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Supply Chain & Procurement

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Supply Chain & Procurement

AI, RFID, CLOUD INNOVATION E APPROCCIO UNIFICATO END-TO-END, LE TECNOLOGIE CHIAVE DEL 2024 PER IMPRESE E RETAILER

 Il 2023 ha rappresentato un anno di importanti cambiamenti per il mondo del retail: infatti, è in corso un processo di trasformazione che coinvolge soluzioni e tecnologie sempre più innovative; mentre, allo stesso tempo, la digitalizzazione si sta rivelando un supporto fondamentale per ottimizzare i processi aziendali interni ed esterni.

Quest’anno, infatti, il ruolo svolto dalla digital transformation e dall’omnicanalità è stato determinante. Per sostenere lo straordinario sviluppo dei canali digitali nel processo di vendite e al tempo stesso il ritorno allo shopping in-store, le aziende hanno dovuto procurarsi sistemi flessibili in grado di permettere loro di adattarsi nel modo più rapido possibile ai cambiamenti.

Ma cosa si devono aspettare aziende, retailer e consumatori nel nuovo anno? In vista della prossima edizione del CPO Summit, che si terrà il prossimo 11 e 12 giugno 2024 all'Allianz MiCo di Milano, all'interno dell'appuntamento primaverile del Business Leaders Summit, abbiamo cercato di rispondere a questa domanda attraverso l'analisi realizzata dagli esperti di Manhattan Associates in un recente white paper dedicato al tema.

 

VECCHIE TECNOLOGIE PER NUOVE APPLICAZIONI

I retailer dipendono sempre più dai loro punti vendita per gestire gli ordini sia negli store che online. Tuttavia, la loro attività è spesso rallentata da una scarsa precisione dello stock di prodotto. In questo senso, secondo gli analisti, "la tecnologia RFID può automatizzare i processi di tracciamento e rifornimento dello stock, riducendo la necessità di controlli manuali e garantendo che i prodotti siano sempre disponibili". "Inoltre - proseguono gli esperti -,  la tecnologia RFID genera una grande quantità di dati, che possono essere utilizzati per ottenere informazioni sul comportamento dei consumatori, sulle variazioni delle scorte e sulle performance del punto vendita". Dati e insight che possono essere utili per il pricing e le campagne di marketing, offrendo ai clienti un'esperienza più personalizzata e priva di interruzioni. Sotto questo profilo, però, entra in gioco in maniera importante, poi, anche la security in-store. "In relazione a questo - indicano gli esperti -, i retailer possono utilizzare le etichette RFID come antifurto e rafforzare le misure di sicurezza al fine di identificare i comportamenti sospetti e ridurre così eventuali perdite". Infine, pensandoci bene, la RFID può fornire una maggiore trasparenza e tracciabilità nella supply chain, dai produttori ai centri di distribuzione fino ai punti vendita, consentendo un migliore controllo della logistica e aiutando ad affrontare in modo più efficiente problemi come la visibilità dello stock, la contraffazione o il ritiro dei prodotti. "Ciò contribuisce a ridurre l'eccesso di scorte e gli sprechi e aiuta i consumatori a fare scelte più consapevoli sui prodotti che acquistano", indica l'analisi di Manhattan Associates.

 

L'ASCESA DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLE INTERFACCE UTENTI

Oggi, la collaborazione perfetta tra uomo e macchina è in grado di aumentare l'efficienza come mai prima d'ora. I LLM (Large Language Models) sono diventati eccezionali nell'analizzare le richieste che provengono dal linguaggio naturale, nel comprenderle e nel suddividerle in attività e obiettivi. Sotto questo profilo, "I progressi dell'IA generativa - sottolineano gli analisti all'interno del documento - hanno modificato l'equazione unilaterale dell'interazione uomo-macchina in una relazione bidirezionale e multimodale, in cui i computer sono ora in grado di comprendere e comunicare anche con il linguaggio dell'uomo. Ciò consentirà un cambiamento nelle interfacce utente rispetto a quanto si è visto e sperimentato negli ultimi 30 anni". Sebbene sia già presente in parte con assistenti virtuali come Alexa, Siri ed Hey Google, infatti, per gli esperti, "l'IA generativa inizierà a diffondersi sempre di più e a inserirsi nelle applicazioni di consumo e aziendali di tutti i giorni".

