Tramite il sito sono installati cookie di terze parti anche profilanti. Clicca su "OK" o nella pagina per accettare detti cookie. Per maggiori informazioni o disattivazione consulta l’informativa cookie. OK

Risk Management & Cyber Security

Last News

Risk Management & Cyber Security

LE TRE LEZIONI CHIAVE DA IMPARARE PER IL GESTIRE AL MEGLIO IL RISCHIO DELLE TERZE PARTI

Gli attacchi ransomware sono aumentati, prendendo di mira vari settori e causando gravi interruzioni operative. Il ransomware distruttivo, che crittografa i sistemi critici, esemplifica queste minacce. Anche le robuste difese interne non possono proteggere le aziende dalle vulnerabilità della catena di fornitura. La gestione del rischio ransomware è quindi una responsabilità collettiva.

Un tema, questo, che abbiamo voluto approfondire meglio in questo articolo, anche in vista della prossima edizione del Global Risk Forum, l'evento dedicato al mondo del Risk Management che si terrà l'11 e il 12 giugno 2024 presso gli spazi dell'Allianz MiCo a Milano, nel corso dell'edizione primaverile del Business Leaders Summit - la grande manifestazione organizzata da Business International, la knowledge unit di Fiera Milano, e dedicata ai migliori C-level dell'impresa contemporanea.

Analizzando 1.454 eventi ransomware, emergono tre lezioni chiave per la gestione del rischio di terze parti (TPRM):

1. Collaborare con organizzazioni che praticano una buona igiene della sicurezza informatica. Le aziende con una forte igiene registrano 35 volte meno incidenti di ransomware.

2. Rivalutare la valutazione del rischio dei fornitori poiché il ransomware ora colpisce diversi settori, oltre gli obiettivi tradizionali.

3. Garantire che i fornitori mantengano operazioni di sicurezza 24 ore su 24, 7 giorni su 7, fondamentali per una risposta tempestiva e una mitigazione, soprattutto durante i fine settimana e i giorni festivi.

...continua
Risk Management & Cyber Security

QBE E LA PROMOZIONE DI UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

Inondazioni, cicloni tropicali, tempeste invernali e tempeste convettive: sono questi oggi i principali rischi per il settore assicurativo in termini economici. Ad essi sono infatti correlate le quote maggiori delle perdite derivanti dai disastri naturali a livello globale, una cifra stimata intorno ai 200 miliardi di dollari l’anno.

 

Un tema, questo, che è sempre più prioritario nelle agende dei chief risk officer, che ogni giorno devono fronteggiar, prevedere e gestire nuovi rischi su scala globale, e che abbiamo voluto approfondire in questo articolo realizzato da QBE Italia, anche in vista della prossima edizione del Global Risk Forum, l'evento dedicato al mondo del Risk Management che si terrà l'11 e il 12 giugno 2024 presso gli spazi dell'Allianz MiCo a Milano, nel corso dell'edizione primaverile del Business Leaders Summit - la grande manifestazione organizzata da Business International, la knowledge unit di Fiera Milano, e dedicata ai migliori C-level dell'impresa contemporanea.

 

Per quanto riguarda l’Italia, la sequenza degli eventi del luglio 2023 non ha precedenti: gli assicuratori locali hanno dovuto far fronte a risarcimenti complessivamente stimati in 3,7 miliardi di euro, ammontare che rappresenta la perdita annuale legata a condizioni meteorologiche più ingente della storia del Paese. Tutto ciò sta spingendo gli assicuratori e i riassicuratori ad aumentare i premi e ad abbandonare le aree ad alto rischio, una tendenza che, se da una parte mette al riparo da grosse perdite, dall’altra porta a una maggiore volatilità sui portafogli di rischio.

