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INVESTIRE NEL FUTURO SIGNIFICA ESSERE CAPACI DI GENERARE VALORE

Oggi per un’azienda investire sul futuro significa essere capaci di generare Valore.

In un periodo di grande oscillazione economica e incertezza collettiva come quello in cui ci troviamo, le imprese hanno l’opportunità e la responsabilità di poter essere fautrici della creazione di valore nei confronti di tutti gli attori sociali: persone che operano all’interno della propria azienda, stakeholder, azionisti, clienti, consumatori. Questo pensiero nasce dalla consapevolezza che oggi una società per essere attrattiva sul mercato deve essere coerente al proprio purpose e impegnarsi in modo concreto nel contesto socio-culturale in cui opera.

Un tema questo, che abbiamo voluto approfondire meglio in questo articolo a cura di HARIBO, anche in vista della prossima edizione del CEO Italian Summit & Awards 2023, l’evento dedicato al mondo del Top Management che si svolgerà il prossimo 30 novembre all’Hotel Principe di Savoia a Milano.

Esempio di questo spirito e di questo approccio responsabile, attento a un "nuovo" modo di fare business, infatti, è proprio quello di HARIBO un’azienda a gestione familiare nata oltre cento anni fa in Germania con l’obiettivo di donare attimi di felicità fanciullesca a grandi e piccini.

I principi che più di un secolo fa hanno mosso l’intraprendenza del creatore di questa realtà sono ancora oggi quelli che caratterizzano l’azienda, attualmente guidata dalla terza generazione dei discendenti del fondatore, e sono principi valoriali su cui molte organizzazioni dovrebbero sempre di più porre la propria attenzione. Elementi essenziali che aiutano lo sviluppo del business, ponendo un focus chiaro sul punto di forza del brand, cercando di perseguire sempre la massima qualità ed interpretando gusti ed esigenze di consumatori e clienti di tutto il mondo.

A volte però avere dei valori non basta, poichè dalle parole è sempre necessario passare ai fatti. Così, per quanto valido, sempre prendendo a esempio il caso di HARIBO, risulta chiaro come tale universo valoriale necessiti di essere affiancato da una mission orientata a condividere ed impegnarsi nel generare valore aggiunto per i propri stakeholder. Un valore che, nel caso dell'azienda produttrice di caramelle gommose per eccellenza, ha sempre significato: creare momenti felici per tutti.

Chiaramente poi, se un'azienda vuole davvero puntare al successo, ciò di cui ha bisogno è un modello di business solido e una visione di lungo periodo orientati non soltanto ad investimenti in termini di avanzamento tecnologico e di innovazione nel proprio settore, ma anche su valori concreti e sulle persone che li interpretano. Tutto ciò, in una società come HARIBO per esempio, si traduce in un insieme vincente di opportunità di crescita sostenibile. Una strategia e dei valori cardine condivisi a livello globale, fondati sulla tradizione e al contempo fortemente radicati sui singoli territori e orientati al futuro, in cui ad una vision manageriale internazionale, si affianca la fiducia nel lasciare ad ogni singolo paese la possibilità di costruire strategie locali ad hoc, per generare Valore concreto, necessario e pertinente per la propria comunità. Già perchè prendersi cura della propria comunità risulta essenziale per ogni tipo di realtà imprenditoriale oggi. Una lezione, questa, che soprattutto nell'era post-covid coinvolge le imprese ad ogni livello, in ogni settore e per ogni dimensione.

Un insieme di elementi, questo, che porta realtà come HARIBO a espandersi a livello internazionale, assumendo migliaia di dipendenti ed essendo presenti in svariati Paesi nel mondo, con una leadership di mercato e un'internazionalità che diventano fattori distintivi del successo, rendendo queste imprese player pronti alle sfide di domani. Oggi lo sguardo al futuro deve concentrarsi, infatti, sull’impegno sostenibile delle aziende, da un punto di vista ambientale, economico e sociale, consapevole dell’importanza di investire nel capitale più profittevole che le imprese hanno a disposizione, il capitale umano.

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SOSTENIBILITA' ECONOMICA, SOCIALE E AMBIENTALE: LE TRE CHIAVI PER UNA STRATEGIA DI CRESCITA DI SUCCESSO

Il futuro è il nostro presente: parlare di crescita significa impostare strategie fondate sui tre pilastri della sostenibilità economica, sociale ed ambientale e creare valore a lungo termine.

