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TORNA IL SUSTAINABLE BUSINESS THINK TANK: COSTRUIRE NUOVI MODELLI DI IMPRESE SOSTENIBILI CON LA SCUOLA SANT’ANNA DI PISA E CCH® TAGETIK

Venerdì 17 maggio, a Palazzo Pfanner a Lucca, si terrà la seconda edizione del Sustainable Business Think Tank, organizzato proprio dalla Scuola Sant’Anna di Pisa all’interno dell’annuale appuntamento CCH Tagetik InTouch 2024 Global User Conference (15-17 maggio https://www.wolterskluwer.com/en/events/cch-tagetik-lucca-intouch-2024), che vedrà arrivare a Lucca oltre 800 tra clienti e partners di CCH Tagetik provenienti da tutto il mondo.

 

Il Sustainable Business Think Tank, nato nel 2023 con l’intento di sensibilizzare i partecipanti al meeting e promuovere cultura e confronto in tema di sostenibilità aziendale, continua il percorso tracciato mettendo in relazione i massimi esperti europei, accademici e top manager di aziende di eccellenza, su quella che è una delle sfide principali del nostro tempo: favorire modelli di business e sistemi produttivi, di sviluppo e di crescita realmente innovativi e sostenibili.

Un grande fermento normativo sta attraversando il mondo intero in merito alla comunicazione di sostenibilità (in materia di ambientale, sociale e di governance - Environmental, Social e Governance - ESG) oggi richiesta alle aziende. Andare oltre l’approccio normativo però significa considerare la sostenibilità come un elemento della strategia aziendale e parlare di imprese sostenibili vuol dire riferirsi ad imprese capaci di governare e rendicontare il proprio impatto sull’ambiente, la comunità, la società o l'economia globale e locale.

 

Durante il Think Tank saranno condivise esperienze, modalità operative e conoscenze su come le aziende leader possano fare business in modo etico rispettando il benessere del pianeta e dei suoi abitanti.

 

IL PROGRAMMA E I RELATORI.

Quattro le sessioni previste: la prima, dedicata a “Implementing sustainability reporting between regulation and standards” affronta l'implementazione del reporting di sostenibilità tra requisiti normativi e standard di settore. Mentre le normative forniscono un quadro di riferimento per la conformità, gli standard offrono invece una guida per le pratiche di rendicontazione efficaci. Le aziende devono quindi saper muoversi con attenzione in questo panorama, assicurandosi che il loro reporting non solo soddisfi gli obblighi di legge, ma si allinei anche alle migliori pratiche per migliorare la trasparenza e la credibilità.

I relatori della sessione saranno Chiara Del Prete, Chairwoman, Sustainability Reporting Technical Expert Group (TEG) – EFRAG e John Knights, Head of Services - Global Reporting Initiative (GRI)

Nella seconda sessione verrà trattato il tema “Sustainability in business: between dreams and reality” con Alessandro Mantini, Senior Manager, Sustainability  Reporting - MFE Group (MediaForEurope), Marina Sabinina, ESG and Sustainable Finance Manager di A2A e Luca Molinari, Manager (EMEA) - Morningstar Sustainalitycs. Si parlerà di come la sostenibilità in ambito aziendale si colloca a cavallo tra obiettivi aspirazionali e attuazione pratica. Sebbene molte aziende aspirino a integrare la sostenibilità nelle loro attività, il viaggio dalla visione alla realtà presenta spesso numerose sfide: dal bilanciamento delle considerazioni finanziarie a breve termine alla navigazione in complesse catene di fornitura e paesaggi normativi, le aziende incontrano ostacoli che richiedono soluzioni innovative e impegno dedicato. Il successo sta nel colmare il divario tra i sogni di un futuro sostenibile e le azioni tangibili necessarie per realizzarlo.

Il tema della disclosure e delle iniziative sulla biodiversità verrà affrontato nella terza e quarta sessione, con i relatori Marco Lambertini, Convener - Nature Positive Initiative, Philippe Diaz, Member of the Sustainability Reporting Technical Expert Group (TEG) – EFRAG, Rossella Iorio, Head of ESG service excellence – Unicredit, William Nicolle, ESG Analyst, Fellow of UBS Sustainability and Impact Institute – UBS. Le aziende, in particolare nel settore bancario, riconoscono sempre più l'importanza dei rischi finanziari e come sia importante il potenziale impatto della perdita di biodiversità e del degrado degli ecosistemi sulla stabilità economica. Questi rischi comprendono una serie di fattori, tra cui i rischi fisici derivanti da eventi legati al cambiamento climatico, i rischi di transizione associati al passaggio a pratiche più sostenibili e i rischi di responsabilità derivanti da danni ambientali. Le banche stanno iniziando a integrare queste considerazioni nei loro quadri di gestione del rischio, valutando l'esposizione ai settori che dipendono dai servizi ecosistemici e incorporando criteri ambientali nelle decisioni di prestito e investimento. Così facendo, le istituzioni finanziarie possono contribuire a promuovere la resilienza di fronte alle sfide ambientali, salvaguardando al contempo il valore finanziario a lungo termine per loro stesse e per i loro stakeholder.

 

Andrea Tenucci e Lino Cinquini, coordinatori del “Sustainable Business” Think Tank per l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna, spiegano come “la sostenibilità è entrata nel linguaggio comune aziendale ed è riuscita a permeare qualunque funzione aziendale. In particolare, in questa seconda edizione del Think Tank abbiamo deciso di dedicare attenzione a questioni che riguardano la biodiversità e stimolare i partecipanti a riflettere su come l’inclusione del capitale naturale nelle decisioni aziendali rappresenti una questione aperta e rilevante per il futuro.”