 

Tra le raccomandazioni rivolte agli assicuratori dall’Associazione di Ginevra c’è quella di fornire prodotti di investimento dedicati alla promozione dello sviluppo sostenibile. Si tratta di un concetto che QBE, compagnia assicurativa e riassicurativa globale quotata alla borsa australiana, ha messo al centro della propria strategia. Nello specifico, la compagnia ha avviato sette anni fa l’iniziativa Premiums4Good, attraverso la quale investe una parte dei premi dei clienti (fino al 100%) in investimenti a impatto con l'intenzione di creare risultati sociali e/o ambientali positivi insieme a interessanti rendimenti finanziari adeguati al rischio. Il tutto senza alcun costo aggiuntivo per i clienti. Le aree di intervento spaziano dalle energie rinnovabili alle infrastrutture sostenibili, dai servizi sociali ai programmi di sostegno alle persone e alle comunità vulnerabili. A fine 2022 erano 108 i titoli in cui QBE ha investito nell’ambito di Premiums4Good, contro gli 85 di giugno 2021, per un valore complessivo di 1,6 miliardi di dollari e con l’obiettivo di raggiungere i 2 miliardi entro il 2025. Per maggiori informazioni: qbeitalia.com

...continua
Risk Management & Cyber Security

LA MATERIALITA' DEL CLIMATE CHANGE E LA NUOVA ERA DELLA CONSAPEVOLEZZA DEL RISCHIO PER LE QUOTATE ITALIANE

La consapevolezza delle imprese quotate italiane in merito alla materialità del cambiamento climatico è in continua crescita, come testimoniato dall’interesse a riorientare i modelli di business in direzione della transizione energetica e dall’aumento del numero di aziende disposte a rendicontare in modo trasparente sia gli impegni assunti sia i risultati conseguiti.

Alcuni passi in avanti, però, sono ancora da realizzare come l’incremento delle competenze degli organi di governance in materia di cambiamento climatico, una maggiore diffusione di misure di adattamento e di impegni per la carbon neutrality e un’incidenza ancora troppo ridotta del climate change nelle politiche di remunerazione.

E' questo lo scenario che emerge dalla seconda edizione del rapporto curato da Deloitte, dal titolo “L’attuazione delle Raccomandazioni TCFD nelle società quotate italiane” che approfondisce le modalità con cui le società appartenenti agli indici azionari nel 2023 hanno affrontato i temi legati al cambiamento climatico e alla transizione energetica attraverso l’analisi di documenti pubblici, siano essi redatti per obbligo di legge o in forma volontaria, e che abbiamo voluto approfondire meglio in questo articolo, anche in vista della prossima edizione del Global Risk Forum, l'evento dedicato al mondo del Risk Management che si terrà l'11 e il 12 giugno 2024 presso gli spazi dell'Allianz MiCo a Milano, nel corso dell'edizione primaverile del Business Leaders Summit - la grande manifestazione organizzata da Business International, la knowledge unit di Fiera Milano, e dedicata ai migliori C-level dell'impresa contemporanea.

 

Il rapporto si concentra sull’attuazione delle raccomandazioni TCFD e misurandone, se presenti, eventuali progressi in merito a quattro aree tematiche: governance, strategia, gestione del rischio, metriche e obiettivi. “La crescente consapevolezza delle imprese di media e grande dimensione italiane sulle tematiche legate al cambiamento climatico e in generale dei fattori ESG - dichiara Valeria Brambilla, AD di Deloitte & Touche - rappresenta un significativo passo in avanti per l’intero ecosistema del nostro Paese in un contesto di forte sensibilità e crescente attenzione da parte delle istituzioni, degli investitori, dei consumatori e degli enti regolatori. I dati che emergono dal nostro rapporto e le interlocuzioni che abbiamo con il mondo imprenditoriale dimostrano un ruolo importante dei fattori ESG nella definizione delle strategie.

Le aziende quotate italiane sono sostanzialmente consapevoli del ruolo che il cambiamento climatico e la transizione energetica hanno nel determinare l’evoluzione dei modelli di business - commenta Stefano Pareglio, Presidente di Deloitte Climate & Sustainability -. Ci sono però molti margini di miglioramento. Dalle competenze del board e del management alle politiche di remunerazione, dalle analisi di scenario alla strategia di allocazione del capitale, dalla gestione del rischio alle relazioni con la catena di fornitura, fino dalle misure di adattamento, registriamo infatti gradi di maturità assai diversi e dunque l’esigenza di azioni più incisive”.