Un tema che, come EPTA, abbiamo voluto approfondire meglio in questo articolo, che abbiamo realizzato anche in vista della prossima edizione del CEO Italian Summit & Awards, l'evento dedicato al mondo del Top management italiano e internazionale, organizzato da Business International, la knowledge unit di Fiera Milano, in collaborazione con Forbes Italia, e previsto il prossimo 30 novembre 2023 presso l'Hotel Principe di Savoia di Milano.

La storia di Epta, multinazionale specializzata nella refrigerazione commerciale, ìnfatti, si è evoluta nel corso degli anni proprio con l’obiettivo di promuovere un progresso e una crescita all’insegna della cifra identitaria del Gruppo: l’innovazione sostenibile.

Operare nella refrigerazione e posizionarsi come leader di settore significa assumersi l’importante responsabilità di ideare nuove soluzioni che ne limitino il fabbisogno energetico. La refrigerazione arriva, infatti, a coprire oltre il 40% dei consumi energetici di un supermercato.

Diventa pertanto indispensabile, per tutti gli operatori coinvolti nella filiera, affrontare un percorso di cambiamento e transizione ecologica che parta da uno sforzo collettivo di ricerca e digital transformation e si sostanzi in un continuo processo di studio e realizzazione di soluzioni innovative e sostenibili.

Epta si muove infatti per contribuire ad un cambiamento radicale del settore del Food, che porti la società ad essere identificata quale leader della transizione ecologica e partner di riferimento per tutti gli operatori nel mondo Retail, Food & Beverage e Ho.re.ca..

In aggiunta ad un impatto ambientale 4000 volte inferiore in termini di emissioni di CO2 rispetto agli impianti convenzionali, gli oltre 2700 impianti Epta a gas refrigerante naturale installati in tutto il mondo garantiscono anche un risparmio energetico che supera la soglia del 20%. Il costante impegno nel campo della Sostenibilità ha portato inoltre il Gruppo ad entrare con un ruolo attivo nel Programma ENOUGH promosso dell’Unione Europea, volto alla decarbonizzazione della Food chain e portato avanti in collaborazione con oltre 28 partner tra aziende, Istituti di Ricerca e Università a livello europeo, con l’obiettivo di mettere a sistema il know-how sviluppato e ridurre le emissioni di gas a effetto serra per raggiungere l’obiettivo della carbon neutrality nel settore alimentare.

 

 

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TRADIZIONE, INNOVAZIONE E NATURA: LE 3 CHIAVI PER UN BENESSERE A 360 GRADI DEL CORPO E DELL’AZIENDA

In un mondo sempre più digitalizzato e orientato alle tecnologie emergenti, il valore di un’azienda e del suo business possono risiedere ancora in principi fondamentali come la tradizione, l’attenzione per la natura e la cura del proprio benessere. Un mix fondamentale, questo, per poter improntare un vero e proprio percorso di lungo periodo dedicato al successo e al futuro.

Sì, perché là dove l’unione tra la storia e le nuove generazioni produce valore, si crea un connubio perfetto in grado di dare vita a un’innovazione senza precedenti.

Una trasformazione positiva su cui crediamo dovrebbero puntare tutti i leader aziendali che guardano davvero alla qualità della vita, tanto dei propri dipendenti quanto dei propri partner e clienti, e di cui abbiamo voluto spiegare meglio le caratteristiche e l’importanza.

In questo articolo abbiamo provato a raccontare ciò che noi di Zentiva, stiamo realizzando e che crediamo renda significativa la nostra partecipazione alla prossima edizione del CEO Italian Summit & Awards 2023, l’evento dedicato al mondo del top management, organizzato da Business international, la knowledge unit di Fiera Milano e previsto presso l’Hotel Principe di Savoia di Milano il prossimo 30 novembre.

L’obiettivo che la nostra azienda si è prefissata, infatti, con il suo ultimo progetto è quello di scrivere un nuovo capitolo della sua storia lunga 535 anni, al fine di mettere esperienza e competenze al servizio del benessere. Da questo concetto di sintesi è nato “Zenessere”, un progetto ambizioso e innovativo che si è sviluppato, non solo con il lancio di nuovi prodotti, ma anche con iniziative concrete, volte a creare cultura restituendo valore alla società, con una particolare attenzione agli operatori sanitari e alle giovani generazioni, puntando sul binomio innovazione-natura.

