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Supply Chain & Procurement

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Supply Chain & Procurement

Avvicinare la supply chain al consumatore è la chiave per il commercio del futuro

Maggiore flessibilità, forza lavoro più vasta e riduzione delle spese operative. Queste sono solo tre delle ragioni più comuni che hanno spinto decine di migliaia di organizzazioni ad attuare l’offshoring in Paesi come ad esempio Cina, India e Malesia, che secondo una ricerca di Statista, dal 2000, sono i tre mercati più popolari per l'offshoring. Sebbene questo fenomeno abbia raggiunto grande popolarità nel XXI secolo, nell'ultimo decennio ha persino accelerato, proprio nel momento in cui i prezzi sono diventati fattori di differenziazione per molti brand. Tuttavia, le sfide che hanno accompagnato la pandemia globale hanno messo in luce alcuni degli aspetti meno positivi associati all'offshoring. Di conseguenza, molte aziende stanno valutando i vantaggi di spostare le proprie sezioni di produzione e supply chain più vicino ai consumatori, nel tentativo di difendersi dall'inevitabile instabilità del commercio futuro.

Un tema di grande attualità nell’era post-covid, questo, che, in vista della prossima edizione del Supply Chain & Procurement Summit, organizzato da Business International - Fiera Milano e previsto a Roma, presso Palazzo Rospigliosi, il prossimo 21 e 22 novembre 2022 all’interno del Business Leaders Summit (21.11 – 01.12), abbiamo voluto approfondire meglio attraverso l’analisi di un recente whitepaper sull’argomento, realizzato da Manhattan Associates

Secondo gli analisti della multinazionale americana, infatti, le supply chain globali che si sono affermate a partire dall'inizio del millennio hanno ottenuto una maggiore efficienza dei costi, ma hanno introdotto anche un livello di fragilità che, fino agli eventi degli ultimi due anni, non era del tutto evidente. Quando la pandemia globale e la guerra in Ucraina hanno messo sotto pressione anche le supply chain più grosse, le crepe nei processi e nelle strategie legate all’offshoring sono diventate evidenti. Di conseguenza, si è diffusa l'idea che forse l'era della delocalizzazione stava per finire, sostituita da un nuovo approccio ideologico e pratico in cui le reti, i processi e, in ultima analisi, i beni dovrebbero essere localizzati più vicino al consumatore finale. Se un tempo il prezzo era il fattore determinante per i brand, la disruption degli ultimi 24 mesi ha reso più importanti la resilienza, l’affidabilità e l’agilità, e altri imperativi come la sostenibilità. Dopotutto, non importa quanto basso sia il costo di produzione di un prodotto se non può arrivare al cliente in modo efficace e sostenibile. Avvicinando le supply chain ai consumatori, i brand possono raggiungere questi nuovi obiettivi. Prendiamo ad esempio lo stock e la distribuzione: l'utilizzo degli store come mini hub di fulfilment, l'impiego di dark store e la creazione di centri di microfulfilment iper-locali sono tutti approcci o che potrebbero ridurre le crepe nelle supply chain più grosse.

Secondo gli esperti di Manhattan Associates, infatti, spostando la delivery dei prodotti – e anche i potenziali resi – più vicino al consumatore, si garantisce un valore aggiunto alla visibilità delle scorte, ma anche all'impatto ambientale. Con una soluzione di transportation management efficiente per più hub di distribuzione locali, è possibile pianificare percorsi più brevi e sostenibili per le delivery e incorporare anche le raccolte dei resi in questi stessi percorsi. Con la crescente popolarità dell'e-commerce e il numero di resi sempre più alto, i vantaggi economici e ambientali di spostare merci e supply chain più vicino ai consumatori sono tangibili, a patto che si disponga della tecnologia giusta per farlo in modo efficace. Il semplice “onshoring” della produzione e lo spostamento dei processi della supply chain più vicino ai consumatori, tuttavia, non sono sufficienti da soli. Il “momento Eureka” per i brand può essere raggiunto solo attraverso un approccio tecnologico unificato. Grazie a soluzioni basate completamente sui microservizi, i brand possono ottenere un ambiente di pianificazione ed esecuzione continuo e collaborativo, che combina la gestione del magazzino e del lavoro, la pianificazione e l'esecuzione dei trasporti, nonché un'automazione più efficiente tra uomo e macchina, il tutto grazie a semplici piattaforme cloud-native unificate. Per superare le sfide imposte dalla pandemia, e non solo, Manhattan Associates, infine, pensa che avvicinarsi al consumatore possa armonizzare gli elementi chiave della stessa supply chain e ripristinare il flusso naturale dei processi in entrata e in uscita: il risultato è una supply chain più agile, efficiente, resiliente e sostenibile.