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ATTRAVERSO IL PAESE, VERSO IL FUTURO: AL VIA IL ROADSHOW DEL MILAN FINTECH SUMMIT

Portare lo spirito e le opportunità del fintech su tutto il territorio italiano. Questo l’obiettivo che ha portato Fintech District e Fiera Milano, attraverso l’attività della sua knowledge unit Business International, a dare vita al roadshow dedicato al FinTech. L’iniziativa vedrà a Roma, il 18 aprile, presso la Delegazione di Roma di Regione Lombardia la sua prima tappa, per poi muoversi verso Reggio Emilia, dove, il 25 giugno, avrà luogo il secondo appuntamento di un percorso pensato per guidare un pubblico, non solo di addetti ai lavori, fino alla quinta edizione del Milan Fintech Summit, prevista all’Allianz MiCo di Milano, il prossimo 8 e 9 ottobre.

Un interesse sempre maggiore verso il settore a livello globale e un mercato domestico ricco di eccellenze, riconosciute anche a livello internazionale, ma anche di potenzialità ancora inesplorate. Saranno queste le premesse da cui partiranno i due incontri che precederanno il tradizionale evento annuale sull’evoluzione del settore dei servizi bancari e finanziari che in autunno, con il supporto, di Milano&Partners, l'agenzia ufficiale di Milano, radunerà nel capoluogo meneghino i CEO delle eccellenze fintech internazionali e italiane, player finanziari, investitori, grandi aziende e PMI interessate alle soluzioni fintech per semplificare i processi di business, Istituzioni, Associazioni, HUB esteri. L’obiettivo, come sempre, sarà rafforzare il ruolo di Milano quale capitale europea dell’innovazione e valorizzare l’ecosistema italiano a livello internazionale, attraendo investimenti e talenti e creando occasioni di business networking, ma a differenza del passato e rimanendo fedele alla promessa fatta lo scorso anno, la novità che questo percorso di avvicinamento vuole proporre al mercato sarà proprio quella di evidenziare anche le innovative capacità e potenzialità dell’intero territorio peninsulare.

Clelia Tosi, Head of Fintech District: “Il fintech è in un momento evolutivo cruciale e oggi più che mai è necessario fermarsi a riflettere sui driver che permetteranno al settore di continuare a esprimere il proprio potenziale, anche in un contesto macro economico meno favorevole rispetto al passato. La mission di Fintech District è promuovere iniziative che supportino lo sviluppo dell’ecosistema e la cultura fintech e il Milan Fintech Summit è tra le iniziative più significative per raggiungere questa finalità. Milano deve continuare a guidare l'innovazione, ma è il momento di accendere i riflettori anche sulle eccellenze del resto del Paese. L'incontro e il confronto tra tutti gli stakeholder è fondamentale per una crescita sana e costante del settore, siamo certi che la nuova edizione dell’evento, come accaduto in passato, spingerà il fintech italiano verso traguardi sempre più ambiziosi”.

Umberto Pellegrino, Head of Business International, la knowledge unit di Fiera Milano ha commentato: “L’avvio di un roadshow sul mondo del fintech sottolinea ancora una volta l’impegno di Fiera Milano nel promuovere una nuova cultura dell’innovazione su tutto il territorio nazionale, proponendo Milano e l’Italia come esempio di un nuovo modo di fare impresa. Un’attività che, grazie all’esperienza acquisita in queste edizioni del Milan Fintech Summit e alla tradizione ultratrentennale della nostra knowledge unit, Business International, oggi sa guardare ai giovani, alla collaborazione, all’innovazione e anche a un futuro sempre più digitale e sostenibile. L’opportunità che vogliamo cogliere ora, infatti, non è solo quella di seguire un trend di crescita e internazionalizzazione, ma è proprio quella di essere protagonisti del cambiamento, guidando l’ecosistema Paese verso una trasformazione ineludibile e soprattutto necessaria. Un processo evolutivo che vede nei nuovi servizi bancari e finanziari un modello di sviluppo innovativo e dirompente che vorremmo diventasse uno standard propositivo per qualsiasi altro settore del business”.

 

LA PRIMA TAPPA: ROMA, 18 APRILE

Roma si prepara, quindi, ad accogliere la prima tappa del roadshow del Milan Fintech Summit, organizzato in collaborazione con Regione Lombardia che rappresenterà un primo momento di confronto su tematiche chiave quali: i trend e le prospettive di sviluppo; il fintech come opportunità di carriera; l’imprenditoria femminile nel settore; la regolamentazione e le soluzioni per contrastare i crimini finanziari.

MFS University: A fare il fintech comincia tu: la mattina sarà dedicata agli studenti universitari che potranno approfondire le opportunità di carriera che il fintech offre e le soluzioni fintech che semplificano la vita di tutti i giorni.

Mohamed Fadiga (EasyPol), Enrico Giuseppe Ricceri (Expert Revolution) e Luigi Ucci (UpsideTown) interverranno nella prima parte del confronto spiegando come il fintech possa semplificare la vita quotidiana. Orlando Merone (Conio), Roberto Macina (Profit Farm) e Matteo Longoni (Finanz) racconteranno cosa vuol dire avviare una startup fintech e considerare il fintech il proprio percorso di carriera.

