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Supply Chain & Procurement

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Supply Chain & Procurement

I 5 TREND DELLA SUPPLY CHAIN PER IL 2023 TRA ESG, METAVERSO, AI E SISTEMI ERP

Dal nuovo report del Capgemini Research Institute emerge che, a fronte dei venti economici avversi, le aziende stanno adottando un approccio prudente agli investimenti. Per l’89% di loro, come abbiamo visto anche negli scorsi giorni all'interno dell'analisi realizzata da Bimag sull'Allianz Risk Barometer, le interruzioni nella catena di fornitura rappresentano il rischio principale per la crescita del business, seguito dall’aumento dei prezzi delle materie prime e dalla crisi energetica. Di conseguenza, la resilienza della supply chain rappresenta la priorità principale, tanto che il 43% delle organizzazioni intende aumentare gli investimenti in questo ambito, mentre il 39% punta a incrementare le risorse finanziarie destinate alla tecnologia per ridurre i costi e favorire la trasformazione del business. Le aziende di Stati Uniti e Cina daranno priorità alle questioni legate alla sostenibilità, mentre quelle europee lo faranno in misura minore.

 

Uno spaccato questo che denota ancora quanto le catene del valore siano un vulnus cruciale su cui le imprese devono puntare la propria attenzione, nonostante ormai le restrizioni dovute alla Pandemia si siano attenuate. Uno scenario, questo, che abbiamo voluto comprendere meglio, anche in vista della prossima edizione del CPO Summit - organizzato da Business International - Fiera Milano all'interno del Business Leaders Summit e previsto all'Allianz MiCo - Milano Convention Centre il prossimo 14 e 15 giugno 2023 - attraverso l'analisi di un recente whitepaper realizzato da OpenText per indagare quali saranno i trend che guideranno l'approccio delle aziende sui mercati e nella gestione della catena di approvvigionamento, al fine di affrontare meglio la carenza di materie prime e l’aumento dei costi.

 

“Se fino a pochi anni fa gli obiettivi delle aziende, indipendentemente dal settore e dalla dimensione, erano di tipo finanziario, negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambio di paradigma da cui non ci si può più tirare indietro”, ha spiegato Antonio Matera, Regional Vice President Sales Italy, Malta, Greece & Cyprus di OpenText. “Per quanto la profittabilità rimanga importante, le organizzazioni a livello globale si stanno rendendo conto di dover diventare socialmente responsabili, sia come conseguenza di un ambiente normativo sempre più stringente, sia in risposta alle esigenze in evoluzione dei consumatori. Le aziende devono quindi ridefinire le proprie strategie di gestione della supply chain per rispettare questo duplice obiettivo”.

 

LA DISRUPTION E' LA NUOVA NORMALITA'

Secondo gli analisti dell'azienda leader nelle soluzioni di Enterprise Information Management e dalla crisi climatica a quella energetica, dallo scoppio del conflitto Russia-Ucraina alla conseguente instabilità economico-politica, l’ultimo anno ha messo aziende di ogni settore di fronte a sfide inedite che hanno richiesto elevati livelli di agilità per essere superate. Per rimanere competitive nell’attuale contesto di business, quindi, quest’anno più che mai le aziende dovranno saper riconoscere l’importanza di passare al digitale per automatizzare i processi e ottimizzare la supply chain su vasta scala. La digitalizzazione, vista come primo dei cinque trend proposti dagli esperti, permetterà infatti di migliorare la visibilità e la resilienza in ogni ambito aziendale. In particolare, sarà necessario sviluppare piani per una trasformazione digitale a lungo termine, che consentano di migliorare la collaborazione, creando in ultima analisi vantaggi di business reali. È qui che entrano in gioco le tecnologie di Industry 4.0, che permettono di aumentare la sostenibilità della produzione stessa e guidano l’adozione di processi davvero agili in grado di attivare una diruption sempre più necessaria sia dentro, sia fuori dal perimetro aziendale.

 

BLOCKCHAIN ED ENTERPRISE CONTENT SERVICES (ECS) AL SERVIZIO DELL’ESG

Gli obiettivi di neutralità climatica dell’Unione Europea hanno imposto alle aziende una sempre maggiore attenzione alle tematiche relative alla sostenibilità ambientale e all’approvvigionamento etico. La pressione non arriva unicamente dai Governi: in tutto il mondo, i consumatori richiedono che le aziende dichiarino la provenienza delle materie prime. Nel 2023 si assisterà a un’accelerazione nell’adozione di quei processi volti a migliorare il cosiddetto reporting ESG: tra le priorità delle aziende spiccheranno quindi quei fattori ambientali, sociali e di governance che possano dimostrare al mercato e ai consumatori che i prodotti dell’azienda sono stati acquistati o fabbricati in modo etico e sostenibile. A tal proposito, i fornitori di servizi stessi si impegneranno per supportare le aziende aiutandole a raggiungere i propri obiettivi di riduzione dell’impronta di carbonio complessiva, nonché a garantire che le loro catene di approvvigionamento operino secondo le linee guida ESG. Per farlo, sarà necessario migliorare la visibilità dell’ecosistema aziendale e delle operazioni end-to-end tramite tecnologie come la Blockchain e soluzioni come l’ECS (Enterprise Content Services), che sfrutta i dati per ricavare informazioni uniche sulle operazioni che avvengono all’interno della supply chain, offrendo per esempio soluzioni di tracciabilità basate su IoT.