Mentre i brand cercano di prevenire il “prossimo” evento globale inaspettato, quindi, l'idea di spostare i processi di produzione, le merci e le reti di distribuzione più vicino alle case dei consumatori sta guadagnando terreno. La chiave del successo di questa nuova strategia, tuttavia, risiederà nella capacità dei brand di continuare ad innovare la supply chain, e di fornire reti e offerte non solo flessibili e affidabili, ma anche sufficientemente agili e reattive per affrontare aspettative dei consumatori in continuo cambiamento, anche in futuro.
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Supply Chain & Procurement

L’economia circolare come modello efficace di business per il futuro

È ormai evidente come le “green practice” e la sostenibilità ambientale siano collegate alle performance e al successo di un’impresa. Si tratta di una sfida imprenditoriale e organizzativa sempre più importante, che le aziende italiane hanno iniziato ad affrontare. Sette consumatori su dieci, secondo Ernst and Young (EY), infatti, prediligono l’acquisto di prodotti da aziende che producono in maniera ecologica, operano in modo sostenibile, riciclano e utilizzano elementi naturali. Questo sviluppo rappresenta un cambiamento nella consapevolezza sociale che mette, di conseguenza, sotto pressione ogni azienda. A ciò si aggiungono le normative, ad esempio a livello Europeo, come l’obbligo di prevedere un report di sostenibilità nel 2023 per aziende con più di 250 dipendenti, con un fatturato di oltre 40 milioni di euro o con 20 milioni di patrimonio totale.

Grazie a questi fattori sono molte le aziende, anche a livello italiano, che hanno adottato questa tendenza, come abbiamo potuto vedere anche nel corso degli ultimi eventi organizzati da Business International - Fiera Milano, proprio su questi temi, come il Circular Economy Summit e il Business Leaders Summit. Un trend che, proprio per questo, abbiamo voluto comprendere meglio, attraverso l'analisi di un recente white paper diffuso da Aras e commentato anche dal suo General Manager, Dante Cislaghi, che da subito ha voluto sottolineare come oggi “le aziende devono prendere sul serio le nuove regolamentazioni in quanto le pene previste in caso di violazione, sono molto severe. Le aziende che non si adeguano rischiano di perdere l’attenzione degli investitori e, di conseguenza, attrattiva sul mercato”.

Secondo lo studio di ArasFrom Sustainability to Digitalization: Challenges 2022”, sette aziende su 10 hanno già previsto che la sostenibilità sarà per loro uno dei temi principali. In futuro, infatti, sarà necessario agire in diverse aree, come ad esempio la gestione degli scarti e la scelta di materiali ecologici o riciclati. Ma come possono le aziende e i loro prodotti diventare più sostenibili? Come possono gestire il loro ingresso nell'economia circolare? Il concetto di organizzazione sostenibile è molto ampio e comprende la responsabilità sociale, la decarbonizzazione e la tutela dell’ambiente, criteri che sono riassunti dall'acronimo ESG (Environmental, Social, Governance) e che saranno anche principi cardine nello sviluppo delle discussioni che animeranno le prossime edizioni di Next Mobility Exhibition e Business Leaders Summit (nella sua versione autunnale). “Le organizzazioni sostenibili sono aziende che incoraggiano i propri dipendenti e partner a fornire prestazioni sostenibili, ad avere un impatto duraturo e a creare valore e fiducia da parte di tutti gli stakeholder”, aggiunge Cislaghi. “Lo sviluppo di un'economia circolare è un obiettivo generale di sostenibilità, dove si intende l’ottenimento di un modello sostenibile di produzione e di consumo. I materiali e i prodotti esistenti dovrebbero essere condivisi, affittati, riutilizzati, riparati, ristrutturati e riciclati il più a lungo possibile”. È in questo modo che il ciclo di vita dei prodotti viene esteso.