Nel pomeriggio, invece, le porte si apriranno per le aziende. Chiara Padua e Umberto Pellegrino, i Co-Head del Milan Fintech Summit, apriranno i lavori. Seguiranno, poi, il discorso di Massimo Carnelos, Consigliere dell'Ambasciata e Capo Ufficio Innovazione Tecnologica e Startup presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che darà una visione globale sullo stato dell’arte del settore, e il Direttore Generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, che si soffermerà sulle vie di collaborazione fra banche e fintech e i confini dell’innovazione grazie alle sandbox.

E la regulation bussò, esperti del settore e rappresentanti istituzionali si confronteranno sulla regolamentazione del fintech, evidenziando le opportunità di crescita che può offrire al settore. Pierfrancesco Gaggi (ABI), Massimo Doria (“Milano Hub” Banca d’Italia), Davide Fioranelli (Lumen Ventures/Freetrade), Gessyca Golia (Regione Lombardia) e Laura Larducci (MEF) porteranno le loro prospettive sul tema.

Quello che le donne non dicono: cresce nel tempo il numero di aziende fintech fondate e guidate da donne e il tema dell’imprenditoria femminile è chiave anche in questo ambito. Molto può e deve essere ancora fatto in termini di politiche e incentivi. Moderata da Annamaria Arcese, questa tavola rotonda vedrà la partecipazione di Camilla Cionini Visani di ItaliaFintech e di Claudia Segre di Assofintech. Interverranno anche Stefano Azzalin di dpixel e Mariano Spalletti di Qonto.

C’è chi dice no al Financial Crime: la lotta contro i crimini finanziari è un tema critico nell'era digitale. Roberto Caramia di ACN-Agenzia Cybersecurity Nazionale, Cristiano Leggeri della Polizia di Stato, Servizio Postale e delle Comunicazioni, Daniele Azzaro di CleverChain e Pierguido Iezzi di Swascan - Tinexta Cyber parteciperanno alla discussione su come affrontare questa sfida.

KYC che vieni, AML che vai: la giornata si concluderà con una serie di pitch presentati da aziende fintech che offrono soluzioni innovative per il Know-Your-Customer e l'Antiriciclaggio, anche sfruttando soluzioni di intelligenza artificiale. Daniele Giuliani (GenioDiligence), Edwin Colella (Wallife), Salvatore Mafodda (Ineo) e Salvatore Carso (Keyless) presenteranno le proprie proposte.

 

SMELLS LIKE FINTECH SPIRIT

Come ogni anno il Milan Fintech Summit si caratterizzerà con un fil rouge che renderà la manifestazione ancora più speciale. Se l’anno scorso i libri sono stati il filo conduttore dei lavori, quest’anno, invece, sarà la musica a farla da padrona. L’edizione 2024 del Milan Fintech Summit, infatti, si ispirerà al sound dei migliori artisti nazionali e internazionali. A partire dal pay-off “Smells like fintech spirit”, chiaramente ispirato ai Nirvana, ogni sessione farà riferimento al titolo di una canzone nota. A speaker, partner e partecipanti sarà chiesto di condividere la propria canzone preferita per creare la playlist ufficiale del Milan Fintech Summit.

I risultati dell’ultima edizione – 95 partner, oltre 110 relatori italiani e internazionali, la partecipazione degli Unicorni internazionali e di oltre 1.300 persone (di cui il 63% C Level) provenienti da oltre 30 Paesi – confermano il ruolo centrale dell’evento per portare avanti un dibattito costruttivo sui trend evolutivi del fintech.

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IN AZIENDA, SEMPRE PIÙ DONNE DIVENTANO CFO

Secondo una recente fotografia degli ultimi 12 mesi realizzata da parte di Crist | Kolder Associates, relativamente ai CFO presenti nella maggior parte delle più grandi aziende quotate in borsa, è stata evidenziata una crescita nelle nuove nomine in rosa nella posizione di CFO, con un tasso maggiore di direttori finanziari assunti per la prima volta dal 2020, e un aumento dei CFO che sono diventati CEO. Tra l’altro, sempre secondo gli analisti internazionali, il ruolo del direttore dell’area AFC oggi a livello globale strizza sempre di più l’occhio non solo a una diversity di genere, ma anche all’attenzione verso una variegata diversità etnica e razziale.

 

Una tema, questo, che abbiamo voluto comprendere meglio, attraverso l’analisi commentata della survey, che vi proponiamo di seguito, anche in vista della prossima edizione del CFO Summit, l’evento dedicato al mondo dei direttori finanziari d’azienda previsto il prossimo 11 e 12 giugno 2024 presso gli spazi dell’Allianz MiCo di Milano, all’interno del Business Leaders Summit, e organizzato da Business International, la knowledge unit di Fiera Milano.

 

LE DONNE DEL FINANCE

Il numero di donne CFO sta continuando la sua graduale scalata per rompere il cosiddetto “soffitto di cristallo”, come dicono gli americani, e nel 2023 il 18.5% (124) dei CFO di aziende quotate a livello globale erano donne, in salita dal 10% riscontrato nel 2013. Nel settore consumer si è notata una progressione continua nell’aprire la pista a questo cambiamento, con 30 donne CFO presenti nelle principali aziende dell’industry, mentre nel mondo healthcare c’è ancora del lavoro da fare con solo otto donne CFO. I numeri legati alla diversity etnica e razziale, invece, stanno crescendo più lentamente, con solo 86 professionisti che ricoprono il ruolo di CFO negli ultimi 12 mesi e che hanno questo tipo di background sociale differente, dai 59 attivi nel 2019.

