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Marketing & Innovation

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Freddi (SECO Mind): l’AI deve essere adottata per aumentare le revenue e non solo per ridurre i costi

«L’AI-as-a-Service è uno dei trend che oggi porta e promuove l’intelligenza artificiale sul mercato per rendere disponibile all’utente finale un algoritmo che non venga sviluppato dall’utente stesso, ma sia fruito come un servizio esterno e, come nel caso del SaaS, abbia l’obiettivo di abbattere la barriera dell’adozione massiva di questa soluzione». E’ questa la visione di Dario Freddi, CEO di SECO Mind, su un nuovo approccio all’AI per rendere le aziende sempre più autonome nello sviluppo di soluzioni per la crescita del proprio business. Un segmento dell’innovazione, questo, che nel 2020 ha raggiunto i 3.9 miliardi di dollari a livello globale, ma che per il 2026 prevede di aumentare i suoi volumi fino ad arrivare a 43.2 miliardi di dollari. Una crescita vertiginosa, in grado di evidenziare le potenzialità di questo nuovo modello di business focalizzato sull’utilizzo di AI, che abbiamo voluto comprendere meglio in questa intervista anche in vista della prossima edizione di AIXA – Artificial Intelligence Expo of Application, l’evento organizzato da Business InternationalFiera Milano e previsto il prossimo novembre 2022. «L’AI – continua il manager – è sulla bocca di tutti, ma nei fatti oggi il mercato sta solo iniziando a esplorare la possibilità di mettere questa innovazione tecnologica in produzione. In questo senso, quindi, è ovvio che la prima cosa a cui si sta pensando è: come abbassare la curva di apprendimento e come abbattere le barriere all’ingresso? Questo è il motivo principale della crescita descritta. Perché chiaramente mentre tutti i C-Level oggi sul tavolo hanno il tema dell’AI, il secondo step è: come metterla in produzione e che strumenti esistono per abilitare un rump-up rapido? L’AIaaS cerca proprio di far sì che tutti gli stakeholder dell’ecosistema possano accedere all’intelligenza artificiale in maniera rapida e fruibile senza avere per forza competenze specifiche difficili da reperire».

ADOTTARE L’AI SIGNIFICA RIDISEGNARE I PROPRI PROCESSI

«L’AI, che non è altro che matematica applicata che fornisce insight preziosi per supportare decisioni migliori – prosegue Freddi –, è un qualcosa di estremamente specifico al caso d’uso in cui viene adottata. Quando parliamo di AI as a Service, e quindi di accelerare l’adozione di AI tramite una soluzione già pronta e fruibile, come un servizio, è ovvio che dobbiamo parlare di un caso d’uso circoscritto a uno specifico segmento verticale, come per esempio nel nostro caso quello dell’IoT». E’ sempre più necessario per le aziende, quindi, avere un’idea chiara. Gli asset, infatti, variano molto da settore a settore, in base appunto alle specifiche esigenze. Non c’è una formula magica e quando si va a mettere in campo una soluzione, bisogna capire se magari non ci siano già in atto altre opzioni. «Quando si affronta un cambio di questo tipo – spiega il manager –, il primo passo deve essere il know-how della soluzione che si vuole implementare. Quasi tutti oggi, infatti, partono con la voglia di applicare l’AI, ma in realtà bisogna partire dalla soluzione concreta a un problema. E’ vero che l’AI abilita soluzioni più efficaci ed efficienti ai problemi, ma prima bisogna conoscere bene quali sono le criticità che un’azienda ha e che non possono essere risolte in altro modo se non con l’AI». Un altro punto importante, poi, è quello legato per l’appunto all’IoT, che nell’arco degli anni è stato un segmento che si è un po’ soffocato da solo a causa di questa grande mole di dati, che più spesso ha rappresentato un costo anziché un valore aggiunto, ma che, in un mondo sempre più phygital, oggi può rappresentare una risorse pressoché illimitata di sviluppo e crescita del business estraibile proprio da quegli stessi dati, grazie all’intelligenza artificiale. «In questo caso, l’obiettivo base da raggiungere – sottolinea Freddi – è quello di ottimizzare i propri processi per risolvere problemi esistenti che possano essere aiutati dall’AI che così verrà vista come un mezzo e non come un fine. La vera sfida da affrontare, quindi, rimane quella di rivedere i propri modelli di business, concependo l’artificial intelligence non come un abilitatore nella riduzione dei costi, ma come il trigger di un incremento delle revenue». Ricalibrare questo modello di business, però, non è un processo banale, ma anzi diventa un ostacolo non indifferente per un’azienda. «In realtà – commenta Freddi – il tema non è tanto cambiare i processi, ma si tratta di estenderli per modificare il modo in cui si vende e si va sul mercato. Chi oggi è abituato a mettere sullo scaffale il prodotto fisico con il suo prezzo, domani lo metterà magari in abbonamento. Ci sono già player noti che fanno questo, ma ci saranno sempre più aziende che lo faranno. Oggi andiamo verso un mondo dove tutto si sta sempre più servitizzando. Tutto diventa fruibile a consumo e quindi tutto quello che oggi già esiste e che in futuro emergerà e agevolerà lo sviluppo di questo trend, sarà sempre un qualcosa che rimarrà sulla cresta dell’onda».



