Tramite il sito sono installati cookie di terze parti anche profilanti. Clicca su "OK" o nella pagina per accettare detti cookie. Per maggiori informazioni o disattivazione consulta l’informativa cookie. OK

Marketing & Innovation

Last News

Marketing & Innovation

A NOVEMBRE TORNA LA SESTA EDIZIONE DI AIXA PER DARE VITA A UNA NUOVA DIMENSIONE DELL’AI IN ITALIA

Il mercato dell’intelligenza artificiale oggi in Italia, secondo i dati del Politecnico di Milano, ha superato i 500 milioni di euro di valore, con una crescita a doppia cifra anno su anno che non ha smesso di progredire, nemmeno in questi anni di grande incertezza. È da questo spunto che, anche in questa sesta edizione, inizierà il percorso di AIXA – Artificial Intelligence Expo of Application. La più grande manifestazione italiana dedicata alle applicazioni di intelligenza artificiale per il mondo del business e organizzata da Business InternationalFiera Milano, infatti, l’8 e il 9 novembre tornerà ad animare gli spazi dell’Allianz MiCo di Milano, con l’obiettivo di promuovere una cultura dell’innovazione che porti le imprese del nostro Paese ad aumentare i propri investimenti nel settore, per guardare a una crescita di grande importanza e valore per il futuro dell’industria e dell’economia.  

PROPOSTA DI SISTEMA

L’edizione 2023 di AIXA si allarga a una nuova dimensione, più collaborativa, dando un esempio concreto dell’importanza di superare le frontiere settoriali e abbracciare la vera interdisciplinarità necessaria per cogliere a pieno questa grande opportunità d’innovazione. Con questo obiettivo, AIXA, la maratona di keynote speech, tavole rotonde, incontri e momenti di networking dedicata all’AI, fa parte di un vero e proprio network di eventi orientati al futuro del business. Nelle stesse date, infatti, all’Allianz MiCo si terranno SMXL Milan, appuntamento focalizzato sulle conoscenze del marketing digitale, BizBang Show, l’evento dedicato alla digital transformation B2B, e On Metaverse Summit, tech conference internazionale su creatività, design e business del metaverso e il web3. Si tratta di un’opportunità per fare networking e confrontarsi sui topic più importanti del futuro del business, un vero e proprio knowledge park della trasformazione digitale. 

 

UNA NUOVA DIMENSIONE DELL’AI

Pensata come il più grande e interattivo luogo d’incontro dell’innovazione italiana, nel quale esperti, accademici, manager e istituzioni nazionali e internazionali si confrontano sui principali temi che guidano il settore verso uno sviluppo e una crescita condivisa, AIXA quest’anno vedrà per la prima volta anche un’area espositiva aumentata, che sarà realizzata  in condivisione con gli altri eventi contemporanei e garantirà al pubblico una ulteriore occasione di incontro e conoscenza di chi ogni giorno lavora e studia nuove applicazioni di intelligenza artificiale che possano portare beneficio allo sviluppo del business. 

 

Obiettivo concreto del Summit è dare vita a momenti di discussione e confronto sulla corretta adozione di questa tecnologia, soprattutto quando si parla di implementazione aziendale o di miglioramento dei processi industriali. 

 

AIXA toccherà argomenti attuali come l’AI Act -  ossia il regolamento con cui l’Unione Europea cerca di proporre oggi una guida legislativa nel mondo della tecnologia, normando il mercato dell’adozione dell’Intelligenza Artificiale anche in ambito aziendale – ma, in due giorni di intensi dibattiti, si affronteranno anche riflessioni verticali, che analizzano l’impatto e  le potenzialità dell’applicazione della AI ai più diversi ambiti: smart cities e AI cities, analisi dei dati per generare salute, rivoluzione nel manufacturing, etica nell’adozione di tecnologie emergenti, applicazione dell’intelligenza artificiale nella misurazione delle emissioni per il miglioramento della qualità della vita delle persone, adozione di questa tecnologia nel marketing per offrire una crescita economica reale alle imprese e molto altro. 

 

PAROLA AGLI ESPERTI 

Temi di grande attualità, questi, che rappresenteranno l’anima di una conversazione guidata da Gian Luca Comandini, già Forbes100 under 30, docente, imprenditore e innovatore, che sarà il chairman dell’evento. 

 

Diversi i relatori di alto profilo internazionale che interverranno negli appuntamenti in calendario. 

 

Tra gli altri, Marco Landi, Presidente dell’Istitut EuropIA, Presidente QuestIT e Creatore di WAICF, parlerà del futuro dell’AI partendo dall’attuale ruolo di questa tecnologia e guardando alle sue applicazioni future, basandosi sugli attuali trend di mercato.

 

Nicola Marino, founder di Aeon Foundation, affronterà invece il tema Health and longevity, con uno specifico focus sulla sua Fondazione, che si propone come anello di collegamento tra la più avanzata ricerca scientifica nel settore della longevità e le istituzioni, con l’obiettivo di promuovere politiche ed attività atte all'estensione degli anni di vita vissuti in salute (Healthspan), rapportati agli anni di vita (Lifespan), grazie all’utilizzo di algoritmi di AI e IoT. Tecnologie essenziali in questo ambito per l’acquisizione e l’analisi dei dati utili a delineare prospettive future, sviluppo di tecnologie, incrementare la consapevolezza degli individui e molto altro. 