 

LA D&I: UN VALORE IN CRESCITA

Secondo i dati di Crist|Kolder Associates, inoltre, nell’ultimo anno sono aumentate anche le aziende che al loro interno, nella posizione di CFO, vorrebbero vedere un range più variegato di professionisti, sotto un profilo etnico o razziale. Un’altra buona notizia per tutti quei direttori finanziari che sperano di diventare CEO un giono, è il fatto che nel 2023 l’8.4% dei top manager assunti come CEO precedentemente ricopriva il ruolo di CFO — la più alta percentuale di sempre all’interno delle statistiche prodotte da Crist|Kolder, che dal 2013 analizza questo particolare segmento di mercato.

 

IL TURNOVER NON E' PIU' TABU' NEMMENO TRA I CFO

Mentre fino a qualche anno fa il turnover dei CFO in azienda era una vera e propria notizia, nel 2023 questa movimentazione è diventata la nuova normalità con il 17% di nuovi direttori finanziari nel solo 2023 all’interno delle aziende quotate a livello globale. Chiaramente, però, il fenomeno varia in base al settore di appartenenza dell’organizzazione — con l’healthcare, per esempio, che vede il minor numero di CFO cambiati nell’ultimo anno (8%), mentre le aziende nell’ambito dei servizi hanno il più alto tasso di nuovi professionisti in questa posizione all’interno delle imprese (18.8%). La media della permanenza di un CFO all’interno della stessa azienda, ormai, è scesa a 4.7 anni. Il settore dell’energy, in questo senso, ha la media più bassa, 4 anni, seguita dalle aziende del mondo consumer, 4.3 anni. La crescita nelle nuove assunzioni di CFO provenienti da altre aziende — circa il 43% di nuovi CFO sono stati selezionati da altre realtà — mostra come molti direttori dell’area AFC siano sempre più alla ricerca di nuove opportunità al di fuori della propria organizzazione e come anche ci sia sempre più richiesta, da parte delle aziende per questo tipo di profili. Nonostante questo, però, i candidati interni all’azienda che possono accedere a queste posizioni sono in crescita, con il 57% dei CFO in uscita dalle imprese l’anno scorso che sono stati sostituiti da candidati interni alle società. In questo senso, tra l’altro, un’ulteriore evidenza delle dinamiche di movimentazione dei direttori finanziari è stato il fatto che, come avveniva nel 2022, anche in questo 2023 le persone che sono state promosse al ruolo di CFO siano state in maggioranza profili che ricoprivano precedentemente il ruolo di Vice President, Senior Vice President, o Executive Vice President del dipartimento finance delle aziende, o alcuni tipi di posizioni di leadership nei segmenti FP&A. Al secondo posto di questa particolare classifica nella scalata alla posizione del CFO si possono trovare i controller e i chief accounting officer, seguiti dao presidenti di divisione, responsabili della tesoreria, e responsabili dell’investment banking di gruppi societari di grandi dimensioni, o responsabili di sviluppo, pianificazione o strategia industriale.

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FONDI SOSTENIBILI, TASSONOMIA E TRANSIZIONE: EUROPA VIRTUOSA NELL'ERA DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Lo scorso anno si è assistito, per la prima volta, ad una riduzione del flusso globale dei fondi sostenibili, che ha registrato un deflusso netto di 2,5 miliardi di dollari. Diverse le cause: a giocare un ruolo decisivo è stato il complesso contesto economico e geopolitico internazionale e le conseguenze che, a cascata, ha portato con sé, dai timori di recessione all’aumento della pressione inflazionistica e dei tassi d’interesse. Unica eccezione, il contesto europeo che, al contrario, ha mantenuto i flussi netti positivi, attraendo 3,3 miliardi di dollari nel quarto trimestre dello scorso anno, seppur in calo rispetto al trimestre precedente.

 

Questo uno dei risultati emersi dal secondo Rapporto annuale di O-Fire, (“Osservatorio sulla Finanza d’Impatto e sue Ricadute Economiche”), l’Osservatorio sulla finanza sostenibile lanciato due anni fa dall’Università di Milano-Bicocca insieme a Banca Generali Aifi-Associazione italiana del private equityventure capital e private debt, che abbiamo voluto comprendere meglio, attraverso una analisi approfondita, anche in vista della prossima edizione del CFO Summit - l'evento, dedicato ai direttori finanziari, che si terrà all'Allianz MiCo - Milano Convention Centre, il prossimo 11 e 12 giugno 2024, all'interno del Business Leaders Summit (la grande manifestazione organizzata da Business International e dedicata ai migliori C-Level di oggi e di domani).

 

VERSO UN ORIZZONTE NORMATIVO RINNOVATO
L'Europa si sta muovendo rapidamente verso un rinnovamento del quadro normativo per la sostenibilità. La recente pubblicazione dell’Atto delegato per l’Ambiente e l'introduzione della Direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità delle imprese (CSRD) segnano passi decisivi verso l'ampliamento dei requisiti di informativa non finanziaria. Con l'obbligo per quasi 50.000 aziende di aderire agli European Sustainability Reporting Standards, l'UE punta a una maggiore trasparenza e responsabilità sociale d'impresa, fattori chiave per la competitività sul mercato.

L’analisi evidenzia, dunque, come la Tassonomia europea sia ancora in una fase di piena evoluzione e che saranno necessarie nuove integrazioni e modifiche che possano favorire gli investimenti necessari a rendere l’Unione Europea a zero emissioni nel 2050.

