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Marketing & Innovation

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Fregi (Google Cloud): Cloud, Green e Digital Skill, le chiavi della ripresa economica italiana

In questi due anni di Pandemia il Cloud è sicuramente stato uno dei principali fattori che ha reso possibile la business continuity, a tal punto che nel 2021 il mercato globale del Cloud Computing è arrivato a valere 445 miliardi di dollari e per il 2026 si prevede che possa superare il tetto dei 1000 miliardi di dollari. Dati, questi, che denotano l’importanza di questa tecnologia e il valore crescente che sta assumendo non solo per il mondo del business, ma anche per la vita quotidiana di ognuno di noi. Abbiamo voluto approfondire meglio questo tema con Fabio Fregi, Country Manager Italy di Google Cloud. Lo scorso 15 giugno nel corso dell’evento “Il Cloud pensato per l’Italia” è stata annunciata l’apertura di due Region Google Cloud sul territorio italiano, ideate per consentire alle aziende del nostro Paese di cogliere le opportunità e sfruttare le potenzialità di un’innovazione sempre più importante per il nostro futuro.

Fregi, partiamo da qui: cosa significa aprire una Region Cloud?Si parla, in questa fase, di accelerare la digital transformation come strumento chiave per la crescita del nostro Paese, e il cloud è considerato un fattore abilitante. Quello che abbiamo celebrato è l’apertura di due Regioni Cloud sul territorio italiano, una a Milano e una a Torino. Queste ultime permetteranno ad aziende e pubbliche amministrazioni non solo di memorizzare i propri dati localizzati in Italia, ma anche di far fronte ad un’eventuale situazione di disaster recovery, garantendo la massima capacità computazionale, sicurezza, residenza dei dati, conformità e sfruttando anche le potenzialità dell’intelligenza artificiale di Google Cloud”.

In questo momento il nostro Paese sta affrontando una sfida economica complessa e difficile da assorbire e superare. In che modo, secondo Lei, questa innovazione potrà aiutare la ripresa della nostra economia?Google pensa che il cloud possa rappresentare un fattore che abilita la resilienza e la ripartenza economica italiana. Proprio per questo ha annunciato nel 2020 un investimento di oltre 900 milioni di dollari in cinque anni sul territorio italiano L’apertura delle Region Cloud rappresenta solo una parte di questo investimento. il programma infatti è molto più ampio e abbraccia iniziative di trasformazione digitale volte a favorire la ripresa anche post pandemia, come Eccellenze in Digitale o Crescere in Digitale. Attraverso questi programmi riusciamo a portare, in maniera capillare su tutto il territorio, competenze e conoscenze digitali che saranno abilitatori del fenomeno di ripresa e crescita economica basato sul digitale”. Più si allarga la complessità dell’infrastruttura e dell’innovazione, più bisogna ovviamente guardare alla messa in sicurezza di quest’ultima. Ma quali sono oggi gli asset più importanti da considerare in termini di cybersecurity per poter implementare correttamente un’infrastruttura cloud che possa realmente sostenere lo sviluppo del business?Il tema della sicurezza è centrale e molto dibattuto. Oggi è molto importante mettere in sicurezza tanto l’infrastruttura quanto il dato e le applicazioni. Con la messa in sicurezza di questi tre elementi, noi possiamo permettere a tutte le aziende e le amministrazioni pubbliche di valorizzare e sfruttare i propri dati all’interno di una regione europea, limitare gli accessi a una zona specifica e mantenere il pieno controllo dei dati attraverso le chiavi di crittografia".

Quindi diventa necessario lo sviluppo di competenze in tecnologie emergenti che per l’Italia risulta sempre un tasto dolente. Dal Suo punto di vista, qual è lo stato dell’arte in Italia in questo senso?In Italia si registra la mancanza di profili legati alle competenze digitali e la situazione risulta omogenea almeno a livello europeo, dove si calcola un gap di svariati profili. Quello che abbiamo pianificato di fare in Italia è portare iniziative concrete di trasferimento di conoscenza e abilitazione delle competenze digitali”.