GOVERNANCE

La governance delle questioni climatiche ha un ruolo primario per l’integrazione della sostenibilità nelle strategie e nelle attività ordinarie di ogni società. Il 69% delle società interpellate, in aumento rispetto al 60% dello scorso anno, ha attribuito responsabilità in materia di sostenibilità a un comitato endoconsiliare specifico. Il 41% delle società indagate inoltre dichiara la presenza di almeno un membro, all’interno del Consiglio di Amministrazione, dotato di competenze in tema ESG, cambiamento climatico e sostenibilità in senso lato: tale risultato è più che raddoppiato rispetto al rapporto dello scorso anno, in cui si rilevava la presenza di almeno un consigliere per il 18% del campione. Altri parametri sono in crescita rispetto a quanto registrato nell’ultima edizione: il 19% del campione analizzato dichiara di aver istituito un management committee con responsabilità specifiche legate all’adattamento e alla mitigazione del cambiamento climatico, in aumento rispetto al 15% del 2022; il 44% delle società appartenenti al campione analizzato possiede invece una politica di remunerazione con obiettivi legati al cambiamento climatico, in aumento rispetto al precedente 29%.

STRATEGY
Le organizzazioni sono chiamate a considerare gli impatti negativi sulle attività, gli obiettivi e la pianificazione finanziaria che potrebbero derivare da una mancata visione strategica. Le analisi condotte sul campione confermano che, in linea con quanto riportato lo scorso anno, il 94% delle società riconosce il cambiamento climatico come tema materiale e rilevante per la società e i suoi stakeholder. Si evince inoltre che il 25% delle società analizzate ha sviluppato un’analisi di scenario utile a prevedere gli impatti evolutivi del cambiamento climatico sulla propria organizzazione (e viceversa) e che la maggior parte (67%) di tali organizzazioni dà disclosure di chiare informazioni a riguardo. Questo risultato evidenzia, rispetto all’ultimo rapporto, un miglioramento in termini di chiarezza e trasparenza: del 24% di società che sviluppavano un’analisi di scenario, prima, solo il 43% ne dava disclosure in modo appropriato.

RISK MANAGEMENT
Le società sono chiamate a descrivere i propri processi di gestione del rischio per l’identificazione, la valutazione, l’integrazione a livello di sistema di gestione del rischio e le relative azioni di mitigazione intraprese. L’87% delle società analizzate considera i rischi e le opportunità derivanti dal cambiamento climatico nei propri processi di gestione del rischio, seppur in alcuni casi in modo generico all’interno dei rischi di natura ambientale. Rispetto all'analisi dello scorso anno, in cui tale integrazione si attestava al 70%, si registra un notevole miglioramento. In tema di quantificazione vanno tenute presenti due evoluzioni positive: il 51% del campione, in aumento rispetto al 41% registrato nel rapporto dello scorso anno, ha dichiarato di valutare i rischi climatici fisici e di transizione, seppur in alcuni casi solo genericamente e senza quantificarne sistematicamente i relativi impatti monetari; il 51% delle società in campione - rispetto al 34% dello scorso anno - quantifica le opportunità climatiche, seppur, in alcuni casi, senza quantificarne i relativi impatti monetari.

METRICS & TARGETS
L’ultima area di Raccomandazioni TCFD riguarda la definizione e l’utilizzo di target e metriche per monitorare i rischi climatici associati all'uso di energia e di risorse naturali quali acqua, aria e suolo. Il 72% del campione ha effettuato analisi di Carbon Footprint relative all'organizzazione e/o ai propri prodotti o, seppur non presenti informazioni dettagliate a riguardo, offre prodotti e servizi green e svolge relative analisi in materia ambientale. Il 36% del campione in analisi nel 2022 ha aderito al questionario CDP Climate Change, che fornisce un’indicazione su come il business dell’azienda influisce sul cambiamento climatico e viceversa. Infine, il 23% del campione in analisi, rispetto al 16% dello scorso anno, dichiara di aver identificato obiettivi quantitativi di riduzione delle emissioni GHG connessi agli Science Based Targets e un target di neutralità carbonica.
 

...continua
Risk Management & Cyber Security

I 3 ELEMENTI CHIAVE DEL RISK MANAGEMENT

In un mondo sempre più improntato alla gestione del rischio, è sempre più difficile, e anche necessario, comprendere quali siano i pillar fondamentali su cui porre l'attenzione per impostare una buona strategia di risk management che consenta da un lato il rafforzamento della business continuity e dall'altro la resilienza e la capacità reattiva dell'azienda.