 

FINANZA SOSTENIBILE E TRANSIZIONE ENERGETICA: UN BINOMIO INDISSOLUBILE
Il Rapporto pone in evidenza l'importanza cruciale degli investimenti nelle fonti di energia rinnovabile per la transizione energetica e il conseguimento degli obiettivi di finanza sostenibile. Tuttavia, emergono sfide legate all'impatto del cambiamento climatico sulla produzione energetica, che potrebbero ridefinire gli equilibri globali di domanda e offerta e influenzare gli investimenti nel settore.

«Gli investimenti nelle Fonti di energie rinnovabili – scrivono i ricercatori – pur influenzando positivamente il rating ESG, possono avere un effetto opposto sul rating del credito. Un'analisi sulla relazione tra i due tipi di rating relativa a 116 società europee ha mostrato infatti che solo per 35 società, che rappresentano il 30% del campione, il rating di credito e il rating ESG hanno la stessa qualità».

 

ADATTAMENTO AL CAMBIAMENTO CLIMATICO: UNA PRIORITA' URGENTE
La necessità di adattarsi ai cambiamenti climatici richiede un impegno finanziario considerevole e ben ponderato, attualmente sostenuto solo in minima parte dagli investimenti globali. L'allocazione di risorse verso interventi specifici come la prevenzione delle catastrofi naturali e la sicurezza alimentare resta fondamentale per mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

«I risultati emersi dal rapporto sottolineano le sfide e le opportunità che ci attendono sulla strada verso una transizione ecologica più giusta ed equa – ha commentato Giovanna Iannantuoni, rettrice dell’Università di Milano-Bicocca e presidente di Musa. È significativo osservare come, nonostante le turbolenze economiche e geopolitiche, l'Europa continui a dimostrare una resilienza unica nel mantenere flussi netti positivi di investimenti sostenibili. Questo è un chiaro indicatore dell'impegno del continente verso obiettivi di sostenibilità a lungo termine, anche in tempi incerti. Tuttavia, la riduzione globale dei flussi di fondi sostenibili ci ricorda che il cammino verso la sostenibilità è disseminato di sfide che richiedono attenzione, innovazione e cooperazione internazionale. Questo rapporto non solo mette in evidenza i progressi compiuti ma anche le aree in cui dobbiamo concentrare maggiormente i nostri sforzi. È attraverso questa consapevolezza e comprensione che possiamo mobilitare azioni concrete per affrontare le sfide più urgenti del nostro tempo, per un impegno collettivo verso una finanza che sia veramente sostenibile, inclusiva e capace di affrontare le sfide del nostro secolo».

«Raggiungere gli ambiziosi obiettivi in termini di politica climatica è un’impresa che richiede e continuerà a richiedere grande responsabilità, impegno e capacità di coordinamento tra istituzioni, imprese e privati, per incanalare nella giusta direzione di un mondo più sostenibile sforzi e investimenti della collettività – dichiara Carmelo Reale, Responsabile Area General Counsel & Group Sustainability di Banca Generalie in questo contesto le istituzioni finanziarie sono uno dei principali catalizzatori per la promozione di investimenti in questa direzione. Gli anni passati hanno visto un grande sviluppo della sensibilità legata alle questioni ambientali e dell’offerta di investimenti sostenibili da parte dell’industria finanziaria, ma il 2023 ha mostrato per la prima volta un risultato in controtendenza nei flussi verso questi investimenti. Ora è quindi fondamentale focalizzarsi sulle best practices per rilanciare la finanza d’impatto e non abbandonare il percorso virtuoso fatto finora. Ringraziamo l’Università di Milano-Bicocca e tutte le persone coinvolte nel progetto per il meticoloso ed eccezionale lavoro di ricerca e analisi, i cui risultati saranno integrati nella nostra riflessione sulle sfide future dell’industria degli investimenti sostenibili e nel nostro modello. Noi come banca siamo in prima linea per cogliere la sfida della sostenibilità come dimostra anche la recente adesione agli UN Global Compact, iniziativa volontaria delle Nazioni Unite volta ad incoraggiare le imprese a creare un quadro economico, sociale ed ambientale per un'economia mondiale sana e sostenibile».

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COME ACCELERARE LA RIDUZIONE DEI COSTI NEI SERVIZI FINANZIARI GRAZIE ALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Nel panorama in continua evoluzione del settore dei servizi finanziari, il cambiamento è una costante e la trasformazione un requisito per stare al passo con le nuove normative, mitigare il rischio e gestire gli sviluppi tecnologici che la supportano.

La ricerca del giusto equilibrio tra innovazione e risparmio, cercando opportunità per ridurre le spese e finanziare progetti di sviluppo di nuove applicazioni è un obiettivo diffuso. Oggi il panorama sta cambiando rapidamente e l’emergere dell’IA e dell’apprendimento automatico (ML) ha inaugurato una nuova era di possibilità. Queste tecnologie all’avanguardia offrono alternative a basso costo per potenziare l’efficienza delle attività finanziarie, migliorando al contempo la qualità dei servizi offerti. In questo ambiente dinamico, sfruttare la potenza di IA e ML si sta rivelando cruciale per le aziende che cercano di prosperare in un mercato sempre più competitivo.

 

Cosa significa, però, dare seguito a questo processo attraverso progetti concreti? Abbiamo cercato di capirlo attraverso un recente white paper realizzato da Daniele Adami, Enterprise Account Manager di Cloudera, che abbiamo analizzato anche in vista della prossima edizione del CFO Summit, l'evento dedicato ai direttori finanziari che si terra all'Allianz MiCo di Milano il prossimo 11 e 12 giugno 2024 all'interno deI Business Leaders Summit.