Quale sarà la tecnologia emergente che insieme al Cloud aiuterà questa crescita secondo Lei?Dal punto di vista delle tecnologie possiamo parlare di AI e del Quantum, che abilitano scenari fino a qualche anno fa difficilmente immaginabili perché aprono a potenze computazionali di diversi ordini di grandezza superiori a quelli già importanti offerti dal cloud tradizionale. Un altro fattore che vale la pena menzionare è quello del green. Come Google stiamo mettendo in campo un sforzo importante per essere completamente ecosostenibili. Questo va in continuità con l’obiettivo a livello globale che, come Google, abbiamo per i nostri data center e le nostre operation nel mondo: essere totalmente carbon free entro il 2030, con 20 anni di anticipo rispetto alle richieste degli standard internazionali".

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A Creating with Blockchain la cultura della collaborazione guida l'uso della tecnologia del futuro

"Siamo partiti dalle reali evoluzioni che stanno avvenendo in modo clamoroso proprio nella sfera più allargata del lavoro legato ai vari linguaggi espressivi, per cercare di capire meglio cosa stia accadendo intorno a questo cambiamento quantico in Italia (e non nella solita California) e chi siano gli attori in gioco" Così, Carlo Antonelli, Direttore di Business International - Fiera Milano, ha spiegato i motivi che l'11 maggio 2022, hanno dato vita ai primi passi mossi da Creating with Blockchain.
Un evento che apre il percorso dedicato al mondo del web 3 e all'impatto che la cultura sta avendo nello sviluppo di nuovi modi di utilizzare tecnologie emergenti come la #Blockchain, realizzato da #BusinessInternational - Fiera Milano SpA, in collaborazione con NERO Editions, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e Book City Milano, con il supporto di Accenture Italia, Another-1 e Edizioni Zero, che culminerà il 29 settembre 2022 nell'omonimo summit e che per l'occasione, attraverso la moderazione di Carlo Antonelli, Lorenzo Micheli Gigotti e Massimiliano Tarantino, ha coinvolto alcuni tra i più significativi esperti del settore, come Gian Luca Comandini, Andrea L., Silvia Dal Dosso, Invernomuto, Stefania Siani, Bernabò Visconti di Modrone, Marco Staglianò, Ippolito Pestellini Laparelli, Franscesco Sorrentino, Luca Breschi, Beatrice Breschi, Zoow 24, Trane, Shishe, Shek, Massimo Sterpi, Miltos Manetas, Paolo Luca Barbieri, Alessandra Pellegrini, Maria Mazzone, Tommaso Nervegna e Bruce Sterling.
Un mix di tecnologia, cultura, arte, economia e visione del futuro - che, in realità, è molto più vicino di quanto pensiamo - che, ospitato negli spazi di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, ha saputo offrire numerosi spunti di riflessione tra cui il fatto che: "Nella storia dell'uomo le grandi innovazioni culturali sono sempre derivate da forti conflitti economici o generazionali, mentre in questo caso, per la prima volta forse, abbiamo la grande opportunità di far nascere, crescere e sviluppare l'innovazione da una nuova cultura della collaborazione che si rende sempre più necessaria per guardare avanti".

Riviviamo insieme tutti i momenti più importanti della manifestazione.

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Al via "Creating with blockchain"

Business InternationalFiera Milano e Nero Editions in collaborazione con Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, annunciano la realizzazione del primo vero percorso di incontri che cercherà di comprendere a fondo quella radicale trasformazione in atto sui modelli tradizionali del business e della cultura che si sviluppa in una nuova forma di economia decentralizzata e digitale. “Creating with blockchain”, infatti, traghetterà tutti gli interessati fino al primo evento italiano dedicato al tema del web3 e di questa nuova forma di economia virtuale che sta rivoluzionando gli schemi del business e della cultura. Questi Stati Decentralizzati dell’Economia e della Cultura Digitale, che avranno il loro primo appuntamento l’11 maggio, ospitati all’interno degli spazi della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano – in vista, poi, il 29 settembre, dell’omonimo Summit, che si articolerà quindi in un’intera giornata di keynote speech e tavole rotonde –, infatti, saranno una manifestazione, promossa da partner come Accenture e Another 1, pensata per gettare lo sguardo su quella complessa forma di attività e di scambi di asset digitali – trasparente, immutabile e senza intermediari, resa possibile dall’utilizzo della blockchain – e alla radicale trasformazione che questa sta producendo sui modelli tradizionali della produzione del valore.