Prima tappa del progetto Zenessere è Soluzione Schoum, sinonimo di tradizione, natura ed efficacia. Un brand che l’azienda ha voluto valorizzare con un approccio innovativo, sviluppando quattro nuove formulazioni pensate per specifiche esigenze di benessere, che mantengono intatte le caratteristiche identitarie del prodotto originale.

Con Zenessere, Zentiva vuole anche valorizzare il ruolo dei farmacisti, che si confermano i principali consulenti anche in area naturale, supportandoli attraverso un esclusivo spazio digitale per evolvere costantemente le proprie competenze e offrire un counseling sempre più personalizzato e adeguato alle esigenze degli utilizzatori, sempre più attenti a benessere e natura.

In questo nuovo capitolo della sua storia, inoltre, Zentiva vuole inoltre creare un ponte con le nuove generazioni, protagoniste indiscusse di un benessere sempre più naturale e personalizzato. Proprio ai giovani l’azienda dedica due progetti: il primo vuole esplodere il binomio giovani-benessere attraverso un evento dedicato all’apprendimento e  alla creatività; il secondo si prefigge invece di creare valore lavorando sul terreno della cultura, attraverso una sfida di design per il Fuorisalone 2024.

Con il progetto Zenessere, Zentiva guarda al suo solido patrimonio aziendale, fatto di esperienza, elevati standard qualitativi e rigorosi processi di certificazione, attraverso la lente dell’innovazione unita alla natura, per creare valore per i professionisti sanitari, le giovani generazioni e tutti coloro che desiderano prendersi cura del proprio benessere.

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UN VIAGGIO NEL SEGNO DELLA TRASFORMAZIONE: INVESTIRE, SOSTENERE E FINANZIARE IL POTENZIALE E LA CRESCITA DELLE DONNE E DELLE RAGAZZE D’AFRICA.

Amref Health Africa, la più grande organizzazione sanitaria africana, impegnata a promuovere il benessere e l'empowerment femminile, ha ospitato un evento a Milano presso la prestigiosa cornice di Fondazione Riccardo Catella, Partner dell’evento, a sostegno della causa dell’empowerment femminile.

Le donne nel mondo, e in particolare in Africa, svolgono un ruolo fondamentale, essenziale per lo sviluppo delle comunità e delle società in cui vivono. In Africa, le donne sono state tradizionalmente dei pilastri della famiglia e della comunità pur soggette a discriminazioni e disuguaglianze di genere. Nonostante i tanti sforzi significativi per promuovere e combattere queste disuguaglianze, ci sono ancora molte sfide da affrontare, la violenza di genere, l'accesso limitato all'istruzione e alla sanità, nonché la scarsa rappresentanza politica delle donne, sono solo alcune delle problematiche che richiedono attenzione e azione.

L’incontro ha visto la partecipazione di due personalità di spicco, due donne eccezionali, che si dedicano a sostenere con passione la causa dell'empowerment femminile. Voci di donne che sfidano il presente per ispirare il futuro: Nice Leng’ete, ambasciatrice globale di Amref, nominata tra le 100 persone più influenti dal Time, appassionata attivista lavora instancabilmente per promuovere l'uguaglianza di genere e difendere i diritti delle donne e delle ragazze africane.

Lara Ponti, Amministratrice Delegata dell’azienda di famiglia Ponti, oltre ad essere impegnata sulle scelte strategiche aziendali, si occupa delle politiche di sostenibilità ed è fortemente legata alla causa della parità di genere e dell’empowerment femminile. Durante una spedizione in Kenya nel dicembre 2022 le due donne hanno creato una sinergia intensa che si è trasformata in una collaborazione attiva e concreta di Lara Ponti con Amref con l’obiettivo comune di costruire progetti dedicati all'empowerment femminile in un viaggio, non solo metaforico, nel segno della trasformazione.