 

LA CLOUD INNOVATION NON SI FERMERA'

Negli ultimi anni si è registrata una tendenza all'adozione del cloud e ci si aspetta un'ulteriore accelerazione della domanda di software cloud-based nel prossimo futuro. "L'esigenza - si afferma nel white paper di Manhattan Associates - si è spinta oltre l’operatività e l’alleggerimento delle funzioni sui software provider, per ottenere l'accesso alle innovazioni più recenti e aggiornate a un ritmo molto più veloce". A tal punto che, ora, con il software cloud versionless le aziende possono accedere a nuove innovazioni ed essere in grado di reagire alle aspettative dei clienti e alle tendenze del mercato in tempo reale ogni pochi mesi. Questo, dal punto di vista degli esperti, renderà necessario che: "le imprese tengano il passo con i rapidi cicli di innovazione, guidati da tecnologie come l’IA generativa, o rischiano di essere considerate obsolete".

 

UN APPROCCIO UNIFICATO END-TO-END

I ritmi della supply chain di oggi ha reso più importante che mai la necessità di un’unificazione end-to-end, che significa: migliorare l'efficienza, pianificare le risorse e le operazioni, ridurre le tempistiche e le spese. Va oltre l'integrazione, quindi. Un processo che, per esempio, secondo gli esperti, potrebbe essere migliorato: "grazie a una soluzioni unificata, laddove un TMS ha la possibilità di ripianificare, regolare e ottimizzare le operazioni in base alle variazioni che inevitabilmente si verificano una volta che un piano di trasporto viene consegnato al sistema di gestione del magazzino". Un'operazione che si traduce, quindi, in una migliore organizzazione, una maggiore visibilità e una riduzione dei costi per spedizionieri, organizzazioni logistiche e retailer.

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Marketing & Innovation

ROHLFES (RED HAT): I TREND DEL 2024 PER IL SETTORE MANIFATTURIERO, TRA SOFTWARE-DEFINED, EDGE E AI

Per la prima volta nella storia del World Economic Forum, l'Intelligenza Artificiale è stata l'indiscussa protagonista. Non analisi economiche, non interpretazioni geopolitiche, non anticipazione di trend, rischi, sfide e opportunità per i business leaders, ma l'AI nelle sue varie forme e soprattutto i dubbi sulla sua reale e concreta affidabilità. Un tema che secondo alcune recenti ricerche di EY oggi coinvolge oltre il 70% dei CEO a livello globale che non sono sicuri degli investimenti da produrre su questa tecnologia emergente proprio a causa delle implicazioni etiche e i concreti vantaggi che può portare con sé.

 

Eppure, nonostante le avvertenze degli esperti e le discussioni sulla questione, il mercato dell'artificial intelligence a livello globale è in grande e rapida crescita. A tal punto che, sempre secondo i dati di EY, entro il 2032 il settore potrebbe arrivare a superare 1 trillione di dollari, con un tasso di crescita annua composito del 42%. Dati, questi, che fanno capire come, al di là delle indecisioni ormai le imprese non possano più prescindere dal puntare su questa tecnologia, e sull'innovazione in senso generale, per poter guardare al futuro e al successo. Un concetto ancora più vero se si guarda al mondo industriale e manifatturiero che, soprattutto in un momento di grande volatilità dei mercati e bassa crescita economica, per non dire recessione, sono alla costante ricerca di nuovi modi per automatizzare e ottimizzare i processi al fine di migliorare le performance e ridurre i costi, mantenendo la business continuity. 

 

Un argomento, quest'ultimo, che, anche in vista della prossima edizione di AIXA - Artificial Intelligence Expo of Applications, abbiamo voluto comprendere meglio attraverso le parole di Morten Rohlfes, Edge director, EMEA, Red Hat, che in un recente white paper ha spiegato come l'AI e le tecnologie emergenti saranno sempre di più il motore della crescita e dello sviluppo industriale e manifatturiero globale.