 

Interventi di visione e valore, quindi, che animeranno le due giornate dell’Expo delle applicazioni di intelligenza artificiale per il business e che oltre ai lavori in sala saranno accompagnati anche dalla presentazione di soluzioni concrete nell’area espositiva che offriranno ai visitatori di toccare realmente con mano le potenzialità offerte dall’AI per lo sviluppo e la crescita dell’impresa contemporanea. Un’opportunità unica, questa, che insieme alla proposta degli altri eventi colocalizzati consentirà a tutti gli interessati di scoprire come il digitale sta cambiando e continuerà a trasformare il mondo che conosciamo. 

...continua
Marketing & Innovation

L’ECOMMERCE B2B VALE 468 MILIARDI DI EURO (+3%), MA RIMANE IN STALLO LA DIGITALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE

In Italia, nel 2022 è pari a 468 miliardi di euro il valore dell’eCommerce B2b, cioè di tutte le transazioni in cui gli ordini sono scambiati in formato digitale dalle imprese, in crescita del 3% rispetto al 2021, con un’incidenza però ferma al 21% sul totale del transato B2b del nostro Paese.

 

Un dato chiaramente positivo, questo, da una parte, ma che d'altro canto sottolinea anche quanta strada ci sia ancora da fare per le aziende operanti sul territorio peninsulare in termini di trasformazione digitale, automazione e nuovi strumenti tecnologici di business. L'innovazione digitale, insomma, non fa ancora parte del DNA delle nostre imprese e questo è un tema su cui abbiamo voluto porre grande attenzione, cercando di comprendere meglio lo stato dell'arte del mercato attraverso i nuovi dati dell'Osservatorio Digital b2b della School of Management del Politecnico di Milano, anche in vista dell'evento "Marketing Automation", organizzato da Business International - Fiera Milano in collaborazione con t.bd think by diennea. Un momento di confronto e networking esclusivo, previsto a Milano il prossimo 28 giugno 2023 e inserito all'interno di un percorso più ampio e dedicato alla community dei marketers italiani e internazionali. Una vera e propria roadmap che culminerà nella prossima edizione di SMXL Milan, che si terrà il prossimo 8 e 9 novembre 2023 presso l'Allianz MiCo - Milano Convention Centre, in colocalizzazione con AIXA - Artificial Intelligence Expo of Applications.

 

Per la prima volta dal 2015, l’incidenza rimane stabile rispetto all’anno precedente, suggerendo l’inizio di una fase di consolidamento degli investimenti realizzati durante la pandemia, quando diverse aziende hanno introdotto nuovi strumenti e canali digitali. Nonostante un livello di adozione mediamente alto delle tecnologie per le transazioni digitali (tra EDI, Portali B2b e Piattaforme B2b, Marketplace B2b e siti propri B2b), la penetrazione dell’eCommerce B2b risulta ancora bassa, con appena un ordine su cinque scambiato tramite strumenti digitali.

 

L’Italia vanta un primato europeo nella fatturazione elettronica, avendo introdotto l’obbligo generalizzato, ma resta da completare l’ultimo tassello per la digitalizzazione completa del ciclo dell’ordine, quello della fase di consegna, che è ancora ferma al palo: oggi solamente il 34% delle imprese italiane emette Documenti di Trasporto digitali e solo una su quattro li riceve. Tra i processi amministrativo-contabili delle imprese, le attività interne sono le più digitalizzate, anche se il livello raggiunto non è ancora soddisfacente: il 65% delle imprese possiede un software gestionale ERP, il 60% certificati di firma informatica, il 53% software di conservazione digitale e sempre il 53% software per la gestione elettronica documentale. Ma a spingere verso il basso la digitalizzazione sono le PMI che registrano una diffusione di mediamente 24 punti percentuali in meno delle grandi imprese.

 

La digitalizzazione nel B2b è un processo lento e complesso: a causa di differenti livelli di dotazione tecnologica tra le imprese, standard di filiera eterogenei e bisogni diversi da settore a settore, l’Italia non ha ancora raggiunto una piena maturità digitale - spiega Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Digital B2b -. A livello normativo, dopo l’obbligo di fatturazione elettronica, gli enti governativi faticano a trovare un nuovo innesco per proseguire la trasformazione digitale. Le imprese che durante la pandemia avevano introdotto nuovi strumenti digitali ora hanno difficoltà a inserirli in una logica strategica e integrata. A questo punto, è fondamentale non fermarsi e tracciare un percorso di evoluzione sinergico tra istituzioni e imprese”.

 

Il paniere di tecnologie a disposizione delle imprese è sempre più ampio e con logiche sempre più vicine a quelle B2c, ma la penetrazione dell’eCommerce B2b è ancora troppo bassa - aggiunge Paola Olivares, Direttrice dell’Osservatorio Digital B2b -. Il principale ostacolo alla digitalizzazione è spesso culturale: per permettere una maggiore diffusione del digitale nelle relazioni tra imprese, è importante coinvolgere le aziende, in particolare le PMI, in piani formativi per il top management che spingano verso una modifica strutturale della cultura aziendale”.

