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COS'E' LA FINANZA COMPLEMENTARE E PERCHE' E' UTILE ALLE IMPRESE OGGI

a cura di Azimut Direct | 20/05/2024

Partiamo da una domanda: il tradizionale canale bancario è, oggi, sufficiente per soddisfare le esigenze delle imprese italiane, e delle PMI in particolare? La risposta potrebbe essere “in parte”, perché l’accesso al credito per le piccole e medie aziende, necessario per garantire la crescita, diventa sempre più una sfida.

Un tema, questo, che abbiamo voluto approfondire meglio in questo articolo, anche in vista della prossima edizione del CFO Summit, l'evento dedicato al mondo del Finance previsto il prossimo 11 e 12 giugno 2024 all'interno del Business Leaders Summit - la grande manifestazione dedicata ai migliori C-Level dell'impresa contemporanea e organizzata da Business International, la knowledge unit di Fiera Milano.

È proprio nella sfida dell'accesso al credito per le imprese, infatti, che si innestano i concetti di finanza complementare, o finanza alternativa. Partendo dalla semantica, sicuramente il termine “complementare” è più adatto, sebbene meno utilizzato al momento, rispetto ad “alternativa”. Questo perché gli strumenti che la costituiscono non vanno considerati come un aut-aut rispetto alle logiche bancarie. Le società che si occupano di finanza complementare, come Azimut Direct, fintech company del Gruppo Azimut, si pongono accanto agli istituti bancari e non in un rapporto antagonistico, perché il bene comune è il sostegno alle imprese italiane.

“L'evoluzione dei mercati negli ultimi anni è stata tale da rendere non più sostenibile uno scenario in cui accedere ai capitali è un nice-to-have: oggi avere una fonte credibile di finanza per il proprio sviluppo è un must-have anche per le PMI. Emergono così modelli di servizio nuovi, specializzati e tecnologici, votati a servire le necessità finanziarie delle imprese in modo più efficiente e rapido, affiancandosi alle banche con strumenti di finanza complementare” commenta Antonio Chicca, Managing Director di Azimut Direct.

Per comprendere la portata del fenomeno, vediamo quali sono i principali strumenti di finanza complementare e prendiamo in considerazione gli ultimi numeri del comparto, dal “6° Quaderno di Ricerca sulla Finanza Alternativa per le PMI in Italia”, rilasciato alla fine del 2023 dal Politecnico di Milano.

 

Strumenti di finanza complementare

Quali sono, nel concreto, le armi della finanza complementare per vincere la sfida dello sviluppo delle aziende del nostro Paese?

Prendiamo in considerazioni alcune delle principali e spieghiamo le caratteristiche di ciascuna soluzione:

  • Minibond – obbligazione di medio-lungo periodo, con valore nominale complessivo inferiore a EUR 50M, con un tasso d’interesse riconosciuto sotto forma di cedola periodica;
  • Direct lending - finanziamenti veloci ed efficienti tramite erogazione diretta da parte di soggetti abilitati all’esercizio del credito, fra i quali le piattaforme fintech e i fondi di investimento alternativi, pensati per esigenze di liquidità o piani di investimento di medio periodo;
  • Private Equity – l’ingresso di un partner finanziario può essere utile a una PMI in crescita, al fine di accelerare il proprio sviluppo e competere su mercati più ampi. Del Private Equity, che si rivolge ad aziende mature, fa parte anche il Venture Capital, dedicato invece a startup e giovani aziende innovative;
  • M&A – per Mergers & Acquisitions si intende quell’insieme di operazioni strategiche finalizzate a ridefinire la struttura di due o più entità aziendali, tramite fusione o acquisizione.

 

Dati dall’Osservatorio sulla Finanza Alternativa del Politecnico di Milano

Nel “Quaderno di Ricerca sulla Finanza Alternativa per le PMI in Italia, sono state esaminate sette diverse categorie di strumenti finanziari - minibond, crowdfunding, invoice trading, direct lending, equity, crypto-asset e quotazioni – rilevando in generale una diminuzione nei volumi di mercato, contestualizzati nel quadro di difficoltà dovuta all’innalzamento dei tassi di interesse dell’ultimo periodo.

Per quanto riguarda i minibond, ad esempio, nel primo semestre del 2023 le emissioni hanno registrato un calo, arrivando al valore più basso degli ultimi tre anni e mezzo, sebbene non in tutte le categorie dello strumento: i basket bond mostrano segni di ripresa nel 2024.

Stabile il direct lending: sebbene ci sia stata una battuta d'arresto nel primo semestre del 2023, si evidenzia la fiducia del mercato per il futuro, con le PMI che utilizzano sempre più frequentemente questo strumento per ottenere finanziamenti.

Il mercato del private equity italiano, dal canto suo, mostra segni di crescita, soprattutto nell’ambito del venture capital, con un aumento delle operazioni per microimprese e startup.