 

CRESCE LA MATURITA' DEI CASI D'USO INDUSTRIALI

"Se guardiamo all’evoluzione delle linee produttive - spiega il manager -, alcuni casi d’uso come la manutenzione predittiva sono ormai passati dalla fase di innovazione a quella di adozione precoce, se non addirittura di adozione diffusa". Altri casi d’uso promettenti, però, per esempio sono basati sulla tecnologia edge e riguardano la sicurezza dei lavoratori e la computer vision. "Per quanto riguarda la prima - spiega l'esperto -, si osservano investimenti destinati a sensori e telecamere collegati tramite l’edge a un’unità intelligente in sede centrale con l’obiettivo di proteggere i lavoratori dal rischio di essere feriti da un robot o da un veicolo autonomo. Per quanto riguarda invece la computer vision, le sperimentazioni attuali comprendono l’utilizzo di telecamere e sensori nell’area di produzione per identificare ed eliminare i prodotti difettosi, al fine di migliorare la qualità complessiva della produzione". L’identificazione di un prodotto non idoneo deve essere effettuata in pochi millisecondi e, non essendoci il tempo di inviare i dati a un cloud o a un’unità centrale, è necessaria un’intelligenza vicino alla produzione. "Per questo motivo - sottolinea Rholfes -, Digital twin e programmable logic controller (PLC) virtuali saranno le prossime tecnologie ad essere coinvolte in questo importante processo sviluppo e crescita, mentre la formazione in realtà virtuale (VR) e l’e-Kanban richiederanno probabilmente più tempo per affermarsi".

 

IL FUTURO DELLA CONVERGENZA OT-IT: L'AUTOMAZIONE

Il settore manifatturiero ha visto un aumento della presenza di Linux rispetto alle soluzioni tradizionali, grazie alla rapida crescita delle piattaforme software-defined. "Stiamo assistendo alla fine dell’hardware proprietario abbinato a software non connesso e difficile da aggiornare - conferma il manager -. In un futuro in cui ogni anno vengono installati migliaia di nuovi dispositivi edge, sensori, telecamere e PLC, sono necessarie soluzioni IT per risolvere questi problemi OT". Il futuro ideale è quello in cui i responsabili degli impianti di produzione potranno sincronizzare automaticamente molti, se non tutti, questi dispositivi con un solo click, eseguendo anche aggiornamenti over-the-air. "In passato - commenta l'esperto - questa automatizzazione non era prevista in molti impianti di produzione. La convergenza OT-IT con modelli software-defined basati su standard aperti e democratici come l’architettura unificata OPC e Linux è fortunatamente molto vicina e può contribuire allo sviluppo di casi d’uso di questo tipo sia nell’industria manifatturiera che in quella di processo".

 

NESSUNA SORPRESA: L'ECOSISTEMA E' LA CHIAVE

Il successo delle implementazioni produttive dei casi d’uso edge dipende dal lavoro di squadra di diversi operatori del mercato. Un fornitore OT deve assicurarsi che i provider dei sistemi di esecuzione della produzione (MES) utilizzino una piattaforma industriale edge matura ed entrambi dovranno fare affidamento su un system integrator per combinare le varie componenti della soluzione. "È interessante continuare a osservare come il mondo industriale si stia aprendo all’open source - aggiunge l'esperto -, intensificando i processi di collaborazione verso un’ulteriore standardizzazione. Esiste un certo parallelo tra il settore delle telecomunicazioni e l’industria manifatturiera sotto questo profilo. Il primo ha intrapreso un percorso di disaccoppiamento del software dall’hardware a partire dal 2017 e oggi dispone di standard aperti, hardware meno proprietario e costoso in bundle con il software e ulteriori sistemi connessi basati su Linux e container. Per questo ci aspettiamo che l’industria manifatturiera raggiunga nei prossimi anni risultati simili, introducendo standard aperti come l’architettura unificata OPC, l’hybrid cloud, Linux e i container all’interno di una struttura software-defined".

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Supply Chain & Procurement

L’AUMENTO DELLA DOMANDA INTERNA E LA CRESCITA DELL'EXPORT GUIDANO LA CRESCITA DEL SETTORE MANIFATTURIERO ITALIANO

I produttori italiani mostrano un approccio ibrido all'innovazione, che combina la creazione di nuovi prodotti e servizi con strategie di riduzione dei costi: il 68% degli intervistati in Italia adotta entrambe le strategie per innovare, sottolineando l'adattabilità e l'agilità del settore nell'affrontare sfide complesse.