 

AI E MACHINE LEARNING PER ANALIZZARE I DATI E OTTIMIZZARE LA SUPPLY CHAIN

Gli ultimi due anni hanno aumentato la consapevolezza da parte sia dei consumatori, sia dei C-level delle aziende sull’importanza di una corretta gestione della supply chain. In tale contesto, Intelligenza Artificiale e Machine Learning potranno aiutare le aziende a ottimizzare ulteriormente i processi. Si pensi, ad esempio, che la sola divisione Business Network di OpenText elabora oltre 33 miliardi di transazioni commerciali ogni anno: si tratta di dati che possono essere analizzati tramite IA e ML per comprendere come operano le catene dell’approvvigionamento, contribuendo a ottimizzarle. Le aziende potranno quindi sfruttare le informazioni disponibili per migliorare i flussi logistici, i processi di gestione dell’inventario e prevedere in modo più accurato i comportamenti e le richieste dei clienti. Inoltre, se in passato queste tecnologie non sono state sfruttate appieno a causa di una carenza di competenze di base, da quest’anno ci si aspetta che un maggior numero di giovani completi la formazione in questo senso: la figura del Data Scientist diventerà sempre più comune, così che le aziende possano contare su professionisti specializzati per organizzare una supply chain di nuova generazione basata sui dati.

 

L’ERP RESTA ALLA BASE DELLE OPERATION, MA BISOGNERA' SAPER GESTIRE LE TRASFORMAZIONI

Oggi i sistemi ERP sono al centro delle operation aziendali, ma i CIO dovranno saper affrontare pressioni diverse: da un lato devono contribuire a far diventare le proprie aziende più agili favorendo il passaggio verso il cloud, che le renderà più flessibili e resilienti. Dall’altro, però, devono tenere conto dell’andamento del mercato, con cui dovranno inevitabilmente confrontarsi quando sarà necessario aggiornare gli ambienti ERP. Per gestire questo livello di complessità, sarà fondamentale scegliere il partner giusto, che accompagni le organizzazioni lungo tutto il percorso di trasformazione.

 

Il METAVERSO DELLA SUPPLY CHAIN: E' L'ERA DEL DIGITAL SUPPLY CHAIN TWIN  

Le grandi aziende inizieranno gradualmente a prendere in considerazione il Metaverso per le proprie attività commerciali. Le tecnologie di realtà virtuale e aumentata già disponibili consentono infatti una rappresentazione digitale end-to-end della catena di approvvigionamento in un mondo 3D: si tratta a tutti gli effetti di un gemello digitale, un Digital Supply Chain Twin che, visualizzando dati predittivi e prescrittivi, può garantire un miglior processo di decision making. Attualmente, le reti aziendali producono una versione digitale delle informazioni relative alla supply chain che rispecchia il movimento fisico delle merci. Combinando questi flussi con i dati dei sensori IoT che contribuiscono a tracciare le spedizioni, è possibile creare un’immagine dettagliata della catena di approvvigionamento: tale quadro potrebbe essere visualizzato all’interno di un Metaverso per ipotizzare gli scenari più diversi e, simulandoli, aiutare le organizzazioni ad affrontare potenziali problemi o imprevisti prima che questi si verifichino.

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IL 2023 SI PRESENTA COME UN ANNO DI GRANDI SFIDE PER L'INDUSTRIA MANIFATTURIERA

In tutta Europa, l’industria manifatturiera è alle prese con una serie di sfide senza precedenti. La crescita esponenziale dei costi legati all’energia e l’instabilità della supply chain rappresentano al momento la causa dei maggiori problemi che le aziende devono fronteggiare. Quasi nove aziende su dieci prevedono che anche nei prossimi anni la situazione di incertezza continuerà ad essere la stessa. Le strategie fondamentali dell’industria manifatturiera per resistere e superare un futuro così incerto consistono in una digitalizzazione completa e in una maggiore collaborazione con i fornitori.

 

È quanto emerge dalla recente indagine "La transizione delle aziende europee", realizzata da Aras e che ha coinvolto più di 440 dirigenti di 19 Paesi europei. Un report interessante per comprendere meglio i trend che guideranno il mercato nei prossimi mesi e che abbiamo voluto analizzare più approfonditamente anche in vista della prossima edizione del CPO Summit che si terrà, come ogni anno, a Milano all'interno di Business Leaders Summit (14-15 giugno 2023 | Allianz MiCo - Milano Convention Centre), la grande manifestazione organizzata da Business International - Fiera Milano per mettere a confronto i migliori C-level di oggi e di domani sulle principali tematiche dell'impresa contemporanea.