 

Un tema questo che abbiamo voluto approfondire in questo articolo realizzato da Archer Integrated Risk Management, anche in vista della prossima edizione del Global Risk Forum, l'evento dedicato al mondo del Risk Management che si terrà l'11 e il 12 giugno 2024 presso gli spazi dell'Allianz MiCo a Milano, nel corso dell'edizione primaverile del Business Leaders Summit - la grande manifestazione organizzata da Business International, la knowledge unit di Fiera Milano, e dedicata ai migliori C-level dell'impresa contemporanea.

 

I TRE FATTORI CHIAVE DEL RISCHIO

Sono tre i fattori chiave per il successo della gestione del rischio:

Coinvolgere gli stakeholder del rischio - La gestione del rischio deve aggiungere valore all'organizzazione attraverso una maggiore fiducia nel poter cogliere le opportunità del mercato. La gestione del rischio non può essere una "tassa" per l'azienda. Se è solo un costo, allora perderà trazione e alla fine fallirà. Pertanto, lo sforzo deve essere quello di coinvolgere gli stakeholder aziendali, dimostrare un ritorno ed aumentare la fiducia dell'azienda nella capacità di assorbire cambiamenti/eventi e di prosperare.

Coordinare le diverse funzioni - La gestione dei tipi di rischio è affidata a specifiche funzioni aziendali. Ma la natura del rischio di oggi richiede un coordinamento: tutti i rischi sono in qualche modo collegati. I rischi ambientali, sociali, di governance (ESG) e la resilienza operativa ne sono un esempio lampante. L'ESG copre un'ampia gamma di elementi aziendali - la gestione dei rischi associati all'ambiente, al sociale e alla governance riguarda molte parti di un'organizzazione. La resilienza è la stessa cosa: operazioni aziendali, IT, conformità, ecc. devono coordinarsi per mantenere un'azienda resiliente.

Quantificare il rischio per migliorare il processo decisionale - I dirigenti non possono prendere decisioni in base ai rossi, ai gialli e ai verdi. La quantificazione, cioè la comunicazione del rischio in termini di economici, è essenziale per affrontare i rischi ed ottimizzare gli sforzi,  consente ai dirigenti di definire le priorità dei rischi, stabilire i livelli di tolleranza al rischio, valutare le strategie di gestione del rischio, misurare la performance e comunicare efficacemente i rischi agli stakeholder.

...continua
Risk Management & Cyber Security

COME IMPOSTARE UNA GESTIONE STRATEGICA DEL RISCHIO, PER AVERE UN IMPATTO POSITIVO SUL PIANETA

Le aziende che vogliono avere un impatto positivo sul pianeta, al fine di  anticipare e governare i rischi in modo proattivo e integrato e mirare anche alla stabilità finanziaria a lungo termine, hanno bisogno di collaborare con partner specializzati e di adottare tecnologia all’avanguardia. La EU taxonomy e i framework di rendicontazione a essa collegati impongono oggi alle imprese di dimostrare le loro azioni di valutazione del rischio generato dal cambiamento climatico.

Ma perché le imprese dovrebbero inserire nella loro analisi dei rischi anche quelli generati da eventi avversi? Una domanda questa a cui abbiamo cercato di rispondere in questo articolo realizzato da Var Group, anche in vista della prossima edizione del Global Risk Forum, l'evento dedicato al mondo del Risk Management che si terrà l'11 e il 12 giugno 2024 presso gli spazi dell'Allianz MiCo a Milano, nel corso dell'edizione primaverile del Business Leaders Summit - la grande manifestazione organizzata da Business International, la knowledge unit di Fiera Milano, e dedicata ai migliori C-level dell'impresa contemporanea.

 

IL TECNOLOGIA A SERVIZIO DEL RISK MANAGEMENT

In un mondo in costante evoluzione, scegliere strumenti e tecnologie in grado di migliorare l’analisi dei rischi e quindi di prevenirne gli effetti negativi, permette di garantire un modello di impresa più credibile e attrattivo agli occhi di banche e stakeholder, grazie a una prosperità sostenibile e misurabile.