 

Sono questi alcuni dei dati del nuovo report di Protolabs che abbiamo voluto analizzare meglio, anche in vista della prossima edizione del Business Leaders Summit - l'evento organizzato da Business International, la knowledge unit di Fiera Milano, e previsto l'11 e il 12 giugno all'Allianz MiCo di Milano -, al fine di capire come l'industria tricolore si stia muovendo per rispondere a quell'esigenza di transizione digitale e sostenibile che ormai tutti i mercati globali richiedono.
 

L'ANALISI

Secondo i dati dell'analisi, quasi la metà (49%) degli intervistati individua nella stretta collaborazione con i clienti il proprio punto di forza principale, la risposta più alta tra i paesi europei intervistati. Questa collaborazione si riflette anche nella convinzione che una visione e obiettivi condivisi (48%) siano parte integrante di un'innovazione di successo, in netto contrasto con Francia (27%), Germania (28%) e Svezia (27%). Un chiaro segno questo di come la filiera e il rapporto tra azienda e fornitore, risulti essere un'arma vincente per guardare al futuro. Un fattore che sottolinea anche come la condivisione di valori sostenibili, per esempio, stia sempre di più influenzando le logiche e le dinamiche delle supply chain del nostro Paese in un'ottica propositiva.

A differenza di molte altre aziende europee, i produttori italiani non considerano la carenza di competenze come il principale ostacolo all'innovazione: solo il 34% la cita come ostacolo principale, contro il 44% e il 43% rispettivamente di Germania e Francia. Il 42% degli interpellati nella nostra penisola, però, considera invece i vincoli di budget e di risorse come la principale preoccupazione. In contrasto con la prospettiva britannica di istituire una settimana lavorativa di quattro giorni in loco, l'Italia si allinea alla Germania (62%) con il 60% degli intervistati che ritiene che una settimana lavorativa di cinque giorni sia ottimale per la generazione di idee e la risoluzione dei problemi; nonostante il 60% degli intervistati pensi che un maggior grado di flessibilità lavorativa sia positivo per la capacità di innovazione della propria azienda. Se da una parte, quindi, la riduzione dell'orario lavorativo, intesa come proposta moderna, non trova grande accordo, la flessibilità continua a guidare le esigenze lavorative tricolori.

CREATIVITA' UMANA E ADOZIONE DELLA TECNOLOGIA 

Il settore manifatturiero italiano dà molta importanza alla creatività umana, con il 57% che vede la necessità di creatività come un elemento che talvolta viene messo in ombra dall'entusiasmo per le nuove tecnologie come per esempio l'IA - la risposta più alta tra i paesi europei intervistati. L'apprezzamento per le capacità umane si riflette ulteriormente nell'adozione limitata dei cobot, con il 40% degli intervistati che non lavora con i cobot e il 48% che ritiene che i cobot abbiano una velocità di lavoro inferiore a quella umana. Risposte, queste, che se da un lato sembrano alimentare l'importanza e il valore dell'essere umano, riposizionandolo al centro delle attività, al netto degli entusiasmi hi-tech, dall'altra parte, probabilmente sottolineano anche un approccio ancora poco consapevole nei confronti delle reali opportunità proposte dall'innovazione alle imprese. Un gap, questo, sostenuto anche probabilmente dalla maturità digitale del nostro Paese che ha bisogno ancora di compiere alcuni passi in avanti.

Il report prosegue analizzando gli impatti della pandemia sull'industria manifatturiera. Più della metà (52%) degli intervistati ritiene che la pandemia abbia sostenuto l'innovazione e stimolato il cambiamento. Un dato particolarmente interessante in questo senso emerge per quanto riguarda la supply-chain: 55% dei produttori italiani dà la priorità al friend-shoring per la ristrutturazione della catena di approvvigionamento.