 

LO SCENARIO DELLA SUPPLY CHAIN

"In uno scenario denso di elementi imprevedibili quali costi energetici alle stelle, rischi geopolitici e crescenti minacce nel mercato del lavoro, l'industria europea è attualmente più focalizzata a produrre in modo più attento. Per rispondere all'instabilità delle filiere, il 40% delle aziende ha già implementato una maggiore collaborazione con i propri fornitori, un altro 39% è in fase di definizione e il 17% sta pianificando ulteriori collaborazioni con i fornitori", afferma Luigi Salerno, Country Manager di Aras Italia. Il dato che colpisce, mettendo a confronto i Paesi europei, è come le preoccupazioni legate alla supply chain siano particolarmente evidenti nel Regno Unito. Sulla scia della Brexit, le aziende operanti in UK hanno adottato modalità di collaborazione più intense con i propri fornitori.

 

La digitalizzazione della supply chain è un ulteriore tassello importante per sviluppare resilienza. "Il 36% delle aziende ha già riprogettato la propria supply chain in funzione della digitalizzazione e un altro 42% è in procinto di farlo", dichiara Salerno. Un' azienda su tre ha reagito all'instabilità delle supply chain apportando modifiche ai prodotti e circa un'azienda su quattro ha delocalizzato i siti produttivi.

 

LE SFIDE PIU' IMPEGNATIVE

Secondo Salerno, la pressione che grava sulle aziende non è mai stata così intensa, ma i risultati dell'indagine sono altresì incoraggianti. Ad esempio, otto aziende su dieci ammettono che la prospettiva di una permanente instabilità della supply chain è fonte di preoccupazione. Tuttavia, grazie alle contromisure già adottate e ad altre che sono state pianificate, l'industria manifatturiera europea può prepararsi ad affrontare più efficacemente le crisi future.

 

Questo sguardo al futuro è necessario poiché la situazione per le aziende europee è destinata a mantenersi critica. Nove partecipanti alla survey su dieci, ad esempio, affermano che le sfide da affrontare non sono mai state così complesse quanto lo sono oggi. Gli intervistati, interpellati sull’andamento futuro, hanno indicato che la situazione non migliorerà, perlomeno nel medio termine. "L'88% dei rispondenti all’indagine ritiene che i prossimi anni resteranno incerti. Davanti a queste sfide le aziende sono chiamate ad agire, reinventandosi costantemente e sfruttando i vantaggi della digitalizzazione in termini di efficienza. Soltanto in questo modo potranno resistere agli scossoni economici dovuti alla crisi globale", afferma Salerno.

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NEXT MOBILITY EXHIBITION: VERSO UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE, GREEN ED INCLUSIVA

Si è aperta oggi NME, Next Mobility Exhibition, la manifestazione di Fiera Milano dedicata alla mobilità sostenibile delle persone che proseguirà fino al 14 ottobre. Il convegno inaugurale è stata un’occasione per presentare il nuovo studio del Politecnico di Milano Driver per una mobilità sostenibile e innovativa, che ha posto l’accento sulle opportunità che gli investimenti in nuovi mezzi e nella digitalizzazione – dai nuovi autobus ai veicoli a guida autonoma – porteranno al Trasporto Pubblico Locale.

L’obiettivo sfidante del Pnrr che è stato fatto proprio dagli operatori del settore è quello di ottenere il trasferimento del 10% degli spostamenti in auto verso sistemi di Trasporto Pubblico Locale urbano o extraurbano entro il 2026. In particolare, si è osservato come questa modalità di trasporto abbia oggi concrete possibilità di svilupparsi nelle grandi città come nei piccoli centri. Se da un lato crescono, infatti, gli investimenti pubblici in mezzi di ultima generazione, elettrici, a idrogeno o a gas, dall’altra si punta ad evolvere un nuovo senso civico, che spinga gli utenti a privilegiare il trasporto pubblico e a limitare l’uso dell’auto privata. Le città sono certamente le realtà maggiormente interessate dal fenomeno. Basti pensare che a Milano il trasporto pubblico copre il 48%, una quota superiore a quelle di Berlino e Madrid, inferiore solo a Londra e Parigi.

 

In Italia, però, si viaggia ancora su bus obsoleti: l’età media dei mezzi urbani è di circa 10 anni, quella dei mezzi extraurbani è di circa 12 anni. Si stimano circa 3000 unità euro II da sostituire entro il 1 gennaio 2023 e circa 8500 euro III da sostituire entro il 1 gennaio 2024. Le risorse non mancano: il Pnrr prevede investimenti di oltre 11 miliardi di Euro solo per quanto riguarda il trasporto urbano e finalmente, grazie al PSNMS (Piano Strategico Nazionale per la Mobilità Sostenibile), c’è una programmazione certa degli investimenti, che permette di dare maggiore sicurezza al mercato. Un segnale concreto è il ritorno alla produzione in Italia di grandi brand, che genera indotto e nuovi posti di lavoro. Le opportunità di un cambio di passo sono molte e non riguardano solo la decarbonizzazione. I mezzi nuovi sono infatti connessi a livello digitale e permettono uno scambio continuo di informazioni che migliora il servizio, consente un costante monitoraggio dell’esercizio evitando i ritardi e l’affollamento a bordo o in fermata e informa l’utente finale sui tempi di attesa o con comunicazioni personalizzate. È ciò che in sintesi viene chiamato MaaS (Mobility as a Service), un approccio che si sta delineando anche in Italia e che permetterà di rendere più efficiente e inclusivo il Trasporto Pubblico Locale.