 

LE TECNOLOGIE DELL’ECOMMERCE B2B

Tra le diverse tecnologie che abilitano l’integrazione tra aziende, nel 2022 23.700 imprese italiane utilizzano l’EDI (Electronic Data Interchange, sistemi interscambio dati in formato elettronico strutturato attraverso un canale informatico che automatizza la gestione diretta dei documenti commerciali e amministrativi), il 13% in più rispetto al 2021, per 135 milioni di documenti scambiati (+2%), tra ordini, conferme d’ordine, avvisi di spedizione e fatture.

 

Il 17% delle imprese italiane possiede un Portale B2b per connettersi con i propri partner di filiera e scambiare tutti i principali documenti del ciclo dell’ordine. Da semplici repository, questi portali stanno diventando dei veri e propri hub in cui far confluire tutti i documenti del ciclo esecutivo, indipendentemente dal canale su cui questi sono scambiati. L’11% delle imprese adotta piattaforme B2b, che permettono di integrare in maniera flessibile in un’unica interfaccia diversi moduli e servizi esterni (come suite di gestione documentale o collegamento con piattaforme di eCommerce esterne).

 

Tra le tecnologie digitali per la vendita, invece, il 6% delle imprese utilizza Marketplace B2b, che nel 2022 hanno aumentato del 33% il transato. Sono utilizzati principalmente per vendere prodotti, ma anche come vetrina dell’offerta. Il 18% delle imprese ha un sito proprio B2b su cui i clienti possono visionare o acquistare prodotti o servizi. Secondo l’Osservatorio esistono tre approcci per l’utilizzo di tecnologie di vendita in ambito B2b: gli “infanti”, con semplici vetrine o punti di raccolta di richieste d’ordine, attivati in situazioni di emergenza o di adeguamento all’offerta dei competitor; sul lato apposto gli “adulti”, con veri e propri hub di servizi in grado di coprire tutte le fasi del ciclo esecutivo, dall’emissione dell’ordine al relativo pagamento, integrando servizi avanzati di reportistica e visualizzazione dei prodotti tramite realtà virtuale; in fase intermedia gli “adolescenti”, consapevoli dell’importanza dei nuovi canali, ma ancora arretrati sul fronte organizzativo e tecnologico.

 

FOCUS SUI DOCUMENTI DI TRASPORTO

Ad oggi solamente il 34% delle imprese italiane emette Documenti di Trasporto digitali e una su quattro li riceve. È possibile digitalizzare anche il CMR, la lettera di vettura internazionale utilizzata a livello comunitario per il trasporto a titolo oneroso di merci su strada a mezzo di veicoli, ma attualmente lo fa solamente l’8% delle imprese italiane.

 

Le complessità da affrontare per digitalizzare il processo di consegna sono diverse: molti attori da allineare rispetto a standard e procedure, diverse fasi da tenere sotto controllo e molteplici documenti da gestire. Ma più il processo è digitalizzato, maggiori sono i livelli di efficienza ed efficacia raggiungibili: i vantaggi sono riduzione del tempo di ricerca e consultazione dei documenti (secondo l’80% degli operatori logistici, trasportatori e committenti), la possibilità di avere accesso alle informazioni in tempo reale (73%) e l’aumento della sostenibilità (60%). Servono però strumenti tecnologici adeguati, attenzione alla relazione con i traportatori e i partner di business (ad esempio fornendo ricompense per quelli più virtuosi), corsi di formazione per il personale e una comunicazione del cambiamento incentrata sui benefici.

 

La diffusione della digitalizzazione dei documenti di trasporto è ancora ferma al palo, in parte per la sua complessità e in parte per la focalizzazione delle imprese principalmente alla compliance e agli obblighi che si sono susseguiti negli ultimi anni – osserva Riccardo Mangiaracina -. I tempi sono maturi per ipotizzare un obbligo di digitalizzazione dei Documenti di Trasporto sul territorio nazionale che snellirebbe ulteriormente le attività amministrativo-contabili delle imprese”.

 

DALLA FIRMA INFORMATICA ALLA CONSERVAZIONE DIGITALE

Nella digitalizzazione dei processi interni, aumentano la diffusione delle firme informatiche, utilizzate ormai da quasi la metà delle imprese italiane per firmare contratti e fatture elettroniche. Sono oltre 29 milioni i certificati di firma attivi rilasciati ad aziende e privati, +0,4% rispetto al 2021 e +33% rispetto al pre-pandemia, e aumentano gli utilizzi effettivi (si contano 5,81 miliardi di firme nel 2022 contro le 4,82 del 2021). La firma informatica è uno dei servizi fiduciari normati in eIDAS insieme a sigilli elettronici, servizi di recapito certificato, time stamping e certificati di autenticazione (TLS) per siti web. La sinergia tra questi servizi è sempre più forte: si contano 225 fornitori qualificati di servizi fiduciari (QTSP) in Europa, di cui 20 in Italia, terzo Paese dietro a Spagna (48 QTSP) e Francia (29). La conservazione digitale di documenti informatici ha subito importanti modifiche a seguito delle nuove linee guida AgID applicabili dal 1°gennaio 2022, che prevedono per le imprese, tra le altre cose, la redazione di un manuale di conservazione e la nomina di un responsabile della conservazione. A maggio 2023, 62 soggetti sono iscritti al nuovo marketplace AgID (una vetrina dove PA e privati possono individuare i fornitori di servizi di conservazione), di cui il 90% provider di servizi, il 5% società inhouse regionali, il 3% regioni e il restante 2% consorzi.

