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    • 21/07/2014 - Una startup italiana selezionata per il bootcamp in entrepreneurship del Mit

      Poi dicono che i corsi online non servono. Dopo aver frequentato il corso online del Mit, in " Entrepreneurship 101: who is your customer?", l'italiana Alessandra Berto è stata uno dei 50 iscritti selezionati (sui 55.000 partecipanti online) per partecipare al bootcamp in Global Entrepreneurship, che l'istituto di Boston organizza questì estate, dal 18 al 22 agosto. Il Bootcamp di una settimana prevede corsi con docenti del calibro di Bill Aulet (direttore del Martin Trust Center per l'impreditoria del Mit) ed è finalizzato all'acquisizione di strumenti per gestire il business delle proprie startup (analisi del mercato, progettazione del prodotto, dimensioni aziendali ottime, business plan, ecc.).

      Berto ci andrà per conto della Ecobioservice di Taranto (di cui è consulente esterna), una società specializzata nell'aiutare le pubbliche amministrazioni e le Pmi a rendicontare i propri risparmi energetici tramite il sistema dei cosiddetti Certificati Bianchi (più propriamente noti come Titoli di Efficienza Energetica).

      "Questi certificati - spiega Berto - rappresentano una eccellenza italiana nel settore dell'efficienza energetica, una best practice di collaborazione tra istituzioni (MISE, ENEA, AEEGSI, GSE, GME) per aiutare aziende e PA ad investire in tecnologia per migliorare le proprie prestazioni energetiche e per certificare il raggiungimento da parte dell'Italia degli obiettivi europei di risparmio energetico".

      L'idea di Ecobioservice è di usare gli strumenti e le conoscenze apprese tramite il bootcamp per migliorare la propria collaborazione con le istituzioni - e le comunicazioni fra le istituzioni stesse - e in seguito sviluppare delle soluzioni di risparmio energetico vero e proprio. Gli imprenditori globali scelti dal Mit provengono da 14 nazioni di vari continenti, Per aiutare chi arriva da Paesi emergenti, come l'India e il Pakistan a coprire i costi del corso (6000 dollari) e del viaggio, è stata lanciata una campagna di crowdfunding su Indiegogo.

      Il tema dell'efficienza energetica, per quanto forse meno "sexy" di altri, è uno fra i più promettenti - e potenzialmente redditizi - in ambito startup, tanto che sono parecchie, nel mondo, le imprese innovative che stanno cimentandosi in questo campo.

      In Inghilterra, per esempio, è interessante il caso di CarbonCulture, una startup di Londra che, dopo aver stretto delle partnership con enti di prestigio come il Dipartimento dell'Energia, quello del Tesoro e la Tate Gallery, rende visibili sul proprio sito i consumi energetici di tali strutture pubbliche, preludio a una serie di azioni di riduzione degli stessi.

      Oltreoceano, a Bedford, nel Massachussets, FirstFuel utilizza coordinate satellitari, informazioni sui consumi pregressi e altri parametri, per effettuare analisi estremamente capillari, volte ad ottimizzare l'impatto energetico di un edificio. Altre società, come SimpleEnergy o OPower, usano la gamification e la condivisione sui social dei consumi, per indurre gli utenti e modificare le proprie abitudini e a risparmiare risorse. Inserirsi in questo mercato per una società italiana, magari implementando in maniera innovativa l'esperienza nazionale ed europea dei certificati energetici, è un'occasione da non perdere.

      fonte: www.lastampa.it

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