 

Tutti temi, questi, che insieme ai prodotti e ai servizi del settore – grazie all’offerta di più di 110 aziende - diventeranno così protagonisti in fiera attraverso un racconto che sarà composto però solo dai momenti espositivi, ma anche da un palinsesto di più di 20 convegni in tre giorni, che faranno il punto sulla mobilità che evolve con le sue sfide e le sue opportunità.

 

I VEICOLI CHE CAMBIANO LA MOBILITÀ COLLETTIVA

Autobus elettrici a emissione zero, bus mild hybrid di ultima generazione, mezzi a metano e biogas, ma anche veicoli a idrogeno e navette a guida autonoma. C’è tutto questo e molto di più nell’offerta di NME, che porterà in fiera le proposte di grandi costruttori come Industria Italiana Autobus, Irizar e-mobility, Isuzu Bus Italia, Iveco Bus, Karsan, MAN Truck & Bus Italia, Otokar Europe, Rampini Carlo, Solaris Bus & Coach, Tecnobus, ZF Italia. La proposta delle case anticipa il futuro e racconta una mobilità collettiva che sta evolvendo in chiave sostenibile e si propone come alternativa importante e concreta al trasporto privato. In mostra ci saranno anteprime europee e nazionali di veicoli pronti per essere protagonisti della viabilità nel prossimo futuro, interessanti proposte a trazione alternativa in grado di raggiungere ragguardevoli traguardi di autonomia, ma non mancheranno i mezzi diesel di ultima generazione che consentono un abbattimento importante delle emissioni. Tra i mezzi presenti, ci saranno anche molti veicoli premiati per le loro performance sostenibili e per il contributo dato all’evoluzione del settore, veicoli in grado di garantire un abbattimento quasi assoluto delle emissioni di ossido di azoto e di particolato, che in più vantano una silenziosità notevole rispetto ai mezzi alimentati a gasolio. L’offerta di NME proporrà bus di ogni dimensione, tutte le soluzioni oggi possibili per districarsi tra le vie dei piccoli centri, ma anche raggiungere le città italiane ed europee attraverso coach ampi e comodi come aerei.

Presente anche una proposta di guida autonoma, grazie a una navetta bidirezionale da 8 posti a sedere e 14 in piedi più sedili reclinabili che si muove senza conducente. Non mancherà, inoltre, l’offerta di componentistica e accessori.

 

TRANSIZIONE ECOLOGICA E CARBURANTI ALTERNATIVI

La transizione ecologica necessita di una riorganizzazione sul piano infrastrutturale e di approvvigionamento energetico. Per questo, grandi realtà a livello globale - Eni, A2A E-Mobility, ABB, FNM, SEA Aeroporti di Milano- hanno scelto Next Mobility Exhibition per presentare il proprio contributo alla evoluzione sostenibile della mobilità collettiva. In fiera ci sarà così spazio per il biocarburante che nasce dalla trasformazione di oli vegetali e biomasse di scarto in HVO (olio vegetale idrogenato), destinato ai bus già omologati, a quelli per cui non sono disponibili ancora alternative sostenibili mature e alla maggior parte dei veicoli Euro 5 e 6. Dai biocarburanti alla trazione elettrica. Il processo di elettrificazione passa attraverso soluzioni innovative: a NME non mancheranno le tecnologie per garantire l’alimentazione e la manutenzione dei veicoli elettrici, gestire le stazioni di ricarica, le infrastrutture elettriche in cabina e a deposito, ma ci saranno anche i software per il monitoraggio da remoto delle operazioni di ricarica per evitare picchi di consumo di energia.

 

LUNGA PERCORRENZA PROTAGONISTA

La svolta green non si riguarda solo il trasporto pubblico locale, ma coinvolge anche le linee a lunga percorrenza e i viaggi turistici. Sotto la vela di Fiera Milano saranno presenti i tre principali operatori privati, Itabus, Flixbus e Marinobus, che racconteranno il loro impegno nel concretizzare la svolta sostenibile nelle loro flotte, sempre più caratterizzate da mezzi ecosostenibili e con alimentazioni alternative. La presenza in manifestazione dei tre player più importanti nel mercato italiano completa la filiera cui guarda NME e porta in fiera gli operatori di primo piano nella fruizione dei bus di ultima generazione. Queste realtà rappresentano un banco di prova fondamentale per i costruttori, grazie alla disponibilità a sperimentare che li caratterizza: è attraverso di loro, infatti, che la lunga percorrenza si arricchisce anche di mezzi elettrici o con pannelli solari e si afferma come avanguardia per il settore.