 

LA FATTURAZIONE ELETTRONICA IN EUROPA

L’Italia ha un primato in Europa con l’introduzione di un sistema di fatturazione elettronica generalizzata. Altri due Paesi dell’EU27, Francia e Polonia, si sono già mossi per introdurlo. Questi Paesi potranno mantenere il sistema attuale nelle transazioni domestiche, garantendo piena interoperabilità entro il 2028, secondo la proposta di Direttiva “VAT in the Digital Age”, che prevede l’introduzione a partire dal 2028 di un sistema di fatturazione elettronica obbligatorio per le transazioni intra-UE – preferito rispetto all’utilizzo di un sistema di reporting di dati, simile al nostro spesometro – utilizzando come unico formato quello europeo (UBL e CII). I Paesi che non si sono ancora mossi nella direzione di un obbligo B2b (11 Paesi dell’EU27 hanno un obbligo totale B2g, 8 Paesi hanno un obbligo parziale B2g e 8 Paesi hanno una situazione di sostanziale volontarietà), invece, dovranno introdurre da subito il sistema unico europeo. Tale proposta, ancora in discussione, dovrà essere approvata all’unanimità da tutti gli Stati membri. Se la proposta passerà, sarà necessaria una modifica della Direttiva IVA per poter introdurre il sistema. La situazione è comunque ancora molto fluida, motivo per cui dall’Osservatorio Digital B2b è stato lanciato l’International Observatory on Electronic Invoicing proprio con l’obiettivo di monitorare la situazione e provare a influenzare le prossime decisioni.

 

Visti il primato e il successo dell’Italia nell’introduzione di un sistema di fatturazione elettronica generalizzata, per non vanificare sforzi e investimenti compiuti è fondamentale la possibilità di mantenere il sistema attuale a livello domestico – osserva Paola Olivares -. È però altrettanto fondamentale disegnare un modello unificato all’interno dell’UE per permettere alle imprese e ai provider di servizi di sviluppare un unico sistema di relazione con tutti i Paesi, senza disperdere energie nella costruzione e manutenzione di connettori e standard ad hoc per la singola nazione”.

...continua
Marketing & Innovation

APPROVATA LA BOZZA DELL’AI ACT EUROPEO: UN PRIMO PASSO, MA SERVONO REGOLE GLOBALI PER GUARDARE AL FUTURO DI QUESTA INNOVAZIONE

L’Unione Europea accelera verso una normativa che, però, ha bisogno di essere condivisa per essere davvero efficace. Al di là degli allarmismi inutili, infatti, se è vero che l’AI presenta dei rischi importanti, da un lato, perché viene gestita da una manciata di società e usata già oggi per i processi che riguardano la salute, il lavoro, la burocrazia, e persino la giustizia, e, dall’altro, perché l’AI si sviluppa rapidamente e può arrivare a livelli di complessità che probabilmente non sapremo districare, è altresì vero che il rischio può essere quello di non sapere perché l’AI prenda certe scelte e affidarci a lei ciecamente potrebbe non essere sempre la soluzione ideale.

 

Un tema estremamente attuale, questo, che abbiamo voluto comprendere meglio attraverso le parole e l'esperienza di Shalini Kurapati, Co-Founder e CEO di Clearbox AI, che ci ha spiegato quali dovrebbero essere i prossimi passi sotto questo profilo, anche in vista della prossima edizione di AIXA - Artificial intelligence Expo of Applications - il grande evento sul mondo dell'intelligenza artificiale e delle sue applicazioni per il business, organizzato da Business International - Fiera Milano presso l'Allianz MiCo - Milano Convention Centre e previsto l'8 e 9 novembre 2023 all'interno della grande fiera dedicata alla Digital Transformation, che al suo interno vedrà la presenza degli eventi colocalizzati di SMXL Milan, On Metaverse Summit e BizBang Show

 

Secondo la manager, infatti: "L’Unione Europea sta cercando di regolamentare l’intelligenza artificiale. Un esercizio complesso perché se da un lato bisogna proteggere le persone dai rischi di una tecnologia così potente e complessa, dall’altro non si può – e non si deve – fermare la possibilità di migliorare diversi ambiti della nostra vita quotidiana". A complicare il tentativo dell’Ue, però, è anche la portata di una norma che, per essere efficace, deve essere riconosciuta a livello globale. "Altrimenti - sottolinea Kurapati - rischia di essere agevolmente aggirata. Infatti, le principali società che sviluppano l’AI nel mondo sono oggi Microsoft/Open AI, Google, Meta, Tesla, solo per citarne alcune". Un panorama, questo, che coinvolge gli Stati Uniti, ma che inizia a coinvolgere anche la Cina. "E gli Stati Uniti - prosegue la CEO -, per il momento, non hanno alcuna intenzione di frenare la ricerca e lo sviluppo: per quanto l’amministrazione Biden sia consapevole dei rischi. Nonostante questo, però, dopo tanti discorsi tutto ciò che è stato fatto ad oggi – di fatto – sono una serie di misure non legislative che suggeriscono ai colossi dell’AI come dovrebbero comportarsi per auto-regolare la propria tecnologia".

