile al 100% è oggi all’ordine del giorno. Questi sistemi ibridi di energia distribuita possono garantire le due tipologie di corrente, alternata e continua. Ciò permette di mettere in pratica nuove modalità di efficientamento energetico e di far lavorare i data center senza dispersione di carbonio nell’ambiente”. Una delle tendenze più rilevanti nell’IT, però oggi, come accennavamo anche all’inizio, è il passaggio dai centri di elaborazione dati di singole aziende a data center on premise, da cui attingere potenza di calcolo e informazioni, verso il Cloud. “Non tutti i data center in cloud sono però uguali – avverte il manager –. La sostenibilità energetica dipende da che tipo di energia utilizzano per alimentarsi. Dunque, si ottiene un effetto benefico dal punto di vista della sostenibilità, se e solo se la maggior parte dell’energia utilizzata è prodotta da fonti rinnovabili”. La progettazione di un'infrastruttura data center è chiave quindi per la corretta realizzazione di una soluzione green. “La sola infrastruttura non è però sufficiente – ricorda Rossi –, sono necessarie anche la razionalizzazione continuativa delle macchine virtuali e degli applicativi installati e l’ottimizzazione e la digitalizzazione dei processi aziendali, che ha un impatto importante sulla sostenibilità dell’ambiente. Una serie di azioni da intraprendere e decisioni da prendere per nulla banali, queste, che, come consigliato anche da realtà come la nostra, richiedono una visione strategica e di lungo periodo, ma soprattutto un team di professionisti dedicato che aiuti le aziende a progettare e a disegnare sartorialmente l'infrastruttura di data center, con un occhio attento alla sostenibilità e al risparmio dei costi legati all’energia”.