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Banking & Insurance

L’area Banking & Insurance organizza annual, seminari e percorsi di formazione dedicati ai manager che operano nell’industria dei servizi finanziari. Le evoluzioni normative, di mercato, di scenario e di organizzazione sono analizzate e approfondite attraverso il coinvolgimento diretto di Istituzioni e Autorità di Vigilanza e il confronto continuo tra partecipanti, esperti e casi di studio.

Key areas: Antiriciclaggio, Assicurazioni, Banche Locali, Banking, Basilea, Brokeraggio, Compliance, Corporate Governance, Frodi, ISVAP, Merito Creditizio, Prodotti Vita, Rischio Liquidità, Risk Management, Sinistri, Trasparenza

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L’opinone di Gianfrancesco Rizzuti, Responsabile Comunicazione della Federazione Banche Assicurazioni e Finanza

La regolazione è il tempio della conservazione. E' una massima, un modo di dire che interpreta un comune modo di pensare. Prima si muove la realtà, con la sua dinamica pre-giuridica, poi arriva il diritto a regolare. E spesso ingessare. Questo che è' un principio generale bene si applica ai mercati e a quelli finanziari in particolare.

Lo "spirito animale" dell'imprenditore e di chi opera investendo o gestendo denaro prima o poi va ingabbiato in un reticolo ordinamentale che finisce per fotografare l'esistente. Con la conseguenza di frenare ogni genere di innovazione, o di confinare quest'ultima in una terra di nessuno in attesa di qualcuno che viene a piantare paletti e a rivendicare una potestà regolamentare che prima o poi diventa anche di supervisione.

Mercati e ordinamenti sembra temano l'horror vacui, hanno bisogno di un custode che vigili sulla capacità' di cambiare, di apportare novità. Perché ogni cambiamento cela insidie, costringe a fare i conti con una realtà' differente e competitiva, impedisce rendite di posizione che poi sono quelle dello status quo e del monopolio in termini economici.

Il tema scelto per la conferenza del 19 e 20 maggio, con la apparente antinomia tra regolazione e innovazione, getta un seme nuovo nel terreno della normazione. Ma lo getta anche per chi, come la Federazione Banche Assicurazioni e Finanza, ha accettato una sfida innovativa per la rappresentanza. Chi regola, chi vigila ma anche chi "rappresenta" interessi economici e finanziari ha una responsabilità in più.

Non fermarsi per la propria comodità a frenare il progresso, ma agevolarlo, spingerlo in avanti, senza il timore che ogni novità sia necessariamente diabolica. Purtroppo la tentazione e' forte e la recente crisi finanziaria globale ha dato buone munizioni all'esercito della conservazione.

Strumenti finanziari "nuovi", come i derivati, o ambienti e piattaforme finanziari non regolamentati - come lo shadow banking - sono stati giudicati all'origine di molti dei mali recenti. Ma come la storia dimostra, e non per abusare della citazione hegeliana per la quale tutto ciò che è' reale è razionale, ogni tentativo di reprimere le innovazioni è destinato a fallire.

Non solo perché in sistemi aperti la repressione fatica ad inseguire le vicende regolamentate e non, ma anche perché senza innovazione la storia si ferma e finisce con il tornare indietro, e a impoverire la società nel suo complesso. Se il regolatore vuole allora diventare elemento di crescita e sviluppo non deve ingabbiare, ma facilitare l'innovazione. Normandola senza bloccarla, anzi, incentivandola.

E' questa la sfida di un diritto moderno, e' questa la sfida per un regolatore efficace. Compito di una associazione di rappresentanza di interessi diventa allora l'essere promotore di cambiamento tra i suoi associati, facilitatore ed interlocutore credibile di un nuovo modo di fare regolazione. In un dialogo che diventa strumento di progresso per tutti, istituzioni, imprese, cittadini. Dal dibattito del 19 e 20 maggio ci aspettiamo una riflessione compiuta su questi temi nell'ambito dei mercati bancari ed assicurativi in particolare, che sono da tempo tra i protagonisti del cambiamento e grandi investitori in ricerca e sviluppo. Per una "buona e nuova" finanza.
 

...continua