 

NORMATIVA UE TRA SOLUZIONI E PROBLEMATICITA'

L’idea del Vecchio continente è quella di classificare non tanto gli algoritmi, quanto l’intensità del rischio relativo al loro utilizzo: basso, medio, alto, inaccettabile. "Questo - sottolinea la manager - è un primo passo molto utile che serve a vietare quelle tecnologie che hanno un rischio troppo elevato in termini di violazione dei diritti fondamentali delle persone. Se l’AI viene usata per bloccare lo spam, il rischio è basso, se invece viene usata per la diagnosi e l'analisi delle forme tumorali è evidente che il rischio è molto più alto (può sbagliare, può discriminare, ecc)". Senza dimenticare la possibilità che l’AI venga usata per il social scoring, ovvero per classificare la reputazione delle persone (come fa la Cina per i propri cittadini) - e il rischio per questo utilizzo sarebbe classificato come “inaccettabile”.

"È una norma che però presenta almeno una problematicità - prosegue la CEO -: dal momento che l’intelligenza artificiale si sviluppa rapidamente, non è sempre facile capire in anticipo se un determinato tipo di software sia pericoloso o meno". Un esempio su tutti: il caso dei chatbot. "Se fino a un paio di anni fa - continua Kurapati - sarebbero stati classificati come algoritmi a basso rischio, oggi con Chat-GPT lo scenario è radicalmente cambiato. D’altra parte non esisterà mai una legge perfetta e qualunque norma approvata dovrà essere – in qualche modo – flessibile. Capace di adattarsi, o essere adattata, ai cambiamenti della società e agli sviluppi della tecnologia".

 

REGOLE GLOBALI: L'UNICA VIA DAVVERO EFFICACE

In un contesto di grande trasformazione come quello che stiamo vivendo, in ogni caso, forse ancora più importante di avere una regolamentazione flessibile è l’urgenza di avere delle norme condivise. "Infatti - aggiunge la manager -, per quanto l’AI Act possa regolare i software del vecchio continente, non può farlo per quelli che vengono sviluppati in altre nazioni e questo, in un mondo globalizzato, è chiaramente un problema per tutti". La proposta di raggiungere una cooperazione globale ineffetti non è nuova. "Ci sono state delle prime discussioni nel G7 e piani per includere Paesi ricettivi come India, Indonesia e Brasile per andare verso un accordo globale sulla regolamentazione AI e protocolli di sicurezza, ma non abbastanza velocemente - sostiene Kurapati -. Sono solo piccoli passi, almeno per ora. Se gli allarmi più o meno esagerati sull’impatto disastroso che l’intelligenza artificiale avrebbe sul mondo si rincorrono da anni, è però vero che, senza scendere in scenari distopici, è ormai prioritario trovare un’intesa su larga scala globale, esattamente come dovrebbe accadere per proteggere il clima".

 

VERSO UN'AI PIU' GIUSTA

La questione è ampia e complessa, certo, ma le soluzioni possibili per fare in modo che ci sia un controllo etico dell’intelligenza artificiale sono molte. "Una delle proposte contenute nella bozza dell’AI Act è, per esempio, quella di creare dei processi che si servano dei dati sintetici (che è poi quello che facciamo in Clearbox AI) - spiega la CEO -. Questo aspetto è significativo perché solitamente le regolamentazioni non fanno riferimento diretto a tecniche specifiche. I dati sintetici sono costruiti partendo da dati reali e generandone di nuovi che però mantengono le proprietà statistiche di quelli originali: quindi da un lato permettono di anonimizzare i risultati (quindi non violare la privacy) e dall’altro anche di agire sulla riduzione dei bias. Anche per questo nell'AI Act c'è molto focus sul dato che sta alla base dell’intelligenza artificiale, la sua qualità e la sua validazione in termini di robustezza e rappresentazione, oltre ai requisiti di data privacy e data minimization". In questo senso, dunque, i dati sintetici hanno il potenziale per giocare un ruolo fondamentale nella realizzazione di questi requisiti verso un'AI sicura e affidabile. "Un’altra strada percorribile - incalza la manager - è quella di affidare a un ente terzo l’obbligo di certificare periodicamente lo stato dell’arte. Insomma, L'AI Act europeo è l’apripista nell'istituzione di regole esaustive e applicabili per garantire la sicurezza dell'IA e l'innovazione responsabile. Nonostante alcuni limiti e sebbene potrebbe richiedere da 2 a 3 anni per entrare in vigore (ma la Commissione Europea sta lavorando a delle linee guida che le aziende possano iniziare ad adottare nel frattempo) ci sono comunque varie ragioni per sostenerlo fortemente, prima tra tutte perché ha creato un punto di riferimento che può essere utile per la cooperazione nella regolamentazione globale dell'intelligenza artificiale". E una cosa è certa: "la finestra temporale per la normazione dell’intelligenza artificiale - conclude Kurapati - si sta riducendo rapidamente. Non ci sarà alcuna esplosione nucleare, ma è come una palla di neve che rotolando verso valle diventa sempre più grande e sempre più difficile da fermare. E’ per questo che è importante agire adesso, come sta già facendo l’Europa, ma a livello mondiale".