Realizzare un’economia circolare: progettare e monitorare grazie al PLM

Allo stato attuale i cicli di vita del prodotto completi, intesi come governo “end-to-end" del processo di realizzazione di un prodotto, sono ancora un'eccezione nel mondo industriale. Tuttavia, esistono numerosi collegamenti tra tali cicli in molti settori, in alcune aziende all'avanguardia. Affinché possa esistere un’efficace economia circolare i prodotti devono soddisfare diversi requisiti:
  • • La materia prima ottenuta è conforme a criteri ambientali e sociali
  • • Nella supply chain, tutte le parti coinvolte si preoccupano di ridurre al minimo le distanze e organizzare solo i trasporti assolutamente necessari
  • • I prodotti sono progettati per avere una durata massima
  • • Il loro design garantisce anche una facile riparazione e una riutilizzabilità nei mercati secondari
  • • Sono riparabili ed espandibili, ad esempio sostituendo i componenti, come i processori degli smartphone


Soddisfare questi requisiti porta alla progettazione sostenibile dei prodotti, in cui la fine del ciclo di vita del prodotto viene presa in considerazione già nella fase di progettazione, a differenza di quanto avveniva nella maggior parte dei casi in passato.

Progettare prodotti sostenibili richiede che i produttori coinvolgano gli stakeholder dell'intera catena del valore

. Anche i fornitori devono utilizzare una progettazione sostenibile dei prodotti e procurarsi le materie prime in modo sostenibile. Un’economia circolare si realizza solo quando tutti gli attori sono connessi tra loro. Devono lavorare fianco a fianco per essere sostenibili nelle rispettive fasi di utilizzo dei prodotti e questo richiede informazioni in ogni fase della vita di un prodotto. Questo digital thread si crea anche tracciando i cambiamenti nella configurazione del prodotto durante la sua vita utile e collegandolo ai dati di funzionamento e di performance ottenuti con l'aiuto delle tecnologie IoT. “La ricchezza dei dati relativi alla progettazione, produzione e smaltimento di prodotti sostenibili per l'economia circolare non può essere gestita con un sistema ERP convenzionale”, aggiunge Cislaghi. “I dati sono troppo incentrati sulla pianificazione dei processi produttivi, mentre per entrare nell'economia circolare le aziende devono utilizzare due importanti strumenti digitali: un sistema PLM e una configurazione governata del digital twin”. In questo senso, la piattaforma PLM di Aras supporta la creazione di un'economia circolare in due fasi. In quella di progettazione di un prodotto, dalla proposta di design alle istruzioni di realizzazione vere e proprie, tutti i singoli dati vengono collegati tra loro per generare informazioni end-to-end. Il modello di prodotto così creato mostra lo stato di sviluppo attuale e il processo di sviluppo. Dopo la fase di produzione e di utilizzo di un prodotto, il digital twin viene collegato ai dati rilevanti del prodotto provenienti dalle fasi di progettazione e di produzione. Questa configurazione del digital twin può essere la base per monitorare lo stato del prodotto durante tutto il suo ciclo di vita.

Economia circolare: come iniziare un progetto efficace?