LA PAROLA AGLI ESPERTI
In questa prima giornata (11 maggio) alcuni dei più importanti esperti del mondo accademico, artistico, tecnologico e manageriale si troveranno a definire le linee guida di approccio, le opportunità da cogliere, le sfide da affrontare e i trend da seguire in un mondo in piena costruzione, ma destinato a segnare un nuovo passo nel rapporto tra uomo, cultura e tecnologia. Così, attraverso la moderazione dei curatori della manifestazione, Carlo Antonelli, direttore di Business International – Fiera Milano, e Lorenzo Gigotti, co-fondatore di Nero Editions, personalità come Massimiliano Tarantino, direttore della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Gian Luca Comandini, imprenditore, divulgatore tecnologico e professore universitario, Andrea Lissoni, Artistic Director Haus der Kunst di Monaco, Silvia Dal Dosso, artista e ricercatrice, Valentina Tanni, storica dell'arte, docente di Digital Art al Politecnico di Milano e di Culture Digitali alla NABA di Roma e Milano, Invernomuto, artisti e creatori di DAO, Stefania Siani, CEO e Chief Creative Manager di Serviceplan Italy e Presidente dell’Associazione Pubblicitari Italiani, Giulia Ferrari, Corporate Strategy Manager di Balich Wonder Studio, Marco Staglianò, Ceo di Another 1, Massimo Sterpi, avvocato specializzato nel settore della proprietà intellettuale, Miltos Manetas, artista, Paolo Luca Barbieri, trader e artista del collettivo Alterazioni Video, Ippolito Pestellini Laparelli, architetto e fondatore del think tank ‘2050+’, Maria Mazzone, Responsabile di Accenture Customer Innovation Network Milano, Alessandra Pellegrini, critica e scrittrice e Bruce Sterling, famoso scrittore di fantascienza e uno dei fondatori del movimento cyberpunk, avranno l’opportunità di discutere sullo stretto rapporto tra innovazione e unicità, decentralizzazione, creatività, cultura e futuro del business.

LA CULTURA CHE GUIDA IL CAMBIAMENTO
Una sinergia essenziale per guardare al futuro, quella tra arte, cultura, business e innovazione, che sarà il vero perno su cui ruoterà tutta la discussione e il confronto degli esperti coinvolti. Basti pensare che, nel 2021, questo nuovo modello di economia digitale ha prodotto il suo primo evento esemplificativo attraverso l’artista statunitense Beeple che ha venduto il Non Fungible Token realizzato sulla sua opera digitale “Everydays” per un valore totale di 69,3 milioni di dollari. Molti altri dopo di lui hanno fatto lo stesso e da quel momento tutto è cambiato. Non solo per l’arte, ma proprio per il mondo del business in generale: dalla musica allo sport, dalla letteratura alla moda, dal food all’automotive. Poter dare un valore di unicità a un oggetto virtuale che può essere creato da ognuno di noi, infatti, ha ridefinito il concetto di artigianalità, espandendo a dismisura il terreno di gioco del mondo dei collezionisti e dei creator. In questo contesto in continua evoluzione, anche “Creating with blockchain” porterà il suo contributo innovativo e avveniristico per far immergere il proprio pubblico in un nuovo universo, attraverso l’istallazione phygital DRIP–LAB, progettata da Another 1 in collaborazione con Olmetex. Un’idea visionaria, multidisciplinare e creativa senza limiti, a cavallo tra Nft e graffiti realizzati da 4 tra i più noti artisti/writers di oggi. Un viaggio dunque alla scoperta degli Stati Decentralizzati dell’Economia e della Cultura, capace di offrire un nuovo punto di vista sul mondo dell’arte e della tecnologia, dove, attraverso gli Nft, forma digitale e forma fisica si incontrano generando nuova cultura.