...continua
Marketing & Innovation

ALLA MIND INNOVATION WEEK TORNA “OPEN FUTURE OPEN CULTURE”

Il laboratorio vivente MIND – Milan Innovation District torna ad aprire le porte della conoscenza con una settimana di eventi – pensata per guardare all’innovazione come principale vettore dell’evoluzione globale – che si terrà dall’8 al 13 maggio 2023 e all’interno della quale andrà in scena la seconda edizione di “Open Future Open Culture”, il summit della contaminazione trasversale tra business, scienza, arte e cultura sotto la direzione editoriale di Carlo Antonelli, realizzato da Business InternationalFiera Milano, in collaborazione con Lendlease.

 

DUE GIORNI DI EVENTI SULL’INNOVAZIONE

Struttura su due intense giornate di fire-side talks, previste l’11 e il 13 maggio, in questa occasione la kermesse avrà come perno il concept “The Next Best Vision, The Next Best You”, inserendosi così nel già ricco palinsesto della MIND Innovation Week (#MIW), per esplorare le migliori versioni immaginabili del presente esteso in modo da mantenere saldo il filo del percorso progettuale, evitando di ricorrere a paradigmi di tipo grandioso o distopico (puntualmente effimeri), ma prestando massima attenzione all’apporto del nostro operare nella società e sul pianeta, al fine del suo miglioramento immediato.

 

Un rinnovamento continuo e inesorabile – ha commentato Carlo Antonelli, Direttore Editoriale di Open Future Open Culture e Direttore di Business International – Fiera Milanoche non va contrastato, ma abbracciato nell’ottica di guardare a un futuro che non frapponga soluzioni di continuità al presente, ma ne incarni la naturale consequenzialità. Per la seconda edizione abbiamo costruito una rassegna di contaminazioni di visioni trasversali in grado di aprire la mente a nuove dinamiche e prospettive spazio-temporali, oltre a nuove dimensioni del vivere e del conoscere. Un processo complesso, ma fondamentale che – come knowledge unit di Fiera Milano – abbiamo voluto continuare a progettare anche quest’anno, grazie all’ottima collaborazione con il MIND e Lendlease”.

 

“La MIND innovation Week è la celebrazione e il racconto delle innovazioni e delle idee che ogni giorno animano l’ecosistema MIND e che contribuiscono a rivoluzionare il futuro. Il nostro obiettivo è quello di creare un ambiente di ricerca e creatività che vede la comunità protagonista dei nostri progetti. ha dichiarato Domenico D’Alessio, Head of Marketing & Communications di Lendlease - La partnership con Business International - Fiera Milano per i due eventi Open Future Open Culture ci ha permesso di realizzare un programma dinamico e coinvolgente che esplora le potenzialità del nostro territorio e incoraggia la comunità e gli individui a confrontarsi e dialogare per scoprire la migliore versione del nostro presente e contribuire alla creazione della migliore versione del nostro futuro”.

 

UNO SGUARDO SU QUEL PRESENTE ESTESO CHE CHIAMIAMO “FUTURO”

Un’ analisi che, verrà dipanata attraverso l’opinione di personalità di rilevanza internazionale, come Dardust – Artista e produttore, Dario Fabbri, analista geopolitico e direttore della rivista Domino, Stefano Gustincich, Direttore del Central RNA Laboratory dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, Laura Margheri, dottoressa in biorobotica del Bioinspired Soft Robotics Laboratory - Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), Ippolito Pestellini Laparelli, Founder dell’agenzia interdisciplinare 2050+, Alberto Sangiovanni Vincentelli, Co-founder and Member of the Board del Cadence Design Systems di San Jose e The Edgar L. and Harold H. Buttner Chair, Department of EECS, University of California, Berkeley, Daniela Billi, Astrobiologa Docente di Botanica all’Università degli Studi di Tor Vergata, Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, i designers di Formafantasma, Alessandro Vespignani, Professore di Scienze computazionali presso la Northeastern University di Boston, Andrea Lissoni, Direttore artistico dell’Haus der Kunst di Monaco di Baviera, e Nadeesha Uyangoda, scrittrice e autrice. Il summit, infine, delineerà una riflessione su alcune questioni chiave del fare impresa, quali: le migliori strategie per approcciare le trasformazioni e i cambiamenti; le priorità su cui porre l’attenzione per compiere i passi necessari ed abbracciare concretamente l’innovazione, tecnologica in primis; le skill essenziali su cui investire per prepararsi ad anticipare eventi avversi e imprevisti al fine di utilizzare il capovolgimento in atto nelle cose per scoprire una versione migliore di noi.