“Sono cresciuta con l’idea che le disuguaglianze non sono naturali, non sono un “dettato divino”, e che è un nostro dovere combatterle. Ho scoperto Amref dopo un viaggio in Africa, dove ho potuto vedere direttamente le loro azioni. Perché dovremmo pensare all'Africa? Io ritengo che sia importante richiamarsi al vecchio detto: 'No Justice, No Peace' - senza giustizia non può esserci pace. Credo fermamente che dobbiamo costantemente considerare il contesto globale e locale in cui siamo inseriti, poiché non è sostenibile che le nostre vite proseguano normalmente quando altrove nel mondo le persone vivono nell'ingiustizia e nella povertà” ha dichiarato Lara Ponti. “Con Lara condividiamo una visione comune, entrambe vediamo un mondo in cui le donne sono al centro e sono riconosciute come esseri umani a pieno titolo. Continuiamo a perseguire questo sogno, ma ciò di cui hanno bisogno oggi le donne africane è l'opportunità di emanciparsi. Ciò che desidero vedere, sono queste ragazze che crescono con sogni e opportunità per realizzarli nella loro vita. Queste donne hanno bisogno di modelli di riferimento. Sono piena di speranza, e credo che sia solo una questione di tempo prima di vedere il cambiamento che speriamo di realizzare” ha sottolineato Nice L’engete.

Una riflessione sull’impegno dell’organizzazione per creare un futuro in cui le donne e le ragazze africane abbiano pari opportunità di realizzare il proprio potenziale, investendo sulle loro capacità. Aperto da Kelly Russell Catella, Direttore Generale della Fondazione Riccardo Catella e dalla fondatrice e già presidente Amref Health Africa- Italia Ilaria Borletti Buitoni, il duo ha avuto l'opportunità di condividere le loro esperienze e prospettive sulla promozione dell'empowerment femminile, offrendo spunti di riflessione e ispirazione e incoraggiando gli interlocutori a sostenere questa causa vitale. Perché investire nell'empowerment femminile rappresenta una strategia vincente che genera significativi ritorni in ambito sociale, economico e ambientale a livello globale.

“Amref Health Africa si dedica da 60 anni alla promozione di temi come l'accesso alla salute e alla condizione femminile in Africa. Stasera vogliamo sottolineare che le donne hanno il potere di cambiare il mondo! Basta riflettere sul Novecento e sulla rivoluzione straordinaria che le donne hanno avviato. L'Africa è ricca di risorse straordinarie, e le donne svolgono un ruolo eroico in questo processo. Con il contributo di tutti, l'Africa potrebbe sviluppare un potenziale straordinario che avrebbe un impatto significativo su tutto il mondo." ha affermato Ilaria Borletti Buitoni, già presidente Amref Health Africa- Italia.

Si stima, infatti, che colmare il divario di genere nell'occupazione, potrebbe aumentare il PIL dell'Africa di 101 miliardi di dollari all'anno entro il 2025. Le donne e le ragazze che hanno accesso a una salute equa, all'istruzione, a risorse finanziarie e opportunità imprenditoriali, e sono libere dalla violenza di genere, hanno la capacità di:

  • godere di una migliore qualità di vita e offrire più opportunità alle proprie famiglie;
  • giocare un ruolo attivo nel mercato del lavoro, stimolando l'innovazione e favorendo la crescita economica;
  • partecipare ai processi decisionali, portando esperienze e prospettive uniche per generare politiche e strategie più inclusive ed efficaci;
  • svolgere un ruolo fondamentale nella ricerca di soluzioni innovative sostenibili, contrastando il cambiamento climatico.

 

Amref Health Africa da oltre 60 anni investe nell’empowerment delle donne e nell’uguaglianza di genere e si impegna quotidianamente con diversi progetti in Kenya nelle contee di Kajado, Narok e Samburu nella costruzione di un futuro in cui le donne e le ragazze africane possano raggiungere pari opportunità, concentrandosi su aree chiave come la tutela della salute, l'indipendenza economica, l'educazione, la leadership e la partecipazione politica.

Inoltre, questo incontro ha rappresentato un'opportunità straordinaria per investire nel potere trasformativo dell'empowerment femminile dove c’è stata l’occasione di un confronto, moderato da Roberta Maddalena, giornalista Forbes Italia, su questo importante tema, nonché sulla responsabilità sociale d’impresa, con la partecipazione di Carlotta De Bevilacqua CEO Artemide, Cinzia Falasco Volpin CEO Zentiva, Michele Magli Direttore Generale Fabbri 1905 alcuni dei top manager italiani selezionati da Forbes Italia e Business International, la knowledge unit di Fiera Milano, che si ritroveranno al CEO Italian Summit & Awards 2023. L’obiettivo è unire le forze e generare un cambiamento concreto e sostenibile nella vita delle donne e delle ragazze africane, contribuendo così a creare una società e un futuro più giusti e inclusivi.