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Ferrari (Balich Wonder Studio): Per approcciare al meglio il metaverso serve Umanità

"La competenza più importante per approcciare il metaverso è: l’Umanità". In questa nuova puntata di Question from the Club, registrata il 12 aprile 2022, a margine dei talk realizzati da Business InternationalFiera Milano all’interno degli spazi della BIT - Borsa Internazionale del Turismo (10-12 aprile 2022), Giulia Ferrari, Corporate Strategy Coordination Manager di Balich Wonder Studio, spiega cos’è il metaverso e quali sono le sue potenzialità per il mondo del business, del turismo e dei creatori di #esperienze.
Scopriamo insieme il punto di vista dell'esperta su un settore che a livello globale nel 2021 ha raggiunto i 209 miliardi di dollari di valore e che per il 2027 prevede di superare i 715 miliardi di dollari.

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Freddi (SECO Mind): l’AI deve essere adottata per aumentare le revenue e non solo per ridurre i costi

«L’AI-as-a-Service è uno dei trend che oggi porta e promuove l’intelligenza artificiale sul mercato per rendere disponibile all’utente finale un algoritmo che non venga sviluppato dall’utente stesso, ma sia fruito come un servizio esterno e, come nel caso del SaaS, abbia l’obiettivo di abbattere la barriera dell’adozione massiva di questa soluzione». E’ questa la visione di Dario Freddi, CEO di SECO Mind, su un nuovo approccio all’AI per rendere le aziende sempre più autonome nello sviluppo di soluzioni per la crescita del proprio business. Un segmento dell’innovazione, questo, che nel 2020 ha raggiunto i 3.9 miliardi di dollari a livello globale, ma che per il 2026 prevede di aumentare i suoi volumi fino ad arrivare a 43.2 miliardi di dollari. Una crescita vertiginosa, in grado di evidenziare le potenzialità di questo nuovo modello di business focalizzato sull’utilizzo di AI, che abbiamo voluto comprendere meglio in questa intervista anche in vista della prossima edizione di AIXA – Artificial Intelligence Expo of Application, l’evento organizzato da Business InternationalFiera Milano e previsto il prossimo novembre 2022. «L’AI – continua il manager – è sulla bocca di tutti, ma nei fatti oggi il mercato sta solo iniziando a esplorare la possibilità di mettere questa innovazione tecnologica in produzione. In questo senso, quindi, è ovvio che la prima cosa a cui si sta pensando è: come abbassare la curva di apprendimento e come abbattere le barriere all’ingresso? Questo è il motivo principale della crescita descritta. Perché chiaramente mentre tutti i C-Level oggi sul tavolo hanno il tema dell’AI, il secondo step è: come metterla in produzione e che strumenti esistono per abilitare un rump-up rapido? L’AIaaS cerca proprio di far sì che tutti gli stakeholder dell’ecosistema possano accedere all’intelligenza artificiale in maniera rapida e fruibile senza avere per forza competenze specifiche difficili da reperire».