 

Secondo l'esperto, infatti: "I casi d’uso di queste tecnologie continuano a espandersi e a migliorare, plasmando il settore in modi che possiamo solo sognare, con intuizioni assistite dalla potenza dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), a conferma della forza della sinergia tra le competenze umane e gli insight guidati dall’IA".

 

NUOVA TECNOLOGIA SIGNIFICA NUOVE OPPORTUNITA'

Come ormai è noto, l'IA in generale e il Machine Learning in particolare, oltre all'IA generativa e agli LLM di nuova generazione, hanno il potenziale per ridurre significativamente i costi dei servizi finanziari, automatizzando le attività, migliorando la produttività e riducendo la necessità di lavoro manuale. "Inoltre, investendo in queste tecnologie, le aziende aumentano il vantaggio competitivo e migliorano l’esperienza dei clienti". In questo contesto, risulta chiaro come i chatbot, o assistenti virtuali alimentati dall’intelligenza artificiale generativa, possono essere utilizzati per creare strumenti che valutino le richieste degli utenti e forniscano risposte personalizzate, riducendo la necessità e i costi legati a rappresentanti umani. "Questi tool di nuova generazione, infatti - spiega l'esperto -, possono fornire risposte istantanee e precise alle domande più comuni, come il saldo del conto, lo storico delle transazioni, le informazioni sui prestiti e le procedure bancarie generali. Un Enterprise Knowledge Base può essere utilizzato per assistere i dipendenti nell’accesso a informazioni accurate e aggiornate sui prodotti, sulla conformità normativa e sul supporto IT interno". Automatizzare il processo di raccolta, analisi e reporting dei dati finanziari e delle tendenze di mercato, riducendo i tempi e i costi della ricerca manuale per accelerare il processo decisionale, al giorno d'oggi è fondamentale. "Per esempio - sottolinea il manager nella sua analisi -, analizzare un portafoglio di investimenti e identificare le opportunità per ottimizzare i rendimenti e gestire il rischio, può aiutare gli investitori a ridurre i tempi e i costi della gestione manuale del portafoglio e a migliorare potenzialmente le prestazioni degli investimenti".

 

LE INFORMAZIONI VIAGGIANO MEGLIO CON L'IA

D'altro canto, però, utilizzare questi strumenti con una visione più olistica e in grado di comprendere a fondo le loro potenzialità, anche trascersali tra i dipartimenti aziendali può offrire numerosi vantaggi anche per i CFO. "Automatizzate i contenuti del sito web per le FAQ e le sezioni di aiuto - prosegue Adami -, mantenendo aggiornati i contenuti rivolti ai clienti e al contempo creando automaticamente messaggi, estratti conto e riepiloghi delle transazioni personalizzati e notificare ai clienti eventi o offerte imminenti, raggruppando anche i clienti in base a cronologia delle transazioni, dati demografici, modelli di comportamento e altri dati rilevanti per migliorare i risultati del marketing e della personalizzazione, e rilevando modelli e indicatori di potenziali attività fraudolente utilizzando i dati delle transazioni, i profili dei clienti e altre informazioni pertinenti, non consente solo di ottenere maggiori revenue, ma anche di proteggere i clienti, i partner e il valore generato nella maniera migliore possibile".

 

SERVIZI E COMPLIANCE MIGLIORANO

Se poi, invece, guardiamo alle società di servizi finanziari, è facile notare come anche in questo caso, i servizi proposti dall'intelligenza artificiale siano in crescita. "In questo senso - continua l'esperto -, l’intelligenza artificiale infatti è in grado di riassumere per esempio i requisiti normativi analizzando grandi volumi di testi ed estraendo le informazioni chiave, rendendo più facile per le società di servizi finanziari la comprensione e la conformità a normative complesse, automatizzando il monitoraggio della conformità attraverso l’analisi e l’interpretazione dei testi normativi che solitamente richiedono molto tempo, ma l’IA può aiutare le società di servizi finanziari a comprendere e rispettare normative complesse, risparmiando tempo e costi associati al monitoraggio manuale, arrivando anche a migliorare la gestione delle modifiche normative. Le società di servizi finanziari, infatti, devono rimanere al passo con le modifiche normative monitorando e analizzando gli aggiornamenti. L’intelligenza artificiale può consentire loro di adattare rapidamente i processi e ridurre il rischio di non conformità. L’IA, inoltre, può automatizzare anche il processo di generazione dei report normativi, garantendo accuratezza e coerenza e riducendo al contempo il tempo e l’impegno necessari per la rendicontazione manuale". Uno sforzo che in molti casi si presenta anche laddove si rende necessaria un'attività di ricerca giurisprudenziale approfondita. "Sotto questo profilo - aggiunge il manager -, gli strumenti di IA generativa possono ricercare e analizzare rapidamente la giurisprudenza, la legislazione e le fonti secondarie, consentendo ai professionisti legali di accedere facilmente alle informazioni pertinenti".