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CYBERSECURITY: L’85% DELLE IMPRESE E' A RISCHIO PERCHE' DISPONE DI UN PROTOCOLLO DESKTOP REMOTO ACCESSIBILE VIA INTERNET

Unit 42, il threat intelligence team di Palo Alto Networks, presenta il nuovo report Attack Surface Threat 2023 che contiene alcune recenti analisi dei rischi di sicurezza relativi alla gestione della superficie di attacco. Lo studio confronta la natura dinamica degli ambienti cloud con la velocità con cui gli attori delle minacce sfruttano le nuove vulnerabilità.

 

Dall'analisi è emerso che ciò avviene entro poche ore dalla loro divulgazione, e le aziende sono in difficoltà a gestire le superfici di attacco con la rapidità e scalabilità necessarie per combattere l’automazione degli attaccanti. Un alert, questo, che, in vista della prossima edizione della Cyber Security Arena, prevista dal 15 al 17 novembre 2023 all'interno della fiera SICUREZZA, che si terrà in quei giorni negli spazi di Fiera Milano a Rho, abbiamo voluto comprendere meglio attraverso le parole di Matt Kraning, CTO Cortex di Palo Alto Networks, che, commentando la ricerca, ha spiegato perchè oggi le aziende sono o potrebbero essere così fragili di fronte alla crescente aggressività dei cyber criminali.

 

"La maggior parte delle imprese ha un problema di gestione della superficie di attacco - ha spiegato il manager -, ma non ne è consapevole per la mancanza di visibilità completa degli asset IT e dei rispettivi proprietari". Secondo l'esperto, infatti, uno dei maggiori responsabili di questi rischi sconosciuti sono le esposizioni ai servizi di accesso remoto che, nello studio, rappresentano quasi un problema su cinque. "I difensori - prosegue Kraning - devono essere costantemente vigili perché ogni modifica di configurazione, nuova istanza cloud o vulnerabilità divulgata dà inizio a una nuova corsa contro gli attaccanti".

 

GLI ATTACCANTI SI MUOVONO A UNA VELOCITA' INCREDIBILE

"Oggi i cyber criminali - ha aggiunto il manager - hanno la possibilità di scansionare l’intero ambiente degli indirizzi IPv4 per trovare bersagli vulnerabili in pochi minuti. Delle 30 vulnerabilità ed esposizioni comuni (CVE) analizzate, tre sono state sfruttate entro poche ore dalla divulgazione pubblica e il 63% entro 12 settimane. Mentre, delle 15 vulnerabilità di esecuzione di codice remoto analizzate, il 20% è stato preso di mira da gang di ransomware entro poche ore dalla divulgazione e il 40% è stato sfruttato entro otto settimane dalla pubblicazione". In questo contesto il cloud è da considerarsi, secondo i dati del report, come la superficie di attacco principale. "L’80% delle esposizioni di sicurezza - sottolinea l'esperto - si trova negli ambienti cloud, rispetto al 19% in quelli on-premise. L’infrastruttura IT basata su cloud, infatti, è in continuo mutamento, con una frequenza mensile di oltre il 20% in ogni settore e quasi il 50% delle esposizioni mensili ad alto rischio in ambienti cloud è dovuto al costante cambiamento dei nuovi servizi ospitati nel cloud che vengono messi online e/o sostituiscono quelli precedenti". Sempre secondo l'analisi, inoltre, oltre il 75% delle esposizioni dell’infrastruttura di sviluppo software accessibili pubblicamente sono state rilevate nel cloud, rendendole bersagli interessanti per gli attaccanti". 