“I trend di innovazione del settore manifatturiero italiano emersi dalla nostra indagine - ha commentato Matteo Carola, Country Manager per l’Italia di Protolabs - dimostrano la capacità di combinare tradizione e modernizzazione. Sebbene i vincoli di budget e la cautela nello sperimentare possano rappresentare un ostacolo, l'enfasi posta dall'Italia sulla creatività umana e sulla flessibilità del lavoro rappresentano dei punti di forza unici di buon auspicio per la continua presenza dell'Italia nel panorama manifatturiero mondiale”. Un punto questo su cui, proprio anche in questi giorni, si sta dibattendo molto, soprattutto a causa dell'attuale situazione finaziaria che vede nuovamente coinvolta l'ex Ilva di Taranto e che pone l'Italia in una situazione estremamente difficile, anche in considerazione del fatto che perdere il posizionamento sulla produzione di acciaio in Europa si ripercuoterebbe in maniera decisamente negativa su tutto il comparto manifatturiero del nostro Paese. Un primato siderurgico a cui l'Italia, e il governo italiano in modo particolare, al momento decisamente non possono rinunciare, tanto più dopo la recente decisione del CdA di TIM di vendere per 20 miliardi di dollari a KKR la propria infrastruttura di rete telefonica fissa gestita da Netco.

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Supply Chain & Procurement

CREARE STRATEGIE DI SUPPLY CHAIN EFFICACI PER TUTTA L'AZIENDA

Una gestione efficiente della supply chain è essenziale per le aziende che vogliono migliorare la propria competitività, ridurre i costi e aumentare la soddisfazione dei clienti.

 

Tuttavia, la creazione di piani efficaci sta diventando sempre più impegnativa, soprattutto a causa della crescente complessità delle catene di approvvigionamento di tutto il mondo. Sono numerosi i fattori da considerare grazie ai quali le aziende possono creare piani di supply chain redditizi ed efficienti prendendo decisioni intelligenti.

 

Di seguito gli 8 fattori che incidono sui costi e sull'efficienza complessiva della supply chain, permettendo di prendere decisioni più efficaci.

 

1. Ottimizzare la gestione delle scorte

2. Sfruttare la tecnologia

3. Collaborare con i fornitori

4.Monitorare le prestazioni dei fornitori

5. Ottimizzare il trasporto

6.Valutare il design del prodotto

7. Implementare le pratiche di sostenibilità

8. Migliorare continuamente

 

La Supply Chain diventa quindi un driver per creare reddito ed innovare i processi operativi.

Le aziende che considerano le loro catene di fornitura come un costo si concentreranno su strategie che danno priorità alla riduzione dei costi. Aziende invece che adottano un approccio olistico fornitura e considerano tutti i fattori che incidono sui costi e sull'efficienza, saranno in grado di creare piani di approvvigionamento  più intelligenti.

 

Se vuoi approfondire, leggi l’articolo qui.

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Supply Chain & Procurement

LA RIVOLUZIONE DELLA SUPPLY CHAIN VERSO UN FUTURO SOSTENIBILE

Negli ultimi anni, le funzioni di procurement e supply chain hanno vissuto una pressione senza precedenti. Le aziende, consapevoli dell'importanza di pratiche sostenibili, si trovano però ostacolate da modelli operativi consolidati, difficili da modificare e ancorati a tecnologie ormai obsolete.

Un tema questo che, come ServiceNow, abbiamo voluto trattare meglio in questo articolo, anche in vista della nostra partecipazione alla prossima edizione del Supply Chain & Procurement Summitl’evento dedicato al mondo dei Supply Chain e Procument manager che si svolgerà il 27 e 28 novembre 2023 presso lo SPAZIO FIELD di Roma all’interno del Business Leaders Summit, organizzato da Business International, la knowledge unit di Fiera Milano.

La soluzione consiste nell'evolvere i processi manuali verso un approccio agile e digitalizzato. L'automazione e la digitalizzazione sono le chiavi per sbloccare un futuro più sostenibile. La necessità di semplificare le operazioni è palese, ma l'ostacolo principale risiede nel superare l'inerzia dei processi consolidati. È fondamentale che le imprese adottino un approccio nuovo, flessibile e integrato, in grado di rispondere alle esigenze del presente senza compromettere il futuro. La sostenibilità non è solo un obiettivo, ma un requisito imprescindibile per rimanere competitivi.