ADOTTARE L’AI SIGNIFICA RIDISEGNARE I PROPRI PROCESSI

«L’AI, che non è altro che matematica applicata che fornisce insight preziosi per supportare decisioni migliori – prosegue Freddi –, è un qualcosa di estremamente specifico al caso d’uso in cui viene adottata. Quando parliamo di AI as a Service, e quindi di accelerare l’adozione di AI tramite una soluzione già pronta e fruibile, come un servizio, è ovvio che dobbiamo parlare di un caso d’uso circoscritto a uno specifico segmento verticale, come per esempio nel nostro caso quello dell’IoT». E’ sempre più necessario per le aziende, quindi, avere un’idea chiara. Gli asset, infatti, variano molto da settore a settore, in base appunto alle specifiche esigenze. Non c’è una formula magica e quando si va a mettere in campo una soluzione, bisogna capire se magari non ci siano già in atto altre opzioni. «Quando si affronta un cambio di questo tipo – spiega il manager –, il primo passo deve essere il know-how della soluzione che si vuole implementare. Quasi tutti oggi, infatti, partono con la voglia di applicare l’AI, ma in realtà bisogna partire dalla soluzione concreta a un problema. E’ vero che l’AI abilita soluzioni più efficaci ed efficienti ai problemi, ma prima bisogna conoscere bene quali sono le criticità che un’azienda ha e che non possono essere risolte in altro modo se non con l’AI». Un altro punto importante, poi, è quello legato per l’appunto all’IoT, che nell’arco degli anni è stato un segmento che si è un po’ soffocato da solo a causa di questa grande mole di dati, che più spesso ha rappresentato un costo anziché un valore aggiunto, ma che, in un mondo sempre più phygital, oggi può rappresentare una risorse pressoché illimitata di sviluppo e crescita del business estraibile proprio da quegli stessi dati, grazie all’intelligenza artificiale. «In questo caso, l’obiettivo base da raggiungere – sottolinea Freddi – è quello di ottimizzare i propri processi per risolvere problemi esistenti che possano essere aiutati dall’AI che così verrà vista come un mezzo e non come un fine. La vera sfida da affrontare, quindi, rimane quella di rivedere i propri modelli di business, concependo l’artificial intelligence non come un abilitatore nella riduzione dei costi, ma come il trigger di un incremento delle revenue». Ricalibrare questo modello di business, però, non è un processo banale, ma anzi diventa un ostacolo non indifferente per un’azienda. «In realtà – commenta Freddi – il tema non è tanto cambiare i processi, ma si tratta di estenderli per modificare il modo in cui si vende e si va sul mercato. Chi oggi è abituato a mettere sullo scaffale il prodotto fisico con il suo prezzo, domani lo metterà magari in abbonamento. Ci sono già player noti che fanno questo, ma ci saranno sempre più aziende che lo faranno. Oggi andiamo verso un mondo dove tutto si sta sempre più servitizzando. Tutto diventa fruibile a consumo e quindi tutto quello che oggi già esiste e che in futuro emergerà e agevolerà lo sviluppo di questo trend, sarà sempre un qualcosa che rimarrà sulla cresta dell’onda».



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Flora: la cybersecurity del futuro? Una guerra tra AI che premierà il pensiero critico dell’uomo

Cybersecurity, mondo del lavoro, aziende e perimetri di sicurezza cibernetica. Secondo i dati di Cisco, oggi a livello globale mancano, all’appello delle opportunità occupazionali, oltre 2 milioni di professionisti che si renderanno sempre più necessari nei prossimi anni. Un problema prospettico, ma già attuale, soprattutto nel nostro Paese, che ha portato il colosso tech americano a investire in Italia, mettendo a disposizione delle nuove generazioni di specialisti 700 borse di studio, utili a creare corsi di formazione dedicati alla promozione della digitalizzazione del sistema Paese. Un argomento essenziale, quello della cybersecurity e della promozione di una nuova cultura digitale italiana, di cui abbiamo voluto parlare con Matteo Flora, hacker, esperto di cybersecurity e professore di corporate reputation e storytelling all’Università degli Studi di Pavia, oltre che Ceo di The Fool, anche in vista della sua partecipazione alla Cyber Arena, l’evento di formazione sul mondo della cybersecurity organizzato da Business International (divisione di Fiera Milano Media – Gruppo Fiera Milano) e previsto dal 13 al 15 novembre 2019 all’interno di SICUREZZA, la grande fiera dedicata al mondo della security a 360 gradi che si terrà all’interno del polo fieristico di Rho proprio in quei giorni.
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