 

I RISCHI DEL LAVORO IBRIDO

In un'era post-covid nella quale lo smart working rimane ormai un'esigenza imprescindibile per i lavoratori, anche dai dati della survey risulta chiaro come le esposizioni di accesso remoto siano ancora molto diffuse tra le aziende, nonostante ormai il lavoro ibrido sia diventato la normalità per le nuove generazioni di professionisti. "Il Remote Desktop Protocol (RDP) di oltre l’85% delle aziende analizzate era accessibile via Internet per almeno una settimana al mese - ha evidenziato Kraning -, lasciando quindi queste realtà esposte ad attacchi ransomware o tentativi di accesso non autorizzati". Otto dei nove settori presi in considerazione da Unit 42, inoltre, avevano un RDP accessibile via Internet e vulnerabile agli attacchi brute-force per almeno una settimana al mese. "Le aziende di servizi finanziari e gli enti statali o locali - ha spiegato il manager - hanno avuto esposizioni all’RDP per l’intero mese". Un problema, questo, che probabilmente deriva dal fatto che le istituzioni finanziarie espongono più frequentemente servizi di condivisione di file (38%), seguite dai settori IT, sicurezza, infrastrutture di rete (28%) e servizi di accesso remoto (16%).

SETTORI INDUSTRIALI A CONFRONTO

Non solo il mondo finanziario, però, è esposto a forti criticità di sicurezza. "In ambito sanitario, per esempio, un’infrastruttura di sviluppo mal configurata o vulnerabile - ha dichiarato l'esperto -, che è stata la principale esposizione (56%), può portare a violazioni di dati, accessi non autorizzati o addirittura a guasti di sistema. In questo contesto, servizi di accesso remoto sicuro sono essenziali nel settore sanitario e l’accesso remoto non sicuro è stato il terzo esposto, con il 7%". Se poi prendiamo in esame il mondo del manifatturiero, scopriamo che in questo caso l'infrastruttura risulta essere ancora il principale territorio di rischio per la cybersecurity. "L'infrastruttura IT, di sicurezza e di rete - ha commentato il manager -, infatti, si è rivelata la principale esposizione nelle aziende manifatturiere tradizionali, pari al 48%. Oltre l’8% delle esposizioni è legata a IoT e sistemi embedded, che comprendono sistemi informatici e di rete industriali. Questa combinazione di esposizioni può portare a significative interruzioni operative in caso di cyberattacco di successo". Un dato, questo, molto simile a quello rilevato in ambito oil&gas, dove i digital twin stanno diventando ormai un installazione imprescindibile, offrendo numerose opportunità di automazione, manutenzione predittiva e controllo e monitoraggio delle operazioni da remoto. "I pannelli di controllo dell’infrastruttura IT accessibili via Internet - ha aggiunto Kraning - rappresentano quasi una esposizione su due nel settore utility ed energia. I server RDP rappresentano l’11% del totale e sono la causa principale di esposizione del settore. La forte prevalenza di dispositivi IoT ed embedded - che rappresentano il 13% delle esposizioni - è preoccupante, poiché questi sistemi generalmente non rientrano nella sfera di competenza dei team di sicurezza".

 

GESTIRE LA SUPERFICIE DI ATTACCO

Un aspetto questo che invece rappresenta proprio la linea di demarcazione tra una buona strategia di difesa e un impostazione inefficace di cybersecurity aziendale secondo l'esperto, che infatti incalza: "Per consentire ai team SecOps di ridurre il tempo medio di risposta in modo significativo, è necessario disporre di visibilità accurata su tutte le risorse aziendali e avere la capacità di rilevare automaticamente la loro esposizione. Le soluzioni di gestione della superficie di attacco offrono una conoscenza completa e accurata delle risorse globali su Internet e delle potenziali configurazioni errate per rilevare, valutare e mitigare continuamente i rischi". Un setting di gestione, quindi, senza il quale è estremamente difficile operare in velocità e che risulterà essere sempre di più, in futuro, uno dei fattori chiave per il successo contro i cyber attacchi.

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UNA NUOVA GESTIONE DELLA CRISI D'IMPRESA PER UN MIGLIORE SVILUPPO DEL BUSINESS

La nuova normativa sulla Crisi d'impresa e insolvenza compie il suo primo giro di boa. A un anno di distanza dalla sua entrata in vigore, però, qual è l'approccio delle aziende italiane relativamente a questa branca del #business che oggi assume un ruolo sempre più importante, anche a fronte dei cambiamenti e delle trasformazioni che il mondo sta subendo tanto sotto un punto di vista economico e geopolitico, quanto sotto un profilo ambientale e climatico?

 

Ne parliamo in questa nuova puntata di #OneQuestion insieme a Silvia Carrara, Partner di Mazars Italia.

 

 

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