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    • 20/03/2015 - Nuove sfide delle farmacie dopo il DDL concorrenza

      Ieri pomeriggio a Roma si è svolto il convegno Farmacia Italiana di Business International – Fiera Milano Media con il patrocinio di Federfarma Lazio e la partecipazione dell’associazione NOVA, sul nuovo ruolo delle farmacie sul territorio e l’evoluzione del settore.
      A introdurre il dibattito, due figure di peso: Franco Caprino, il presidente di Federfarma Lazio, ed Emilio Croce, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Roma. Fil rouge della giornata è stato il tema del cambiamento della Farmacia italiana: una vera e propria istituzione radicata sul territorio, che vive oggi una intensa fase di trasformazione ed evoluzione. “La farmacia italiana è un qualcosa di bello e che funziona, oggi parliamo di come evolverà”, questa l’introduzione del presidente Caprino.

      Croce ha sottolineato la puntualità e l’opportunità del convegno giunto un mese dopo che il Governo ha approvato l’articolo 33 del Disegno di Legge sulla Concorrenza: “Si tratta dell’apertura della proprietà della farmacia alle società di capitali: un evento storico” ha detto Croce. “Se la legge verrà approvata così com’è, modificherà profondamente il regime giuridico farmaceutico: prima l’ordinamento prevedeva la possibilità di possedere una farmacia solo ed esclusivamente per i farmacisti o per le società di farmacisti; in seguito a questa norma, la situazione cambierà: qualsiasi persona fisica o giuridica (anche senza farmacisti) potrà possedere una farmacia: tutte le leggi precedenti saranno dunque in discussione”.

      Successivamente l’Onorevole Federico Gelli, responsabile del settore sanità del Partito Democratico, ha risposto affermando che “si tratta di un Disegno di Legge su cui si potrà discutere e ci potranno essere dei cambiamenti” e ha aggiunto: “perdere un patrimonio imponente come le farmacie sarebbe un danno, economico e qualitativo”. L’Onorevole Raffaele Calabrò, membro della XXII Comm.ne Affari Sociali – Sanità della Camera dei Deputati ha poi aggiunto che “il Patto della Salute cambia il ruolo delle farmacie, le rende il vero front office della sanità” e successivamente ha affermato che c’è bisogno di “definire alcuni paletti rigidi per le successive stesure della legge”: e su questo punto ha delineato un panorama delle norme dei principali paesi europei.

      Tra i temi affrontati, anche il nodo liberalizzazioni, spesso viene visto come un’opportunità per fare crescere l’economia e diminuire i prezzi per i consumatori, ma – come ha sottolineato il chairman del convegno, il professore di Economia sanitaria e farmaceutica Fabrizio Gianfrate: “se il mercato è fermo, le liberalizzazioni non servono e spesso provocano un calo di personale e posti di lavoro”.

      L’intervento di Nomos Lab – Laboratorio Politiche Sanitarie, ha poi esposto una sintesi delle principali riforme del settore degli ultimi 10 anni, dai Decreti Storace, Bersani, alle riforme di Monti, fino a oggi, ed ha snocciolato alcuni dati del comparto. Tra i numeri esposti da Nomos, anche quelli per cui “in Italia nel 2014 circa il 70% delle vendite del mercato farmaceutico è stato gestito dalle piccole farmacie rurali e urbane. Nel nostro Paese c’è un farmacista ogni 1.050 pazienti e un medico generale ogni 1.200”.

      Secondo Claudio Montaldo, vicepresidente e Assessore alla salute, politiche della sicurezza dei cittadini della Regione Liguria e responsabile del settore Sanità, Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome “bisogna passare a una logica per cui la remunerazione si aggancia alla presa in carico del paziente”. Carla Bruschelli, Medico di Medicina Generale SIMG ha evidenziato come “bisogna insistere sull’aderenza alla terapia che, se appropriata, è il migliore modello per il contenimento dei costi: il problema più grande (dopo l’adeguatezza della terapia) è infatti proprio costituito dal paziente che non si cura e che molto probabilmente avrà dei problemi diventando quindi un costo. In questo contesto sono centrali i ruoli del medico e del farmacista perché presenti e radicati sul territorio”.

      Dopo una carrellata significativa dei principali reati commessi in Italia negli ultimi anni, in materia farmaceutica e di contraffazione, curata dal Comandante dei NAS di Roma Dario Praturlon, che ha messo in luce l’elevato numero di questi reati, spesso in relazione a vendite avvenute sul web, l’evento si è avviato alla conclusione. Il settore farmaceutico è in forte evoluzione: in questo processo di cambiamento uno dei temi centrali è senz’altro l’ingresso del capitale nelle farmacie, ma anche l’evoluzione del ruolo stesso della farmacia che deve essere ripensato, per valorizzare e non disperdere il grande patrimonio di etica professionale, radicamento sul territorio e presidio sanitario, che ha per tutta la popolazione italiana. La sfida è lanciata.

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