 

LA FORZA DELLA COLLABORATION

Var Group e IBM rispondono a queste nuove necessità con una proposta specifica legata alla resilienza climatica: IBM Environmental Intelligence Suite, una piattaforma SaaS che permette di osservare, prevedere e rispondere all'impatto delle condizioni meteo, salvaguardando la continuità operativa di fronte all'incertezza climatica.

 

UNA GESTIONE STRATEGICA PER LA SOSTENIBILITA' DELL'IMPRESA

Condividendo valori e investimenti, IBM e Var Group si fanno promotori di un’offerta integrata che aiuta i decision maker ad adeguare i criteri di misurazione dei rischi alle peculiarità ESG, passando da una prospettiva di conformità normativa a una gestione strategica della sostenibilità in azienda.

...continua
Risk Management & Cyber Security

ALLIANZ RISK BAROMETER: IN ITALIA PREOCCUPA LA BUSINESS CONTINUITY, MA A LIVELLO GLOBALE IL RISCHIO MAGGIORE DEL 2024 RIMANE LA CYBERSECURITY

Secondo l'Allianz Risk Barometer, i rischi informatici, come gli attacchi ransomware, le violazioni dei dati e le interruzioni dei sistemi informatici sono la principale preoccupazione per le aziende a livello globale nel 2024. Al secondo posto si colloca un pericolo strettamente collegato: l'interruzione dell'attività. Le catastrofi naturali (che salgono dal 6° al 3° posto rispetto all'anno precedente), gli incendi, le esplosioni (dal9° al 6° posto) e i rischi politici e violenza (dal10° all'8° posto) registrano i maggiori aumenti nell'ultima classifica dei principali rischi aziendali a livello globale, basata sulle opinioni di oltre 3.000 professionisti della gestione del rischio.

 

Una fotografia, questa, che abbiamo voluto approfondire meglio in questo articolo - anche in vista della prossima edizione del Global Risk Forum, previsto il prossimo 11 e 12 giugno 2024 presso l'Allianz MiCo di Milano, all'interno del Business Leaders Summit - e che, in Italia, invece, vede business continuity cybersecurity a pari merito sul primo gradino del podio e il cambiamento climatico, con i rischi fisici, operativi e finanziari derivanti dal riscaldamento globale, al terzo posto.

 

"I rischi più importanti e quelli con la maggiore crescita nell'Allianz Risk Barometer di quest'anno - ha commentato Petros Papanikolaou, CEO di Allianz Commercial - riflettono le grandi problematiche che le aziende di tutto il mondo devono affrontare in questo momento storico: la digitalizzazione, il cambiamento climatico e l'incertezza dello scenario geopolitico. Molti di questi rischi già producono notevoli conseguenze: nel 2024 le condizioni meteorologiche estreme, gli attacchi ransomware e i conflitti regionali metteranno ulteriormente alla prova la resilienza delle supply chain e dei modelli aziendali. I broker e i clienti delle compagnie assicurative dovrebbero essere consapevoli di ciò e adeguare di conseguenza le loro coperture assicurative".

 

LE PREOCCUPAZIONI DELLE IMPRESE

Le grandi aziende, le medie e le piccole imprese sono accomunate dalle stesse inquietudini in materia di rischi: preoccupazioni per i sistemi informatici, le interruzioni dell'attività e le catastrofi naturali. Tuttavia, si amplia il divario di resilienza tra le grandi e le piccole imprese, in quanto la consapevolezza del rischio tra le organizzazioni più grandi è cresciuta dopo la pandemia, con un notevole impulso a migliorare la resilienza, come attesta il report. Al contrario, le aziende più piccole spesso non hanno il tempo e le risorse per identificare e prepararsi efficacemente a una gamma più ampia di scenari di rischio e, di conseguenza, impiegano più tempo per far ripartire l'attività dopo un incidente imprevisto. 