...continua
Marketing & Innovation

DATI, ANALYTICS E INTELLIGENZA ARTIFICIALE, LE CHIAVI PER UN FUTURO SOSTENIBILE

Sostenibilità, salvaguardia del pianeta e data-driven innovation sono temi sempre più connessi e attuali. Analizzando a fondo la realtà che ci circonda, prevedendo le performance e gli impatti e ottimizzando i risultati, infatti, possiamo accelerare la trasformazione verso un futuro più sostenibile e a misura di essere umano.

 

Un concetto, questo, che all'apparenza sembra semplice, ma che nella sua applicazione, in realtà, si scontra con molteplici criticità e complessità culturali, economiche e burocratiche che spesso non ne consentono l'effettiva finalizzazione. Così, anche in vista della prossima edizione di AIXA - Artificial intelligence Expo of Applications - il grande evento sul mondo dell'intelligenza artificiale e delle sue applicazioni per il business, organizzato da Business International - Fiera Milano presso l'Allianz MiCo - Milano Convention Centre e previsto l'8 e 9 novembre 2023 all'interno della grande fiera dedicata alla Digital Transformation, che vedrà la presenza degli eventi colocalizzati di SMXL MilanOn|Metaverse Summit e Biz Bang - abbiamo voluto comprendere più approfonditamente come rendere davvero l'innovazione e le tecnologie emergenti il motore dello sviluppo green, attraverso l'analisi di una ricerca realizzata da SAS in occasione della giornata mondiale della Terra e pensata per esplorare sei aree in cui gli analytics possono supportare la creazione di una quotidianità più sostenibile.

 

LE SEI AREE D'INNOVAZIONE PER LA SOSTENIBILITA'

Secondo l'indagine, infatti, ci sono oggi, principalmente, sei aree nelle quali tecnologie come l'intelligenza artificiale e la data analysis possono produrre significativi benefici che guardino all'evoluzione e al successo del business nel prossimo futuro. La prima è quella del trasporto pubblico. Una scelta di movimento sostenibile che in molti compiono quotidianamente. In questo ambito, con gli analytics, è possibile rendere questa opzione ancora più sostenibile, poiché questi strumenti permettono di analizzare i percorsi dei mezzi di superficie e di rimodularli ottimizzandoli in base a parametri come affluenza, momenti di maggiore traffico ed emissioni di CO2. Pensiamo ai molti servizi di trasporto delle nostre città, che rimodulando i percorsi dei propri mezzi potrebbero ridurre significativamente le emissioni di CO2, riducendo l’impatto ambientale dell’intero settore. Il secondo segmento, invece, potrebbe essere quello del risparmio idrico. Proteggere la nostra risorsa più importante diventa sempre più necessario per limitare i periodi di siccità e le loro pesanti conseguenze. Per fare ciò, poter avere a disposizione informazioni precise e aggiornate sui consumi idrici è fondamentale per indirizzare al meglio gli sforzi per risparmiare acqua. A questo scopo, introdurre sistemi che, attraverso sensori IoT e analytics, permettano di monitorare il sistema idrico delle città, permetterebbe di individuare prontamente perdite e conseguenti sprechi d’acqua. Inoltre, rendendo questi dati accessibili a tutti i cittadini, sarebbe possibile aumentare la consapevolezza che ognuno ha dei propri consumi e la conseguente proattività nell’adottare abitudini più sostenibili. Al terzo punto, poi, troviamo il risparmio energetico. La transizione energetica verso fonti di energia rinnovabile è un passo fondamentale per ridurre significativamente le emissioni di CO2 del settore energetico e rendere più sostenibili molti altri settori da esso dipendenti. Per raggiungere questo obiettivo è necessario ridurre il consumo energetico e rendere sempre più accessibili le energie rinnovabili: gli analytics possono supportare gli sforzi in entrambe le direzioni. Questi strumenti, infatti, permettono di monitorare i consumi energetici degli edifici, per ridurne l’impatto ambientale e migliorarne la manutenzione e l’efficienza operativa. Inoltre, gli analytics permettono di prevedere la domanda di energie rinnovabili e ottimizzare l’allocazione delle risorse, l’efficienza produttiva e la manutenzione per garantirne la soddisfazione. La quarta area di interesse è l'industria manifatturiera. Questo settore ha visto importanti investimenti negli ultimi anni per sostenerne la transizione digitale e migliorarne il livello di efficienza, produttività, performance e sostenibilità. Integrare analytics e tecnologie innovative permette di velocizzare il percorso verso una maggiore sostenibilità, rendendo i prodotti che acquistiamo e consumiamo ogni giorno più sostenibili. Attraverso analisi predittive, infatti, è possibile programmare le performance in modo tale da evitare difetti di produzione che compromettono la vendita dei prodotti ed evitarne i costi ambientali di produzione e smaltimento. Inoltre, grazie agli analytics è possibile individuare e risolvere prontamente anomalie, spesso causa di sprechi energetici e ripristinare la produzione in tempi brevi. Il quinto ambito da considerare potrebbe essere quello del settore agricolo. L’agricoltura intensiva può provocare gravi danni alle risorse naturali ed elevate emissioni di CO2. Gli analytics permettono di ripensare alle pratiche agricole odierne, in modo da ottimizzare processi e performance, rispettando l’ambiente. Per raggiungere questo obiettivo, questi strumenti possono essere usati per analizzare il grado di danneggiamento del suolo e introdurre pratiche agricole più sostenibili, monitorare le aree verdi per massimizzare l’assorbimento di anidride carbonica e per ottimizzare il processo di analisi delle acque di scarico, assicurando che non vengano immesse nell’ambiente sostanze nocive. L'ultima attività in cui i dati e l'AI possono incidere pe runa migliore sostenibilità della vita quotidiana, secondo gli esperti, infine, è l'uso dei pesticidi che è molto diffuso in agricoltura e, nonostante in alcune situazioni siano indispensabili, possono rappresentare un fattore altamente inquinante. Grazie agli analytics, è possibile ridurne l’uso, monitorando le sostanze volatili emesse dalle piante infestate da parassiti. Integrando sensori e analytics è possibile individuare rapidamente le colture infestate e usare pesticidi specifici in maniera mirata sulle colture che ne necessitano davvero. Questo permette di ridurre l’uso dei pesticidi e al contempo evitare la perdita dell’intero raccolto.