Da questi consigli, risulta chiaro come, per approcciare l'economia circolare nella maniera migliore, sia importante iniziare da un qualcosa di piccolo e limitato. Un’azienda non può passare all’economia circolare in un colpo solo ma è necessario che parta da un singolo prodotto o servizio. Successivamente dovrebbe creare collaborazione nella supply chain, raccogliere e collezionare il maggior numero di dati, definire i KPI e utilizzarli in un modello di dati e, infine, pensare e riflettere attentamente sui modelli di business da sviluppare.
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Finance & Administration

Al Business Leaders Summit, premiati i migliori c-level dell’impresa italiana in ambito Finance e Procurement

Più di 1000 manager in presenza, oltre 200 mila utenti coinvolti online, 18 C-level premiati in ambito Procurement e Finance, 5 giorni di eventi e networking non stop con 120 relatori di fama nazionale e internazionale provenienti dal mondo dell’impresa e dell’università. L’edizione primaverile del Business Leaders Summit, la settimana di eventi, tenutasi dal 13 al 17 giugno 2022 presso il Museo Diocesano di Milano, organizzata da Business InternationalFiera Milano e dedicata a CPO, HR Director, CFO e CRO, si conferma ancora una volta come una kermesse di grande successo, in grado di riunire al tavolo i principali decision maker dell’industria moderna per offrire una visione di futuro che guardi alla crescita e alla sostenibilità.

QUALITA’ E VALORI GUIDANO IL FUTURO DEL BUSINESS
Una serie di sessioni di confronto che in oltre 60 ore di keynote speech e tavole rotonde non stop hanno saputo unire esperti, come Colin Mayer, Emeritus Professor of Management Studies, Saïd Business School University of Oxford, Maurizio Dallocchio, Professore Ordinario di Finanza Aziendale all’Università Bocconi di Milano, Stefano Faccioli, Head of Organizational Development, Training & Change Management della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli ed Adjuct Professor di Human Resources & Competency Management presso La Sapienza Università di Roma, Romeo Orlandi, Economista e Professore di Globalizzazione, nuovi mercati ed Economie asiatiche e Vice Presidente della Italy-Asean Associaton, Massimo Temporelli, Presidente e co-founder di The FabLab, e Marco Crespi, già allenatore della nazionale italiana e svedese di basket femminile.

Tutti intervenuti per raccontare la propria esperienza e confrontarsi su tematiche quali la necessità di rendere sostenibili i bilanci, l’importanza di promuovere una nuova cultura della trasparenza e della coerenza tra l’interno e l’esterno dell’organizzazione, il valore sempre crescente di nuove modalità di lavoro flessibile e la capacità essenziale di prendersi cura ed educare la propria community, composta tanto dai dipendenti quanto dai partner della filiera e dai clienti.

In un contesto in continua evoluzione, infatti, dove i rischi climatici, geopolitici e sanitari o cibernetici la fanno da padroni, la capacità di collaborare per la creazione di un valore condiviso e di analizzare, interpretare e anticipare i nuovi trend del mercato diventano elementi cruciali, come anche le nuove competenze digitali, per poter dare vita a un nuovo sviluppo del business. Un set di skill su cui, in questa settimana di incontri e networking, la knowledge unit di Fiera Milano ha voluto porre grande attenzione.


A tal punto da decidere di valorizzare le migliori aziende e i migliori manager dell’area Procurement e Finance con due premi: il Circular Procurement Award e il Business International Finance Award.

Così, per l’area Acquisti, il riconoscimento ha visto protagonisti:

Alda Paola Baldi, Head of Procurement Italy di Enel Group, e Carmen Carulli, Italy Purchasing Director di L'Oréal Italia, nella categoria “Generating greater value for society”, Anna Spinelli, Chief Procurement Officer di Deutsche Post DHL Group, Giacinto Carullo, Chief Procurement & Supply Chain Officer di Leonardo, e Guido Amendola, Senior Vice President Corporate & Group Supply Chain di Snam, nella categoria “Protecting the environment”, Luigi Cozzolino, Global Industrial Procurement Director di Angelini Pharma, Adriano Meloni, Global Procurement, Country Lead Italy di Bristol Myers Squibb, Anna Campi, Head of Procurement di ERG SpA, e Fabrizio Guerra, Group Procurement Manager di Gruppo Sapio, nella categoria “Ensuring Business Governance”.