 

LA TOP 10 DEI RISCHI IN ITALIA

In Italia, come anticipato, i tre rischi principali sono: l'interruzione dell'attività (che passa dal 2° al 1° posto rispetto all'anno precedente) a pari merito con i rischi informatici (che mantengono il 1° posto) e i cambiamenti climatici che balzano dal 5° al 3° posto raccogliendo circa un terzo delle risposte. Al 4° posto troviamo, poi, le catastrofi naturali (in aumento dal 7° nel 2023), seguiti dai rischi politici e violenza (dall'8° al 5° posto) e dai cambiamenti nello scenario macroeconomico (dal 4° al 6° posto). A seguire nel ranking Top 10 in Italia, troviamo a pari merito al 7° posto tre categorie: la perdita di reputazione o del valore del brand, i cambiamenti nei mercati (dall'8° posto) e il rischio richiamo del prodotto dal mercato per problemi di gestione della qualità o difetti di serie. Chiude la graduatoria, al 10° posto, la crisi energetica in calo di 7 posizioni (dal 3° posto). "Gli eventi naturali che hanno colpito il Paese nel 2023 - ha sottolineato Marco Vincenzi, Regional Managing Director Southern Europe di Allianz Commercial - hanno sicuramente trovato riscontro nelle risposte degli intervistati. In continuità con le precedenti edizioni hanno mantenuto le prime due posizioni interruzione dell'attività e rischi informatici, ma scalano la classifica cambiamento climatico e catastrofi naturali. Dobbiamo essere pronti e supportare le preoccupazioni dei nostri clienti ed intermediari in questo ambito".

 

COSA INFLUENZERA' IL CYBER RISK NEL 2024?

I rischi informatici (36% delle risposte complessive) sono il rischio più importante a livello globale per il terzo-anno consecutivo e per la prima volta con un netto margine (5 punti percentuali rispetto alla seconda posizione). Rappresentano il pericolo principale in 17 paesi, tra cui Australia, Francia, Germania, India, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. La violazione dei dati è considerata la minaccia informatica più allarmante per gli intervistati dell'Allianz Risk Barometer (59%), seguita dagli attacchi alle infrastrutture critiche e ai beni fisici (53%). Il recente aumento degli attacchi ransomwc;ire (il 2023 ha visto una preoccupante recrudescenza dell'attività, con un aumento delle richieste di risarcimento assicurativo di oltre il 50% rispetto al 2022) li colloca al terzo posto (53%). "I criminali informatici - ha spiegato Scott Sayce, Global Head of Cyber di Allianz Commercial - stanno esplorando modi per utilizzare nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale generativa (IA) per automatizzare e accelerare gli attacchi, creando malware e phishing più efficaci. Si prevede anche che il crescente numero di incidenti causati da un inadeguato sistema di sicurezza informatica, in particolare nei dispositivi mobili, la mancanza di milioni di professionisti della sicurezza informatica e la minaccia che incombe sulle aziende più piccole a causa della loro dipendenza dall'esternalizzazione dell'IT saranno i fattori che guideranno le attività informatiche nel 2024".

 

INTERRUZIONE DELLE ATTIVITA' E CATASTROFI NATURALI

Nonostante il ridimensionamento delle interruzioni alle catene di approwigionamento post­ pandemia nel 2023, nell'Allianz Risk Barometer 2024 l'interruzione dell'attività (31%) mantiene la sua posizione al 2° posto nel ranking globale. Questo risultato riflette il livello di interconnessione in un contesto economico globale sempre più volatile, nonché la forte dipendenza dalle supply chain per prodotti o servizi critici. Il miglioramento della gestione della continuità operativa, l'identificazione dei colli di bottiglia nella catena di approwigionamento e la ricerca di fornitori alternativi continuano a essere priorità fondamentali nella gestione dei rischi per le aziende nel 2024. Le catastrofi naturali (26%) registrano uno dei maggiori incrementi, con un aumento di tre posizioni che le colloca al terzo posto. Il 2023 è stato un anno record su diversi fronti. Si è trattato dell'anno più caldo dall'inizio delle rilevazioni, mentre le perdite assicurate hanno superato i 100 miliardi di dollari per il quarto anno consecutivo a causa dei danni più elevati mai registrati, pari a 60 miliardi di dollari, causati da violenti temporali. A livello mondiale, le catastrofi naturali sono il rischio numero uno in Croazia, Grecia, Hong Kong, Ungheria, Malesia, Messico, Marocco, Slovenia e Thailandia, e molti di questi paesi hanno subito alcuni degli eventi più rilevanti-del 2023. In Grecia, nel mese di agosto, si è verificato un incendio vicino alla città di Alexandroupolis che è stato il più esteso mai registrato nell'UE. Al contempo, alcune forti inondazioni in Slovenia hanno provocato uno degli eventi più gravi nella supply chain, causando ritardi nella produzione e carenze di componenti per le case automobilistiche europee.