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Flora: la cybersecurity del futuro? Una guerra tra AI che premierà il pensiero critico dell’uomo

Cybersecurity, mondo del lavoro, aziende e perimetri di sicurezza cibernetica. Secondo i dati di Cisco, oggi a livello globale mancano, all’appello delle opportunità occupazionali, oltre 2 milioni di professionisti che si renderanno sempre più necessari nei prossimi anni. Un problema prospettico, ma già attuale, soprattutto nel nostro Paese, che ha portato il colosso tech americano a investire in Italia, mettendo a disposizione delle nuove generazioni di specialisti 700 borse di studio, utili a creare corsi di formazione dedicati alla promozione della digitalizzazione del sistema Paese. Un argomento essenziale, quello della cybersecurity e della promozione di una nuova cultura digitale italiana, di cui abbiamo voluto parlare con Matteo Flora, hacker, esperto di cybersecurity e professore di corporate reputation e storytelling all’Università degli Studi di Pavia, oltre che Ceo di The Fool, anche in vista della sua partecipazione alla Cyber Arena, l’evento di formazione sul mondo della cybersecurity organizzato da Business International (divisione di Fiera Milano Media – Gruppo Fiera Milano) e previsto dal 13 al 15 novembre 2019 all’interno di SICUREZZA, la grande fiera dedicata al mondo della security a 360 gradi che si terrà all’interno del polo fieristico di Rho proprio in quei giorni.
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Zucchini (Anas): la nuova strada della comunicazione digitale d’impresa passa dalle storie di valore

Comunicazione digitale, reputation, social media e competenze. In un mondo sempre più connesso, ormai, anche la brand communication si trasforma e diventa un racconto valoriale di Stories, ricco di sfaccettature, che deve tenere in considerazione molteplici fattori e canali. Uno su tutti l’impegno sociale. Un elemento che, anche secondo i dati emersi dall’ultimo sondaggio di Trustpilot, piattaforma leader in Europa nel settore delle recensioni online, può fare cambiare la percezione del marchio da parte del pubblico. L’analisi, infatti, rivela che quasi il 48% degli acquirenti online del vecchio continente ha consigliato un’azienda ad altri utenti sulla base di ciò in cui l’organizzazione stessa dimostrava di credere attraverso la sua comunicazione digitale e più del 54% degli utenti nel mercato europeo ha affermato di avere maggiore fiducia in quelle imprese che prendono l’iniziativa in azioni di responsabilità sociale attraverso campagne dedicate al territorio in cui operano o alla sensibilizzazione su concreti problemi che impattano la qualità della vita delle persone. Temi importanti, questi, che possono contribuire a determinare anche il successo di una buona campagna di comunicazione digitale d’impresa e che abbiamo voluto approfondire con Manuela Zucchini, responsabile della comunicazione digital di Anas, in vista della sua partecipazione alla prossima edizione della Social Media Week 2019. Una delle più importanti manifestazioni italiane dedicate al mondo del digitale e social media marketing, prevista a Roma il prossimo 24 e 25 ottobre e organizzata da Business International (divisione di Fiera Milano Media – Gruppo Fiera Milano), all’interno della quale la società che gestisce le strade statali e autostrade italiane presenterà alcuni dei suoi progetti di maggiore successo dedicati alla valorizzazione del territorio del Belpaese e alla sensibilizzazione dell’attenzione alla guida, come #GuidaTu e #GuidaeBasta.
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Chessa: Data Lake, la chiave per il successo dei progetti d’intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale e Big Data. Un connubio su cui si sta concentrando sempre di più l’attenzione del mondo dell’innovazione e del business. L’obiettivo è quello di rendere le macchine sempre più smart ed efficienti, ma il rischio è di avvicinarsi sempre meno alla vera risposta di cui si avrebbe bisogno, ovvero capire come funziona concretamente il processo di elaborazione dei dati da parte delle AI per poterne quindi gestire l’etica e il raggiungimento dei risultati. Una lacuna, questa, che attanaglia anche i creatori stessi del deep learning. Geni come Yann LeCun (vincitore del Turing Award nel 2019 per la sua creazione) che, in una recente intervista a Esquire, ha dichiarato di voler riuscire a “fornire alle macchine una qualche forma di buon senso visto che oggi sono veramente stupide”. Una frase forte, magari, ma che sottolinea quanto i meccanismi intrinsechi di un mondo virtuale in totale evoluzione spesso siano oscuri anche a chi ha dato loro forma, portando così il resto delle persone a chiedersi come sia realmente possibile quindi governare questa innovazione se possiamo addestrarla, ma non sappiamo davvero come funzioni. Un argomento di grande attualità, questo, che abbiamo cercato di approfondire con Alessandro Chessa, Ceo e Data Scientist di LinkaLab, in vista della sua partecipazione ad AIXA – Artificial Intelligence, Expo of Applications, l’evento organizzato da Business International (divisione di Fiera Milano Media – Gruppo Fiera Milano) e MiCo – Milano Congressi, che si terrà a Milano dal 4 al 7 novembre 2019. All’interno della manifestazione dedicata all’intelligenza artificiale e alle sue applicazioni per il mondo del business, infatti, l’esperto sarà il chairman della sessione di AI Business Training pensata appositamente per comprendere con esempi concreti quale sia l’impatto che le nuove tecnologie stanno avendo nel settore del marketing. Una rivoluzione tale da dare vita a un vero e proprio nuovo segmento di questa industry, che oggi viene definito come Mar-Tech.
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Giacobbe: la reputation è una questione di esperienza, concretezza e coraggio