 

L'AI GENERA VALORE ANCHE ATTRAVERSO IL SUPPORTO ALLE COMPETENZE

Quando poi orientiamo la nostra attenzione sulle competenze, possiamo notare in molti casi come l'IA non sia un ostacolo o un nemico dei professionisti, ma si trasformi in un valido aiuto anche proprio per il miglioramento di flussi lavorativi, processi di business e crescita professionale. "Con l’intelligenza artificiale generativa - indica Adami -, i rappresentanti dell’assistenza possono comunicare efficacemente con clienti che potrebbero non parlare la lingua principale della banca, o, in caso di collabora con gruppi multinazionali, l’intelligenza artificiale generativa può tradurre contratti, accordi, politiche e altri documenti legali e aziendali, garantendo una comunicazione scritta accurata e riducendo i possibili gap derivanti dalle barriere linguistiche.​ Oltre a questo, uno dei vantaggi dell’IA generativa è che può essere utilizzata per generare codice automaticamente, riducendo il tempo e l’impegno degli sviluppatori. Analizzando il codice e i modelli esistenti, gli algoritmi di IA generativa possono generare nuovo codice ottimizzato per casi d’uso specifici, come per esempio, casi di test che riducano il tempo e l’impegno richiesto agli sviluppatori per testare il codice. Analizzandolo e identificando potenziali casi limite, gli algoritmi di intelligenza artificiale generativa possono generare casi di test che coprono un’ampia gamma di scenari". Analizzando e risolvendo i bug nel codice, inoltre, i tool di AI generativa diventano essenziali per la sicurezza delle applicazioni. "Identificando potenziali problemi - sottolinea il manager -, gli algoritmi di intelligenza artificiale generativa possono suggerire correzioni o ottimizzazione. Attraverso l'analisi del codice e l'identificazione di potenziali ottimizzazioni, l’intelligenza artificiale generativa può aggiornare il codice automaticamente, migliorando le prestazioni e riducendo l’utilizzo delle risorse". Sotto il profilo dei test, inoltre, un altro aspetto positivo della Generative AI è quello di poter generare dati sintetici. "L’intelligenza artificiale generativa può generare dati sintetici a scopo di test e per l’addestramento di modelli di apprendimento automatico - racconta l'esperto -. In questo modo l'algoritmo aiuta gli sviluppatori a migliorare l’accuratezza dei loro modelli e a prendere decisioni più informate, grazie alla generazione automatica di documentazione che richiede tempo e fatica. L’intelligenza artificiale può generare automaticamente la documentazione mentre gli sviluppatori scrivono il codice, riducendo la necessità di documentazione manuale e migliorando l’efficienza". Un processo, questo, che può avvernire anche con la creazione di commenti al codice. "L’intelligenza artificiale generativa - aggiunge Adami - può essere utilizzata per generare commenti sul codice che ne descrivono la funzione e lo scopo di ogni elemento, aiutando gli sviluppatori a identificare incongruenze o potenziali fonti di errore. Analizzando e comprendendo la struttura e la funzionalità del codice legacy, l'AI lo rende più facile da gestire e mantenere per gli sviluppatori, generando automaticamente test unitari per il codice legacy e aiutando così gli sviluppatori a identificare e risolvere potenziali problemi e a migliorarne la qualità. Infine, la traduzione del codice legacy scritto in linguaggi obsoleti, come il COBOL, in linguaggi più moderni, ne facilita la manutenzione e l’integrazione con i sistemi più recenti". Questo chiaramente, nel momento in cui l'azienda deve adeguare i propri sistemi informatici per rimanere al passo con i tempi, si traduce a sua volta in una significative riduzione di costo che aiuta ancora una volta la sostenibilità del business.

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I SEI TREND FINTECH PER IL 2024

In un panorama finanziario sempre più dinamico e interconnesso, il settore Fintech si erge come un fulcro cruciale di trasformazione e innovazione. Navigando attraverso un orizzonte in continua evoluzione, guidato dall'innovazione tecnologica e dalla crescente richiesta di soluzioni finanziarie flessibili, il 2024 si prospetta come un anno sempre più di convergenza tra tecnologia e servizi finanziari.

 

Per questo, aspettando la prossima edizione del Milan Fintech Summit, prgamozzata da Business International, la knowledge unit di Fiera Milano, e Fintech District e prevista l’8 e il 9 ottobre 2024 all’Allianz MiCo di Milano, abbiamo voluto approfondire la tematica attraverso un whitepaper realizzato da Qonto per delineare quali saranno i prossimi trend del settore da seguire per puntare al successo.

 

Nel contesto sempre più dinamico e interconnesso del panorama finanziario, spiegano gli esperti dell’unicorno francese, il settore Fintech si presenta come un ormai indispensabile epicentro di trasformazione e innovazione: un orizzonte in continuo cambiamento, guidato dall'innovazione tecnologica e dalla crescente domanda di soluzioni finanziarie flessibili e personalizzate. Una dimensione che, secondo gli esperti, ci porterà anche nel 2024 ad assistere a una convergenza sempre maggiore tra tecnologia e servizi finanziari e, alla luce della dinamicità dell’elevato numero di player nel settore, si potrà ipotizzare operazioni di fusione e acquisizione tra aziende fintech.

 

CONSOLIDAMENTO DEL SETTORE FINTECH

Negli ultimi anni, l'ecosistema fintech è cresciuto molto, anche in modo esponenziale. Ma con l'emergere di numerosi player arriva anche una forte concorrenza. Combinata con il contesto economico difficile, questa concorrenza porta inevitabilmente al consolidamento - che vedremo maggiormente nei prossimi mesi e anni. Ma il boom fintech non è ancora finito. L'ultimo report di Qonto sulle PMI rivela inoltre che le PMI mostrano un crescente interesse per la digitalizzazione e il Fintech. Vedremo quindi una crescente domanda di soluzioni Fintech nel 2024.