 

LA STRATEGIA PER GUARDARE AL SUCCESSO

E' chiaro come queste, comunque, siano solo alcune delle aree in cui analytics e intelligenza artificiale possono amplificare l’impegno sempre più sentito per salvaguardare il pianeta, ridurre l’impatto ambientale della nostra società e rendere molte attività quotidiane più sostenibili. In questo senso, introdurre analytics e tecnologie innovative velocizza il cambiamento e rende possibile una crescita sostenibile nel rispetto dell’ambiente e delle generazioni future. Un'opportunità da non perdere sotto molteplici aspetti e che le aziende devono cogliere in maniera strutturata e consapevole per poterne cogliere i frutti. L'AI e le analytics, infatti, non devono spaventare, nè sotto un profilo di investimento economico, nè sotto un profilo di competenze, ma devono essere il motore di una trasformazione molto più profonda e culturale su cui si deve e si dovrà basare un nuovo modello del fare business. Un modello che prima di tutto dovrà essere organizzativo, o meglio riorganizzativo, e in secondo luogo dovrà sapere porre al centro le persone per permettere loro di imparare concretamente a dialogare in maniera coerente ed efficace con le macchine. La semplificazione dei processi, infatti, non potrà mai avvenire da sola se, in primis, le persone non metteranno a disposizione la propria conoscenza ed esperienza per permettere al calcolatore di ricalibrare le esigenze da soddisfare e le migliorie da apportare alle operazioni interne ed esterne dell'azienda. Un principio fondamentale, questo, su cui le imprese dovranno basare le proprie strategie di adozione, secondo gli analisti, se vorranno favvero ottenere il successo in questa grande fase di transizione digitale ed ecologica che sta guidando l'attuale flusso esecutivo delle organizzazioni. Un main stream, potremmo definirlo, che ormai nessun board o manager singolo potrà ignorare o sottovalutare tanto da un punto di vista valoriale, quanto da un punto di vista economico e che quindi dovrà rappresentare l'obiettivo essenziale di ogni strategia aziendale che guardi alla digital transformation e all'innovazione tecnologica in atto.

...continua
Marketing & Innovation

IL NUOVO FRAMEWORK LEGALE DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Dall'alert sull'etica nell'adozione e nello sviluppo di applicazioni di #intelligenzaartificiale, promosso in questi giorni da #ElonMusk, agli impatti di #ChatGPT e della #GenerativeAI sul diritto d'autore, è sempre più chiaro come aziende e istituzioni devono imparare a rapportarsi con questa nuova tecnologia, gestendone trend, sfide e opportunità, per poter guardare al futuro dell'economia e del business.

In vista della prossima edizione di #AIXA - Artificial Intelligence Expo of Applications (8-9 novembre 2023 | www.aixa.it), scopriamo insieme Francesca La Rocca Sena ed Elisabetta Berti Arnoaldi Veli, entrambe Partner dello Studio Legale Sena & Partners, in questa puntata di #OneQuestion, quali sono le nuove frontiere dello scenario legale e normativo dedicato all'implementazione delle nuove tecnologie digitali nel mondo del business.

 

 

 

...continua
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 ... 38


Video

SMXL Milan 2023 - Charles Farina

Google Analytics 4 and Adobe Analytics Lead, Asdwerve,

AIXA Summit 2023 - Prof. David J. Gunkel

Professore del Dipartimento della Comunicazione e autore, Northern Illinois University

SMXL Milan 2022 - Fiona Bradley

Founder & Director, FB Comms
1 | 2 | 3 | 4