Bollette di luce e gas, assicurazioni auto, tariffe di telefonia mobile e Adsl, mutui, prestiti, conti correnti e pay tv. Nella giungla della comparazione dei prezzi trovare servizi affidabili è decisamente complesso. L’utente è sempre in allerta nel cercare di evitare passi falsi e destreggiarsi fra le fake news. In un mondo in cui l’etica, la sostenibilità e la reputation sono sempre più importanti per le aziende, essere una digital company non è per niente semplice, tanto più in un contesto di servizi finanziari. I competitor sono numerosi e il rischio di incorrere in un errore o addirittura in un attacco informatico è dietro l’angolo. Eppure, nel nostro Paese, ci sono esempi d’eccellenza che aprono la strada a formule innovative, in grado di tenere sotto controllo tutti gli aspetti principali che riguardano la creazione di una valida e duratura relazione tra impresa e cliente. Un’attività estremamente delicata, questa, che non si costruisce dall’oggi al domani, ma che anzi richiede tempo, dedizione, pazienza e soprattutto precisione e velocità d’esecuzione nelle risposte a richieste e criticità sopraggiunte. Un argomento che, in vista del prossimo appuntamento del Club Executive Meeting, previsto il 22 ottobre 2019 alla Club House Brera di Milano e organizzato da Business International (divisione di Fiera Milano Media – Gruppo Fiera Milano), abbiamo voluto approfondire con Mauro Giacobbe, amministratore delegato di Facile.it. L’azienda fondata nel 2011 e arrivata oggi a essere leader di settore, con una reputation tale da consentire proprio al manager italiano di essere stato selezionato tra i candidati del Ceo Italian Award 2019, il premio realizzato da Forbes Italia in collaborazione con Business International all’interno dell’evento Executive Summit 2019 che si terrà il prossimo 4 dicembre a Milano.
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Pavan: investire su AI e Analytics, solo così le aziende italiane potranno competere sui mercati internazionali

Il mondo del digital marketing, oggi, è un ambiente in completa rivoluzione che vive dinamiche di trasformazione estremamente rapide e dirompenti, sia in termini di crescita, sia in termini di nuove competenze. Un ecosistema nel quale, indubbiamente, le analytics la fanno da padrone, risultando come il vero passepartout per il successo. L’analisi dei dati, infatti, è diventata ormai una skill talmente importante da indurre la maggior parte delle aziende di tutta Europa (51%) a considerarla come la principale competenza da ricercare nei candidati da selezionare, insieme all’expertise nel programmatic (59%). Un’evidenza, questa, che emerge chiaramente dall’ultima ricerca realizzata da IAB Europe, intitolata “Human Capital in the Digital Environment”, e che sottolinea come quest’area di intelligence aziendale stia diventando sempre di più un asset cruciale nelle strategie di sviluppo del business. Un argomento di grande attualità nel mondo del marketing 4.0, questo, che abbiamo voluto approfondire con Enrico Pavan, specialista di Digital Analytics e Conversion Rate Optimization e fondatore di Analytics Boosters. L’esperto, che nel 2018 è stato eletto “Top Pratictioner” dalla Digital Analytics Association, il prossimo 5 novembre sarà infatti il chairman della giornata dedicata alle Marketing Analytics realizzata all’interno di AIXA – Artificial Intelligence, Expo of Applications, l’evento previsto al MiCo – Milano Congressi dal 4 al 7 novembre 2019 e organizzato da Business International (divisione Fiera Milano Media – Gruppo Fiera Milano) per parlare di AI e delle sue applicazioni per il mondo del business.
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