 

LE SOLUZIONI DIGITALI CHE REALIZZANO IL CAMBIAMENTO

Interessante sarà la presenza di realtà che sviluppano soluzioni integrate per un trasporto pubblico efficiente e rispettoso dell’ambiente come piattaforme software, gestionali completamente digitalizzati pensati per le aziende di Trasporto Pubblico Locale, ma anche App per il carpooling e strumenti per l’utenza finale. Non mancheranno soluzioni software basate sui più recenti risultati della ricerca operativa per aiutare le aziende di trasporto pubblico locale, le compagnie aeree e ferroviarie ad ottimizzare la pianificazione e la gestione delle risorse. Ma ci saranno anche App che permettono agli utenti di conoscere le linee e gli orari di percorrenza dei mezzi di trasporto e consentono di calcolare il percorso per arrivare puntuali a destinazione e acquistare biglietti e abbonamenti. Altissima la tecnologia digitale a bordo di queste soluzioni, che va dalla intelligenza artificiale al machine learning per creare soluzioni data driven capaci di modificare gli esiti della ricerca grazie a potenti algoritmi di ottimizzazione. 

 

SHARING AL CENTRO DEL RINNOVAMENTO

Se si parla di spazi urbani e di centri storici, la mobilità sostenibile si declina, oggi sempre più, come micromobilità e sharing. Per questo in manifestazione non mancheranno soluzioni e proposte per rendere sempre più vivibili le città, con un’area test in cui sarà possibile provare monopattini e biciclette. La micromobilità urbana elettrica e lo sharing giocano, infatti, un ruolo chiave per creare uno spazio urbano più democratico e fatto a misura di cittadino, anziché a misura d’auto privata. Così in fiera, accanto al momento espositivo non mancheranno convegni che metteranno al centro il ruolo dello sharing come forza trainante l’innovazione: grazie ad esso è infatti possibile sperimentare veicoli di ultima generazione a trazione alternativa, ma anche muoversi liberamente con mezzi sempre più diffusi come i monopattini elettrici.

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Avvicinare la supply chain al consumatore è la chiave per il commercio del futuro

Maggiore flessibilità, forza lavoro più vasta e riduzione delle spese operative. Queste sono solo tre delle ragioni più comuni che hanno spinto decine di migliaia di organizzazioni ad attuare l’offshoring in Paesi come ad esempio Cina, India e Malesia, che secondo una ricerca di Statista, dal 2000, sono i tre mercati più popolari per l'offshoring. Sebbene questo fenomeno abbia raggiunto grande popolarità nel XXI secolo, nell'ultimo decennio ha persino accelerato, proprio nel momento in cui i prezzi sono diventati fattori di differenziazione per molti brand. Tuttavia, le sfide che hanno accompagnato la pandemia globale hanno messo in luce alcuni degli aspetti meno positivi associati all'offshoring. Di conseguenza, molte aziende stanno valutando i vantaggi di spostare le proprie sezioni di produzione e supply chain più vicino ai consumatori, nel tentativo di difendersi dall'inevitabile instabilità del commercio futuro.

Un tema di grande attualità nell’era post-covid, questo, che, in vista della prossima edizione del Supply Chain & Procurement Summit, organizzato da Business International - Fiera Milano e previsto a Roma, presso Palazzo Rospigliosi, il prossimo 21 e 22 novembre 2022 all’interno del Business Leaders Summit (21.11 – 01.12), abbiamo voluto approfondire meglio attraverso l’analisi di un recente whitepaper sull’argomento, realizzato da Manhattan Associates

Secondo gli analisti della multinazionale americana, infatti, le supply chain globali che si sono affermate a partire dall'inizio del millennio hanno ottenuto una maggiore efficienza dei costi, ma hanno introdotto anche un livello di fragilità che, fino agli eventi degli ultimi due anni, non era del tutto evidente. Quando la pandemia globale e la guerra in Ucraina hanno messo sotto pressione anche le supply chain più grosse, le crepe nei processi e nelle strategie legate all’offshoring sono diventate evidenti. Di conseguenza, si è diffusa l'idea che forse l'era della delocalizzazione stava per finire, sostituita da un nuovo approccio ideologico e pratico in cui le reti, i processi e, in ultima analisi, i beni dovrebbero essere localizzati più vicino al consumatore finale. Se un tempo il prezzo era il fattore determinante per i brand, la disruption degli ultimi 24 mesi ha reso più importanti la resilienza, l’affidabilità e l’agilità, e altri imperativi come la sostenibilità. Dopotutto, non importa quanto basso sia il costo di produzione di un prodotto se non può arrivare al cliente in modo efficace e sostenibile. Avvicinando le supply chain ai consumatori, i brand possono raggiungere questi nuovi obiettivi. Prendiamo ad esempio lo stock e la distribuzione: l'utilizzo degli store come mini hub di fulfilment, l'impiego di dark store e la creazione di centri di microfulfilment iper-locali sono tutti approcci o che potrebbero ridurre le crepe nelle supply chain più grosse.