La chiave per sbloccare questo potenziale risiede nell'adozione di modelli agili che consentano l'orchestrazione e l'unificazione di processi, oltre a promuovere l'automazione e la digitalizzazione. Questo approccio consente di adattarsi alle mutevoli esigenze e di ottenere un vantaggio competitivo significativo. La trasformazione della supply chain e del procurement è un'opportunità per le aziende di emergere come leader in un mondo in rapida evoluzione. L'adozione di nuovi modelli operativi che abbracciano la sostenibilità e l'innovazione è il passo necessario per prosperare in un mondo sempre più complesso.

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Supply Chain & Procurement

CERTIFICAZIONI TECNOLOGICHE PER GLI MSP: PERCHE' SONO IMPORTANTI

Negli ultimi anni il ruolo dei managed service provider ha visto una profonda evoluzione originata dalla crescente complessità e rilevanza che le tecnologie hanno all’interno delle aziende. La velocità con cui la tecnologia evolve e il boom nel processo di trasformazione digitale, ulteriormente accelerato dalle esigenze di business continuity del periodo pandemico, hanno portato le aziende e i team dedicati a dover gestire infrastrutture IT sempre più estese ed estremamente frammentate. Questo ha creato delle difficoltà nel gestire internamente attività come la manutenzione, gli aggiornamenti, il monitoraggio e le verifiche di compatibilità, comportando inefficienze e rallentamenti, perché il personale IT interno resta limitato in quantità e skills mentre la complessità dell'infrastruttura aumenta rapidamente. È necessario, quindi, occuparsi del rinnovo delle infrastrutture IT (oppure verificare se le attuali siano già aggiornate e allineate con l’andamento del mercato) ed effettuare degli upgrade tecnologici. anche sotto il profilo del know-how di esperti di settore e l’assistenza di team di tecnici dedicati che assumono così un ruolo sempre più importante e sono sicuramente un punto di forza per il supporto alle aziende, oltre che un plus da non sottovalutare.

Da qui l’esigenza da parte di un numero sempre crescente di aziende di poter affidare la gestione delle proprie architetture a un partner esterno, al fine di non interrompere e favorire la crescita. Una tendenza, questa, che coinvolge tanto il mondo del procurement, sotto un profilo operativo di selezione dei fornitori, quanto la value chain, sotto un profilo di certificazioni necessarie da avere e ottenere ai fini di valutazioni di sostenibilità da parte delle aziende. Aspetti su cui diventa sempre più importante concentrarsi in questo contesto e che abbiamo voluto approfondire meglio attraverso l'opinione di Guido Gelli, Delivery Manager di HiSolution, per analizzare più da vicino questo trend di grande interesse,  anche in vista della prossima edizione del Supply Chain & Procurement Summit, previsto il 27 e 28 novembre 2023 allo Spazio Field, nella splendida cornice di Palazzo Brancaccio a Roma, all'interno del Business Leaders Summit, l'edizione autunnale della grande manifestazione che riunisce in un unico posto i migliori C-level dell'impresa contemporanea.

"Se da un lato questa tendenza offre un'opportunità preziosa di business per i fornitori di servizi gestiti - ha commentato Gelli -, dall’altro questo stesso fenomeno ha fatto sì che il numero di MSP crescesse in maniera esponenziale, non sempre affiancato dalle competenze e dai livelli di specializzazione necessari, ed è oggi quindi difficile per un’azienda scegliere un partner che sia affidabile e al contempo competente, in grado di collaborare a stretto contatto con il cliente per comprenderne appieno le specifiche esigenze garantendo servizi di elevata qualità".

COME PUO' UN MSP DIFFERENZIARSI RISPETTO ALLA CONCORRENZA?