 

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Come in moltissimi settori, l’intelligenza artificiale sta avendo un impatto molto importante anche sul Fintech e continuerà ad averlo anche nel prossimo futuro: l’adozione di algoritmi avanzati, machine learning e analisi predittive consentono la definizione di servizi finanziari altamente personalizzati in grado di anticipare le esigenze, garantendo una migliore gestione del rischio e una maggiore efficienza. La sinergia tra IA e fintech viene impiegata in modo estensivo anche nel rilevamento e nella prevenzione delle frodi. Inoltre, i chatbot dotati di funzionalità di intelligenza artificiale sono diventati fondamentali nel fornire assistenza in tempo reale e indicazioni personalizzate all’interno delle applicazioni fintech. Come evidenziato nel report di Qonto, le PMI europee mostrano grande ottimismo nei confronti delle nuove tecnologie, in particolare IA, fintech e IoT. Infatti, più di 3/4 degli intervistati sono "ottimisti" o "molto ottimisti" sui benefici che queste tre soluzioni potrebbero portare alla loro attività.

 

PAGAMENTI BIOMETRICI

La sempre maggiore integrazione dei pagamenti biometrici rivoluzionerà l'esperienza delle transazioni finanziarie, offrendo livelli di sicurezza e comodità molto elevati. L'utilizzo di tratti fisici unici, come impronte digitali, riconoscimento facciale e analisi delle impronte vocali sta diventando sempre più diffuso, sostituendo o integrando i tradizionali metodi di autenticazione. Questa tendenza ha il potenziale non solo di semplificare il processo di pagamento, ma anche di rafforzare la sicurezza delle transazioni, eliminando la necessità di password che potrebbero essere vulnerabili a frodi. L’adozione di queste tecnologie biometriche migliorerà l'accessibilità e la facilità d'uso dei servizi fintech, contribuendo a creare un'esperienza più fluida e sicura per gli utenti.

 

BUY NOW PAY LATER B2B

Buy Now Pay Later (BNPL) è un'opzione di finanziamento che ha guadagnato un'enorme popolarità a livello globale. La dimensione globale del mercato BNPL è stata valutata in 23,22 miliardi di dollari nel 2022 e si prevede che crescerà dai 30,38 miliardi di dollari nel 2023 ai 122,19 miliardi di dollari entro il 2030, con un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 22%. Si tratta sicuramente di uno strumento particolarmente attraente per i consumatori, che possono acquistare prodotti e pagarli a lungo termine senza tassi di interesse, ma offre vantaggi notevoli anche per imprenditori e PMI, tra cui un aumento delle vendite per esempio grazie alla collaborazione tra fornitori BNPL e piattaforme di e-commerce, motivo per cui BNPL si è evoluto come una tendenza del settore fintech che si intensificherà ulteriormente nel 2024.

 

OPEN BANKING

L’open banking è un concetto già ben conosciuto nel settore e sicuramente destinato a prosperare ulteriormente nei prossimi anni: questa pratica, che favorisce la condivisione sicura dei dati finanziari tra istituzioni finanziarie e fornitori di servizi terzi, ha catalizzato importanti innovazioni nel settore. Gli utenti, siano essi consumatori o imprese, godono di una maggiore flessibilità nella gestione dei propri conti, con la possibilità di aggregare informazioni finanziarie da diverse fonti e di accedere a soluzioni finanziarie personalizzate. Tuttavia, questo progresso non è privo di sfide, come la gestione sicura dei dati e la necessità di normative più specifiche. In questo contesto, il 2024 sarà testimone di una crescente collaborazione tra istituzioni finanziarie, Fintech e regolatori per sviluppare standard e protocolli che bilancino l'innovazione con la sicurezza, consentendo al concetto di open banking di consolidarsi come un pilastro fondamentale del sistema finanziario globale. Nella nuova direttiva PSD3, l’open banking sembrerebbe trovare nuova linfa vitale nella sua evoluzione al concetto di open finance, con la prospettiva di includere un quadro più ampio di dati finanziari che non riguardano solo l’accesso ai conti e le transazioni effettuate. Uno degli obiettivi principali della PSD3 è migliorare l’accesso ai conti (anche non solo di pagamento) e assicurare una maggiore interoperabilità tra diversi fornitori di servizi.

 

CRITERI AMBIENTALI, SOCIALI E DI GOVERNANCE (ESG)

I criteri ESG sono già da tempo entrati nelle aree del risparmio gestito, nelle politiche del credito, nelle strategie di sviluppo commerciale. L'attenzione verso la sostenibilità è sempre più centrale e spinge anche le aziende Fintech a considerare non solo i rendimenti finanziari, ma anche l'impatto ambientale, sociale ed etico delle proprie attività. Si assisterà sempre di più allo sviluppo di soluzioni innovative e di prodotti finanziari che rispecchiano questi criteri, consentendo a clienti e aziende di prendere decisioni finanziarie allineate con valori sostenibili. Questo approccio non solo riflette una crescente consapevolezza circa l'impatto globale delle attività finanziarie, ma contribuisce anche a creare un settore fintech più resiliente e orientato al futuro, in sintonia con una visione più ampia di prosperità sostenibile. In quest’ottica, nel 2023 Qonto ha annunciato la propria Impact Strategy, che mira a ridurre l'impronta di carbonio e creare un ambiente di lavoro inclusivo attraverso workshop interattivi sulla diversità, corsi di formazione sulla disabilità, eventi di sensibilizzazione e gruppi di sostegno per dipendenti.

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