Secondo gli esperti di Manhattan Associates, infatti, spostando la delivery dei prodotti – e anche i potenziali resi – più vicino al consumatore, si garantisce un valore aggiunto alla visibilità delle scorte, ma anche all'impatto ambientale. Con una soluzione di transportation management efficiente per più hub di distribuzione locali, è possibile pianificare percorsi più brevi e sostenibili per le delivery e incorporare anche le raccolte dei resi in questi stessi percorsi. Con la crescente popolarità dell'e-commerce e il numero di resi sempre più alto, i vantaggi economici e ambientali di spostare merci e supply chain più vicino ai consumatori sono tangibili, a patto che si disponga della tecnologia giusta per farlo in modo efficace. Il semplice “onshoring” della produzione e lo spostamento dei processi della supply chain più vicino ai consumatori, tuttavia, non sono sufficienti da soli. Il “momento Eureka” per i brand può essere raggiunto solo attraverso un approccio tecnologico unificato. Grazie a soluzioni basate completamente sui microservizi, i brand possono ottenere un ambiente di pianificazione ed esecuzione continuo e collaborativo, che combina la gestione del magazzino e del lavoro, la pianificazione e l'esecuzione dei trasporti, nonché un'automazione più efficiente tra uomo e macchina, il tutto grazie a semplici piattaforme cloud-native unificate. Per superare le sfide imposte dalla pandemia, e non solo, Manhattan Associates, infine, pensa che avvicinarsi al consumatore possa armonizzare gli elementi chiave della stessa supply chain e ripristinare il flusso naturale dei processi in entrata e in uscita: il risultato è una supply chain più agile, efficiente, resiliente e sostenibile.

Mentre i brand cercano di prevenire il “prossimo” evento globale inaspettato, quindi, l'idea di spostare i processi di produzione, le merci e le reti di distribuzione più vicino alle case dei consumatori sta guadagnando terreno. La chiave del successo di questa nuova strategia, tuttavia, risiederà nella capacità dei brand di continuare ad innovare la supply chain, e di fornire reti e offerte non solo flessibili e affidabili, ma anche sufficientemente agili e reattive per affrontare aspettative dei consumatori in continuo cambiamento, anche in futuro.
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L’economia circolare come modello efficace di business per il futuro

È ormai evidente come le “green practice” e la sostenibilità ambientale siano collegate alle performance e al successo di un’impresa. Si tratta di una sfida imprenditoriale e organizzativa sempre più importante, che le aziende italiane hanno iniziato ad affrontare. Sette consumatori su dieci, secondo Ernst and Young (EY), infatti, prediligono l’acquisto di prodotti da aziende che producono in maniera ecologica, operano in modo sostenibile, riciclano e utilizzano elementi naturali. Questo sviluppo rappresenta un cambiamento nella consapevolezza sociale che mette, di conseguenza, sotto pressione ogni azienda. A ciò si aggiungono le normative, ad esempio a livello Europeo, come l’obbligo di prevedere un report di sostenibilità nel 2023 per aziende con più di 250 dipendenti, con un fatturato di oltre 40 milioni di euro o con 20 milioni di patrimonio totale.

Grazie a questi fattori sono molte le aziende, anche a livello italiano, che hanno adottato questa tendenza, come abbiamo potuto vedere anche nel corso degli ultimi eventi organizzati da Business International - Fiera Milano, proprio su questi temi, come il Circular Economy Summit e il Business Leaders Summit. Un trend che, proprio per questo, abbiamo voluto comprendere meglio, attraverso l'analisi di un recente white paper diffuso da Aras e commentato anche dal suo General Manager, Dante Cislaghi, che da subito ha voluto sottolineare come oggi “le aziende devono prendere sul serio le nuove regolamentazioni in quanto le pene previste in caso di violazione, sono molto severe. Le aziende che non si adeguano rischiano di perdere l’attenzione degli investitori e, di conseguenza, attrattiva sul mercato”.

Secondo lo studio di ArasFrom Sustainability to Digitalization: Challenges 2022”, sette aziende su 10 hanno già previsto che la sostenibilità sarà per loro uno dei temi principali. In futuro, infatti, sarà necessario agire in diverse aree, come ad esempio la gestione degli scarti e la scelta di materiali ecologici o riciclati. Ma come possono le aziende e i loro prodotti diventare più sostenibili? Come possono gestire il loro ingresso nell'economia circolare? Il concetto di organizzazione sostenibile è molto ampio e comprende la responsabilità sociale, la decarbonizzazione e la tutela dell’ambiente, criteri che sono riassunti dall'acronimo ESG (Environmental, Social, Governance) e che saranno anche principi cardine nello sviluppo delle discussioni che animeranno le prossime edizioni di Next Mobility Exhibition e Business Leaders Summit (nella sua versione autunnale). “Le organizzazioni sostenibili sono aziende che incoraggiano i propri dipendenti e partner a fornire prestazioni sostenibili, ad avere un impatto duraturo e a creare valore e fiducia da parte di tutti gli stakeholder”, aggiunge Cislaghi. “Lo sviluppo di un'economia circolare è un obiettivo generale di sostenibilità, dove si intende l’ottenimento di un modello sostenibile di produzione e di consumo. I materiali e i prodotti esistenti dovrebbero essere condivisi, affittati, riutilizzati, riparati, ristrutturati e riciclati il più a lungo possibile”. È in questo modo che il ciclo di vita dei prodotti viene esteso.