Mentre nell’area Amministrazione Finanza e Controllo hanno ricevuto il premio:

Flavio Caruso, CFO di Novartis Italia, nella categoria “Digital Finance Transformation: innovazione e trasformazione dei processi e sistemi dell’area AFC”, Manuel Liotta, Head of ESG & Integrated Reporting di Leonardo, Carmine Scoglio, Responsabile Bilancio Amministrazione e Fiscale del Gruppo Terna SpA, Cosimo Guarini, Responsabile Bilancio e reporting del Gruppo Terna SpA, e Nabila Castellani, Marketing & Communication Manager di Fedabo, nella categoria “Non Financial Indicator, ESG e Bilancio Sostenibilità”, Bruno Stella e Anna Tarlo, rispettivamente, Head of AFC Digital Hub e Head of Adoption AFC Digital Hub dI Enel Group, e Gianluigi De Bernardi, General Manager e Executive Coach di Feralco Italia, nella categoria “Controllo di Gestione, Pianificazione e Reporting“, e Anna Tanganelli, CFO del Gruppo Iren, nella categoria “Finanza corporate”.



Grazie anche alla bellezza e alla calma del Museo Diocesano di Milano – commenta Carlo Antonelli, Direttore di Business International – Fiera Milano, non possiamo che essere estremamente soddisfatti della qualità a 360 gradi del Business Leaders Summit, confermata peraltro anche dal feedback dei partecipanti. Il summit prende così definitivamente la forma di un sistema di 5 giorni dedicato alle relazioni tra il mondo del lavoro e la complessità della condizione generale che ci circonda. Le abbiamo affrontate con alta competenza e con particolare attenzione all’umanità, assolutamente necessaria per la sostenibilità dell’ambiente delle organizzazioni”.
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Supply Chain & Procurement

I criteri da considerare nella scelta di una soluzione di monitoraggio della sostenibilità dei fornitori

In un panorama caratterizzato da grandi cambiamenti ed eventi imprevedibili, le catene di fornitura sono sempre più vulnerabili a una vasta gamma di rischi di sostenibilità che, se non gestiti in modo efficace, possono esporre le aziende a un incremento dei costi operativi, sanzioni finanziarie e danni di reputazione a lungo termine.

Nonostante gli sforzi per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità, spesso però le aziende trascurano aspetti importanti della sostenibilità della catena di approvvigionamento e i fornitori sono poco coinvolti o oberati di richieste. Un approccio integrato e olistico e un programma centralizzato di monitoraggio della sostenibilità dei fornitori contribuiscono a identificare proattivamente i rischi, supportando i fornitori a intraprendere o progredire nel loro viaggio di miglioramento della sostenibilità.

Una soluzione efficace è in grado di fornire le metriche e gli approfondimenti necessari per monitorare i rischi e coinvolgere i fornitori in tutti i settori e in tutte le regioni del mondo.

Affinché i dati di valutazione siano utili per guidare il miglioramento, devono essere inoltre organizzati in modo da renderli comprensibili, comparabili e utilizzabili sia per i team di approvvigionamento che per i fornitori.

Per rendere la sostenibilità centrale nella funzione di approvvigionamento delle aziende, è infine fondamentale integrarla in tutti i processi di approvvigionamento, compresi il sourcing, l'onboarding, le offerte e le richieste di proposte, la gestione delle relazioni con i fornitori, la stipula dei contratti e le revisioni annuali.

Per ulteriori approfondimenti, consultare il nostro articolo recentemente pubblicato sui 5 criteri essenziali per selezionare una soluzione di monitoraggio della sostenibilità dei fornitori.