 

DIFFERENZE REGIONALI: IL RISCHIO VISTO DA DIVERSI PUNTI DI VISTA

A livello globale, il cambiamento climatico (18%) non assume una rilevanza maggiore rispetto all'anno precedente, collocandosi al 7° posto, ma è tra i primi tre rischi aziendali in Italia - colpita dall'alluvione in Emilia-Romagna e dalle grandinate record nelle regioni del Nord - in Grecia, Turchia, Brasile e Messico. I danni fisici ai beni aziendali causati da eventi meteorologici estremi più frequenti e gravi sono una minaccia fondamentale. I settori dei servizi di pubblica utilità, dell'energia e dell'industria sono tra i più esposti. Inoltre, si prevede che i rischi di transizione a un'economia a zero emissioni e i rischi di responsabilità civile aumenteranno in futuro, poiché, per trasformare i loro modelli di business, le aziende investono in nuove tecnologie a basse emissioni di carbonio, in gran parte non collaudate. Alla luce dei conflitti in corso in Medio Oriente, in Ucraina e delle tensioni tra Cina e Stati Uniti, non sorprende che rischi politici e violenza (14%) siano saliti dalla 10° all'8° posizione. Il 2024 sarà un anno caratterizzato da elezioni molto importanti: ben il 50% della popolazione mondiale sarà chiamato alle urne in paesi come l'India, la Russia, gli Stati Uniti e il Regno Unito. L'insoddisfazione per i potenziali risultati, unita all'incertezza economica generale, all'alto costo della vita e alla crescente disinformazione alimentata dai social media, fa sì che la polarizzazione della società sia destinata ad aumentare, scatenando ulteriori conflitti sociali in molti paesi. Tuttavia,.tra gli intervistati dell'Allianz Risk Barometer emerge la speranza che nel 2024 si possa assistere a un progressivo assestamento della forte instabilità economica verificatasi dallo shock della pandemia, con il risultato che gli Sviluppi macroeconomici (19%) sono scesi dal 3° al 5° posto. Tuttavia, secondo Allianz Research, le prospettive di crescita economica nel 2024 rimangono deboli: poco più del 2% a livello globale. "Questa crescita poco brillante - ha confermato Ludovic Subran, Chief Economist di Allianz - deve considerarsi un male necessario: gli alti tassi di inflazione saranno finalmente un ricordo del passato e ciò darà alle banche centrali un certo margine di manovra; è probabile che i tassi di interesse scendano nella seconda metà dell'anno e non più tardi, perché non ci si può aspettare uno stimolo dalle politiche di bilancio. Occorrerà seguire con attenzione il numero considerevole di elezioni nel 2024, i cui risultati potrebbero generare ulteriori sconvolgimenti". In un contesto globale, la carenza di forza lavoro qualificata (12%) è vista come un rischio minore rispetto al 2023 scendendo dall'8° alla 10° posizione. Tuttavia, le imprese dell'Europa Centrale e Orientale; del Regno Unito e dell'Australia la ritengono uno dei cinque principali rischi aziendali. Dato che in molti Paesi del mondo la disoccupazione è ancora ai minimi storici, le aziende ricercano più posizioni lavorative di quante siano le persone disponibili sul mercato del lavoro. I profili più difficili da trovare sono gli esperti di informatica o di dati, un problema particolarmente rilevante nella lotta contro la criminalità informatica.

...continua
1 | 2 | 3


Video

Strategic Risk Summit 2023 - William Nonnis

Analista tecnico operativo digitalizzazione e innovazione, Presidenza CdM - Struttura missione PNRR

Cybersecurity Summit - Carlo Altomonte

Direttore PNRR Lab, SDA Bocconi