Realizzare un’economia circolare: progettare e monitorare grazie al PLM

Allo stato attuale i cicli di vita del prodotto completi, intesi come governo “end-to-end" del processo di realizzazione di un prodotto, sono ancora un'eccezione nel mondo industriale. Tuttavia, esistono numerosi collegamenti tra tali cicli in molti settori, in alcune aziende all'avanguardia. Affinché possa esistere un’efficace economia circolare i prodotti devono soddisfare diversi requisiti:
  • • La materia prima ottenuta è conforme a criteri ambientali e sociali
  • • Nella supply chain, tutte le parti coinvolte si preoccupano di ridurre al minimo le distanze e organizzare solo i trasporti assolutamente necessari
  • • I prodotti sono progettati per avere una durata massima
  • • Il loro design garantisce anche una facile riparazione e una riutilizzabilità nei mercati secondari
  • • Sono riparabili ed espandibili, ad esempio sostituendo i componenti, come i processori degli smartphone


Soddisfare questi requisiti porta alla progettazione sostenibile dei prodotti, in cui la fine del ciclo di vita del prodotto viene presa in considerazione già nella fase di progettazione, a differenza di quanto avveniva nella maggior parte dei casi in passato.

Progettare prodotti sostenibili richiede che i produttori coinvolgano gli stakeholder dell'intera catena del valore

. Anche i fornitori devono utilizzare una progettazione sostenibile dei prodotti e procurarsi le materie prime in modo sostenibile. Un’economia circolare si realizza solo quando tutti gli attori sono connessi tra loro. Devono lavorare fianco a fianco per essere sostenibili nelle rispettive fasi di utilizzo dei prodotti e questo richiede informazioni in ogni fase della vita di un prodotto. Questo digital thread si crea anche tracciando i cambiamenti nella configurazione del prodotto durante la sua vita utile e collegandolo ai dati di funzionamento e di performance ottenuti con l'aiuto delle tecnologie IoT. “La ricchezza dei dati relativi alla progettazione, produzione e smaltimento di prodotti sostenibili per l'economia circolare non può essere gestita con un sistema ERP convenzionale”, aggiunge Cislaghi. “I dati sono troppo incentrati sulla pianificazione dei processi produttivi, mentre per entrare nell'economia circolare le aziende devono utilizzare due importanti strumenti digitali: un sistema PLM e una configurazione governata del digital twin”. In questo senso, la piattaforma PLM di Aras supporta la creazione di un'economia circolare in due fasi. In quella di progettazione di un prodotto, dalla proposta di design alle istruzioni di realizzazione vere e proprie, tutti i singoli dati vengono collegati tra loro per generare informazioni end-to-end. Il modello di prodotto così creato mostra lo stato di sviluppo attuale e il processo di sviluppo. Dopo la fase di produzione e di utilizzo di un prodotto, il digital twin viene collegato ai dati rilevanti del prodotto provenienti dalle fasi di progettazione e di produzione. Questa configurazione del digital twin può essere la base per monitorare lo stato del prodotto durante tutto il suo ciclo di vita.

Economia circolare: come iniziare un progetto efficace?

Da questi consigli, risulta chiaro come, per approcciare l'economia circolare nella maniera migliore, sia importante iniziare da un qualcosa di piccolo e limitato. Un’azienda non può passare all’economia circolare in un colpo solo ma è necessario che parta da un singolo prodotto o servizio. Successivamente dovrebbe creare collaborazione nella supply chain, raccogliere e collezionare il maggior numero di dati, definire i KPI e utilizzarli in un modello di dati e, infine, pensare e riflettere attentamente sui modelli di business da sviluppare.
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Finance & Administration

Al Business Leaders Summit, premiati i migliori c-level dell’impresa italiana in ambito Finance e Procurement

Più di 1000 manager in presenza, oltre 200 mila utenti coinvolti online, 18 C-level premiati in ambito Procurement e Finance, 5 giorni di eventi e networking non stop con 120 relatori di fama nazionale e internazionale provenienti dal mondo dell’impresa e dell’università. L’edizione primaverile del Business Leaders Summit, la settimana di eventi, tenutasi dal 13 al 17 giugno 2022 presso il Museo Diocesano di Milano, organizzata da Business InternationalFiera Milano e dedicata a CPO, HR Director, CFO e CRO, si conferma ancora una volta come una kermesse di grande successo, in grado di riunire al tavolo i principali decision maker dell’industria moderna per offrire una visione di futuro che guardi alla crescita e alla sostenibilità.