Non perdere l'occasione di scoprire la realtà di EcoVadis, partecipando al CPO Summit, l'evento, previsto il prossimo 13 e 14 giugno 2022 e dedicato al mondo del Procurement e della Supply Chain che si terrà presso il Museo Diocesano di Milano all'interno di Business Leaders, la settimana di eventi, prevista dal 13 al 17 giugno 2022, ideata da Business International - Fiera MIlano e dedcata ai migliori C-level dell'impresa moderna.
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Supply Chain & Procurement

Procurement planning in Acea: come ottenere la perfetta sinergia tra HQs e Società operative

Il Gruppo Acea è una multiutility integrata attiva nella gestione e nello sviluppo di reti e servizi nei settori dell’acqua, dell’energia, dell’ambiente e delle infrastrutture energetiche. Il Gruppo è il primo operatore nazionale nel settore idrico con circa 9 milioni di abitanti serviti nel centro-sud Italia, ed è tra i principali player italiani nel settore dell'energia

Acea ha scelto di centralizzare il processo di acquisti all’interno della capogruppo, dove la regia di tale processo è affidata alla funzione acquisti, che si occupa di sourcing dei fornitori e delle fasi di negoziazione che portano poi alla definizione del contratto. Come ha spiegato Chiara la Marca, responsabile di Pianificazione e Controllo acquisti in Acea,

“Ad oggi Acea gestisce circa 3200 tra ordini e contratti quadro per lavori, servizi e forniture, per un valore di circa € 1,1 miliardi, che coprono circa 158 categorie merceologiche.”

Acea aveva bisogno di una soluzione che migliorasse il procurement planning e l’analytics, in grado di far interagire la sede centrale con i diversi team responsabili degli acquisti in ciascuna delle sussidiarie del Gruppo. A tal fine Acea ha scelto la piattaforma di decision-making Board, con cui è stata disegnata e concretizzata una strategia di procurement che aumentasse l’efficienza interna nella lavorazione delle richieste di acquisto4 e che – al contempo – dotasse il Gruppo di maggiore forza contrattuale e di vantaggio reputazionale nei confronti dei fornitori.

Non perdere l'occasione di scoprire la realtà di Board Italia, partecipando al CPO Summit, l'evento, previsto il prossimo 13 e 14 giugno 2022 e dedicato al mondo del Procurement e della Supply Chain che si terrà presso il Museo Diocesano di Milano all'interno di Business Leaders, la settimana di eventi, prevista dal 13 al 17 giugno 2022, ideata da Business International - Fiera MIlano e dedcata ai migliori C-level dell'impresa moderna.
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Supply Chain & Procurement

Guidare la transizione verso un Sustainable Procurement nell’Azienda

Una coscienza ecologica e sociale sta coinvolgendo governi, pubblico servizio e cittadini, e prevede la transizione da criteri di profitto verso nuovi principi di sostenibilità. Le aziende iniziano a guardare all'ESG come ad una fonte di nuove opportunità per l'innovazione e, al contempo, una spinta ad adottare una responsabilità sociale.

Adottare un approccio sostenible in tutti i dipartimenti e le funzioni aziendali è fondamentale: è il caso ad esempio dei processi di procurement e di supply chain, che mirano ad essere sempre più orientati a principi di responsabilità ed innovazione. ServiceNow, grazie alla sua piattaforma cloud e alla possibilità di disegnare workflow digitali, rende possibile la trasformazione di questi processi, garantendo agilità al business e allineamento con gli obiettivi strategici in ottica ESG.

Grazie a ServiceNow è possibile costruire un approccio integrato che supporti gli obiettivi aziendali, affronti l'incertezza e consenta all'organizzazione di agire con integrità.
In questa sessione ServiceNow, che fa della trasformazione digitale il proprio core business, aiuterà a comprendere il quadro di mercato dei processi di procurement sostenibile e quale sia il ruolo che i Chief Procurement Officer possono ricoprire nel percorso di transizione energetica intrapreso dalle loro organizzazioni.

Per saperne di più: https://www.servicenow.co.it/solutions/esg-solutions.html

Non perdere l'occasione di scoprire la realtà di ServiceNow, partecipando al CPO Summit, l'evento, previsto il prossimo 13 e 14 giugno 2022 e dedicato al mondo del Procurement e della Supply Chain che si terrà presso il Museo Diocesano di Milano all'interno di Business Leaders, la settimana di eventi, prevista dal 13 al 17 giugno 2022, ideata da Business International - Fiera MIlano e dedcata ai migliori C-level dell'impresa moderna.
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