L’erogazione di servizi a valore efficaci ed efficienti richiede risorse adeguate, competenze certificate, l'impiego di sistemi automatizzati per semplificare l'analisi e la risoluzione dei problemi, nonché la presenza costante di professionisti affidabili. "Dal nostro punto di vista - ha proseguito il manager -, forti di un’esperienza di oltre 25 anni nel settore, siamo fermamente convinti che la specializzazione e le certificazioni siano fondamentali, perché un servizio a valore richiede competenze specifiche. Questo deve rappresentare il primo pilastro per un MSP. Inoltre, riteniamo essenziale poter usufruire di strumenti di misurazione e audit periodici per fornire al cliente una visione completa e analizzare la qualità del servizio offerto. In aggiunta, l'MSP deve adottare piattaforme di ticketing e sfruttare risorse in cloud condivise, affiancando la propria offerta con un NOC (Network Operations Center)". Fin dal 2005, infatti, HiSolution si è imposto a pieno titolo tra i Managed Service Provider di soluzioni UCC, Networking, Security e IT per rivolgersi alle medium, large e top enterprise con servizi progettuali tecnologici grazie alla collaborazione di specialisti IT e tecnici certificati. "Abbiamo creduto fortemente in questo mix e lavorato per offrire servizi in grado di offrire tutte queste competenze. Il fiore all’occhiello è infatti il NOC interno, operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni all'anno, (già integrato con servizi Help Desk e di progettazione in infrastrutture Telco e IT), dove lavorano tecnici con elevate specializzazioni che vengono regolarmente certificati sulle soluzioni e tecnologie ritenute migliori e più performanti per quella specifica tipologia di cliente". Un processo, questo, che consente alle aziende di avere al proprio fianco un tecnico che segua l’intero progetto dedicato e propone un valore aggiunto, in quanto si pone come unico interlocutore e risponde in maniera proattiva e dedicata in caso di problemi e/o guasti sulla specifica tecnologia. "Questo processo - sottolinea Gelli - significa risolvere problemi al cliente in tempi brevi e con costi minori. Il nostro obiettivo, infatti, è prendersi cura dei clienti supportandoli nelle loro scelte strategiche nel settore della tecnologia ed essere il miglior partner nell’ottimizzazione di tempi e costi".

A COSA SERVONO LE CERTIFICAZIONI TECNOLOGICHE

"Le certificazioni sono un indicatore importante per le organizzazioni che cercano un provider di servizi gestiti con competenze specializzate e un alto livello di qualità e affidabilità - ha aggiunto, poi, l'esperto -. In primis sono la prova tangibile che l’MSP ha acquisito competenze e capacità specifiche in determinate tecnologie o soluzioni. Poi, ne convalidano l’impegno e l’investimento in formazione adeguata per i propri tecnici per abilitarli nell’erogazione di servizi di alta qualità. Inoltre aprono la strada a partnership con i più importanti vendor di tecnologie e soluzioni, attraverso cui l’MSP ottiene l’accesso a risorse dedicate, formazione avanzata e supporto prioritario". Ottenere certificazioni richiede, però, un impegno costante nell'aggiornamento delle conoscenze e delle competenze del personale tecnico dedicato. "Questo - consiglia l'esperto - promuove una cultura di apprendimento continuo e assicura che l'MSP rimanga al passo con le ultime tendenze e gli ultimi sviluppi tecnologici".

CERTIFICAZIONE COME STRATEGIA A VALORE PER GLI MSP

La scelta strategica di certificare a più livelli i propri professionisti risponde alle crescenti esigenze di specializzazione oggi richieste dai clienti che, sempre più, impongono di saper usare nel quotidiano i nuovi strumenti informatici, a prescindere dalla funzione aziendale ricoperta. "Da sempre - precisa Gelli - crediamo che l’expertise debba essere costantemente alimentata con aggiornamenti sulle più avanzate tecnologie e soluzioni e continueremo a operare in questa direzione per accompagnare le imprese nella gestione del cambiamento. Sicuramente uno dei nostri punti di forza è la competenza sia tecnica e altamente consulenziale sia commerciale. Il vero valore sta nel saper ascoltare le esigenze del cliente e operare come solo un MSP sa fare: servizi cuciti su misura, supporto in reperibilità Help Desk e certificazioni che ci posizionano sul mercato come esperti del settore ICT. L'obiettivo finale, quindi, è offrire ai clienti la tranquillità di poter riconoscere il proprio partner come una realtà competente e affidabile cui poter chiedere aiuto nelle scelte strategiche e nell’erogazione di servizi a valore in ambito IT".

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