QUALITA’ E VALORI GUIDANO IL FUTURO DEL BUSINESS
Una serie di sessioni di confronto che in oltre 60 ore di keynote speech e tavole rotonde non stop hanno saputo unire esperti, come Colin Mayer, Emeritus Professor of Management Studies, Saïd Business School University of Oxford, Maurizio Dallocchio, Professore Ordinario di Finanza Aziendale all’Università Bocconi di Milano, Stefano Faccioli, Head of Organizational Development, Training & Change Management della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli ed Adjuct Professor di Human Resources & Competency Management presso La Sapienza Università di Roma, Romeo Orlandi, Economista e Professore di Globalizzazione, nuovi mercati ed Economie asiatiche e Vice Presidente della Italy-Asean Associaton, Massimo Temporelli, Presidente e co-founder di The FabLab, e Marco Crespi, già allenatore della nazionale italiana e svedese di basket femminile.

Tutti intervenuti per raccontare la propria esperienza e confrontarsi su tematiche quali la necessità di rendere sostenibili i bilanci, l’importanza di promuovere una nuova cultura della trasparenza e della coerenza tra l’interno e l’esterno dell’organizzazione, il valore sempre crescente di nuove modalità di lavoro flessibile e la capacità essenziale di prendersi cura ed educare la propria community, composta tanto dai dipendenti quanto dai partner della filiera e dai clienti.

In un contesto in continua evoluzione, infatti, dove i rischi climatici, geopolitici e sanitari o cibernetici la fanno da padroni, la capacità di collaborare per la creazione di un valore condiviso e di analizzare, interpretare e anticipare i nuovi trend del mercato diventano elementi cruciali, come anche le nuove competenze digitali, per poter dare vita a un nuovo sviluppo del business. Un set di skill su cui, in questa settimana di incontri e networking, la knowledge unit di Fiera Milano ha voluto porre grande attenzione.


A tal punto da decidere di valorizzare le migliori aziende e i migliori manager dell’area Procurement e Finance con due premi: il Circular Procurement Award e il Business International Finance Award.

Così, per l’area Acquisti, il riconoscimento ha visto protagonisti:

Alda Paola Baldi, Head of Procurement Italy di Enel Group, e Carmen Carulli, Italy Purchasing Director di L'Oréal Italia, nella categoria “Generating greater value for society”, Anna Spinelli, Chief Procurement Officer di Deutsche Post DHL Group, Giacinto Carullo, Chief Procurement & Supply Chain Officer di Leonardo, e Guido Amendola, Senior Vice President Corporate & Group Supply Chain di Snam, nella categoria “Protecting the environment”, Luigi Cozzolino, Global Industrial Procurement Director di Angelini Pharma, Adriano Meloni, Global Procurement, Country Lead Italy di Bristol Myers Squibb, Anna Campi, Head of Procurement di ERG SpA, e Fabrizio Guerra, Group Procurement Manager di Gruppo Sapio, nella categoria “Ensuring Business Governance”.







Mentre nell’area Amministrazione Finanza e Controllo hanno ricevuto il premio:

Flavio Caruso, CFO di Novartis Italia, nella categoria “Digital Finance Transformation: innovazione e trasformazione dei processi e sistemi dell’area AFC”, Manuel Liotta, Head of ESG & Integrated Reporting di Leonardo, Carmine Scoglio, Responsabile Bilancio Amministrazione e Fiscale del Gruppo Terna SpA, Cosimo Guarini, Responsabile Bilancio e reporting del Gruppo Terna SpA, e Nabila Castellani, Marketing & Communication Manager di Fedabo, nella categoria “Non Financial Indicator, ESG e Bilancio Sostenibilità”, Bruno Stella e Anna Tarlo, rispettivamente, Head of AFC Digital Hub e Head of Adoption AFC Digital Hub dI Enel Group, e Gianluigi De Bernardi, General Manager e Executive Coach di Feralco Italia, nella categoria “Controllo di Gestione, Pianificazione e Reporting“, e Anna Tanganelli, CFO del Gruppo Iren, nella categoria “Finanza corporate”.



Grazie anche alla bellezza e alla calma del Museo Diocesano di Milano – commenta Carlo Antonelli, Direttore di Business International – Fiera Milano, non possiamo che essere estremamente soddisfatti della qualità a 360 gradi del Business Leaders Summit, confermata peraltro anche dal feedback dei partecipanti. Il summit prende così definitivamente la forma di un sistema di 5 giorni dedicato alle relazioni tra il mondo del lavoro e la complessità della condizione generale che ci circonda. Le abbiamo affrontate con alta competenza e con particolare attenzione all’umanità, assolutamente necessaria per la sostenibilità dell’ambiente delle organizzazioni”.
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Video

SCP Summit 2022 - Carmen Carulli

Co-Founder, WIP- Women in Procurement - CPO, L’Oreal

SCP Summit 2022 - Edoardo Bennicelli

CPO, Campari Group

SCP Summit 2022 - Andrew Spannaus

Politologo e Giornalista, Presidente, Stampa estera di Milano
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